candore-dignita-oshoLa maggior parte delle persone secondo Osho vive nel caos. Lotta per sfuggire dal presente, per raggiungere qualcosa che non c’è, per arrivare più in alto del proprio vicino. Il corpo dice una cosa, la mente ne dice un’altra. Eppure l’appagamento risiede nella semplicità, nel qui e ora. “Nel momento in cui sei interessato a diventare qualcun altro diventi complesso. Nell’essere contento per come sei sta la semplicità.”

L’uomo è in cerca della verità che lo liberi e intraprende per questo cammini di consapevolezza. È solo la consapevolezza che porta alla meta finale.
Non ci sono molti sentieri, ma ci sono molti nomi per un unico percorso, che è il percorso della consapevolezza.

Secondo Osho le persone con il passare del tempo hanno perso il contatto con l’esistenza, hanno perso l’innocenza e le loro radici.  Chuang Tzu o Gautam Buddha non hanno mai usato la terapia perché non ce n’era bisogno. Le persone erano semplicemente pronte, ed era possibile far nascere “cespugli di rose senza dover pulire il terreno”. Ma nel corso dei secoli l’uomo si è riempito di spazzatura, nel suo essere sono cresciute le erbacce, ed ora occorre pulire la terra e liberare l’essere da tutto ciò che è a lui estraneo e che lo imprigiona.

La mente dell’uomo è avida ed è più interessata all’effetto che alla causa. La mente avida vuole tutto senza fare niente e si chiede continuamente se ci sono o no dei progressi. Ma quando lavoriamo su noi stessi, quando meditiamo realmente, non abbiamo bisogno di chiederci se progrediamo o no, perché se ciò succede lo sappiamo subito, perché siamo concentrati sull’esistenza e non sul risultato. Se la meditazione è veramente profonda e corretta porta con sé un sentimento di trasformazione che dura tutto il giorno e non solo il tempo in cui si medita, fino ad arrivare a permeare tutte le giornate.  Poco a poco la rabbia scompare, perché la rabbia accompagna una mente non meditativa, che non è a suo agio con se stessa. La rabbia lascia il posto all’amore, e la crudeltà alla compassione. Anche l’ambizione scompare e allora l’uomo è finalmente rilassato, a suo agio, di nuovo a contatto con l’esistenza.

Quando sei tremendamente felice con te stesso, felice così come sei, beato come sei, grato come sei, e tutte le tue energie danzano assieme, quando tu sei un’orchestra di tutte le tue energie, è il divino. Quella sensazione di totale unità è ciò che è il divino.”

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