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	<title>BlogLibri.it &#187; osho</title>
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	<description>Libri - Salute Naturale, Sviluppo Personale, Crescita Spirituale - Approfondimenti e recensioni.</description>
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		<title>La Rabbia</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maestri Spirituali]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>

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		<description><![CDATA[ “La psicologia della rabbia è: volevi qualcosa, e qualcuno ti ha impedito di ottenerlo. Qualcuno ha creato un blocco, un ostacolo. Tutta la tua energia era lanciata a ottenere qualcosa, e qualcuno l’ha bloccata. Non hai potuto ottenere ciò che volevi. Quest’energia frustrata diventa rabbia, rabbia contro la persona che ha distrutto la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__benessere-emotivo-osho.php?pn=62"><img class="alignleft size-full wp-image-2496" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="benessere-emotivo-osho" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2012/01/benessere-emotivo-osho.jpg" alt="benessere-emotivo-osho" width="113" height="180" /></a> “La psicologia della rabbia è: volevi qualcosa, e qualcuno ti ha impedito di ottenerlo. Qualcuno ha creato un blocco, un ostacolo. Tutta la tua energia era lanciata a ottenere qualcosa, e qualcuno l’ha bloccata. Non hai potuto ottenere ciò che volevi. Quest’<strong>energia frustrata diventa rabbia</strong>, rabbia contro la persona che ha distrutto la possibilità di soddisfare il tuo desiderio.</p>
<p>Non puoi prevenire la rabbia, perché è un sottoprodotto, ma puoi fare qualcos’altro per far sì che questo sottoprodotto non venga creato affatto. Ricordati di una cosa nella vita:<strong> non desiderare nulla con un’intensità tale da renderla una questione di vita o di morte. Sii un po’ giocoso</strong>.</p>
<p>Non sto dicendo di non desiderare, perché quella sarebbe repressione. Sto dicendo di desiderare, ma di fare in modo che il desiderio sia giocoso. Se si realizza, bene. Se non si realizza, magari non era il momento giusto; si vedrà la prossima volta. Impara un po’ dell’arte di giocare.</p>
<p><strong>Noi siamo così identificati col desiderio che, quando qualcosa blocca o impedisce la sua realizzazione, la nostra energia prende fuoco e ci brucia</strong>. In questo stato vicino alla follia, puoi fare cose di ogni genere, delle quali ti pentirai in seguito. Puoi creare una catena di eventi nei quali sarai intrappolato per tutta la vita. Per questo motivo, per migliaia di anni si è detto: “Lascia andare i desideri”. Ma questo è chiedere qualcosa d’inumano. Persino quelli che hanno detto: “Lascia andare i desideri”, ti hanno dato un motivo, un desiderio e cioè che se diventi privo di desideri, raggiungerai la libertà suprema del moksha, del nirvana. Anche questo è un desiderio. (…)  Se accade qualcosa che disturba il tuo desiderio per moksha, la rabbia divamperà un’altra volta. E questa volta sarà ancora più forte, perché ora il desiderio sarà molto più grande. La rabbia è sempre in proporzione al desiderio.</p>
<p>(…) <strong>La radice è sempre qualche desiderio che è stato bloccato</strong>, e la frustrazione crea rabbia. Non prendere i desideri troppo sul serio, <strong>non prendere nulla troppo sul serio</strong>.</p>
<p>È una sfortuna che nessuna religione al mondo abbia accettato il senso dell’umorismo come una delle qualità fondamentali dell’uomo religioso. Voglio che comprendiate che<strong> il senso dell’umorismo, la giocosità, dovrebbe essere una qualità di base</strong>. Non prendere le cose troppo sul serio, e la rabbia non nascerà. Potrai semplicemente ridere di tutto quanto. Potrai ridere di te stesso. Potrai ridere in situazioni in cui ti saresti arrabbiato, saresti stato furioso.</p>
<p>Usa il gioco, il senso dell’umorismo, la risata. È un mondo molto grande, dove vivono milioni di persone. Tutti sono alla ricerca di qualcosa da ottenere. È naturale che a volte accada che le persone s’intralcino a vicenda – non perché lo vogliano, è un fatto casuale, la situazione è quella.</p>
<p>Ho sentito raccontare di un mistico Sufi, Junnaid, che tutte le sere, nella sua preghiera serale, ringraziava l’esistenza per la sua compassione e per il suo amore. Una volta stava viaggiando da tre giorni con i suoi discepoli, quando arrivarono a un villaggio i cui abitanti erano ostili a Junnaid, perché pensavano che i suoi insegnamenti non fossero esattamente gli insegnamenti di Maometto. Questi insegnamenti sembravano essere solo suoi; e loro pensavano che stesse corrompendo la gente. In questi tre villaggi non ricevettero né cibo, né acqua. Al terzo giorno erano veramente in brutte condizioni. I discepoli pensarono: “Ora vediamo cosa succede nella preghiera.Come potrà dire all’esistenza: ‘Sei piena di compassione, il tuo amore per noi è grande; ti prendi cura di noi e ti siamo grati&#8217;?”. Ma al momento della preghiera, Junnaid pregò al solito modo. Dopo la preghiera, i seguaci dissero: “Questo è troppo. Per tre giorni abbiamo sofferto la fame e la sete. Siamo stanchi, non abbiamo dormito, eppure tu dici ancora all’esistenza: ‘Sei piena di compassione, il tuo amore per noi è grande; ti prendi cura di noi e ti siamo grati’”. Junnaid replicò: “La mia preghiera non dipende da qualche condizione; quelle sono cose banali. Che mi diano da mangiare oppure no, non starò a disturbare l’esistenza per questo – una cosa così piccola in un universo così grande. Se non mi danno da bere, o persino se muoio, non ha importanza: la preghiera rimarrà la stessa. In questo universo infinito, non fa alcuna differenza se Junnaid è vivo o morto”.</p>
<p>Questo è ciò che intendo quando dico di non prendere nulla sul serio, nemmeno te stesso. Vedrai allora che la rabbia semplicemente non appare – non c’è più alcuna possibilità.<strong> La rabbia è</strong> sicuramente<strong> una delle maggiori forme di dispersione dell’energia spirituale</strong>. Puoi essere giocoso rispetto ai tuoi desideri, e <strong>rimanere lo stesso sia se hai successo sia se fallisci</strong>.</p>
<p><strong>Inizia a pensare a te stesso in modo rilassato</strong>, non come a un qualcosa di speciale; non pensare di essere destinato a essere vittorioso, ad aver successo in ogni situazione. È un mondo molto grande, e noi siamo molto piccoli.<br />
Se questo fatto riesce a prendere piede nel tuo essere, tutto diventa accettabile. La rabbia scompare, e allora hai veramente una sorpresa perché, <strong>quando la rabbia scompare, si lascia dietro un’energia immensa di compassione, d’amore e d’amicizia</strong>.”</p>
<p>“Ho il sospetto che tutte le volte in cui la rabbia viene repressa troppo, la gente ha problemi con i denti. I denti hanno problemi perché c’è troppa energia che non viene mai espressa. Inoltre se reprimi la rabbia, mangerai troppo; le persone arrabbiate mangeranno sempre molto, perché i loro denti hanno bisogno di esercizio. Le persone arrabbiate fumeranno molto. Le persone arrabbiate parleranno molto; possono diventare parlatori ossessivi perché le loro mascelle hanno bisogno di esercizio in modo che l’energia venga liberata almeno in parte. Le mani delle persone arrabbiate diventeranno nodose, brutte. Se l’energia fosse stata espressa, sarebbero diventate belle.</p>
<p>Quando reprimi qualcosa, ci sarà nel corpo una parte che corrisponderà all’emozione repressa. Se non vuoi piangere, i tuoi occhi perderanno la lucentezza perché le lacrime sono necessarie; sono un fenomeno di grande vitalità. Se ogni tanto piangi e versi lacrime – se partecipi veramente, se diventi pianto e le lacrime prendono a scorrere – i tuoi occhi diventeranno puliti, freschi, giovani e come vergini.</p>
<p>Ecco perché le donne hanno occhi così belli: sono ancora capaci di piangere. L’uomo ha perso questa bellezza perché ha la nozione erronea che un uomo non dovrebbe mai piangere. Se qualcuno, persino un bambino, piange, i genitori e gli altri diranno: “Ma che fai? Sei una femminuccia?”. Che sciocchezze: Dio ha dato sia all’uomo che alle donne le stesse ghiandole lacrimali. Se l’idea fosse stata che l’uomo non deve piangere, non ci sarebbero neppure le ghiandole. È semplice aritmetica: perché le ghiandole lacrimali esistono nella stessa proporzione nell’uomo come nella donna? Gli occhi devono piangere e lacrimare, ed è molto bello se puoi piangere con tutto il cuore.</p>
<p>Ricorda che <strong>se non puoi piangere e versare lacrime con tutto il cuore, non potrai nemmeno ridere, perché questa è l’altra polarità</strong>. La gente che sa ridere, sa anche piangere; quelli che non piangono non possono nemmeno ridere. L’avrai osservato a volte nei bambini: se ridono forte e a lungo, iniziano a piangere, perché le due cose sono collegate. Nei villaggi ho sentito le madri dire ai figli: “Non ridere troppo, altrimenti piangerai”. È proprio vero, perché questi due fenomeni non sono diversi – è la stessa energia che si muove verso poli opposti.”<br />
<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_osho.php?pn=62">Osho</a></p>
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		<title>Qui e Ora con la meditazione</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 10:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maestri Spirituali]]></category>
		<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>
		<category><![CDATA[Tilopa]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8220;Sii un bambù cavo&#8230; Questo è uno dei metodi di Tilopa. Ogni Maestro ha un proprio metodo speciale, per mezzo del quale è arrivato alla meta, e per mezzo del quale cerca di aiutare gli altri. E la specialità di Tilopa è: come un bambù cavo, lascia che il tuo corpo si riposi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2349" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="grande-sigillo" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2011/05/grande-sigillo.jpg" alt="grande-sigillo" width="120" height="180" /> &#8220;Sii un bambù cavo&#8230; Questo è uno dei metodi di <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__grande-sigillo.php?pn=65"><strong>Tilopa</strong></a>. Ogni Maestro ha un proprio metodo speciale, per mezzo del quale è arrivato alla meta, e per mezzo del quale cerca di aiutare gli altri. E la specialità di Tilopa è: come un bambù cavo, lascia che il tuo corpo si riposi a suo agio.</p>
<p>Il bambù è cavo all’interno. Rilassati , diventa come una canna di bambù: cavo; vuoto internamente. È proprio così: il tuo corpo è una canna di bambù, cavo all’interno. La pelle, le ossa, il sangue fanno parte del legno di bambù: dentro c’è una cavità, si apre uno spazio.</p>
<p>Sedendo senza far nulla, con la bocca chiusa, la lingua contro il palato, in silenzio, non vibrante di pensieri, <strong>con la mente osservatrice passiva, senza aspettare nulla, sentiti un bambù cavo</strong>. Improvvisamente, un’energia infinita comincerà a versarsi in te; e sarai riempito dall’ignoto, dal misterioso, dal Divino. Il bambù cavo diventa un flauto, e il Divino comincia a suonarlo. Quando sei vuoto non c’è nessuna barriera che impedisca al Divino di entrare in te.</p>
<p>Prova; è una delle meditazioni più belle, la meditazione che consiste nel diventare un bambù cavo. Non occorre far altro: limitati a diventare un bambù cavo; il resto succede da sé. Improvvisamente sentirai qualcosa scendere nella tua cavità. Sei un utero, e un seme cade in te, entra in te una nuova vita. E viene un momento in cui il bambù stesso si dissolve.</p>
<p>Riposa a tuo agio: non desiderare cose spirituali, non desiderare il paradiso, non desiderare neppure Dio. <strong>Quando sei senza desideri, sei libero</strong>. La Buddhità non si può desiderare, perché il desiderio è l’ostacolo che si frappone tra te e la Buddhità: quando l’ostacolo non c’è più, Buddha esplode in te. Il seme c’è già: <strong>quando sei vuoto c’è lo spazio necessario, e il seme germoglia</strong>.</p>
<p>Non c’è nulla da dare, nulla da prendere. Tutto è perfetto così com’è: non c’è bisogno né di dare né di prendere. Sei perfetto così come sei.</p>
<p><strong>Non c’è bisogno di diventare nulla: basta rendersi conto di chi si è</strong>, questo è tutto. Limitati ad accorgerti di chi si nasconde in te. Per quanto tu possa migliorarti, resterai sempre ansioso, angosciato, perché lo sforzo stesso di migliorarti ti svia dal cammino. Lo sforzo di migliorarti dà significato al futuro, alla meta, agli ideali: e la tua mente si riempie di desideri.</p>
<p>Desiderando, ti allontani dalla meta. Lascia che il desiderio si plachi; diventa una pozza silenziosa di assenza di desiderio. E ti stupirai: improvvisamente, <strong>quando meno te l’aspetti, la meta è lì</strong>. Ti farai una grassa risata, come accadde a Bodhidharma.</p>
<p>Cosa praticare, allora? Essere sempre più a proprio agio. <strong>Essere sempre più qui e ora</strong>. Essere sempre più nell’azione, piuttoso che assorbiti nell’attività. Essere sempre più cavi, vuoti, passivi. Essere sempre più osservatori, indifferenti, senza aspettative, senza desideri. <strong>Essere contenti di sé, così come si è</strong>. Celebrare.</p>
<p>E allora, da un momento all’altro, quando le cose sono mature, e viene la giusta stagione, sbocci un un buddha.&#8221;<br />
Osho, <em>Tantra: La Comprensione Suprema</em></p>
<p><em>&#8220;Senza dire né prendere, metti a riposo la mente,<br />
Mahamudra è come una mente che non si attacca a nulla&#8221;, </em>Tilopa</p>
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		<title>I quattro pilastri della salute</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maestri Spirituali]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>
		<category><![CDATA[salute interiore]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8220;La salute non è solo un fenomeno fisico. Questa è solo una delle sue dimensioni, una delle più superficiali, perché il corpo finirà per morire – che sia sano o malato, è solo un fatto momentaneo.
La vera salute deve accadere dentro di te, nella tua soggettività, nella tua consapevolezza, perché la consapevolezza non conosce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2203" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="osho-grande" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/11/osho-grande.jpg" alt="osho-grande" width="263" height="252" /> &#8220;<strong>La salute non è solo un fenomeno fisico</strong>. Questa è solo una delle sue dimensioni, una delle più superficiali, perché il corpo finirà per morire – che sia sano o malato, è solo un fatto momentaneo.</p>
<p>La vera salute deve accadere dentro di te, nella tua soggettività, nella tua consapevolezza, perché la consapevolezza non conosce né nascita, né morte: è eterna.</p>
<p>Avere una consapevolezza sana vuol dire:</p>
<ul>
<li>prima di tutto, <strong>essere svegli, consapevoli</strong>;</li>
<li>in secondo luogo,<strong> essere in armonia</strong>;</li>
<li>in terzo luogo, <strong>essere estatici</strong>;</li>
<li> in quarto luogo,<strong> essere compassionevoli</strong>.</li>
</ul>
<p><strong>Quando realizzi questi quattro punti, sei sano interiormente</strong>. Il sannyas è in grado di realizzare questi quattro punti.</p>
<p>Può <strong>renderti più consapevole</strong>, perché tutte le tecniche di meditazione sono metodi per renderti più consapevole, espedienti per tirarti fuori dal tuo sonno metafisico.</p>
<p>E poi danzare, cantare e celebrare possono renderti <strong>più armonioso</strong>. C’è un momento in cui il danzatore scompare e rimane solo la danza: in quello spazio così raro, ti senti in armonia. Quando ti dimentichi completamente di chi canta e rimane solo la canzone, quando non c’è un centro che canta e rimane solo la canzone, quando non c’è un centro che funziona come “Io” – l’”Io” è del tutto assente – e fluisci solamente, quella consapevolezza che fluisce è in armonia.</p>
<p>Essere consapevoli e armoniosi apre la possibilità dell’estasi. <strong>Estasi </strong>vuol dire <strong>gioia suprema</strong>, ineffabile; non ci sono parole adeguate per dire qualcosa su quest’argomento.</p>
<p>Quando hai raggiunto l’estasi, quando hai conosciuto il picco supremo della gioia, la conseguenza è la <strong>compassione</strong>. <strong>Quando hai questa gioia, vuoi condividerla</strong>; non puoi fare a meno di condividerla, è un fatto inevitabile. È una conseguenza logica del possederla. Inizia a traboccare; tu non devi fare nulla. Accade per suo conto.</p>
<p>Questi sono i quattro pilastri della salute interiore. Vedi di ottenerla – è un tuo diritto naturale, devi solo rivendicarla.&#8221;<br />
<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_osho.php?pn=62">Osho</a></p>
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		<title>L&#8217;importanza della fiducia</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero Positivo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Norman Vincent Peale]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Chi si fida di se stesso può anche fidarsi degli altri. Chi non si fida di se stesso, non può fidarsi di nessuno. La fiducia nasce dal fidarsi di se stessi.
(&#8230;)Ma chi sono queste persone che non riescono a fidarsi di se stesse? Evidentemente qualcosa è andato dal verso sbagliato. Prima di tutto, queste sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2136" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="come-acquistare-fiducia-e-a" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/10/come-acquistare-fiducia-e-a.jpg" alt="come-acquistare-fiducia-e-a" width="115" height="180" />&#8220;<strong>Chi si fida di se stesso può anche fidarsi degli altri</strong>. Chi non si fida di se stesso, non può fidarsi di nessuno. La fiducia nasce dal fidarsi di se stessi.</p>
<p>(&#8230;)Ma chi sono queste<strong> persone che non riescono a fidarsi di se stesse</strong>? Evidentemente qualcosa è andato dal verso sbagliato. Prima di tutto, queste sono persone che <strong>non hanno una buona immagine di sé</strong>, che si condannano. Si sentono sempre colpevoli e ‘sbagliate’. Sono sempre sulla difensiva, cercando di dimostrare che non sono sbagliate, ma nel profondo sanno di esserlo. Sono<strong> persone cui, in un modo o nell’altro, è mancata un’atmosfera d’amore</strong>.</p>
<p>Gli psicologi sostengono che chi non può fidarsi di se stesso deve avere qualche problema profondo con la madre. La relazione madre-bambino, sotto qualche aspetto, non si è svolta nel modo dovuto. La madre è la prima persona nell’esperienza del bambino; se la madre lo ama e si fida di lui, il bambino inizia ad amare la madre e a fidarsi di lei. <strong>Tramite la madre, il bambino acquista consapevolezza del mondo</strong>; la madre è la finestra attraverso la quale accede all’esistenza.</p>
<p>A poco a poco, <strong>se esiste una buona relazione tra il bambino e la madre</strong>, una risposta, una profonda sensibilità, un trasferimento profondo d&#8217;energia, una fioritura, allora il bambino inizia a fidarsi anche di altri. Sa che la sua prima esperienza è stata bella, quindi non ha ragioni per pensare che la seconda possa non esserlo. <strong>Avrà tutte le ragioni per credere che il mondo è buono</strong>.</p>
<p>Se nell’infanzia sei stato circondato da un ambiente ricco d’amore, diventerai religioso, e nascerà la fiducia. Ti fiderai; la fiducia diventerà per te una qualità naturale. Ti fiderai di tutti, a meno che qualcuno non faccia un grosso sforzo per creare in te sfiducia; solo allora non ti fiderai più. Ma sarà un caso eccezionale. Una persona t&#8217;inganna e fa ogni sforzo per distruggere la tua fiducia. Ora forse non ti fiderai più di lui, ma non perderai la fiducia nel resto dell’umanità. Dirai: “Questa è solo una persona, e ce ne sono milioni. Solo a causa di uno, perché perdere la fiducia in tutti?”.</p>
<p>Ma se manca una fiducia di base, se qualcosa è andato storto tra te e tua madre, allora la sfiducia diventa la tua qualità fondamentale. In quel caso per te è naturale, normale, non fidarti. Non occorre che qualcuno te lo dimostri; non ti fidi in ogni caso, e se qualcuno desidera la tua fiducia, dovrà lavorare duro per ottenerla. Anche allora, ti fiderai solo in modo condizionale. Anche allora, la tua fiducia non avrà un raggio molto vasto; sarà molto limitata, diretta solo verso una persona. Il problema è questo.</p>
<p>Anticamente la gente si fidava moltissimo. <strong><em>Shraddha</em>, fiducia, era una qualità molto semplice, che non avevi bisogno di coltivare</strong>. Era vero l’opposto: se qualcuno voleva diventare uno scettico, se voleva dubitare con tutte le sue forze, era necessario un addestramento, un forte condizionamento. <strong>La gente si fidava, perché le relazioni d’amore erano profondissime</strong>. Nel mondo moderno l’amore è scomparso, e <strong>la fiducia non è altro che il culmine dell’amore</strong>, la parte più preziosa dell’amore. L’amore è scomparso; i bambini nascono in famiglie in cui padre e madre non si amano. Nascono i figli, e la madre non si interessa a loro, anzi si irrita perché interferiscono con la sua vita. Le donne non vogliono avere bambini, e se arrivano lo stesso, sono solo degli incidenti. C’è un atteggiamento profondamente negativo; il bambino lo assorbe e fin dal principio ne viene avvelenato. Non può fidarsi di sua madre.</p>
<p>&#8230;Una filosofia non nasce dal nulla; deriva dalla tua esistenza, dalla tua esperienza di vita. Se il bambino è vissuto in un rapporto d’amore profondo con la madre che lo ho ricolmato con il suo amore, quello è l’inizio di tutta la sua fiducia nel futuro. Il bambino allora potrà avere relazioni amorevoli con le donne, o con gli amici; un giorno sarà capace di arrendersi a un maestro e, alla fine, sarà in grado di dissolversi completamente in Dio. Ma, se manca l’anello fondamentale, mancano le fondamenta. Puoi provarci, ma è difficilissimo.</p>
<p>(&#8230;)La fiducia è il più sottile dei nutrimenti per la vita. <strong>Se non ti fidi</strong>, non puoi vivere veramente. <strong>Hai sempre paura; sei circondato dalla morte, non dalla vita</strong>. Quando hai dentro di te una fiducia profonda, l’intera prospettiva cambia. Sei a casa, non c’è conflitto. Non sei uno straniero; appartieni al mondo e il mondo appartiene a te.</p>
<p>(…)Se hai vissuto un’infanzia in cui sei stato ricolmato d’amore e di fiducia, hai accumulato una buona immagine di te stesso. Se i tuoi genitori si sono veramente amati, se erano felici della tua presenza perché rappresentavi il culmine, il crescendo, la realizzazione del loro amore, se erano profondamente innamorati, allora tu sei la canzone nata dal loro amore. Tu sei la prova del loro amore. Sei la loro creatura: sono felici di averti, ti accettano, e accettano ciò che sei. Quando cercano di aiutarti, lo fanno in modo molto amorevole. Anche se a volte dicono: “Non fare questo”, non ti senti offeso o umiliato, al contrario senti che si preoccupano per te.</p>
<p>Ma quando l’amore non c’è, e padre e madre continuano a dire: “Non fare questo” oppure “Fai quello”, a poco a poco il bambino impara che: “Non sono accettato come sono. Se faccio certe cose, mi amano. Se non le faccio, non mi amano. Se faccio altre cose, mi odiano”.</p>
<p>Inizia a contrarsi – il suo essere più puro non è accettato e amato. L’amore è condizionale, la fiducia va persa – allora non potrà mai avere una buona immagine di sé. Sono gli occhi della madre che ti riflettono per la prima volta; se scorgi nei suoi occhi una felicità, una grande estasi, un fremito profondo per il semplice motivo che ti stanno guardando, allora impari che hai un valore, impari che hai un valore intrinseco. A quel punto fidarsi è facilissimo e così pure arrendersi, perché non hai alcuna paura. Ma se sai che sei sbagliato, cercherai sempre di provare che vai bene così.</p>
<p>Diventerai polemico. Tutte<strong> le persone polemiche sono persone che non hanno una buona immagine di se stesse</strong>. Sono sempre sulla difensiva, sono permalose. Quando dici a una persona polemica: “Hai sbagliato”, reagirà subito, si arrabbierà moltissimo. Non è in grado nemmeno di tollerare una semplice critica amichevole. Invece,<strong> una persona che ha una buona immagine di se stessa, sarà pronta ad ascoltare, a imparare, a rispettare le opinioni degli altri</strong>. Potrebbero avere ragione loro, e se hanno ragione, se lei ha torto, non dovrà preoccuparsi &#8211; non ha importanza &#8211; perché rimarrà comunque buona ai propri occhi.</p>
<p>La gente è permalosa, non accetta le critiche, non vuole che qualcuno le dica di fare questa cosa o di non fare quell’altra. E poi pensa che, se non riesce ad arrendersi, il motivo è che è troppo forte. La verità è che è malata, nevrotica. <strong>Solo una donna o un uomo forte possono arrendersi, dei deboli mai</strong>. I deboli pensano che, nella resa, la loro debolezza verrà esposta al mondo intero.</p>
<p>Sanno di essere deboli, conoscono il loro complesso d’inferiorità, quindi non possono inchinarsi. Per loro è difficile, perché inchinandosi accetteranno di essere inferiori. <strong>Solo una persona superiore può inchinarsi</strong>; una persona inferiore mai. Non potrà mai rispettare nessuno, perché non rispetta se stessa. Non sa nemmeno cos’è il rispetto, e ha sempre paura di arrendersi perché arrendersi vuol dire per lei debolezza.</p>
<p>Quindi, se per te è difficile avere fiducia, devi tornare indietro e scavare in profondità nei tuoi ricordi. Devi <strong>andare nel passato e ripulire la mente dalle impressioni del passato</strong>. Ti stai portando dietro un mucchio di rifiuti che appartengono al passato – liberatene. E questa è la chiave per farlo: non tornare indietro solo per ricordare, ma per rivivere il passato.</p>
<p>Falla diventare una meditazione. Ogni sera per un’ora torna nel passato. <strong>Cerca di scoprire tutto ciò che è accaduto nella tua infanzia</strong>. Più vai in profondità e meglio è, perché dentro di noi sono nascoste molte cose accadute, che non lasciamo mai emergere nella coscienza. Permetti che vengano a galla. Se lo fai tutti i giorni, andrai sempre più in profondità. Dapprima ti ricorderai di quando avevi quattro o cinque anni, e non riuscirai ad andare oltre quel punto. Improvvisamente ti troverai di fronte una Muraglia Cinese. Continua a provarci. Pian piano vedrai che stai andando ancora più indietro, a tre anni, a due.</p>
<p>Alcuni sono riusciti ad arrivare al momento in cui sono usciti dall’utero. Altri sono arrivati a ricordi del periodo passato nell’utero, e altri ancora sono andati ancora più in là, a una vita precedente alla morte.</p>
<p>Ma se arrivi al momento della nascita, e lo rivivi, sarà un momento di dolore, di profonda agonia. Sentirai quasi come se stessi nascendo un’altra volta. Forse griderai come il bambino ha gridato la prima volta. Ti sentirai soffocare come il bambino si era sentito soffocare quando era uscito dal ventre, perché per alcuni secondi non era stato in grado di respirare. C’era un grande senso di soffocamento: poi ha gridato e il respiro è arrivato, le vie si sono aperte, i polmoni hanno iniziato a funzionare. Potresti dover tornare a quel momento.</p>
<p>Da lì puoi tornare al presente. Continua ad andare nel passato, e poi ritorna al presente, ogni sera. Ci vorranno dai tre ai nove mesi, ma ogni giorno ti sentirai più leggero, come scaricato, e allo stesso tempo nascerà la fiducia, come effetto collaterale. Quando il passato è stato scaricato, quando hai potuto vedere ciò che era accaduto, sei libero. Questa è la chiave: <strong>se diventi cosciente del contenuto della tua memoria, ne sei libero</strong>. <strong>La consapevolezza libera</strong>, l’inconsapevolezza crea un legame. Allora ti sarà possibile fidarti.</p>
<p>Gli psicologi hanno osservato questo fatto: <strong>l’amore è nutrimento</strong>. Vent’anni fa, se qualcuno avesse annunciato che l’amore è una forma sottile di vita, gli scienziati si sarebbero messi a ridere. Avrebbero pensato: “Sei un poeta che vive nei sogni e nelle illusioni. L’amore è un alimento? Che sciocchezze!”. E invece ora i ricercatori affermano che l’amore è un nutrimento. Quando dai del cibo a un bambino, nutrirà il suo corpo, ma se non gli viene dato amore, la sua anima rimarrà affamata, immatura.</p>
<p>(&#8230;)Lasciami fare una predizione: tra venti o trent’anni, gli psicologi riveleranno che la fiducia è un nutrimento ancora più elevato, più potente dell’amore. È più simile alla preghiera. <strong>La fiducia è come una preghiera</strong>, ma molto sottile &#8211; puoi vederlo da solo. Se hai fiducia, scoprirai che con me ti sei imbarcato in una grande avventura, e la tua vita cambierà subito. Se non ti fidi, rimarrai lì fermo; io parlo e ti trascino con me, ma tu sei bloccato, continui a perdermi. Lascia crescere la tua fiducia, e diventerà un ponte tra noi. Allora le parole più comuni diventeranno luminose, allora la mia presenza potrà diventare un grembo in cui potrai rinascere.</p>
<p><strong>Ci sono persone che hanno fiducia perché hanno paura, perché vogliono qualcosa cui aggrapparsi</strong>; hanno paura e vogliono che qualcuno li tenga per mano, e allora guardano il cielo e pregano Dio, ma solo per non avere più paura. Hai mai osservato? A volte di notte camminando in una strada buia inizi a fischiettare o a cantare – non che potrà servirti a molto. Ma in un certo senso aiuta: cantando, ti riscaldi. Cantando, ti tieni occupato e la paura viene repressa. Quando fischietti, ti senti meglio, ti dimentichi che è buio e magari pericoloso, eppure la realtà è ancora la stessa. Paura e pericolo sono ancora presenti. In realtà, sono ancora più presenti, perché una persona occupata a cantare può essere derubata più facilmente, è meno attenta. Mentre fischietta, sarà meno cauta. Con il fischiare sta creando intorno a sé un’illusione. <strong>Se la tua fiducia nasce dalla paura, è meglio non averla affatto</strong>: è falsa.</p>
<p>(&#8230;)<strong> La fiducia nasce dall’amore</strong> e, se senti di non poterti fidare, allora hai davanti a te molto lavoro da fare. <strong>Hai un passato</strong> veramente pesante, <strong>carico di fardelli. Devi far di tutto per ripulirlo, per fare chiarezza</strong>.&#8221;<br />
Osho</p>
<p>In <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__come_acquistare_fiducia-avere_successo.php?pn=62"><strong>Come acquistare fiducia e avere successo</strong></a>, anche uno dei padri del pensiero positivo, Norman Vincent Peale, sottolinea l<strong>&#8216;importanza della fiducia per affrontare la vita in modo vincente</strong>.</p>
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		<title>La paura del cambiamento</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 08:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
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		<category><![CDATA[paura]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8220;Quando ti senti impaurito, rilassati. Accetta il fatto che la paura è presente, senza fare nulla. Ignorala, non prestarle alcuna attenzione. Osserva il corpo: in esso non dovrebbe esserci alcuna tensione. Se nel corpo non c’è tensione, la paura scompare automaticamente.
La paura crea un certo stato di tensione nel corpo, mette radici in esso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2101" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="dominare_la_paura" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/10/dominare_la_paura.jpg" alt="dominare_la_paura" width="110" height="180" /> &#8220;Quando ti senti impaurito, rilassati. Accetta il fatto che la paura è presente, senza fare nulla. Ignorala, non prestarle alcuna attenzione. Osserva il corpo: in esso non dovrebbe esserci alcuna tensione. <strong>Se nel corpo non c’è tensione, la paura scompare automaticamente</strong>.</p>
<p>La paura crea un certo stato di tensione nel corpo, mette radici in esso. Se il corpo è rilassato, la paura dovrà scomparire: una persona rilassata non può essere spaventata. Non puoi intimorire una persona rilassata. La paura, anche se appare, sarà come un’onda… non metterà radici.</p>
<p><strong>La paura</strong> che va e viene come un’onda, lasciandoti intoccato, è bellissima. Ma <strong>quando mette radici in te e inizia a crescere</strong> dentro di te, diventa una crescita cancerosa che <strong>paralizza tutto il tuo essere interiore</strong>. Quindi, tutte le volte in cui ti senti spaventato, l’unica cosa da ricordare è che il corpo non dev’essere teso. Sdraiati sul pavimento e rilassati;<strong> il rilassamento è l’antidoto per la paura</strong>. Essa verrà e se ne andrà – tu osserva.</p>
<p>Dev’essere un osservare non interessato, indifferente. Accetti semplicemente che va bene così. La giornata è molto calda, che puoi farci? Il corpo inizia a sudare… devi passare attraverso quest’esperienza. Sta facendosi sera, e soffierà una brezza fresca… Osserva, e rimani rilassato.<br />
Quando impari il trucco, e lo imparerai subito… se sei rilassato, la paura non può attaccarsi a te, va e viene senza lasciare alcuna cicatrice. Allora avrai la chiave. Deve succedere per forza, perché più cambiamo e maggiore sarà la paura.</p>
<p><strong>Ogni cambiamento crea paura</strong>, perché ogni cambiamento ti porta in un mondo estraneo, non familiare. Se nulla cambia, <strong>se tutto rimane statico, non hai mai paura</strong>. Questo vuol dire che, se tutto è morto, non avrai paura.<br />
Ad esempio, ti siedi e vedi un sasso per terra. Non c’è nessun problema: guardi la roccia, e tutto va bene. Poi di colpo il sasso si mette a camminare – ti spaventi. È vivo! Il movimento crea paura; se tutto rimane fermo, non c’è alcuna paura.</p>
<p><strong>Ecco perché la gente, temendo di cacciarsi in situazioni che fanno paura, organizza per sé una vita senza cambiamenti</strong>. Tutto rimane invariato, e la persona segue una routine morta, assolutamente dimentica del fatto che la vita è un flusso. Resta confinata in un’isola da lei stessa creata, in cui nulla cambia. La stessa stanza, la stessa casa, le stesse abitudini, le stesse pantofole – tutto rimane uguale. Persino la stessa marca di sigarette; una marca diversa non ti piacerà. Tra tutto questo, in mezzo a queste cose che non cambiano mai, ti senti a tuo agio.</p>
<p>La gente vive quasi come se fosse già nella tomba. Ciò che chiami una vita comoda, confortevole non è altro che un tipo di tomba più sottile. Di conseguenza, quando inizi a cambiare, <strong>quando inizi il viaggio che ti porta nel tuo spazio interiore</strong>, quando diventi un astronauta dello spazio interiore, e <strong>tutto si trasforma a grande velocità, ogni istante tremerà di paura</strong>. Ci sarà sempre più paura da affrontare.</p>
<p><strong>Lascia che ci sia. A poco a poco i cambiamenti inizieranno a piacerti</strong> tanto che sarai sempre pronto, a ogni costo. Il cambiamento <strong>ti darà vitalità</strong>… più vitalità, energia ed entusiasmo. Allora non sarai più come uno stagno… chiuso da ogni parte, immobile. Diventerai come un fiume che fluisce verso l’ignoto, verso l’oceano in cui si dissolve.&#8221;<br />
Osho</p>
<p>Come convivere con la paura? <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__dominare_paura_hernacki.php?pn=62">Mike Hernacki</a> spiega come la paura possa essere uno stato d’animo positivo o negativo, a seconda di come venga gestita.</p>
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		<title>Il terzo corpo: oltre la mentalità del gregge</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 08:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maestri Spirituali]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[corpo mentale]]></category>
		<category><![CDATA[manumaya kosha]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo aver riportato gli articoli di Osho sui primi due dei cinque corpi di cui è composto l’uomo, sul primo corpo o annamaya kosha (il corpo dell’alimentazione, della terra) e sul secondo corpo (Pranayama kosha o corpo energetico), ecco un articolo riguardante il terzo corpo:
&#8220;Il terzo corpo è più grande del secondo, più sottile del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2073" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="beeelinda_fuori_dal_gregge" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/09/beeelinda_fuori_dal_gregge.jpg" alt="beeelinda_fuori_dal_gregge" width="147" height="146" />Dopo aver riportato gli articoli di Osho sui primi due dei cinque corpi di cui è composto l’uomo, sul <strong>primo corpo o annamaya kosha</strong> (il corpo dell’alimentazione, della terra) e sul <strong>secondo corpo</strong> (<strong>Pranayama kosha</strong> o corpo energetico), ecco un articolo riguardante il terzo corpo:</p>
<p>&#8220;Il terzo corpo è più grande del secondo, più sottile del secondo, più elevato del secondo. Gli animali hanno il secondo corpo ma non il terzo. Gli animali sono pieni di vita; guarda un leone quando si muove – che grazia, che bellezza e che grandiosità. L’uomo lo ha sempre invidiato. Guarda un cervo che corre – l’assenza di peso, la grande energia: è un grande fenomeno energetico! L’uomo lo ha sempre invidiato. Tuttavia l’energia dell’uomo va più in alto.</p>
<p><strong>Il terzo corpo è manumaya kosha, il corpo mentale</strong>. È più grande, più spazioso del secondo. Se non sviluppi questo corpo, rimarrai solo un uomo in potenza, non sarai veramente un uomo. <strong>È la mente che ti rende umano</strong>; ma tu non la possiedi ancora. Ciò che hai al suo posto è un meccanismo condizionato. Vivi imitando, ma questa non è mente.</p>
<p>Quando inizi a <strong>vivere in modo autonomo, spontaneo</strong>, quando inizi a rispondere autonomamente ai problemi della vita, quando <strong>diventi responsabile</strong>, stai sviluppando il manumaya kosha: il corpo-mente si sta sviluppando.<br />
Diventa sempre più vivo, autentico, sensibile. Persino se c’è il rischio di perdere la strada, fallo, perché<strong> crescere non è possibile se hai troppa paura di commettere errori</strong>. Gli errori sono un fatto positivo, bisogna farli. Non commettere mai lo stesso errore, ma non avere paura di farne. <strong>Le persone che temono troppo il commettere errori</strong>, non possono crescere. <strong>Rimangono fermi nello stesso posto</strong>, temendo di muoversi. Non sono vivi.</p>
<p>La mente si sviluppa quando affronti le situazioni autonomamente, quando usi la tua energia per risolverle. Non chiedere perennemente consiglio. <strong>Prendi in mano le redini della tua vita</strong> – ecco cosa intendo quando dico di fare le tue cose. Sarà pericoloso; seguire gli altri è molto più sicuro. È molto più comodo seguire la società, la routine, la tradizione, i testi sacri. È facile perché lo fanno tutti; devi solo far parte del gregge, devi andare con la folla, dovunque vada. La responsabilità non è tua.</p>
<p>Ma in questo caso il tuo corpo mentale, il manumaya kosha, soffrirà moltissimo, e non potrà svilupparsi. Non avrai una mente autonoma, e perderai qualcosa di molto bello, qualcosa che funziona come ponte verso una crescita più elevata.</p>
<p>Quindi ricordati che, qualunque cosa ti dico, tu puoi prenderla in due modi. Puoi semplicemente accettarla in base alla mia autorità – questo è ciò che dice Osho, quindi dev’essere vero. Allora soffrirai e non potrai crescere. Ascolta tutto ciò che dico, cerca di comprenderlo, applicalo alla tua vita, vedi come funziona, e poi arriva alle tue conclusioni. Possono essere uguali alle mie oppure no. Non possono mai essere identiche, perché <strong>tu hai una personalità diversa, un essere che è unico</strong>. Tutto ciò che dico, appartiene a me. Deve per forza avere radici profonde dentro di me. Tu potresti arrivare a conclusioni simili, ma non possono mai essere identiche. Le mie conclusioni non dovrebbero diventare le tue.<br />
Dovresti cercare di comprendermi, di imparare, ma non di accumulare conoscenze e conclusioni prendendole da me. Allora il tuo corpo-mente potrà crescere.</p>
<p>Quando vai oltre il corpo-mente, diventi consapevole per la prima volta che non sei la mente, che sei il testimone. Al di sotto della mente, rimani identificato con essa. Quando arrivi a comprendere che pensieri, immagini mentali e idee sono solo oggetti, nuvole che passano nel cielo della tua consapevolezza, diventi separato da essi, e questo accade in modo immediato.</p>
<p>Vai oltre il corpo: non sei più confinato al corpo, sai che non sei il corpo, materiale o sottile che sia, sai di essere infinito, senza limiti. <strong>Mahavideha vuol dire uno che è arrivato a sentire di non avere confini</strong>. Tutti i confini sono prigioni, restrizioni. Lui può spezzare questi legami, abbandonarli, e diventare una cosa sola con il cielo infinito.&#8221;<br />
Osho</p>
<p>Per uscire dal gregge ci vuole coraggio, ma crescere significa anche pensare con la propria testa e non aver paura di esplorare nuovi orizzonti: questo è ciò che fa <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__beeelinda_fuori_dal_gregge.php?pn=62"><strong>Beelinda fuori dal gregge</strong></a></p>
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		<title>Il bisogno di accettazione svanisce se credi e ami ciò che fai</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/il-bisogno-di-accettazione-svanisce-se-credi-e-ami-cio-che-fai/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 08:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Maestri Spirituali]]></category>
		<category><![CDATA[cercare il riconoscimento]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>
		<category><![CDATA[Tagore]]></category>

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		<description><![CDATA[ Da dove nasce il bisogno di riconoscimento? Secondo Osho intanto bisogna considerare che tale bisogno appartiene un po&#8217; a tutti. Infatti&#8230;
&#8220;ci viene insegnato che, senza un riconoscimento, non siamo nessuno, non abbiamo alcun valore. Il lavoro non è importante, ciò che conta è il riconoscimento. È tutto all’incontrario: è il lavoro che dovrebbe essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1953" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="hai_colorato_miei_pensieri" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/08/hai_colorato_miei_pensieri1.jpg" alt="hai_colorato_miei_pensieri" width="109" height="180" /> Da dove nasce il <strong>bisogno di riconoscimento</strong>? Secondo <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__oltre_psicologia_osho.php?pn=62">Osho</a> intanto bisogna considerare che tale bisogno appartiene un po&#8217; a tutti. Infatti&#8230;</p>
<p>&#8220;<strong>ci viene insegnato che, senza un riconoscimento, non siamo nessuno</strong>, non abbiamo alcun valore. Il lavoro non è importante, ciò che conta è il riconoscimento. È tutto all’incontrario: è il lavoro che dovrebbe essere importante, una gioia di per se stesso. <strong>Dovresti lavorare non per ottenere riconoscimenti ma perché ti piace essere creativo</strong>; ami il tuo lavoro per se stesso.</p>
<p>Ci sono state delle persone, pochissime, che sono riuscite a sfuggire alla trappola in cui ti spinge la società, ad esempio <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/dvd-video/__van_gogh_dvd.php?pn=62"><strong>Vincent Van Gogh</strong></a>. Egli ha continuato a dipingere – affamato, senza casa, senza vestiti o medicine, malato, eppure ha continuato a dipingere. Non vendeva nemmeno un quadro, non riceveva alcun riconoscimento da nessuna parte, e la cosa strana è che in queste condizioni era ancora felice, perché poteva dipingere ciò che desiderava dipingere. <strong>Riconoscimento o non riconoscimento, il suo lavoro aveva un valore intrinseco</strong>.</p>
<p>A trentatré anni si suicidò – non perché fosse infelice, angosciato, no; solo perché aveva dipinto il suo ultimo quadro, quello su cui aveva lavorato per quasi un anno, un tramonto. Ne aveva iniziati a dozzine, ma non erano abbastanza buoni per lui, e quindi li distruggeva. Alla fine riuscì a dipingere il tramonto nel modo in cui lo desiderava.</p>
<p>Si suicidò, lasciando una lettera per il fratello in cui affermava: “ Non lo faccio per disperazione, ma perché per me non ha più senso vivere: il mio lavoro è compiuto. Inoltre, trovare i mezzi per vivere è stato difficile per me. Tuttavia andava bene finché avevo del lavoro da fare, un potenziale in me che doveva essere realizzato. Ora questo potenziale è arrivato a fioritura, quindi non ha più senso continuare a vivere come un mendicante. (&#8230;) Secondo me, non è un suicidio, è solo che sono arrivato alla realizzazione completa, a un punto fermo, e ora lascio il mondo con gioia. Ho vissuto con gioia, e con gioia lascio questo mondo”.</p>
<p>Ora, un secolo dopo, ognuno dei suoi quadri vale milioni di dollari. Ce ne sono solo duecento; deve averne dipinti migliaia, ma sono stati distrutti perché nessuno li prendeva in considerazione. Adesso avere un quadro di Van Gogh vuol dire avere senso estetico. Il suo quadro dà a te un riconoscimento. Il mondo non aveva dato riconoscimento al suo lavoro, ma lui non se ne curava affatto. Ed è proprio questo l’atteggiamento giusto.</p>
<p>Lavori se ti piace il tuo lavoro. Non chiedi riconoscimenti. Se arrivano, li accogli con tranquillità; se non arrivano, non ci pensi affatto. <strong>La tua soddisfazione dovrebbe essere nel lavoro stesso</strong>. Se ognuno imparasse l’arte di amare il proprio lavoro, quale che sia, di farlo senza chiedere ricoscimenti e con gioia, avremmo un mondo molto più bello e celebrativo. Come stanno le cose ora, il mondo ti ha intrappolato in uno schema che ti rende infelice: ciò che fai non va bene perché lo ami, perché lo fai in modo perfetto, ma perché il mondo ti ricompensa con medaglie d’oro e premi Nobel.</p>
<p>Così viene distrutto tutto il valore intrinseco della creatività e si danneggiano milioni di persone, perché non è possibile dare milioni di premi Nobel. Dato che in ognuno viene creato un desiderio di riconoscimento, nessuno lavora in pace, silenziosamente, provando piacere in quello che fa. <strong>La vita consiste di piccole cose. Per quelle piccole cose non ci sono ricompense</strong>, né titoli elargiti dal governo, né lauree ad honorem conferite dalle università.</p>
<p>Uno dei grandi poeti di questo secolo, <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_rabindranath_tagore.php?pn=62"><strong>Rabindranath Tagore</strong></a>, viveva nel Bengala, in India. Aveva pubblicato le sue poesie, i suoi racconti, in bengali e non gli era arrivato alcun riconoscimento. Poi tradusse un suo libretto, Gitanjali, in inglese, nonostante si rendesse ben conto che la traduzione non poteva avere la stessa bellezza dell’originale perché le due lingue, bengali e inglese, hanno strutture diverse e differenti modi di espressione.</p>
<p>Il bengali è una lingua molto dolce. Persino se stai litigando, sembrerà che tu sia impegnato in una piacevole conversazione. È musicale, ogni parola è come musica. L’inglese non ha questa qualità, e non è possibile renderla in questa lingua che ha qualità diverse. Tuttavia Tagore riuscì a fare una traduzione, e la traduzione – una povera cosa rispetto all’originale – ricevette il premio Nobel. A quel punto tutta l’India si rese conto… Il libro era stato disponibile in bengali e in altre lingue indiane per anni, e nessuno l’aveva preso in considerazione.</p>
<p>Ogni università ora voleva dargli una laurea ad honorem. L’università di Calcutta, la città in cui viveva, fu naturalmente la prima a offrirgliela. Lui rifiutò. Disse: “Non state dando a me una laurea; <strong>non state dando riconoscimento al mio lavoro, state dando riconoscimento al premio Nobel</strong>, perché il libro era qui prima, ed era molto più bello, ma nessuno si era mai nemmeno preoccupato di farne una recensione”. Rifiutò tutte le lauree dicendo che le considerava un insulto.</p>
<p><strong>Jean-Paul Sartre</strong>, uno dei più grandi scrittori moderni e una persona con una straordinaria capacità di comprendere la psicologia umana, rifiutò il premio Nobel. Disse: “<strong>Creare il mio lavoro è stata una ricompensa sufficiente</strong>. Il premio Nobel non è in grado di aggiungere nulla; al contrario, può solo togliermi qualcosa. Va benissimo per i dilettanti che sono alla ricerca di riconoscimento; io sono abbastanza vecchio, e ne ho ricavato già molto piacere. Ho amato ciò che ho fatto; il lavoro in se stesso era una ricompensa, e non ne voglio altra, perché non c’è nulla che possa essere migliore di ciò che ho già ricevuto”. E aveva ragione. Ma persone di questo tipo sono rarissime, il mondo è pieno di persone in trappola, che vivono nell’errore.</p>
<p>Che motivo hai di preoccuparti del riconoscimento? Ha senso solo se non ami il tuo lavoro; allora ha un significato come sostituto di questo amore. Odi il tuo lavoro, non ti piace, ma lo fai perché otterrai un riconoscimento: sarai apprezzato, accettato.<strong> Invece di pensare al riconoscimento, riconsidera il tuo lavoro. Ti piace? Allora, basta così. Se non ti piace, cambialo!</strong></p>
<p>I genitori, gli insegnanti continuano a rinforzare in te l’idea che dovresti essere riconosciuto, accettato. È una strategia molto astuta per tenere le persone sotto controllo.</p>
<p>Quando ero all’università, mi dicevano in continuazione: “Dovresti smettere di comportarti così… fai domande a cui sai che non è possibile dare risposta, e che mettono i professori in una situazione imbarazzante. Devi smetterla; altrimenti queste persone si vendicheranno: hanno potere e potrebbero bocciarti.”</p>
<p>Io rispondevo: “Non mi preoccupo affatto di questo. In questo momento mi diverto a fare domande e a farli sentire ignoranti. Non sono abbastanza coraggiosi da dire semplicemente: ‘Non lo so’. In quel caso non ci sarebbe alcun imbarazzo. Ma loro vogliono fingere di sapere tutto. Io mi diverto e inoltre serve ad affinare la mia intelligenza. Che m’importa degli esami? Possono bocciarmi solo se mi presento agli esami; e chi vuole presentarsi? Se capisco che intendono bocciarmi, non mi presenterò neanche, e rimarrò nella stessa classe. Ma so che dovranno promuovermi, avranno paura di dovermi affrontare di nuovo per un altro anno!</p>
<p>Mi promossero tutti, e fecero di tutto per farmi promuovere, perché si volevano liberare di me. Ai loro occhi stavo contagiando altri studenti; anche altri si erano messi a fare domande su cose che per secoli erano state accettate senza alcuna discussione.</p>
<p><strong>Quando ho cominciato a insegnare</strong> all’università, è successa la stessa cosa, sia pure con una prospettiva diversa. Ora ero io a fare domande <strong>agli studenti</strong> perché si rendessero conto di come tutta la conoscenza che avevano accumulato fosse presa in prestito – in realtà non sapevano nulla. <strong>Ho detto</strong> loro che non avevo alcun interesse per i titoli, per le lauree, ma <strong>che mi interessava solo la loro esperienza autentica</strong> – una cosa che non possedevano affatto. Non facevano che ripetere cose lette su libri ormai superati e considerati sbagliati già da tempo. Ora le autorità accademiche mi minacciavano così: “Se continui a dar fastidio agli studenti in questo modo, sarai buttato fuori dall’università”.</p>
<p>Ho replicato: “Strano, quando ero uno studente, non potevo fare domande ai professori; ora sono un professore e non posso fare domande agli studenti! Ma allora qual è la funzione di questa <strong>università</strong>? <strong>Dovrebbe essere un posto per fare domande e per iniziare una ricerca</strong>. Le risposte vanno trovate non nei libri ma nella vita, nell’esistenza.”</p>
<p>(&#8230;) I professori erano furiosi, le autorità accademiche erano furiose. Alla fine dovettero concedermi l’aula magna, ma con grande riluttanza, solo perché gli studenti li avevano costretti. Tuttavia dicevano: “È strano; studenti che non hanno nulla a che fare con la filosofia, la religione o la psicologia… per quale motivo vengono?”.</p>
<p>Tanti studenti dissero al rettore: “Ci piace moltissimo. Non sapevamo che la filosofia, la religione e la psicologia potssero essere così interessanti, così affascinanti; altrimenti ci saremmo iscritti. Pensavamo che fossero argomenti noiosi, che van bene solo per persone perse nei libri. Non avevamo mai visto persone interessanti, vive, iscriversi a questi corsi. Ma quest’uomo ha fatto diventare questi argomenti così significativi che non ci importa nemmeno se non passiamo gli esami in altri corsi. Ciò che facciamo qui è così ‘giusto’, e per noi è così chiaro, che non pensiamo nemmeno a cambiare.”</p>
<p>Senza pensare ai riconoscimenti, all’accettazione, alle lauree… ma alla fine ho dovuto lasciare l’università, non per le loro minacce ma perché ho compreso che, se migliaia di studenti potevano essere aiutati da me, allora era uno spreco non aiutare milioni di persone in tutto il mondo. Perché rimanere attaccato a una piccola università? Il mondo intero poteva essere la mia università.</p>
<p>E puoi vedere i risultati: sono stato condannato. Questo è l’unico riconoscimento che ho ricevuto.</p>
<p>Si è data di me un’immagine sbagliata in tutti i sensi. Tutto ciò che può essere detto contro qualcuno, è stato detto contro di me; tutto ciò che può essere fatto contro un uomo, è stato fatto contro di me. Pensi che questo sia un riconoscimento? Ma io amo il mio lavoro. Lo amo tanto che non lo chiamo nemmeno lavoro; è la mia gioia.</p>
<p>E tutte le persone in qualche modo più esperte di me, ricche di riconoscimenti, mi dicevano: “Ciò che fai non ti darà alcuna rispettabilità nel mondo”. Ma io ho risposto: “Non l’ho mai chiesta, e <strong>non vedo cosa potrei fare con la rispettabilità. Non posso mangiarla, né berla</strong>”.</p>
<p>Impara un fatto fondamentale: <strong>fai qualsiasi cosa tu voglia fare, qualsiasi cosa ami fare, e non aspettarti mai riconoscimenti</strong>. È come chiedere l’elemosina. Perché farlo, perché essere affamati di accettazione?</p>
<p>Guarda in profondità dentro di te. Forse non ti piace cosa fai, forse hai paura di essere sulla strada sbagliata. L’accettazione ti farà sentire che va tutto bene. Il riconoscimento ti farà sentire che stai andando nella direzione giusta.</p>
<p><strong>Il punto è quello che senti tu; non ha nulla a che fare con il mondo esterno. Perché dipendere da altri? Tutte queste cose dipendono da altri</strong> – tu stesso diventi dipendente.</p>
<p>Io non accetterei mai il premio Nobel. Le condanne di tutte le nazioni del mondo, di tutte le religioni, hanno per me un valore molto più grande. Accettare il premio Nobel vuol dire diventare dipendente; ora non sarò più orgoglioso di me stesso ma del premio Nobel. In questo momento posso solo essere orgoglioso di me stesso; non c’è altro di cui possa essere orgoglioso.</p>
<p>È così che si diventa un individuo. Ed <strong>essere un individuo che vive in completa libertà, che sta in piedi sulle proprie gambe, nutrendosi dalle proprie fonti, è ciò che rende una persona veramente centrata, radicata</strong>. Questo è l’inizio della sua fioritura suprema.</p>
<p><strong>Una persona che ha il senso della propria individualità vive in base al proprio amore, al proprio lavoro, senza curarsi di ciò che pensano gli altri</strong>. Più il tuo lavoro ha valore e minore è la possibilità di ottenere rispettabilità. Se il tuo è il lavoro di un genio, non otterrai mai rispetto nella tua vita. Sarai condannato… e poi, magari dopo due o tre secoli, creeranno tue statue, i tuoi libri saranno rispettati – ci vogliono quasi due o tre secoli prima che l’umanità raggiunga il livello d’intelligenza che un genio ha oggi. La distanza è vasta.</p>
<p>Per essere rispettato dagli idioti, devi comportarti a modo loro, secondo le loro aspettative. Per essere rispettato da questa umanità malata devi essere ancora più malato di loro. Allora ti rispetteranno. Ma che ci guadagnerai? Perderai la tua anima e non ci guadagnerai nulla.&#8221;<br />
Osho</p>
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		<title>Pranayama kosha o corpo energetico</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 08:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[corpo energetico]]></category>
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		<category><![CDATA[pranayama kosha]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mese fa riportavo un articolo di Osho in cui parlava dei cinque corpi di cui è composto l’uomo. Dopo aver parlato del primo, ora Osho passa a considerare il secondo, il pranayama kosha:
“Il secondo corpo, pranayama kosha, ti dà una nuova libertà, ti dà più spazio. Il secondo corpo è più grande del primo; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1886" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="pranayama_yoga_respiro" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/08/pranayama_yoga_respiro.jpg" alt="pranayama_yoga_respiro" width="129" height="180" />Un mese fa riportavo un articolo di <strong>Osho </strong>in cui parlava dei <strong>cinque corpi</strong> di cui è composto l’uomo. Dopo aver parlato del primo, ora Osho passa a considerare il secondo, il <em>pranayama kosha</em>:</p>
<p>“<strong>Il secondo corpo, <em>pranayama kosha</em></strong>, ti dà una nuova libertà, ti dà più spazio. Il secondo corpo è più grande del primo; non è confinato al tuo corpo fisico. È all&#8217;interno del corpo fisico ed è anche all&#8217;esterno del corpo fisico. Ti circonda come un clima sottile, un&#8217;aura di energia.</p>
<p>Ora in Unione Sovietica hanno scoperto che è possibile ottenere le fotografie del <strong>corpo energetico</strong>. Lo chiamano bioplasma, ma vuol dire proprio prana. L&#8217;energia, l&#8217;elan vital, o ciò che i taoisti chiamano chi, ora può essere fotografata. Ora è diventata quasi una cosa scientifica.</p>
<p>Ed è stata fatta una grande scoperta nell&#8217;Unione Sovietica, e cioè che <strong>prima che il corpo fisico venga affetto da una malattia, ne verrà affetto il corpo energetico</strong>, sei mesi prima. Solo dopo accade al corpo fisico. Se sei sul punto di prendere la tubercolosi o il cancro, o qualunque altra malattia, il tuo corpo energetico inizia a mostrarne i segni sei mesi prima. Nessun test, nessun esame del corpo fisico mostra qualcosa, ma il corpo elettrico inizia a mostrarlo. Prima appare nel <em>pranayama kosha</em>, poi entra nell&#8217;<em>annamaya kosha</em>.<br />
Quindi ora affermano che è possibile curare una persona prima ancora che si ammali. Se succederà proprio così, nessuno si ammalerà più. Prima ancora che ti renda conto che sei malato, la tua fotografia con il metodo Kirlian mostrerà che il tuo corpo fisico è in procinto di essere affetto da una malattia. Essa può essere prevenuta intervenendo nel <em>pranayama kosha</em>.</p>
<p>Ecco perché lo yoga insiste moltissimo sulla purezza della respirazione, perché<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__pranayama_promolibri.php?pn=62"> <strong>il <em>pranayama kosha</em> è fatto di un&#8217;energia sottile che viaggia dentro di te con la respirazione</strong></a>. <strong>Se respiri nel modo giusto, il tuo <em>pranayama kosha</em> rimane sano</strong> e integro e vivo.</p>
<p>Una persona così non si sente mai stanca, una persona così è sempre disponibile a fare qualcosa, una persona così è sempre pronta a rispondere, sempre pronta a rispondere al momento, a raccogliere la sfida. È sempre pronta. Non la troverai mai impreparata, in qualunque momento. Non che programmi il suo futuro, no. Ma ha così tanta energia che qualunque cosa accada, è pronto a rispondere. La sua energia trabocca.</p>
<p>Il respiro naturale deve essere compreso. Osserva i bambini, e come respirano in modo naturale. Ecco perché i bambini sono sempre pieni di energia. I genitori sono stanchi, ma loro no.<br />
<strong>Da dove proviene l&#8217;energia? Proviene dal <em>pranayama kosha</em></strong>. Un bambino respira naturalmente, e quindi inspira anche più prana, più &#8216;chi&#8217;, che va ad accumularsi nella pancia. La pancia è il serbatoio, il posto in cui si accumula. Osserva un bambino: quello è il modo giusto di respirare. Quando un bambino respira, il petto non ne viene toccato. La pancia va su e giù: respira dalla pancia. Tutti i bambini hanno un po&#8217; di pancia; quella pancia è là per via della respirazione e del serbatoio di energia.</p>
<p>Quello è il modo giusto di respirare; ricordati di non usare troppo il petto. A volte esso può essere usato, in momenti d&#8217;emergenza. Corri per salvarti la vita; allora puoi usare il petto. È un meccanismo d&#8217;emergenza. Allora puoi usare un respiro superficiale, veloce, e metterti a correre. Ma di solito non si dovrebbe usare il petto. E c&#8217;è una cosa da ricordare: il petto è adatto solo alle situazioni di emergenza, perché è difficile in una situazione di emergenza respirare naturalmente. Se respiri naturalmente, rimani calmo e tranquillo, non puoi correre, non puoi lottare. Sei così calmo e padrone di te che sei quasi un buddha. E in un&#8217;emergenza – se va a fuoco la casa – se respiri naturalmente non riuscirai a salvare nulla. O se una tigre ti salta addosso nella foresta e tu continui a respirare naturalmente, non te ne preoccuperai neanche; dirai: &#8220;Va bene, lasciala fare&#8221;. Non sarai in grado di proteggerti.<br />
Perciò <strong>la natura ti ha dato un meccanismo d&#8217;emergenza; il petto è un meccanismo d&#8217;emergenza</strong>. E in una situazione di emergenza ci sono solo due alternative: la fuga o la lotta. Entrambe hanno bisogno di un&#8217;energia molto superficiale ma intensa, superficiale, ma in una condizione di agitazione e di tensione.</p>
<p>Se respiri sempre dal petto, avrai tensione nella mente. Se respiri sempre dal petto, avrai sempre paura. Perché la respirazione nel petto è adatta solo alle situazioni in cui c&#8217;è paura. Se questa diventa un&#8217;abitudine, avrai sempre paura, sarai teso, sempre in fuga. Il nemico non c&#8217;è, ma tu immagini che sia presente. È così che si crea la paranoia.<br />
Osserva un bambino – quello è <strong>il respiro naturale</strong> – e respira allo stesso modo.<strong> Lascia che la pancia si sollevi quando inspiri, lascia che si abbassi quando espiri</strong>. E lascialo accadere in un ritmo tale che diventi <strong>quasi una canzone nella tua energia, una danza</strong> – ritmica, armonica – e <strong>ti sentirai così rilassato, così vivo e vitale</strong> che ora non puoi nemmeno immaginare che tanta vitalità sia possibile.”<br />
Osho</p>
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		<title>Corpo dell&#8217;alimentazione e corpo energetico</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 08:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[Yoga]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Patanjali divide la personalità umana in cinque semi, cinque corpi. Afferma che non hai solo un corpo; hai strati su strati di corpi, esattamente cinque.
Il primo corpo è chiamato annamaya kosha — il corpo dell&#8217;alimentazione, il corpo della terra, che è fatto di terra e deve essere costantemente nutrito col cibo. Il cibo viene dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1733" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="yoga-potenza-liberta" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/07/yoga-potenza-liberta.jpg" alt="yoga-potenza-liberta" width="114" height="180" />&#8220;<strong>Patanjali divide la personalità umana in cinque semi, cinque corpi. Afferma che non hai solo un corpo</strong>; hai strati su strati di corpi, esattamente cinque.</p>
<p>Il<strong> primo corpo</strong> è chiamato<em> <strong>annamaya kosha</strong></em> —<strong> il corpo dell&#8217;alimentazione, il corpo della terra</strong>, che è fatto di terra e deve essere costantemente nutrito col cibo. Il cibo viene dalla terra. Se smetti di mangiare, il tuo annamaya kosha inaridisce e muore. Quindi è necessario essere molto <strong>attenti riguardo a ciò che si mangia: quel cibo ti forma e ti influenza</strong> in mille modi, dato che il cibo prima o poi diventa qualcosa di diverso. Diventa sangue, ossa, midollo. Circola nel tuo essere e continua a influenzarti. Quindi la purezza del cibo crea un <em>annamaya kosha</em> puro, un corpo alimentare puro.</p>
<p>E <strong>se il primo corpo è puro, leggero</strong>, non greve, allora<strong> è facile entrare nel secondo corpo</strong>; altrimenti sarà difficile, sarai sovraccarico.<br />
Hai mai osservato cosa accade quando hai mangiato troppo e troppo pesante? Subito senti una specie di sonno, di letargia. Vorresti andartene a letto; la consapevolezza inizia subito a sparire. Quando il primo corpo è carico, è difficile creare grande consapevolezza. Per questo il digiuno è sempre stato importante per tutte le religioni. Ma digiunare è una scienza e non bisognerebbe prenderla alla leggera.</p>
<p>Proprio l&#8217;altra sera una donna è venuta da me e mi ha detto che ha fatto un digiuno e ora il suo corpo, il suo essere, sono incredibilmente disturbati. Ora il suo stomaco non funziona più bene. Quando lo stomaco non funziona bene, tutto il corpo ne viene indebolito, perdi vitalità e non puoi essere davvero vivo. Diventi sempre più insensibile e morto.</p>
<p><strong>Digiunare è importante e dovrebbe essere fatto con grande attenzione</strong>, solo quando si comprende il funzionamento dell&#8217;<em>annamaya kosha</em>. Dovrebbe essere fatto con una guida esperta, la guida di qualcuno che è passato attraverso tutte le fasi del proprio <em>annamaya kosha</em>. Non solo questo; dev&#8217;essere uno che è andato al di là, e che è in grado di osservare il suo <em>annamaya kosha </em>come testimone. Altrimenti il digiuno può essere pericoloso. Anche allora si deve trovare la giusta quantità e la giusta qualità di cibo: non è necessario digiunare.</p>
<p>Ma digiunare è importante perché questo è il primo corpo e, quasi tutti, rimangono attaccati al primo corpo; non vanno mai nel secondo. Milioni di persone non si rendono nemmeno conto di avere un secondo corpo, un corpo più profondo, nascosto dietro il primo rivestimento. La prima copertura è grossolana.</p>
<p>Il <strong>secondo corpo</strong> viene chiamato da Patanjali <em><strong>pranamaya kosha</strong></em> — <strong>corpo energetico, corpo elettrico</strong>: consiste di campi elettrici. L&#8217;agopuntura ha a che fare proprio con questo. Questo secondo corpo è più sottile del primo, e <strong>chi va dal primo corpo al secondo diventa un campo di energia, straordinariamente attraente, magnetico, ipnotico</strong>. Se ti avvicini a questa persona, ti sentirai rivitalizzato, caricato.</p>
<p>Se ti avvicini a un uomo che vive solo nel suo corpo alimentare, ti sentirai svuotato, risucchiato. Tante volte incontri delle persone e ti sembra che ti tolgano energia. Quando ti lasciano, ti senti esaurito, svuotato, come se avessero sfruttato la tua energia. <strong>Il primo corpo è uno sfruttatore, ed è grossolano</strong>. Perciò se vivi troppo nel primo – se sei una persona orientata al corpo fisico – ti sentirai sempre sovraccarico, teso, annoiato, addormentato, senza energia, sempre al punto più basso della tua energia; e non avrai alcuna energia da usare per la crescita, per andare più in alto.</p>
<p>Questo tipo, il primo tipo di persona, orientata all&#8217;<em>annamaya kosha</em>, vive per il cibo. Mangia e mangia e mangia, e quella è tutta la sua vita. Rimane in qualche maniera infantile. La prima cosa che il bambino deve fare quando arriva nel mondo è di succhiare, prima aria e poi latte. La prima cosa che il bambino deve fare è di sostenere il corpo alimentare, ma se una persona conserva questa assuefazione al cibo, rimane infantile. La sua crescita ne soffre.&#8221;<br />
<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__yoga--potenza-e-liberta.php?pn=62"><strong>Osho</strong></a></p>
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		<title>Essere autentici</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/essere-autentici/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 08:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maestri Spirituali]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[autenticità]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Veridicità significa autenticità, essere veri, non essere falsi, non usare maschere. Quale che sia il tuo volto reale, lo mostri… e a qualunque prezzo.
Ricorda, non vuol dire che devi smascherare gli altri. Se sono contenti delle loro bugie, bene, è una loro scelta. Non metterti a smascherare nessuno, perché è questo che la gente pensa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1461" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="essere-se-stessi-osho" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/05/essere-se-stessi-osho.jpg" alt="essere-se-stessi-osho" width="126" height="180" />&#8220;<strong>Veridicità significa autenticità</strong>, essere veri, non essere falsi, non usare maschere. Quale che sia il tuo volto reale, lo mostri… e a qualunque prezzo.</p>
<p>Ricorda,<strong> non vuol dire che devi smascherare gli altri</strong>. Se sono contenti delle loro bugie, bene, è una loro scelta. Non metterti a smascherare nessuno, perché è questo che la gente pensa. Pensa di dover essere sincera, autentica, e che questo significhi che deve andare a mettere a nudo gli altri. Dice: &#8220;Perché nascondi il tuo corpo? Questi vestiti non sono necessari?&#8221;. Ma non è così, ciò che ti devi ricordare è di<strong> essere sincero con te stesso</strong>. Non c&#8217;è bisogno di te per riformare tutti gli altri a questo mondo. Se cresci tu, è sufficiente. Non fare il riformatore, non cercare di dare lezioni agli altri o di cambiarli. Se cambi tu, quello è un messaggio sufficiente.</p>
<p>Essere autentici vuol dire <strong>rimanere fedeli al proprio essere</strong>. Ma come farlo? Ci sono tre cose da ricordare.</p>
<p>Una, non ascoltare mai nessuno quando ti dice cos&#8217;è bene per te. <strong>Ascolta sempre la tua voce interiore</strong>, ascolta ciò che tu vorresti essere, altrimenti sprecherai la tua vita. Tua madre vuole che diventi un ingegnere, tuo padre un dottore e tu vuoi essere un poeta. Cosa puoi fare? Certo tua madre ha ragione, perché dal punto di vista finanziario è meglio essere un ingegnere. Anche tuo padre ha ragione: essere un dottore ha un buon valore di mercato. Un poeta? Sei diventato matto?<br />
I poeti sono persone maledette, nessuno li vuole. Non c&#8217;è nessun bisogno di loro; il mondo può esistere anche senza poesia. Il mondo non può esistere senza ingegneri, e se c&#8217;è bisogno di te hai più valore; se non servi, non hai nessun valore.</p>
<p>Ma se vuoi essere un poeta, sii un poeta. Magari dovrai mendicare. Bene! Magari non diventerai ricco. Non preoccuparti, perché puoi diventare un grande ingegnere e guadagnare tanti soldi, ma non ti sentirai mai realizzato. Ti resterà comunque un desiderio profondo, il tuo essere interiore bramerà essere un poeta.</p>
<p>Ricorda, <strong>sii fedele alla tua voce interiore</strong>. Può condurti nei pericoli, eppure devi rimanerle fedele perché allora c&#8217;è la <strong>possibilità che un giorno arriverai alla condizione di danzare e celebrare la tua realizzazione interiore</strong>. Guarda sempre qual è la prima cosa per il tuo essere, la più importante, e non permettere agli altri di manipolarti e di controllarti. Sono tanti: tutti sono pronti a controllarti, a cambiarti, a darti un&#8217;indicazione che non hai nemmeno chiesto. Tutti ti vogliono dare una guida per la tua vita. Ma la guida esiste dentro di te; solo tu conosci la formula.</p>
<p>Essere autentici vuol dire essere fedeli a se stessi. È un fenomeno molto pericoloso; solo rari individui ci riescono. Ma, se ci riescono, si realizzano. Arrivano a una bellezza, a una grazia e soddisfazione che tu non puoi nemmeno immaginare. Se tutti hanno un&#8217;aria frustrata è perché nessuno ha dato ascolto alla sua voce interiore.<br />
Vuoi sposare una ragazza, ma lei è musulmana e tu sei un bramino indù. I tuoi genitori non lo permetteranno: la società non lo accetterebbe, sarebbe pericoloso. La ragazza è povera e tu sei ricco. Così sposi una ragazza ricca, indù, della casta dei bramini, accettata da tutti ma non dal tuo cuore. Adesso vivi una vita orrenda. Vai dalla prostituta, ma nemmeno lei può aiutarti. Hai prostituito la tua vita, l&#8217;hai sprecata.</p>
<p>Ascolta sempre la tua voce interiore e nient&#8217;altro. Sarai circondato da mille tentazioni, perché ci sono tante persone che vogliono vendere le loro merci. Il mondo è un supermercato, e tutti vogliono vendere le loro cose; sono tutti dei venditori. Ma se dai ascolto a tutti questi venditori diventerai matto. Non ascoltare nessuno; chiudi gli occhi e ascolta la tua voce interiore. <strong>Questo è proprio il senso della meditazione: ascoltare la voce interiore</strong>. Questa è la prima cosa.</p>
<p>E poi la seconda &#8211; solo se hai fatto la prima puoi fare la seconda &#8211; <strong>non metterti mai una maschera</strong>. Se sei arrabbiato, sii arrabbiato. È rischioso, ma non metterti a sorridere, perché allora il tuo sorriso è falso, solo una maschera… un esercizio delle labbra, e nient&#8217;altro. Il cuore è pieno di rabbia, di veleno, e le labbra sorridono; diventi un fenomeno falso.<br />
Allora accade anche un&#8217;altra cosa: quando vuoi sorridere, non ci riesci. Tutto il meccanismo è sottosopra perché quando volevi arrabbiarti, non l&#8217;hai fatto, quando volevi odiare, non l&#8217;hai fatto. Ora vuoi amare, e scopri che il meccanismo non funziona. Ora vuoi sorridere, ma devi forzarti. Il cuore è colmo di sorrisi e vuoi ridere forte, ma non ci riesci, qualcosa rimane soffocato nel cuore, nella gola. Il sorriso non appare o se appare è smorto, pallido. Non ti rende felice, traboccante di gioia. Non ti ricolma della sua radiosità.</p>
<p>Quando vuoi essere arrabbiato, sii arrabbiato. Non c&#8217;è nulla di male nell&#8217;essere arrabbiati. Se vuoi ridere, ridi. Non c&#8217;è nulla di male nel ridere forte. Pian piano vedrai che il tuo sistema ricomincia a funzionare. E quando questo accade, sentirai un suono armonioso, proprio come una macchina il cui motore, quando tutto funziona bene, fa questo rumore armonioso. Il guidatore che ama la sua macchina sa che ora tutto funziona bene, che c&#8217;è un&#8217;unità organica &#8211; il meccanismo funziona perfettamente. Anche in una persona puoi notare quando il meccanismo funziona bene, sentirai questo suono armonioso intorno a lei. Cammina, e il suo passo è una danza. Parla, e le sue parole portano con sé una sottile poesia. Ti guarda, e ti guarda veramente; non è tiepida, è calda. Quando ti tocca, ti tocca veramente. Puoi sentire la sua energia che arriva nel tuo corpo, una corrente di vita che ti viene passata… perché il suo meccanismo funziona bene.</p>
<p><strong>Non indossare una maschera o creerai dei malfunzionamenti nella tua macchina… dei blocchi</strong>. Nel tuo corpo ci sono molti blocchi. Se una persona reprime la rabbia, la sua mascella sarà bloccata. La rabbia arriva fino alla mascella e si ferma in quel punto. Le mani di questa persona diventano brutte, non si muovono con grazia come quelle di un danzatore, perché la rabbia entra nelle dita e le blocca.</p>
<p>Ricorda, la rabbia ha due possibilità di essere espressa. Una è tramite i denti, l&#8217;altra tramite le mani. Tutti gli animali, quando sono furiosi, ti morderanno con le zanne o ti dilanieranno con le unghie. Unghie e denti sono i due punti in cui si può lasciar esprimere la rabbia. Ho il sospetto che, quando la rabbia venga repressa in modo eccessivo, la gente abbia problemi di denti. I denti hanno problemi perché contengono troppa energia che non viene mai espressa. Chi reprime la rabbia, mangerà di più; le persone arrabbiate mangiano sempre di più perché i denti hanno bisogno di un po&#8217; di esercizio. Le persone arrabbiate fumeranno di più, parleranno di più; possono diventare parlatori ossessivi perché la mascella ha bisogno di esercizio in modo da esprimere un po&#8217; di energia. Le mani delle persone arrabbiate saranno piene di nodi, brutte. Se l&#8217;energia fosse stata espressa, avrebbero potuto avere delle belle mani.</p>
<p>Se reprimi qualcosa, vedrai gli effetti nel corpo in una parte corrispondente a quell&#8217;emozione. Se non vuoi piangere, i tuoi occhi perderanno lucentezza perché le lacrime sono necessarie, sono un fenomeno molto vitale. Se ogni tanto piangi e spargi lacrime &#8211; se ci vai veramente dentro, se diventi il piangere, se le lacrime iniziano a fluire &#8211; i tuoi occhi ne saranno rinfrescati, diventeranno più puliti, giovani, vergini. Ecco perché le donne hanno occhi più belli &#8211; possono ancora piangere. L&#8217;uomo ha perso la bellezza degli occhi, perché ha la nozione sbagliata di non dovere piangere. Se qualcuno &#8211; un bambino piccolo &#8211; piange, i genitori, gli altri, dicono: &#8220;Che fai? Sei una femminuccia?&#8221;. Che sciocchezze! Dio ti ha dato &#8211; uomo o donna &#8211; le stesse ghiandole lacrimali. Se l&#8217;uomo non dovesse piangere, non dovrebbe neppure avere le ghiandole. È semplice aritmetica! Perché nell&#8217;uomo ci sono le stesse ghiandole lacrimali che ci sono nelle donne? Gli occhi devono piangere, ed è bellissimo se puoi piangere con tutto il cuore.</p>
<p>Ricorda che <strong>se non puoi piangere con tutto il cuore, non puoi nemmeno ridere con tutto il cuore</strong>, perché questa è l&#8217;altra polarità. La gente che può ridere sa anche piangere; la gente che non sa piangere non può neanche ridere. Puoi averlo notato qualche volta nei bambini: se ridono molto forte e a lungo, si metteranno a piangere, perché le due cose sono connesse. Ho sentito in qualche villaggio le madri dire ai bambini: &#8220;Non ridere troppo, altrimenti piangerai&#8221;. È vero, perché i due fenomeni non sono diversi &#8211; è la stessa energia che si sposta al polo opposto.</p>
<p>La seconda cosa è: non usare maschere. Sii vero, qualunque ne sia il prezzo.</p>
<p>La terza cosa sull&#8217;autenticità:<strong> rimani sempre nel presente, perché tutto ciò che è falso arriva o dal passato o dal futuro</strong>. Ciò che è stato è stato, non preoccupartene. <strong>Non portartelo dietro come un fardello, altrimenti non ti permetterà di essere autentico nel presente</strong>. Tutto ciò che non è ancora stato, non è ancora stato. <strong>Non preoccuparti del futuro, altrimenti si insinuerà nel presente, distruggendolo</strong>. Sii vero rispetto al presente, e sarai autentico. Essere qui e ora vuol dire essere autentici. Né passato, né futuro: questo momento è tutto, è tutta l&#8217;eternità.</p>
<p>Con queste tre cose arrivi a ciò che Patanjali chiama veridicità. Allora tutto ciò che dici è vero. Normalmente pensi di dover fare uno sforzo per dire la verità. Io non dico questo, io dico che quando crei l&#8217;autenticità, tutto ciò che dici sarà vero. Una persona autentica non può mentire, tutto ciò che dice sarà vero.</p>
<p>Nello yoga abbiamo una tradizione &#8211; magari non ci crederai. Io ci credo perché l&#8217;ho visto, ne ho fatto esperienza: se una persona autentica mente, la bugia diventerà verità, perché una persona autentica non può mentire. Ecco perché nelle antiche scritture si dice: &#8220;Se pratichi l&#8217;autenticità, fa&#8217; attenzione a non dire nulla contro nessuno, perché diventerà vero&#8221;. Ci sono tante storie di grandi veggenti che hanno detto qualcosa in un momento di rabbia, ma erano così autentici…</p>
<p>Avrai sentito parlare di Durvasa, un grande veggente, un uomo autentico. Quando diceva qualcosa, nemmeno lui poteva cancellarla. Se ti malediceva, la maledizione si avverava. Se diceva: &#8220;Che tu possa morire domani!&#8221;, tu morivi l&#8217;indomani, perché da quella fonte di autenticità non possono scaturire delle bugie. L&#8217;esistenza segue l&#8217;uomo autentico e nemmeno lui può cancellare ciò che ha detto.</p>
<p>È un fatto meraviglioso, è il motivo per cui la gente va dai grandi veggenti a chiedere la loro benedizione: se ti benedicono, si avvererà. Questo è il significato del chiedere una benedizione; se il veggente li benedice non c&#8217;è nulla da preoccuparsi. Ora accadrà, perché come può dire una bugia un uomo autentico? Anche se è una bugia, diventerà vero. Quindi non ti dico: &#8220;Di&#8217; la verità&#8221;. Ti dico: &#8220;Sii autentico e tutto ciò che dici sarà vero&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_osho.php?pag=0&amp;ord=data_inserimento&amp;tot=179?pn=62"><strong>Osho</strong></a></p>
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		<title>Semplicità e gioia di vivere</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 09:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maestri Spirituali]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
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		<description><![CDATA[La maggior parte delle persone secondo Osho vive nel caos. Lotta per sfuggire dal presente, per raggiungere qualcosa che non c’è, per arrivare più in alto del proprio vicino. Il corpo dice una cosa, la mente ne dice un’altra. Eppure l’appagamento risiede nella semplicità, nel qui e ora. “Nel momento in cui sei interessato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1254" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="candore-dignita-osho" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/03/candore-dignita-osho.jpg" alt="candore-dignita-osho" width="114" height="180" />La maggior parte delle persone secondo <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il-candore-della-dignita.php?pn=62"><strong>Osho</strong></a> vive nel caos. Lotta per sfuggire dal presente, per raggiungere qualcosa che non c’è, per arrivare più in alto del proprio vicino. Il corpo dice una cosa, la mente ne dice un’altra. Eppure l’appagamento risiede nella semplicità, nel qui e ora. “Nel momento in cui sei interessato a diventare qualcun altro diventi complesso. <strong>Nell’essere contento per come sei sta la semplicità</strong>.”</p>
<p><strong>L’uomo è in cerca della verità che lo liberi e intraprende per questo cammini di consapevolezza</strong>. È solo la consapevolezza che porta alla meta finale.<br />
Non ci sono molti sentieri, ma ci sono molti nomi per un unico percorso, che è il percorso della consapevolezza.</p>
<p>Secondo Osho <strong>le persone con il passare del tempo hanno perso il contatto con l’esistenza, hanno perso l’innocenza</strong> e le loro radici.  Chuang Tzu o Gautam Buddha non hanno mai usato la terapia perché non ce n’era bisogno. Le persone erano semplicemente pronte, ed era possibile far nascere “cespugli di rose senza dover pulire il terreno”. Ma nel corso dei secoli l’uomo si è riempito di spazzatura, nel suo essere sono cresciute le erbacce, ed ora occorre pulire la terra e liberare l’essere da tutto ciò che è a lui estraneo e che lo imprigiona.</p>
<p>La mente dell’uomo è avida ed è più interessata all’effetto che alla causa. La mente avida vuole tutto senza fare niente e si chiede continuamente se ci sono o no dei progressi. Ma quando lavoriamo su noi stessi, quando meditiamo realmente, non abbiamo bisogno di chiederci se progrediamo o no, perché se ciò succede lo sappiamo subito, perché siamo <strong>concentrati sull’esistenza e non sul risultato</strong>. Se la meditazione è veramente profonda e corretta porta con sé un sentimento di trasformazione che dura tutto il giorno e non solo il tempo in cui si medita, fino ad arrivare a permeare tutte le giornate.  Poco a poco la rabbia scompare, perché la rabbia accompagna una mente non meditativa, che non è a suo agio con se stessa.<strong> La rabbia lascia il posto all’amore, e la crudeltà alla compassione</strong>. Anche <strong>l’ambizione scompare</strong> e allora l&#8217;uomo è finalmente rilassato, a suo agio, di nuovo a contatto con l’esistenza.</p>
<p>“<strong>Quando sei tremendamente felice con te stesso</strong>, felice così come sei, beato come sei, grato come sei, e <strong>tutte le tue energie danzano assieme</strong>, quando tu sei un’orchestra di tutte le tue energie, <strong>è il divino</strong>. Quella sensazione di totale unità è ciò che è il divino.”</p>
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		<title>Una risata ci risveglierà</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 09:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maestri Spirituali]]></category>
		<category><![CDATA[Dhammapada]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ridere è un privilegio dell’uomo. La risata ha in sé qualcosa di divino; qualcosa che è accessibile solo all’uomo. Solo l’uomo è in grado di ridere, poiché può avere il senso dell’assurdo, del ridicolo; poiché può vedere in profondità e riconoscere tutte le stupidità che lo circondano, e che si atteggiano a saggezza, gli sciocchi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1132" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="risata-risvegliera" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/03/risata-risvegliera.jpg" alt="risata-risvegliera" width="115" height="180" />&#8220;<strong>Ridere è un privilegio dell’uomo</strong>. La risata ha in sé qualcosa di divino; qualcosa che è accessibile solo all’uomo. Solo l’uomo è in grado di ridere, poiché può avere il senso dell’assurdo, del ridicolo; poiché può vedere in profondità e riconoscere tutte le stupidità che lo circondano, e che si atteggiano a saggezza, gli sciocchi che pretendono di essere intelligenti, che si atteggiano a intellettuali.<strong> Non reprimere mai</strong>; se reprimi, perderai ogni allegria, perderai qualsiasi senso dell’umorismo. La repressione distruggerà tutto ciò che di umano esiste in te. E, allorché l’umano viene distrutto, non puoi conseguire il divino, poiché l’umanità è il ponte. L’uomo è un ponte tra l’animale e il divino.&#8221;</p>
<p>Sappiamo quanto la risata abbia effetti benefici sul corpo e sulla psiche a costo zero. La risata è un esercizio muscolare e respiratorio, rilassa, depura, combatte la debolezza fisica e mentale, l’insonnia e la depressione. Non si tratta di negare i problemi ma di affrontarli con un’attitudine positiva.</p>
<p>Nella serie di discorsi che compongono<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__una-risata-vi-risvegliera.php?pn=62"><em><strong> Una risata vi risveglierà</strong></em></a>, Osho approfondisce il <strong>commento del Dhammapada</strong>, il &#8216;cammino dei dharma&#8217;, l’opera buddista più popolare in Oriente che raccoglie 423 versi suddivisi in 26 capitoli. Secondo Osho abbiamo il potenziale per trasformare in luce l’oscurità che ci avvolge, ma non sappiamo come agire. Al contrario il Buddha è molto pratico, è &#8220;il primo uomo del tutto pragmatico, per ciò che concerne il mondo interiore e la sfera dell’essere.&#8221;</p>
<p>Sorridere è secondo Osho la prima attività sociale, e ci rende in grado di affrontare qualsiasi situazione. Piangere e ridere sono due lati di una stessa realtà che contraddistingue l’essere vivo e autentico.<br />
La risata dà forza e risveglia l’energia interiore. Quando uno ride veramente, così come quando uno danza veramente, il pensiero si arresta e ci si ritrova quindi in uno stato di meditazione.</p>
<p>Chi ben comincia è a metà dell’opera, e allora proviamo ad iniziare bene la giornata con questa meditazione di Osho:<br />
“<strong>Meditazione della risata</strong><br />
Appena ti svegli, la prima cosa da fare&#8230; non aprire gli occhi. Appena senti che il sonno se ne è andato, inizia a ridere mentre sei ancora a letto.<br />
Per i primi due o tre giorni sarà difficile, ma poi arriverà, e arriverà come un&#8217;esplosione. All&#8217;inizio è difficile perché ti senti stupido: perché stai ridendo? Non c&#8217;è motivo. Ma a poco a poco continuerai a sentirti stupido ma riderai della tua stupidità &#8211; e a quel punto prenderà il sopravvento. Allora diventerà irrefrenabile: riderai di tutta questa assurdità. Poi qualcun altro &#8211; tua moglie, la tua ragazza, il vicino &#8211; inizierà a ridere, vedendo come sei stupido, e questo ti sarà di aiuto. La risata può diventare contagiosa.<br />
Prova. Ridi ogni mattina e, se ti diverti, anche ogni sera prima di andare a dormire.”</p>
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		<title>Il manuale di Osho per l&#8217;uomo del futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>
		<category><![CDATA[ribellione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ribelle si presenta come un manuale per l’uomo del futuro, come una guida esaustiva in cui Osho assume le vesti di un visionario planetario. In risposta alle domande di coloro che sono in continua ricerca, Osho disseziona virtualmente ogni istituzione e credenza tradizionale della società, e propone un approccio davvero radicale per rovesciare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-899" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="ribelle-sale-terra" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/ribelle-sale-terra.jpg" alt="ribelle-sale-terra" width="113" height="180" /><strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il-ribelle---il-sale-della-terra.php?pn=62"><em>Il Ribelle</em></a></strong> si presenta come un<strong> manuale per l’uomo del futuro</strong>, come una guida esaustiva in cui Osho assume le vesti di un visionario planetario. In risposta alle domande di coloro che sono in continua ricerca, <strong>Osho disseziona virtualmente ogni istituzione e credenza tradizionale della società, e propone un approccio davvero radicale per rovesciare il passato e preparare il terreno per il futuro</strong>. Il libro è un’esplorazione appassionata delle caratteristiche essenziali che si riscontrano nell’<strong>essere umano autentico, il ribelle</strong>.<br />
Sulla propria nozione di ribellione Osho si era già precedentemente espresso in questi termini:</p>
<p>“La mia nozione dell’essere ribelle e della ribellione è molto semplice: <strong>ribelle è colui che non vive come un robot condizionato dal passato</strong>. Religione, società, cultura… tutto ciò che appartiene al passato non interferisce in alcun modo con la sua maniera di vivere, col suo stile di vita. <strong>Vive come individuo</strong> – non come la rotella di un ingranaggio, bensì come un’unità organica. La sua vita non viene decisa da nient’altro se non dalla sua intelligenza. (…)</p>
<p>Il ribelle è uno che vive in accordo con la sua luce interiore, e si muove in base alla propria intelligenza. Crea il suo sentiero man mano che lo percorre, <strong>non segue le masse sull’autostrada</strong>. Vive una vita pericolosa – ma una vita che non è pericolosa, non è vita affatto. Egli accetta la sfida dell’ignoto, e non va verso l’ignoto, che il futuro gli porta, basandosi sul passato. È questo che crea tutta l’angoscia dell’umanità: ti prepari in base al passato, ma il futuro non sarà mai uguale al passato. Il tuo ieri non sarà mai il tuo domani. Ma questo è il modo in cui l’uomo ha vissuto fino a oggi: il tuo ieri ti prepara al domani. Questa stessa preparazione diventa un ostacolo. Non puoi respirare liberamente, non puoi amare liberamente, non puoi danzare liberamente, perché il passato ti ha menomato in ogni maniera possibile. Il fardello del passato è così pesante che ognuno si sente schiacciato. Il ribelle dice semplicemente addio al passato. (…)</p>
<p>Il ribelle abbandona semplicemente il passato e non si lascia dominare dal passato. È un processo costante e continuo. La vita del ribelle è un fuoco che arde. Egli è fresco, è giovane fino al suo ultimo respiro. Non risponderà a qualsivoglia situazione in accordo alla sua esperienza passata, bensì <strong>risponderà a ogni situazione in accordo con la sua consapevolezza presente</strong>. (…)</p>
<p>La ribellione è uno stile di vita. Per me è la sola autentica religione, perché <strong>se vivi seguendo la tua luce interiore potrai anche perderti molte volte e potrai cadere molte volte, ma ogni caduta, ogni smarrimento, ti renderanno più saggio, più intelligente, più comprensivo, più umano</strong>. Non c’è altro modo di imparare se non facendo errori. Semplicemente, non rifare lo stesso errore.”</p>
<p>&#8220;Osho è un uomo assolutamente moderno che si districa bene tanto con Marx e Engels e la psicologia umanistica come con le tradizioni mistiche orientali. Difatti, egli utilizza Marx e Maslov, Platone e Heidegger, Freud e Beckett e Lenny Bruce, le battute di Playboy come le storie e gli insegnamenti Zen e Sufi, per fare critiche efficaci delle ortodossie politiche e religiose, psicologiche e sessuali.&#8221; James Gordon, <em>The Washington Post</em></p>
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		<title>Osho Kundalini Meditation &#8211; Meditazione Kundalini</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 17:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BlogLibri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Kundalini]]></category>
		<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>

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		<description><![CDATA[La Meditazione Kundalini di Osho è composta di quattro parti che durano 15 minuti ed è una tecnica &#8220;gentile&#8221; ma molto potente che va fatta di sera per lasciare andare lo stress che si accumula durante la giornata.
Ci si squote, si danza e si rimane immobili&#8230;
&#8220;Lascia che lo scuotimento accada, non farlo tu. Stai in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Meditazione Kundalini" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/musica/__osho_kundalini_meditation.php" target="_self"><img class="alignleft size-full wp-image-755" title="kundalini_meditation" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/kundalini_meditation.jpg" alt="kundalini_meditation" width="150" height="150" /></a>La Meditazione Kundalini di Osho è composta di quattro parti che durano 15 minuti ed è una tecnica &#8220;gentile&#8221; ma molto potente che va fatta di sera per lasciare andare lo stress che si accumula durante la giornata.</p>
<p>Ci si squote, si danza e si rimane immobili&#8230;</p>
<p>&#8220;<em>Lascia che lo scuotimento accada, non farlo tu. Stai in piedi in silenzio,  senti il movimento arrivare, e quando il corpo comincia a tremare, aiutalo ma  non farlo tu. Goditi il movimento, sentine l&#8217;estasi, permettilo, sii ricettivo e  dagli il benvenuto, ma non farne una questione di volontà. Se lo forzi, diventa  un esercizio fisico, corporeo. Ci sarà lo scuotimento ma sarà solo alla  superficie, non penetretà dentro di te. All&#8217;interno rimarrai solido, come una  roccia. Resterai un manipolatore, uno che &#8220;fa&#8221;, e il corpo potrà solo seguire.  Ma il punto non è il corpo, il punto sei tu. Quando ti dico di scuoterti, voglio  dire che la tua solidità, il tuo essere simile a una roccia dovrebbe essere  scosso fino alle fondamenta in modo da diventare liquido, fluido, in modo da  sciogliersi e da fluire. E quando il tuo essere, simile a una roccia, diventa  liquido, il corpo lo seguirà. Allora rimane solo lo scuotimento. Allora non c&#8217;è  nessuno che lo faccia; accade da solo. Allora colui che &#8220;fa&#8221; non c&#8217;è più.</em>&#8221;  Osho</p>
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		<title>Osho: Benessere Emotivo</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 16:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maestri Spirituali]]></category>
		<category><![CDATA[energia positiva]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ci troviamo di fronte a emozioni forti e difficili da accettare, dobbiamo essere in grado di uscire dalla trappola che ci impone solo due scelte obbligate: esprimerle coinvolgendo gli altri o reprimerle.
Osho, nel libro fresco di stampa &#8220;Il Benessere Emotivo&#8221; (Mondadori, 2009) ci spiega i meccanismi di base dei condizionamenti emotivi e ci insegna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilgiardinodeilibri.it/cop/b/benessere-emotivo-osho.jpg" alt="Osho Benessere Emotivo" vspace="10" width="110" align="left" height="180" hspace="10" /><strong>Quando ci troviamo di fronte a emozioni forti e difficili da accettare</strong>, dobbiamo essere in grado di uscire dalla trappola che ci impone solo due scelte obbligate: esprimerle coinvolgendo gli altri o reprimerle.</p>
<p><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_osho.php" title="Osho">Osho</a>, nel libro fresco di stampa &#8220;<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__benessere-emotivo-osho.php?pn=62">Il Benessere Emotivo</a>&#8221; (Mondadori, 2009) <strong>ci spiega i meccanismi di base dei condizionamenti emotivi</strong> e ci insegna ad accettare, comprendere e trasformare in modo creativo l&#8217;energia delle nostre emozioni più problematiche.</p>
<p>Una ricca scelta di brani tratti spesso da risposte a domande specifiche, di uomini e donne con i loro sogni, speranze, condizionamenti culturali e temperamenti diversi, dove ciascuno può trovare analogie e paralleli col suo cammino personale.</p>
<p>E inoltre una sezione con una serie di tecniche di meditazione legate alla trasformazione di rabbia, paura e gelosia.</p>
<p><span id="more-289"></span></p>
<p><strong>Pensieri ed emozioni</strong></p>
<p>Disidentificarsi dai pensieri è più facile che disidentificarsi dalle emozioni, perché i pensieri sono più superficiali. Disidentificarsi dalle emozioni è un po&#8217; più difficile, perché sono più profonde e sono radicate nella biologia, nella chimica, negli ormoni. I pensieri sono solo nuvole passeggere.</p>
<p><strong>Un atto totale</strong></p>
<p>Quando sei arrabbiato, non serve adirarsi con qualcuno, arrabbiati e basta. Trasformala in meditazione. Chiuditi in camera, siediti e permetti alla rabbia di esplodere al massimo. Se hai voglia di picchiare, usa un cuscino&#8230; Fa&#8217; tutto quello che vuoi, il cuscino non avrà da ridire. E utile, straordinariamente utile: non puoi neppure immaginare quanto possa servire un cuscino. Picchialo, mordilo&#8230; Fa&#8217; della tua rabbia un atto totale in meditazione e poi guarda cosa succede.</p>
<p><strong>Impara il trucco</strong></p>
<p>Tutti abbiamo cicatrici nella mente, ferite mai guarite del tutto: se le riviviamo, ce ne libereremo. Se riesci ad andare nel passato e a concludere qualcosa che era rimasto in sospeso, ti libererai del passato. La tua mente si ripulirà&#8230; quelle cose in sospeso continuano a girarti attorno come una nuvola e influenzano tutto quello che fai. La nuvola dev&#8217;essere dispersa. Torna indietro nel tempo e rivivi le ferite che ancora ti fanno male: guariranno e tu diventerai più integro. In questo modo imparerai il trucco per rimanere calmo in una situazione problematica.</p>
<p><strong>Brave persone</strong></p>
<p>Coloro che trattengono le emozioni, che le controllano, non sono brave persone: cercheranno sempre di far vedere che sono migliori di te, ma nei loro occhi leggerai la rabbia. La vedrai nei loro volti, la vedrai in ogni gesto: nel modo di camminare, nel modo di parlare, nel modo di relazionarsi con gli altri, vedrai che è sempre presente e ribolle; sono pronte a scoppiare in qualunque momento. Sono questi gli assassini, i criminali, sono questi i veri malfattori. La rabbia è umana; non ha nulla di sbagliato.</p>
<p><strong>Un cuore puro</strong></p>
<p>Le persone sono disposte ad accettare che i pensieri svaniscano, in quanto così si consegue un&#8217;intelligenza pura; ma non hanno contemplato la seconda parte: il cuore è puro solo quando le emozioni e i cosiddetti sentimenti sono spariti. Molti pensano che il sentimentalismo sia un reale sentire, non lo è. I pensieri non sono l&#8217;intelligenza e il sentimentalismo non è amore.</p>
<p><strong>Accettare</strong></p>
<p>Certo, la rabbia ti fa star male: sono tutte emozioni negative. Ma la pace può essere ottenuta solo accettando e assorbendo ciò che fa star male, non rifiutandolo. Con il rifiuto diventerai sempre più piccolo e avrai sempre meno energia; e sarai in un costante conflitto interiore, una guerra civile in cui una mano combatte l&#8217;altra e in cui non farai che dissipare la tua energia.</p>
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