Soli e Felici: consigli, strategie, tecniche per non sentirsi soli, nel nuovo libro consigliato da Omar Falworth.
La solitudine non ha un’età ben precisa e neppure una condizione sociale.
Tutti, in qualsiasi momento della nostra vita possiamo sperimentarla. Infatti, chi più chi meno, chi in un modo, chi in un altro, chi in certi periodi, chi in altri a tutti capita di sentirsi soli, sia a chi vive solo che a chi vive con il partner o in famiglia.
La solitudine può avere diverse caratteristiche: – c’è la solitudine interiore, una sensazione negativa che avverte chi non ha rapporti di intimità o complicità (non un profondo rapporto di coppia o d’amicizia o con un genitore o con un parente); – la solitudine affettiva, una sensazione negativa che avverte chi non ha nessun rapporto di affetto (nessuno che gli dia calore umano o solidarietà , nessuno su cui contare in caso di difficoltà improvvisa); la solitudine sociale, una sensazione negativa che avverte chi non ha nessun rapporto di amicizia (nessuno con cui scambiare idee e opinioni, con cui passeggiare o con cui vedere uno spettacolo); – solitudine esistenziale, una sensazione negativa che avverte chi si sente di essere una persona sola nel mondo, sola nell’universo (quando si ha l’impressione che non esiste al mondo un’altra persona con i nostri stessi sentimenti o che ci possa capire pienamente); – solitudine fisica, una sensazione negativa che avverte chi non ha nessuna presenza fisica (qualcuno con cui vivere, per scelta oppure no).
Quando non è una scelta volontaria, la solitudine influisce negativamente e in modo pesante sul nostro benessere psicologico e sulla nostra vita.
Proprio per ovviare a questi problemi, Soli e Felici ci porta a conoscenza di tecniche di miglioramento psicologico, per ridurre la propria solitudine, per trasformare in solitudine positiva quella da cui non si può fuggire e per evitare di trovarsi in futuro in una condizione di solitudine negativa.
Tutte le persone avvertono tutti i tipi di solitudine illustrati sopra ma con modalità e frequenze diverse. Naturalmente, chi desidera non sentirsi solo, deve combattere soprattutto la sua solitudine dominante e, in misura minore, la sua solitudine secondaria.
Dopo aver descritto accuratamente ogni tipo di solitudine, Cristina Rossy Morley, con esempi pratici tratti dalle storie di alcune persone, illustra il percorso che permette di liberarsi dalla morsa della solitudine e di vincere la battaglia, permettendo così al lettore di trarre utilissime indicazioni e consigli su come costruire e mantenere ottimi rapporti interpersonali, di amicizia e anche d’amore.
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19:24 del 05 maggio 2007
Tanto per cominciare la copertina è angosciante.
20:05 del 07 agosto 2007
…grazie, stavo proprio cercando qualcosa di nuovo da leggere. Mi ha interessato il tuo commento: spero di trovarlo in libreria.
12:50 del 20 settembre 2007
Non posso commentare un libro che non ho letto. Sicuramente se esiste un modo di convivere positivamente con la solitudine ne sono felice.
anche confrontarsi con le solitudini di altri può aiutare a ridimensionare la propria. Spero solo che un giorno nessuno debba mai più parlare di solitudine.
21:43 del 26 settembre 2007
sei laura pausini sei la mia cantante preferrita sei bravissima
01:33 del 08 ottobre 2007
nn gliene importa niente a nessuno se soffri di solitudine!!!sono tutti troppo concentrati su se stessi…e tu agonizzi.
00:59 del 09 ottobre 2007
evidentemente se siamo finiti qui è perchè ci crediamo ancora…non mollate mai
20:21 del 20 novembre 2007
confermo, la copertina è da idioti ma in tutto
c’è qualcosa di buono
12:36 del 29 dicembre 2007
nella nostra vita ci si sente spesso soli, forse perchè tendiamo a far dipendere la nostra felicità da qualcuno o da qualcos’altro che non sia noi stessi… io non credo che l’uomo possa vivere solo per sempre ma credo che debba trovare in sè la forza interiore per andare avanti…
17:30 del 02 marzo 2008
la gente e troppa egoista