L’altro giorno sfogliando l’edizione online del Corriere della Sera mi è capitata sotto gli occhi una notizia che mi ha lasciato davvero esterrefatta. Più o meno il titolo era questo “Rubano nani da giadino: arrestateâ€.
In un primo momento ho pensato a qualcosa tipo gossip, o test di intelligenza camuffato (maluccio direi!), ma poi man mano che proseguivo nella lettura del pezzo mi sono resa conto che si trattava di un fatto vero accaduto nel Nord d’Italia.
Tanto è vero che due delle quattro giovani essendo minorenni hanno evitato il carcere, mentre altre due si sono fatte (pare) la notte in gattabuia.
Beh, direi è il minimo per l’orrido crimine di cui si sono macchiate!
E così come diceva mia mamma, anni e anni fa quando ancora i telegiornali erano “ascoltabiliâ€: “Chi ruba una mela va in galera, chi ammazza le persone è ancora fuori†(detto in dialetto cremonese suonava molto più coinvolgente ve l’assicuro!)
E sì perchè a dire la verità con il costo della frutta, rubare una mela, o una pesca (mai provato con l’insalata d’inverno quando i prezzi salgono alle stelle?) implica effettivamente un danno economico e sociale che, messo nel calderone non è da poco; mentre far fuori (o anche solo tentarci) una persona eh beh… succede.
Così come succede (mi riferisco alla tragedia di Beslan di due anni fa) che una donna corra dietro ad un bambino con una bomba in mano (e non era finta, non stavano giocando a guardie e ladri), che una giovane mamma di un piccolo di sei mesi decida che sia meglio rendere orfano il figlio (il suo) per sacrificarsi alla Guerra santa contro l’Occidente e che una incinta faccia la stessa scelta… quasi che il bambino che porta in grembo fosse un opzionale (sono i casi di due degli arrestati per gli ultimi fatti di Londra)!
Così come succede che presunti (anzi molto più che presunti) terroristi (ancora una volta purtroppo) islamici vengano arrestati e poi rilasciati dal giudice perchè in un certo senso per quel giudice non erano terroristi (sembra infatti che per quel giudice “restano esclusi dalla definizione di terrorismo gli atti contro militari impegnati in un conflitto armato†come se reclutare kamikaze, piazzare bombe contro le truppe in Iraq o Afghanistan, non fosse terrorismo, ma semplice resistenza. Resistenza a cosa?
E poi quella che in molti hanno definito – ironicamente – una vera perla di saggezza, il giudice prosegue “Non può in alcun modo ritenersi certo che il martirio sia la conseguenza di un’attività terroristica, e non invece di un’attività militare o paramilitare” ah beh buono a sapersi… in caso di difficoltà a trovare lavoro c’è anche questa possibilità !.
Ma il mio intento qui, e ora, non è prendere posizione nè giudicare alcuno dei soggetti citati (non ne ho la competenza nè il diritto necessari) quanto mi premeva soffermarmi su un dato di fatto: il mondo sta cambiando e noi siamo talmente in balia di uno stato di cose (di cui comunque siamo indirettamente artefici in quanto appartenenti al genere umano) che di fronte a sciagure (seppur sventate) come quella dei giorni scorsi a Londra siamo solo capaci di dire “Meno male!â€
E sì perchè sventato l’attacco, finito tutto? Come ha scritto in un suo pezzo nei giorni scorsi Magdi Allam (cfr. I robot della morte – Corriere della Sera 11 agosto 2006) “…Ci preoccupiamo di scongiurare l’attentato, che è la punta dell’iceberg, ma non ci vogliamo occupare dell’iceberg, che è la «fabbrica del terrore»â€.
E’ vero, stiamo facendo un po’ gli struzzi e al tempo stesso siamo consapevoli che mica è finita qui.
Quale sarà il prossimo obiettivo? Quale sarà il prossimo stratagemma kamikaze che una mente umana accecata dal desiderio di potere e di supremazia riuscirà ad escogitare?
E non è una questione di arabi, musulmani, cattolici o sciiti: l’essere umano in questo senso è proprio un gran tonto! Sarà anche capace di andare sulla Luna, di progettare palazzi di centinaia di piani, sarà pure capace di realizzare opere grandiose come le piramidi, ma in un anfratto misterioso del suo cervello deve esserci un bacherozzo stizzoso ed ostinato che dice “Voio!†e finchè si tratta di bambini l’oggetto del desiderio è un giocattolo, durante l’adolescenza magari è una ragazza (e già c’è il rischio di accoltellate nei confronti di spasimanti troppo esuberanti) nell’età adulta, se non è la macchina da 300 all’ora, la mega villa e il super yacht… probabilmente è un’intera nazione.
Quindi se ancora vogliamo continuare a fare gli struzzi, sospirando di sollievo ogni volta che apprendiamo di un attentato o di una guerra scoppiati… non serve tanto lontano… va bene anche nell’orto del vicino invece che nel nostro, ebbene ricordiamoci sempre cosa disse anni fa il grande Einstein: “non so con quale arma verrà combattuta la Terza Guerra Mondiale, di sicuro la Quarta con clave e bastoniâ€.
Ma cambiare il nostro destino ancora si può: basta volerlo. Tutti!













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