nucleare_impossibileCosa sottintende la parola nucleare? Temi di produzione, sicurezza, eliminazione delle scorie… ma non solo. Dalle pagine di The Ecologist e di Greenpeace si affaccia la realtà di un Paese, il Niger, che sta vivendo le conseguenze di una massiccia estrazione di uranio:

Pensi che il nucleare sia un’energia pulita? Chiedilo ai nigerini.
Così come cresce il nuovo rinascimento nucleare, così lo fa l’estrazione di uranio. In Niger, che vanta alcuni dei più ricchi giacimenti del mondo, le ONG dicono che i poveri vengono sfruttati per ‘l’energia pulita’ d’Occidente.  Nel cuore del Sahara si trovano alcuni dei più grandi giacimenti di uranio del mondo. Fino a poco tempo fa la regione non aveva suscitato tanto interesse nei partner commerciali del mondo, escludendo la Francia. Le tribù del deserto, principalmente dei nomadi Tuareg, erano state per lo più libere di vagare per le loro vaste distese brulle. Poi, qualche anno fa, l’aumento dei prezzi del carburante e il cambio climatico hanno ravvivato l’interesse nei confronti dell’atomo.
Paesi come la Gran Bretagna, l’India e gli Stati Uniti ricominciarono a considerare l’opzione nucleare. Nel gennaio 2008, anche il governo britannico diede il via libera alla nuova energia nucleare, argomentando che sarebbe stato un bene per l’ambiente e la sicurezza nazionale. In tutto il mondo, e in particolare nelle economie emergenti, sono stati lanciati nuovi programmi di energia nucleare. L’uranio ha fatto ritorno.

Il Niger, uno dei paesi più poveri del mondo, si è ritrovato al centro di un lucrativo mercato d’esportazione. Il governo ha rilasciato centinaia di permessi d’esplorazione a cercatori di tutto il mondo. La ricerca di uranio ha ricoperto 85000 chilometri quadrati lungo la densa fenditura geologica minerale del Sahara…”
Carolyn Lebel, ‘Think nuclear is clean energy? Ask the Nigeriens’

Un mese fa Greenpeace Italia pubblicava un inchiesta in cui denunciava la cattiva gestione delle estrazioni in Niger condotte da una multinazionale francese leader mondiale nel campo dell’energia nucleare:

“L’estrazione di uranio dalle miniere di Areva, il gigante dell’energia nucleare, sta mettendo in serio pericolo la popolazione del Niger. Areva è la società che possiede la tecnologia dell’EPR, le centrali che il governo vuole costruire in Italia.

In collaborazione con il laboratorio francese indipendente CRIIRAD e la rete di ONG ROTAB, abbiamo realizzato un monitoraggio della radioattività di acqua, aria e terra intorno alle cittadine di Arlit e Akokan, a pochi chilometri dalle miniere di Areva, accertando che i livelli di contaminazione sono altissimi.

La radioattività crea più povertà perché causa molte vittime. Ogni giorno che passa la popolazione locale è esposta alle radiazioni, circondata da aria avvelenata, terra e acqua inquinate. E intanto Areva fattura centinaia di milioni di dollari, sfruttando le risorse naturali di uno dei paesi più poveri dell’Africa. Areva si presenta come una società attenta all’ambiente, ma il Niger ci rivela una verità ben diversa.

Le nostre analisi mostrano che in quattro casi su cinque la radioattività nell’acqua supera i limiti ammessi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nonostante questo l’acqua viene distribuita alla popolazione. L’esposizione alla radioattività causa anche problemi delle vie respiratorie e non a caso nella regione delle miniere di Areva i tassi di mortalità legati a problemi respiratori sono il doppio che del resto del Paese. Inoltre, le ONG locali accusano gli ospedali, controllati da Areva, di aver nascosto molti casi di cancro.

La metà dell’uranio di Areva proviene da due miniere del Niger, paese che rimane poverissimo nonostante da oltre quarant’anni sia il terzo produttore di uranio al mondo. Il gigante dell’energia nucleare ha firmato un accordo per iniziare a scavare una terza miniera tra il 2013 e il 2014.”
Il testo dell’inchiesta può essere letto alla pagina: http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/niger-areva.pdf

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