prevenire-tumori-gustoQuesta settimana che va dal 14 al 21 di marzo è la settimana della prevenzione, e il tema centrale di quest’anno è  “combattere il cancro a partire da una buona alimentazione”. I volontari della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) saranno nelle principali città italiane per distribuire, assieme ad una bottiglia d’olio extravergine d’oliva, un opuscolo informativo per offrire delucidazioni in merito alla relazione tra i tumori e la tavola. Il presidente della Lilt, Francesco Schittulli, sostiene infatti che contrariamente a quanto si creda la prima causa dei tumori è la cattiva alimentazione: il 35% di tutti i casi di cancro dipende da questo problema. Per questo una buona educazione in materia potrebbe aiutare sia la prevenzione che la cura.

L’anno scorso uscì per le edizioni Sperling & Kupfer un libro in cui veniva trattata proprio la relazione tra cibo e tumori. Gli autori erano Anna Villarini, ricercatrice e coordinatrice del Progetto nazionale Diana dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano e Giovanni Allegro, specializzato in cucina naturale e insegnante alla scuola di cucina preventiva la Cascina Rosa. Il libro Prevenire i tumori mangiando con gusto è il frutto di quindici anni di ricerca e sperimentazione presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, al quale viene destinata una percentuale delle vendite del volume.

Il progetto DIANA al quale lavora Anna Villarini rivolge la sua attenzione in particolar modo alle donne e si occupa di studiare le relazioni tra alimentazione e tumore al seno.  Il progetto nacque nel 1995 per iniziativa del dottor Franco Berrino (che ha revisionato i testi del libro e scritto la prefazione). Il nome deriva da DIeta e ANdrogeni, perché i primi studi DIANA avevano come scopo principale quello di abbassare nel sangue la concentrazione degli ormoni sessuali maschili (gli androgeni), che più di altri favoriscono lo sviluppo dei tumori della mammella e delle metastasi, modificando la dieta. Ma Diana è anche il nome della dea che protegge le donne, la maternità e l’allattamento, e per questo simboleggia perfettamente un progetto di ricerca volto a tutelare la salute delle donne.

Basandosi sui risultati di questo studio, il libro spiega come sia possibile ridurre i fattori di rischio del tumore e delle recidive modificando la propria dieta e lo stile di vita. Inoltre si è riscontrato che seguendo i suggerimenti del DIANA si è possibile alleviare i sintomi delle terapie aumentandone l’efficacia. Oltre ai consigli su come scegliere cibi, cotture, conservazioni più salutari, il libro offre anche delle ricette per poter disporre di esempi concreti di alimentazione corretta.

L’alimentazione è importante sia per la prevenzione, sia durante le terapie antitumorali. Il cibo gioca infatti un ruolo fondamentale nel recupero della salute e questo non deve essere dimenticato, anche se spesso un trattamento medico può causare alterazioni dell’appetito e poca voglia di mettersi a tavola.

Per chi volesse frequentare i Corsi di cucina basati sugli Studi Diana è possibile rivolgersi all’Associazione Salute Donna che li propone con regolarità a Milano presso Cascina Rosa, Informazioni: tel. 02/6470452, numero verde 800.223.295.
Nelle Marche, l’Associazione culturale non profit Colle Santandrea propone periodicamente in collina, sopra Grottammare (AP), corsi residenziali coordinati da Giovanni Allegro e soggiorni di relax e benessere  puntando sull’alimentazione sana ed equilibrata.
Info: Associazione Colle Santandrea, tel.0735/97165, www.collesantandrea.it.

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