Sono sincera: non amo particolarmente i libri che ti promettono di diventare ricco. “Prima di lasciare il tuo posto di lavoro” l’ultimo libro di Robert T. Kiyosaki l’ho aperto con una certa perplessità.
La prima cosa che mi ha colpito, però, è stata una frase che credo eleggerò come motto della giornata: “la sicurezza e la libertà non sono la stessa cosa?”
Solo grazie a questa mezza riga, le mie antennine si sono alzate e mi hanno portato a leggere il libro con più attenzione…
E’ importante subito focalizzare l’attenzione sul fatto che l’autore spiattella in faccia, senza tante moine, che la realtà dell’imprenditoria si basa sugli Insuccessi. E lui li mostra tutti, uno per uno, quegli errori e fallimenti che hanno caratterizzato la SUA vita imprenditoriale in primis, fin dalla più tenera età e, attraverso dieci “lezioni” – come le chiama lui -, ti porta piano piano ad acquisire più sicurezza nei tuoi mezzi e più stima nelle tue facoltà e nei tuoi talenti.
Quindi, usando le terminologie del libro di Kiyosaki, inserisco qui i pensierini della giornata, su cui ragionare un pochino e magari trarne qualche conclusione.
Sei Dipendente? Sei Imprenditore? Devi cercare di capire cosa vuoi dalla vita e se lo vuoi abbastanza da abbandonare tutti i tuoi dubbi e le tue paure per cominciare a creare qualcosa di tuo.
Siamo sempre bloccati dalla paura. Qualsiasi cosa andiamo ad affrontare, la paura ci accompagna. Non che non dobbiamo averne, sarebbe come vivere fuori dalla realtà ed essere umani vuol dire anche quello, ma bisogna affrontare la paura e liberarsi dalla paura della paura stessa.
E’ un principio che si applica a qualsiasi campo della nostra vita. Qualsiasi disciplina esoterica o spirituale ti pone davanti al fatto che non devi avere paura della paura di cambiare, perché è quella che blocca nel nostro cammino evolutivo.
In un certo senso, avviare una propria impresa, è proprio come affrontare un cammino evolutivo: Kiyosaki lo presenta a tutti gli effetti come tale… Se prendi in mano il suo libro e cominci anche solo a sfogliarlo, troverai tantissime massime che possono andare bene per qualsiasi cosa. E’ quasi spirituale il cammino che ti porta ad essere un imprenditore di successo e a liberarti dai blocchi che te lo impediscono.
Tutti noi abbiamo dei sogni, la voglia di metterci in proprio, il desiderio di lasciare un posto che non ci soddisfa e che ci fa sentire non solo poco motivati, ma anche poco intelligenti… Interpretando in questo caso il pensiero di Kiyosaki, l’intelligenza sta tutta nell’affrontare i propri limiti e superarli.
L’intelligenza sta nel cambiare i propri schemi mentali, diventare “imprenditore” abbandonando la mentalità del “dipendente”. L’intelligenza è attuare una vera e propria metamorfosi. L’intelligenza sta nel fallimento e dal fallimento trarre insegnamento per migliorarci sempre di più. “Dobbiamo smettere di crearci delle scuse…”. Comprensibili, certo, ma limitanti.
Questo il fulcro su cui si basa tutto il libro: non avere paura di fallire. Fallendo si traggono grandi insegnamenti, quegli insegnamenti che nessun altro potrà mai darti. Fallire è sinonimo di successo. Quindi agisci, fallisci, impara e studia.
Si, studia. Non per i voti, non per avere successo nella vita, ma per te. Studia tutto quello che puoi, quello che ti può servire, non rimanendo specifici in un solo campo, ma allargando le tue vedute. Nel libro troverai anche questo.
Robert Kiyosaki mostra tutti gli eventi significativi della sua vita e, da quelli, trae dieci lezioni da leggere con avidità e mettere in atto il prima possibile, senza aspettare, come li chiama lui, “tutti i semafori verdi”. Anche se ce ne fosse uno solo di verde e tutti gli altri rossi, anche se tutti fossero rossi, agisci.
Non aspettare…
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12:15 del 10 ottobre 2009
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione il romanzo “Chissà se si chiamava amore” di Angela Failla edito dalla Giovane holden. E’un romanzo piacevole, divertente, ironico e a tratti esilarante. Narra la storia d’amore tra Sara (giovane laureata) e Kevin (calciatore). Per la serie che, non sempre calciatore fa rima con velina. Tra una gag e l’altra Sara cercherà in tutti i modi di farsi dire Ti amo dal suo bel calciatore – addirittura cercando di lavare a mano un maglione (Per misurare la temperatura dell’acqua a 30°userà il termometro!). Ma la storia tra i due verrà messa in crisis dalla partecipazione di lui a Uomini e donne…nn vi dico altro, posso solo aggiungere che ci troviamo di fronte alla nuova Sophie Kinsella, stavolta italiana!
17:09 del 02 gennaio 2010
Ho letto “Chissà se si chiamava amore” di Angela Failla e, devo ammetterlo, è un libro bellissimo e imperdibile. Si legge in pochissimo tempo tanto è emozionante e divertente. Assolutamente consigliato.
Mary
12:28 del 09 giugno 2010
Salve a tutti
sono Francesca consulente di Open Human Solutions, società di formazione.
Voglio segnalarvi l’uscita del nostro libro intitolato “Il lavoro che verrà. Racconti di intelligenza emotiva.” Si tratta di una serie di racconti il cui protagonista è Conrazio, un giovane laureato che si avvicina al mondo del lavoro e scopre dei meccanismi e delle dinamiche prima sconosciute che l’università ha dimenticato di mettere in luce prima della laurea.
E’ un testo molto utile sia per gli studenti che devono ancora fare capolino nel misterioso e, a volte, impervio mondo del lavoro, sia per tutti coloro che attendono una nuova occupazione o un cambiamento lavorativo.
E’ un interessante spunto da cui partire per migliorare sè stessi e la condizione globale utilizzando intelligenza emotiva.