andrew_harveyNel 2005, nello storico Santuario di Guadalupe a Santa Fe, Andrew Harvey ha una visione della crisi contemporanea che ci troviamo ad affrontare attualmente, e della sua possibile soluzione in ciò che definisce come “Attivismo Sacro”, che vede come il culmine del lavoro della sua vita. Ecco cosa scrive a proposito di tale concetto:

“Esattamente come si diventa “levatrici” nella rinascita che sta cominciando ora nel nostro mondo? Io credo che sia attraverso l’impegno costante di combinare cinque forme collegate di servizio – servizio al Divino, servizio a te stesso come strumento del Divino, servizio a tutti gli esseri senzienti nella tua vita, servizio alla tua comunità locale, e servizio alla comunità globale. Pensa a queste cinque forme di servizio come alle dita della tua mano distese per benedire e aiutare il mondo.

1. Servizio al Divino
Senza l’aiuto costante, la grazia, l’illuminazione e la forza divine, nessuno può essere un Sacro Attivista, soprattutto in un mondo difficile come il nostro. Per questo rivolgiti al divino, in qualsiasi maniera lo immagini, e servilo con devozione, adorazione, gratitudine e lode, chiedendogli costantemente e con umiltà di illuminare la tua mente con sacra saggezza, di mantenere il tuo cuore appassionato di compassione per tutti gli esseri, e di colmare il tuo corpo con la sacra energia per qualsiasi lavoro ti chiami a svolgere nel mondo.

2. Servizio a te stesso come strumento del Divino
Un Attivista Sacro vuole essere il più forte e in salute possibile per svolgere il lavoro. Per la maggior parte di Attivisti Sacri la sfida più grande è quella di prendersi cura del proprio corpo. Molti di noi hanno ereditato la convinzione che il corpo è inferiore, qualcosa di sottomesso alla volontà del nostro cuore e spirito. Questo è un grosso errore. Padre Bede una volta mi disse “Immagina che Dio sia un grande musicista e che tu sia un flauto con cui Lui vuole suonare la musica più gloriosa. Se i fori del tuo flauto sono pieni di fango, come può suonare la musica che si suppone debba produrre tu?” Se tu onori la necessità di servire te stesso come strumento del Divino, scoprirai, nel corso del tempo, che avrai molta più energia sana e compassionevole da dare al tuo lavoro nel mondo.

3. Servizio a tutti gli esseri senzienti nella tua vita
Una volta stavo camminando con Padre Bede che mi disse “Ogni cosa cambierebbe se solo trattassimo ogni singolo essere che incontriamo, animale o umano, per com’è veramente – un travestimento di Dio”. Il servizio verso tutti gli esseri senzienti come travestimenti di Dio credo che sia uno dei più grandi poteri curativi dell’Attivismo Sacro. Compierlo umilmente nel cuore della vita ti permette di sperimentare più fortemente tre forze collegate che ti ispireranno e rafforzeranno – la forza della tua innata compassione, la forza della Presenza Divina in ogni essere, e la forza della Presenza Divina nella realtà. Il servizio a tutti gli esseri senzienti comincia con la tua famiglia, i tuoi amici e animali domestici. Impegnati a ricordare che quelli con cui hai a che fare intimamente sono tutti segretamente divini.

4. Servizio alla tua comunità locale
Niente è più importante che il ripristino del servizio pubblico nelle nostre comunità. La vita moderna ci separa gli uni dagli altri, e ciò accresce enormemente la sofferenza. Non è mai stato tanto essenziale per noi riconoscere che siamo tutti sulla stessa barca, che le nostre comunità locali riflettono i problemi emotivi, fisici, sociali, politici e finanziari di tutto il mondo. Pensa globalmente, ma agisci localmente. Ti suggerisco di seguire la tua sofferenza – determina quale delle cause nel mondo realmente affliggono il tuo cuore. Una volta che hai identificato la causa, agisci immediatamente nella tua comunità locale, in modo che la tua inquietudine non rimanga astratta ma diventi una forza viva di compassione pratica nel tuo mondo quotidiano.

5. Servizio alla comunità globale
Nell’attuale crisi mondiale, ogni singolo essere umano è in pericolo, e ogni scelta che compiamo si ripercuote su tutti gli altri. L’unica risposta possibile a questa forte interconnessione è quella che il Dalai Lama chiama “responsabilità universale”: la decisione di essere consapevoli nella nostra vita degli effetti che producono le nostre scelte su ogni essere vivente, e quindi di rendere tutte le nostre decisioni – economiche, sociali, politiche – coerenti con le nostre convinzioni più appassionate.”

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