responsabile-siDagli estremi del ‘non è colpa mia’ al ‘mi sento sempre in colpa’ la responsabilità è spesso mal interpretata. La chiave del rispetto tra le persone e della qualità delle relazioni sta nell’assumersi tutte le proprie responsabilità, ma nient’altro che queste. Nel libro Responsabile si, colpevole no! Yves Alexandre Thalmann spiega proprio questo, utilizzando esempi di vita quotidiana. Per riscoprire la spontaneità di un vivere senza la sgradevolezza di inutili sensi di colpa che proviamo quando assumiamo responsabilità che non abbiamo, o per recuperare il controllo della nostra vita e la libertà di cambiarla in meglio riconoscendoci padroni e responsabili delle nostre emozioni e delle nostre reazioni.

Ecco due articoli dalla pagina web dell’autore sull’argomento:

Scuse, ancora scuse..
Capita frequentemente di attribuire i nostri comportamenti a cause esterne. È un modo di non assumersi le proprie responsabilità. L’inconveniente di pensare in questo modo è che così perdiamo la libertà di cambiare. Sono regolarmente sorpreso nel constatare quanto sia difficile assumersi l’intera responsabilità delle proprie azioni. Ostentiamo un tesoro di ingegnosità per inventarci delle scuse più o meno credibili. Succede anche che cominciamo a credere alle nostre proprie scuse. Ci convinciamo allora che le nostre azioni dipendono da fattori esterni a noi e tutto questo in buona fede! (…)

Reagiamo in modo diverso allo stesso stimolo a seconda del nostro stato d’animo del momento. Un giorno, il ritardo del postino ci lascia contrariati mentre il giorno dopo reagiamo con indifferenza. Le stesse sciocchezze dei nostri bambini un giorno possono divertirci mentre in un altro momento ci esasperano. Di fatto, la natura della nostra reazione dipende principalmente da noi. È dunque nostro compito assumerci la responsabilità delle nostre emozioni. (…)

Le persone che attribuiscono la responsabilità di un loro comportamento a una causa esterna rinunciano ad assumere la responsabilità delle loro azioni. Senza dubbio pensare così è rassicurante, ma c’è un inconveniente: dato che essi non sono responsabili dei loro comportamenti non possono cambiarli. Diventano i giocattoli di forze esteriori: l’attitudine di un’altra persona, la disobbedienza di un figlio o la pressione sociale. Abdicano al loro potere di decisione e rinunciano alla loro libertà. Di conseguenza, solo colui che assume pienamente le proprie responsabilità dispone della libertà per cambiare. Da prigionieri di forze esteriori diventiamo un po’ più padroni dei nostri comportamenti. Possiamo allora scegliere coscientemente le reazioni soddisfacenti in accordo coi nostri valori. ”
Des excuses, encore des excuses

Gestire il senso di colpa
Sono rare le persone che non provano mai sentimenti di colpa. È per questo motivo che la colpa è utilizzata dai manipolatori per ottenere ciò che vogliono dalle altre persone. Imparare a tollerare il proprio senso di colpa equivale ad eludere la loro influenza e guadagnare in rispetto. (…) Il mio proposito è quello di analizzare gli effetti della colpevolezza sulla comunicazione. Ciò permetterà di far emergere un modo di gestire questo particolare sentimento.

Esiste un senso di colpa sano legato alla coscienza di avere agito male che porta a riconoscere i propri sbagli e a provare  a porvi rimedio. Ma esiste anche un senso di colpa più diffuso che mina la gioia di vivere. Questo è spesso legato a una responsabilità esagerata. In effetti, se io mi sento responsabile di qualcosa, corro il rischio di sentirmi colpevole quando questa va male. In altre parole, mi sento colpevole quando non riesco ad influenzare gli avvenimenti come vorrei, sebbene questi siano chiaramente fuori dal mio controllo.

Colpa e illusione di potere vanno di pari passo. Prendiamo il caso della madre divorziata che si sente colpevole di privare i propri figli del loro padre. Pensa di aver avuto il potere di evitare il divorzio? Ma ciò non tiene in conto che una relazione coniugale si costruisce in due! Anche con la migliore volontà, lei non poteva da sola far andare bene la relazione. Qualunque cosa facesse, il suo partner poteva decidere lo stesso di andarsene.

Il senso di colpa condiziona la qualità della comunicazione. Prepara il terreno alla manipolazione. Infatti le persone che provano senso di colpa sono facilmente manipolabili. Sono pronte ad agire contro il proprio bene per attenuare il proprio sentimento di colpa. È sufficiente usare le parole giuste per ottenere ciò che si vuole da loro. (…)

Come si può gestire il proprio senso di colpa senza lasciarsi manipolare? Io suggerisco di differenziare il sentimento dalle azioni che ci può portare a compiere. Provare un senso di colpa è una cosa. Agire per attenuare questo sentimento sgradevole è un’altra cosa. Si tratta di tollerare il senso di colpa, di accettarlo. Così, la madre divorziata potrebbe dirsi: ‘Ok. È vero che mi sento colpevole di avere privato i miei figli dal loro padre. Ma questa non è una buona ragione per autorizzarli a vedere questo film che secondo me è troppo violento per loro.’

Riassumendo, consiglio di vivere i sentimenti di colpa piuttosto che volerli evitare a qualsiasi prezzo. Ciò toglie appiglio alle persone che cercano di manipolarci. Potremmo dire quindi: ‘È vero, mi sento in colpa. Ma non per questo farò ciò che tu desideri.’ ”
Gérer la culpabilité

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