Il 30 giugno è il giorno di scadenza per poter scegliere dove destinare il proprio TFR (trattamento di fine rapporto, ovvero la liquidazione).
Attenzione: le quote TFR di chi rimane incastrato nella trappola del silenzio-assenso verranno automaticamente investite in un fondo pensione.
E non si potrà mai più ritornare al trattamento classico delle quote TFR.
Dunque, chi volesse mantenere il TFR deve assolutamente dichiararlo per iscritto. Se in futuro cambia idea potrà passare ai fondi pensione in qualsiasi momento.
Questa legge fa parte della riforma pensionistica che prevede un sistema di previdenza complementare. E’ una truffa voluta da politici di ogni colore e dai sindacati che, insieme all’industria parassitaria del risparmio gestito, sono i soli soggetti a esser matematicamente certi di trarre vantaggi dal trasferimento del TFR alla previdenza integrativa; e in particolare ai loro fondi pensione.
Con la riforma del sistema previdenziale dal regime retributivo a quello contributivo, la consistenza delle pensioni è stata notevolmente ridimensionata, vale a dire che se prima (dopo 30 anni di versamenti contributivi) si percepiva il 65% dell’ultimo stipendio, adesso si percepisce il 55% e tra 15 anni il 45%
Tutti (partiti, sindacati, istituzioni) riconoscono che una simile pensione non è dignitosa. Per rimediare è stata inventata la riforma della Previdenza integrativa attraverso i fondi pensione. Cioè, attraverso l’accantonamento delle quote del TFR si potrà ottenere una seconda pensione privata che integra la modesta consistenza di quella pubblica.
Tuttavia ci sono elementi di valutazione di cui pochi sono a conoscenza:
- L’imbroglio è nascondere che una pensione integrativa la si può ottenere anche tenendo il Tfr in azienda. La liquidazione si può tranquillamente convertire in una rendita vitalizia, una cosa fattibile con qualunque compagnia d’assicurazione…
- Aderendo a questa riforma, a fine carriera non si percepisce mai più quell’importo che per molti è stato in passato un vero e proprio polmone finanziario (investimenti tradizionali che davano sicurezza, l’acquisto di una casa, l’aiuto per i figli…). La terza età cominciava molto bene, se non altro il conto in banca era gonfio…
- Vi stanno proponendo di rinunciare alla vostra liquidazione per poter integrare la vostra pensione pubblica che nel frattempo loro hanno reso misera.
Vi stanno in pratica avvisando che la pensione sarà sempre più bassa e che quindi hanno pensato loro al modo di farvi investire per ottenerne una integrativa. - In che modo siete obbligati ad investire se aderite alla previdenza integrativa?
Dovete giocarvi il Tfr alla roulette dei fondi pensione, per giunta affidandolo agli sfasciacarrozze del risparmio gestito. - Il fondo pensione rappresenta una scommessa sul futuro dell’economia. Se tutto va bene, si salva il capitale e il rendimento, ma nessuno ha la sfera di vetro per leggere l’avvenire.
La pensione integrativa dipende dall’abilità dei gestori e dall’andamento della Borsa.
Una crisi finanziaria potrebbe mettere a rischio il vostro TFR… (il rischio è a carico dei lavoratori, il capitale non è garantito).
Non era più semplice e molto meno costoso approfittare del fondo unico nazionale di tutti i lavoratori (l’INPS) già esistente ed investire i contributi in sicuri titoli di stato?
Scopo evidente ed esclusivo della controriforma è di trasferire una parte dei redditi da lavoro dipendente ai mercati finanziari.
Per approfondire:
La Pensione Tradita di Beppe Scienza (Fazi Editore)
Il sito web di Beppe Scienza
Best Before di Eugenio Benetazzo (Macro Edizioni)
Il post di Beppe Grillo.












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