ilbenecomuneAl dibattito sempre accesso sulle coltivazioni OGM se ne aggiunge ora un altro riguardante la decisione dello Stato italiano di mettere in vendita i terreni demaniali, compresi quelli con diritto ad uso civico. Il decreto originale del 24.01.2011 chiamato “Cresci Italia” prevedeva l’alienazione delle terre demaniali, incluse quelle a vocazione agricola, per poter reperire risorse per sanare il debito pubblico italiano e stimolare la crescita. In seguito ad una protesta di una rete di associazioni il 28 febbraio è stato approvato un emendamento all’art. 66 in cui si dispone sia la vendita che la locazione per le terre agricole di proprietà demaniale.

Vandana Shiva, nota scienziata e attivista indiana, esprime il suo parere riguardo a questi temi con un’intervista pubblicata sul sito di Navdanya International. Vandana ribadisce l’importanza di considerare la terra e l’acqua come bene comune e la necessità di difendere la biodiversità, la vita della terra che a sua volta ci sostiene.

In questa situazione economica di crisi la terra dev’essere il luogo di una nuova economia e dev’essere data ai giovani perchè possa sostenerli, perchè possano costruire un futuro.  I governi devono capire questo e mettere la terra nelle mani delle generazioni future. Nel caso in cui ciò non succedesse Vandana Shiva invita i giovani ad occupare la terra, allo stesso modo in cui occupano le piazze:

“La terra sostiene la nostra vita sulla Terra, e la Terra non discrimina tra giovani e vecchi, ricchi e poveri, per lei tutti i figli sono uguali.

Noi siamo legati alla Terra dal momento che ognuno riceve una giusta, equa e sostenibile parte di risorse: la biodiversità e i semi, il cibo che i semi ci procurano, la terra su cui possono crescere i cibi, l’acqua che scorre nei nostri fiumi e anche l’aria dell’atmosfera che respiriamo.

La più grande sfida che dobbiamo fronteggiare oggi è quello che ho chiamato la rapina dei nostri beni comuni da parte delle multinazionali. I semi come beni comuni sono stati sottratti tramite la privatizzazione e brevettazione, l’acqua è stata privatizzata tramite leggi, la terra è stata privatizzata e rubata nei paesi poveri, in India, in Africa, ma anche nei paesi ricchi a causa dell’aggravarsi della crisi economica. Le vere forze che hanno generato la crisi, tramite una morte finanziaria, ora vogliono appropriarsi del benessere reale della società e del futuro, vogliono appropriarsi dell’acqua e della terra.

Penso che in questo momento di crisi,  di crisi economica, la terra è l’unico luogo in cui possiamo ritornare per ricostruire una nuova economia; e ogni governo alle generazioni future dovrebbe dire: “non abbiamo molto altro da darvi: abbiamo perso la capacità di darvi lavoro, sicurezza sociale e garantirvi un decente tenore di vita. Ma la terra ha ancora questa capacità, noi consegniamo le terre pubbliche agli agricoltori del futuro: provvedete a voi stessi”.

Questo è un obbligo, visto il fallimento dei governi, nell’attuale sistema economico, nel prendersi cura dei bisogni della gente; la terra può prendersi cura dei nostri bisogni, la comunità può prendersi cura dei nostri bisogni. E se vogliamo avere un’economia viva, e dobbiamo averla, e se vogliamo avere una viva democrazia, la terra deve essere al centro di questo rinnovamento: dalla morte e distruzione alla vita.

Mettere la terra nelle mani delle generazioni future è il primo passo, e se non lo faranno, seguendo la strada giusta, invito i giovani a occupare la terra così come stanno occupando le piazze; voi dovete fare un dono al futuro dell’umanità.”

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