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	<title>BlogLibri.it &#187; alimentazione consapevole</title>
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	<description>Libri - Salute Naturale, Sviluppo Personale, Crescita Spirituale - Approfondimenti e recensioni.</description>
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		<title>Libertá e alimentazione responsabile</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione consapevole]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Spesso, alla fine di una conferenza sul declino della vita rurale e dell&#8217;agricoltura in America, qualcuno dell&#8217;uditorio chiede: &#8220;Cosa può fare chi abita in città?&#8221; &#8220;Mangiare responsabilmente&#8221; rispondo di solito. Naturalmente cerco di spiegare cosa intendo con questa espressione, ma mi sembra sempre di non aver detto abbastanza. Adesso vorrei cercare di offrire una spiegazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2052" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="alimentazione_come_ecologia" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/09/alimentazione_come_ecologia.jpg" alt="alimentazione_come_ecologia" width="127" height="180" />&#8220;Spesso, alla fine di una conferenza sul declino della vita rurale e dell&#8217;agricoltura in America, qualcuno dell&#8217;uditorio chiede: &#8220;Cosa può fare chi abita in città?&#8221; &#8220;<strong>Mangiare responsabilmente</strong>&#8221; rispondo di solito. Naturalmente cerco di spiegare cosa intendo con questa espressione, ma mi sembra sempre di non aver detto abbastanza. Adesso vorrei cercare di offrire una spiegazione più ampia.</p>
<p>Comincio dall&#8217;affermazione che <strong>mangiare è un atto agricolo ed ecologico</strong>. Mangiare conclude il dramma annuale dell&#8217;economia alimentare che inizia con la semina e la nascita.</p>
<p>Molti mangiatori non sanno più che questo è vero. Pensano all&#8217;alimentazione come produzione agricola, forse, ma non si considerano parte dell&#8217;agricoltura. Si considerano &#8220;consumatori&#8221;. Se pensano un po&#8217; più a fondo, devono riconoscere di essere <strong>consumatori passivi</strong>. Comprano quello che vogliono, o quello che sono stati persuasi a volere, nei limiti di ciò che possono comprare. Pagano, per lo più senza protestare, il prezzo che viene chiesto. E <strong>in genere non sanno nulla degli argomenti fondamentali sulla qualità e il costo di produzione di ciò che gli viene venduto</strong>: quanto sia veramente fresco, quanto sia puro o pulito, o libero da pericolose sostanze chimiche, da che distanza arriva e quanto il trasporto ha aggiunto al costo, quanto la trasformazione industriale, l&#8217;imballaggio e la pubblicità incidano sul prezzo.</p>
<p>(…) Per loro … l&#8217;alimentazione è un&#8217;idea parecchio astratta, una cosa che non conoscono né immaginano, finché non compare sulla tavola o sullo scaffale dei prodotti alimentari.</p>
<p>(…) I clienti abituali dell&#8217;industria alimentare hanno sempre più la tendenza a diventare dei meri consumatori, passivi, acritici e dipendenti. Questo tipo di consumo può essere considerato sicuramente uno degli obbiettivi principali della produzione industriale. Gli industriali dell&#8217;alimentazione sono riusciti a persuadere milioni di consumatori a preferire alimenti già pronti. Coltivano, cucinano, vi portano i pasti e (proprio come la vostra mamma) vi supplicano di mangiare. Non vi offrono ancora di infilarvelo in bocca premasticato solo perché non hanno ancora scoperto un modo di farlo che permetta di aumentare i profitti. Possiamo star sicuri che sarebbero ben contenti di scoprirlo. <strong>Il consumatore industriale ideale sarebbe legato a una tavola con un tubo in bocca che va direttamente dall&#8217;impianto alimentare al suo stomaco</strong>.</p>
<p>Forse esagero, ma non di molto. Il <strong>mangiatore industriale</strong> infatti non sa che mangiare è un atto agricolo, <strong>non conosce più né immagina i collegamenti che esistono fra l&#8217;atto di mangiare e la terra</strong> ed è perciò necessariamente passivo e acritico, in parole povere, una vittima. Quando il cibo, nelle menti di coloro che lo mangiano, non è più legato all&#8217;agricoltura e alla terra, si soffre di un&#8217;amnesia culturale pericolosa e fuorviante. L&#8217;attuale visione della futura &#8220;casa di sogno&#8221; comprende il far la spesa &#8220;senza fatica&#8221; da una lista di beni disponibili su un monitor televisivo e mangiare cibo precotto attraverso il controllo remoto. Ovviamente tutto ciò dipende e implica una perfetta ignoranza della storia del cibo consumato.</p>
<p>(…) Ancora (ogni tanto) ci ricordiamo che non siamo liberi se le nostre menti e parole sono controllate da qualcun altro. Ma abbiamo omesso di capire che<strong> non possiamo essere liberi se il nostro cibo e le sue risorse sono controllate da qualcun altro</strong>. La condizione del consumatore passivo di alimenti non è una condizione democratica.</p>
<p>(…)&#8221;La vita non è poi molto interessante&#8221; sembriamo aver deciso. &#8220;Lasciamo che le sue soddisfazioni siano minimali, veloci e distratte&#8221;. <strong>Attraversiamo di corsa i nostri pasti per andare a lavorare e attraversiamo di corsa il nostro lavoro per andarci a &#8220;ricreare&#8221;</strong> la sera, nei fine-settimana o nelle vacanze.</p>
<p>(…) Il consumatore americano passivo, seduto davanti a un pasto di alimenti precotti o di fast-food, vede un piatto ricoperto di sostanze inerti, anonime, che sono state trasformate, colorate, impanate, riempite di salsa, devitalizzate, macinate, spappolate, artificializzate, frullate, ingraziosite e igienizzate al di là di ogni somiglianza a qualsiasi parte di qualsiasi creatura sia mai vissuta su questa terra. <strong>I prodotti della natura e dell&#8217;agricoltura sono stati resi, all&#8217;apparenza, prodotti dell&#8217;industria</strong>. Sia chi mangia sia chi è mangiato viene così esiliato dalla realtà biologica. Ne risulta un tipo di solitudine senza precedenti nell&#8217;esperienza umana, in cui chi mangia può pensare al mangiare come una mera transazione commerciale fra lui e un fornitore e poi come uno scambio esclusivamente di appetito fra se stesso e il proprio cibo…&#8221;<br />
Tratto da <em>Il piacere di mangiare</em> di Wendell Berry, in <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__lalimentazione_come_ecologia.php?pn=62"><strong>L&#8217;alimentazione come ecologia</strong></a></p>
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		<title>Alimentazione e cambio climatico</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione consapevole]]></category>
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		<description><![CDATA[Un’altra notizia che supporta l&#8217;idea che le scelte che compiamo con la nostra dieta personale siano molto importanti anche per la loro influenza sul cambio climatico: una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Global Environmental Change mostra che riducendo la quantità di carne e latticini consumata e cambiando le pratiche agricole, è possibile entro il 2055 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1728" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="agricoltura-disegnare-cielo" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/07/agricoltura-disegnare-cielo.jpg" alt="agricoltura-disegnare-cielo" width="127" height="180" />Un’altra notizia che supporta l&#8217;idea che le scelte che compiamo con la nostra dieta personale siano molto importanti anche per la loro influenza sul cambio climatico: una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Global Environmental Change mostra che<strong> riducendo la quantità di carne e latticini consumata e cambiando le pratiche agricole, è possibile entro il 2055 ridurre dell’84% le emissioni di metano e protossido di azoto</strong> – due gas serra molto più potenti del biossido di carbonio – provenienti da fonti agricole.</p>
<p>&#8220;La carne e il latte fanno la differenza,&#8221; dice il dott. Alexander Popp del PIK (Potsdam Institute for Climate Impact Research), autore principale di questo studio. &#8220;Un consumo ridotto potrebbe far diminuire le emissioni future di protossido di azoto e di metano provenienti dall&#8217;agricoltura a livelli inferiori a quelli del 1995.&#8221; Se aumenta ulteriormente il consumo di carne e latticini, anche le emissioni aumenteranno. Se i consumatori riducono il loro consumo di carne, però, le emissioni potrebbero diminuire di un 25% ogni dieci anni.</p>
<p>I ricercatori osservano che oltre a cambiamenti nelle scelte e nella domanda dei consumatori, che indicano come la cosa più importante, sono anche necessari<strong> cambiamenti nelle tecniche agricole</strong> per poter vedere una riduzione delle emissioni.</p>
<p>Assieme, il cambio nella domanda dei consumatori e quello nelle tecniche agricole, potrebbero ridurre dell’84% le emissioni di metano e protossido di azoto entro il 2055. Il protossido di azoto degli allevamenti industriali è anche la causa principale delle piogge acide. Miglioramenti potrebbero derivare da una migliore gestione delle acque e dall’uso di concime naturale.</p>
<p>Una proposta dei ricercatori del PIK è quella di introdurre un prezzo sulle emissioni di gas serra diversi dal CO2 provenienti dal settore agricolo, per scoraggiare l’applicazione delle pratiche ad alta emissione di gas serra e incentivare lo sviluppo di nuove tecnologie e l&#8217;applicazione di quelle esistenti.</p>
<p>Il libro <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__agricoltura_e_disegnare_il_cielo_ecologist.php?pn=62"><strong>Agricoltura é disegnare il cielo</strong></a>, uno dei volumi dell&#8217;Ecologist italiano, si colloca nel percorso di riscoperta dell&#8217;etica tradizionale e dell&#8217;agricoltura contadina come rispetto della terra.</p>
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		<title>Prevenzione a tavola</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 09:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa settimana che va dal 14 al 21 di marzo è la settimana della prevenzione, e il tema centrale di quest’anno è  “combattere il cancro a partire da una buona alimentazione”. I volontari della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) saranno nelle principali città italiane per distribuire, assieme ad una bottiglia d&#8217;olio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1160" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="prevenire-tumori-gusto" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/03/prevenire-tumori-gusto.jpg" alt="prevenire-tumori-gusto" width="120" height="180" />Questa settimana che va <strong>dal 14 al 21 di marzo</strong> è <strong>la settimana della prevenzione</strong>, e il tema centrale di quest’anno è  “<strong>combattere il cancro a partire da una buona alimentazione</strong>”. I volontari della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) saranno nelle principali città italiane per distribuire, assieme ad una bottiglia d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva, un opuscolo informativo per offrire delucidazioni in merito alla relazione tra i tumori e la tavola. Il presidente della Lilt, Francesco Schittulli, sostiene infatti che contrariamente a quanto si creda <strong>la prima causa dei tumori è la cattiva alimentazione</strong>: il 35% di tutti i casi di cancro dipende da questo problema. Per questo una buona educazione in materia potrebbe aiutare sia la prevenzione che la cura.</p>
<p>L’anno scorso uscì per le edizioni Sperling &amp; Kupfer un libro in cui veniva trattata proprio<strong> la relazione tra cibo e tumori</strong>. Gli autori erano <strong>Anna Villarini</strong>, ricercatrice e coordinatrice del Progetto nazionale Diana dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano e <strong>Giovanni Allegro</strong>, specializzato in cucina naturale e insegnante alla scuola di cucina preventiva la Cascina Rosa. Il libro<strong> <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__prevenire-i-tumori-mangiando-con-gusto.php?pn=62"><em>Prevenire i tumori mangiando con gusto</em></a> </strong>è il frutto di quindici anni di ricerca e sperimentazione presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, al quale viene destinata una percentuale delle vendite del volume.</p>
<p>Il<strong> progetto DIANA</strong> al quale lavora Anna Villarini rivolge la sua attenzione in particolar modo alle donne e si occupa di studiare le <strong>relazioni tra alimentazione e tumore al seno</strong>.  Il progetto nacque nel 1995 per iniziativa del dottor <strong>Franco Berrino</strong> (che ha revisionato i testi del libro e scritto la prefazione). Il nome deriva da DIeta e ANdrogeni, perché i primi studi DIANA avevano come scopo principale quello di abbassare nel sangue la concentrazione degli ormoni sessuali maschili (gli androgeni), che più di altri favoriscono lo sviluppo dei tumori della mammella e delle metastasi, modificando la dieta. Ma Diana è anche il nome della dea che protegge le donne, la maternità e l’allattamento, e per questo simboleggia perfettamente un progetto di ricerca volto a tutelare la salute delle donne.</p>
<p>Basandosi sui risultati di questo studio, il libro spiega<strong> come sia possibile ridurre i fattori di rischio del tumore e delle recidive modificando la propria dieta e lo stile di vita</strong>. Inoltre si è riscontrato che seguendo i suggerimenti del DIANA si è possibile<strong> alleviare i sintomi delle terapie aumentandone l’efficacia</strong>. Oltre ai consigli su<strong> come scegliere cibi, cotture, conservazioni</strong> più salutari, il libro offre anche delle <strong>ricette </strong>per poter disporre di esempi concreti di alimentazione corretta.</p>
<p>L’alimentazione è importante sia per la prevenzione, sia durante le terapie antitumorali. Il cibo gioca infatti un ruolo fondamentale nel recupero della salute e questo non deve essere dimenticato, anche se spesso un trattamento medico può causare alterazioni dell’appetito e poca voglia di mettersi a tavola.</p>
<p>Per chi volesse frequentare i <strong>Corsi di cucina basati sugli Studi Diana</strong> è possibile rivolgersi all’Associazione Salute Donna che li propone con regolarità a Milano presso Cascina Rosa, Informazioni: tel. 02/6470452, numero verde 800.223.295.<br />
Nelle Marche, l’Associazione culturale non profit Colle Santandrea propone periodicamente in collina, sopra Grottammare (AP), corsi residenziali coordinati da Giovanni Allegro e soggiorni di relax e benessere  puntando sull’alimentazione sana ed equilibrata.<br />
Info: Associazione Colle Santandrea, tel.0735/97165, www.collesantandrea.it.</p>
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		<title>Guida tascabile agli additivi alimentari per non essere consumatori passivi</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 16:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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		<category><![CDATA[alimentazione consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[coloranti]]></category>
		<category><![CDATA[conservanti]]></category>

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		<description><![CDATA[E-202, E-104, E-414, E-445, E-110… Questi codici ti suonano vagamente a elementi nocivi per la salute aggiunti agli ingredienti dei cibi che mangi ogni giorno, ma non sai realmente a cosa si riferiscono? È arrivata l’ora di sapere quello che mangi, di essere consapevole dei rischi che può correre la tua salute a causa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-326" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="guida-tascabile-additivi" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2009/12/guida-tascabile-additivi2.jpg" alt="guida-tascabile-additivi" width="114" height="180" />E-202, E-104, E-414, E-445, E-110… Questi codici ti suonano vagamente a elementi nocivi per la salute aggiunti agli ingredienti dei cibi che mangi ogni giorno, ma non sai realmente a cosa si riferiscono? <strong>È arrivata l’ora di sapere quello che mangi</strong>, di essere consapevole dei rischi che può correre la tua salute a causa di un’alimentazione “incosciente”. Corinne Gouget ci fornisce la chiave per<strong> interpretare le sigle che troviamo sulle etichette degli alimenti </strong>e ci aiuta a distinguere tra i diversi coloranti, addensanti, edulcoranti, stabilizzanti, aromatizzanti e conservanti che arrivano quotidianamente sulla nostra tavola.<br />
<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__guida-tascabile-agli-additivi-alimentari.php?pn=62">Questo libro è la guida tascabile ideale</a> per <strong>smettere si essere consumatori passivi</strong>, perché come dice la stessa autrice citando una frase di Thomas Jefferson* “se le persone del popolo permetteranno ai governanti  di decidere riguardo alla propria nutrizione e alle proprie cure mediche, presenteranno presto sui propri corpi lo stato pietoso che contraddistingue le anime che vivono sotto la tirannia”.<br />
*Presidente degli Stati Uniti  (1743-1826), autore della Dichiarazione d’Indipendenza</p>
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