La via dei Sufi

25 febbraio 2010 1 Commento

sufismo-hermannLa parola “Sufi” sembra possedere una triplice etimologia: suffa era il portico antistante la casa di Muhammad a Medina, sotto il quale si raccoglievano alcuni pii musulmani, che volevano vivere il più vicino possibile al profeta; súf significa lana, ed era questo il tessuto di cui era fatta l’unica lunga tunica che possedevano i primi mistici musulmani, che vivevano da asceti con questa sola veste e un secchiello per l’acqua; safá’ significa purezza, e  si dice che il Sufi abbia il cuore puro, ossia che anela una cosa sola: Dio.

Sufismo è anelito verso il divino. Per i Sufi il Divino è il centro dell’esistenza, e può essere raggiunto attraverso il cuore. Durante la preghiera l’energia del cuore riesce a sommergere la mente, trovandosi il cuore, quando si è prostrati, più in alto della testa.
La preghiera, la meditazione, il respiro, la danza roteante dei dervisci e la pratica dello dhikr basata sulla ripetizione dei Nomi Divini, sono gli strumenti principali usati dai Sufi per ricercare una connessione diretta con Dio. Si dice che lo dhikr (letteralmente “ricordo di Dio”) sia la porta sul Divino e consiste nella ripetizione di alcuni dei Nomi di Dio, i Suoi 99 Attributi, con cuore appassionato. Il dhikr è il mezzo per liberare il cuore da ogni male, da ogni cattiva disposizione, perché diventi libero di essere posseduto da Dio. Più ricordiamo Dio, più ci dimentichiamo del nostro ego, causa dei nostri problemi.

Il sentiero del Sufismo è la via verso l’eliminazione dei settantamila veli che si frappongono tra l’individuo e Dio, per essere Uno. Secondo la tradizione Sufi ciò che ci separa dal Divino sono il nostro ego, le nostre paure, le nostre aspettative, i desideri, le preoccupazioni.

Sheikh Burhanuddin  Hermann è un mistico e maestro spirituale di origini tedesche. Le pratiche Sufi che propone durante i seminari hanno lo scopo di condurre i partecipanti a lasciar cadere questi veli illusori che ci fanno credere separati dal Tutto, per arrivare a riconoscere se stessi e a fare esperienza del risveglio. La via dei Sufi è uno stile di vita, un modo radicale di essere, e il viaggio verso l’autorealizzazione richiede determinazione, disciplina e devozione.

Secondo le parole di Burhanuddin  l’essenza di Dio è amore e il cammino Sufi è una via d’amore. Amore è vedere il bene e il bello in ogni cosa, in ogni persona che si incontra. E’ imparare da tutti e da tutto, è riconoscere i doni di Dio ed essere grati.

“Sei una creatura che viene dal cielo, non dalla terra. Il tuo compito qui è ricordarti che hai le ali e puoi volare alto nel Cielo.” “Ogni giorno è il tuo compleanno. Inizialo con amore, riempilo d’amore, terminalo in amore.”

Da quasi trent’anni Burhanuddin  viaggia in giro per il mondo, dietro istruzione del suo maestro, in ossequio all’usanza dei dervisci, e conduce seminari di crescita spirituale.
Prossimamente sarà in Italia: da marzo fino alla fine dell’anno condurrà seminari a Reggio Emilia, Roma, Milano, Bari, Pisa e Marsala. Per maggiori informazioni: www.sufiway.it

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1 Commento per “La via dei Sufi”

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  1. Giancarlo Mezzanato
    18:13 del 08 ottobre 2010

    Ho partecipato, a Torino ad un Vostro incontro con :
    Sheikh Burhanuddin, l’ho trovato molto bello, la misticità si respirava, tutto era permeato di pace.
    Non lo conoscevo ma mi pare di aver capito che è una persona molto buona, mi ha posto le mani sul capo ed ho avuto una sensazione particolare (l’ho intesa come una forma di benedizione), non conosco la Vostra dottrina e non vorrei in nessun modo minimamente offendervi, voglio ringraziarvi per l’accoglienza, si è parlato di pace e del bene, ho pensato da sempre che il bene genera il bene, la bontà non ha un Dio è Dio.

    Grazie di cuore

    G. Mezzanato

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