L’altro giorno, forse per consolarmi un po’ del fatto che mezza Italia (se non di più) è in vacanza (e io no!), mi sono messa a curiosare su internet un po’ di centri benessere sparsi qua e là sul territorio nazionale e nel mondo (c’è n’è uno a Phuket che è a dir poco paradisiaco).
E mentre mi gustavo immagini di massaggi hot stone (quelli con le pietre calde) o goduriosi bagni in vasche piene di chissà quali magici intrugli, ad un certo punto ho deciso di andare a vedere nel dettaglio i vari pacchetti benessere che via via venivano proposti… e mi si sono rizzati i capelli.
Ma non per i prezzi (ognuno fa quello che vuole e se in molti casi le tariffe sono – e si mantengono - astronomiche vorrà dire che a qualcuno sta bene cosi) ma per il ritmo che era necessario sostenere per crogiolarsi (crogiolarsi?) nei vari trattamenti.

Ad esempio: leggo di un centro “…check up metabolico, analisi posturale, trattamento wrap delle adiposità N.2; massaggio ayurvedico con olio sulla fronte N. 2; trattamento rigenerante viso N. 1; bagno speciale jeunesse N. 3; massaggio corpo a 4 mani N. 2; fitness training con istruttore personale N. 3…” e poi ancora qualche altro dettaglio sfizioso.

Il primo pensiero che mi è venuto è stato “Forte!!” ma mi aspettavo una prospettiva di soggiorno di almeno 7 giorni e invece era una proposta “short” ossia di 3-4 giorni. E così, come dicevo mi si sono rizzati i capelli!
“Ma caspita” mi sono detta “non vanno più di moda i centri benessere dove ci si rilassa, magari si riesce pure a pisolare durante un massaggio e dopo si gode in santa pace di un po’ di sanissimo ozio?”


A quanto pare no perchè il mito che l’ozio è il padre dei vizi ha preso il sopravvento ed è purtroppo arrivato fin dentro alle più lussuose beauty farm!
Siamo un po’ strani noi esseri umani vero? Fino a qualche centinaio di anni fa (e fors’anche meno) gran parte della popolazione italiana (e in proiezione macroscopica: mondiale) non aveva di che mangiare e oggi, il 12% degli adulti e dei bambini ha bisogno di andare da un dietologo o da un nutrizionista, pagarlo (anche molto profumatamente) per perdere peso!

Lo stesso per le beauty spa: sorte per regalarci benessere e relax si stanno via via trasformando in centri di tour de force implacabili che sotto mises suadenti, profumate e coinvolgenti ci obbligano a ritmi da vera e propria catena di montaggio.
E sì perchè stare in completo relax vuol dire principalmente stare soli con sè stessi… e chi ne ha più il coraggio?!

Stare qualche attimo in compagnia dei proprio pensieri, della propria anima, delle proprie gioie e soprattutto delle proprie paure?
Giammai! Stare assieme agli altri è relativamente facile: si può sempre fingere interesse o (come diceva mia mamma) al limite espatriare con il pensiero. Io sono qui con il corpo ma non con la mente. Ma se ci siamo solo io e me stesso hai ben voglia di espatriare!

La mente torna sempre lì: alla quotidianità , alle preoccupazioni del lavoro, ai soldi, ai figli, alle vacanze… alla cellulite. Mai al cuore!
E così, visto, che inizialmente i responsabili dei centri benessere erano sicuramente in buona fede e cercavano di proporre pacchetti realmente rilassanti, non appena è stato chiaro che per la popolazione umana attuale (o almeno la maggior parte) benessere significava tenere impegnata la mente, hanno iniziato a proporre programmi intensissimi, scanditi da orari da ufficio e con le pause ben definite.

Qualcuno ancora ci prova a offrire alternative slow: ma “…spaventano gli ospiti” ci dicono. Infatti quando provano a portare innanzi un progetto di benessere-ozio la maggior parte delle persone chiede “e fra un trattamento e l’altro cosa si fà ”. Guai a rispondere “Niente”…sarebbe inevitabile la crisi di panico.
“Come niente? Io non sono venuto qui a fare niente! Io non ho pagato per fare niente” ecco appunto siamo arrivati a pagare per avere l’illusione di non fare niente facendo un mucchio di cose.

Del resto in vacanza non si va più per cambiare aria e soprattutto per staccare la spina e chiudere temporaneamente con i ritmi di città . In vacanza e nei centri wellness si va oggi per staccare la spina dalla presa della città e ri-infilarla in quella della villeggiatura: stessa spiaggia, stesso… ritmo. E ad oziare ci penseremo poi!

E allora per non staccare la spina anche se siete in vacanza perchè non ci mandate un po’ di cartoline virtuali con i vostri comments, o anche solo i saluti o anche niente: a volte le immagini dicono più di mille parole!
Ciao
Blog! ;-)

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