terapia-teatro-dvdImmersi nei nostri problemi quotidiani a volte dimentichiamo la nostra capacità di giocare, d’inventare, di creare. L’arte ci permette di scioglierci, di abbandonarci alla naturalità e spontaneità del nostro essere, di sentirci più leggeri e più vivi.

Walter Orioli, pittore e psicologo specializzato in psicodramma e bioenergetica, ha scritto vari libri sulla funzione terapeutica del teatro. Utilizzando il linguaggio verbale e gestuale il paziente partecipa a una messa in scena che è allo stesso tempo un rituale che si svolge tra più persone coinvolte. La ritualità aiuta l’individuo ad avvicinarsi agli altri: “Nessuno può negare che la ritualità artistica, il setting e le azioni artigianali siano funzionali alla cura e alla risocializzazione delle persone. Tanto più che i riti della cura, nelle nostre società moderne, hanno privatizzato il disagio fisico e psichico, mentre nelle società primitive non esisteva il concetto di ‘malattia privata’. Con il trionfo del privato, la malattia diventa un fatto intimo, forse troppo intimo e privato. Anche perché la medicina psicosomatica sta affermando tutt’altro e cioè la causa relazionale che sta alla base del disagio fisico. Comunque, in questo contesto, la ritualità di gruppo delle artiterapie ricolloca il malessere o il disturbo psicologico a un fatto sociale, a un disagio della civiltà che non può essere più negato dall’uomo contemporaneo.”

La teatroterapia nasce dalla sintesi di pratiche teatrali e psicoterapeutiche. Attraverso la tecnica dei ruoli, della rappresentazione di un personaggio, si possono arrivare a conoscere aspetti di sé che non erano ancora venuti alla luce. Il teatro può aiutare a superare difficoltà come la timidezza, la mancanza di fiducia in se stessi, l’incapacità di esprimere i propri sentimenti o bisogni, ma anche problematiche legate al sociale, come l’incapacità di lavorare in gruppo o di accettare le opinioni altrui. Allo stesso tempo possono trarne beneficio l’espressività e la capacità di comunicazione.

Il teatro può essere un gioco (un “gioco serio” come recita il titolo di un libro di Orioli) che ci permette di abbandonare le nostre maschere quotidiane, le nostre paure, per riscoprire dei lati trascurati della nostra personalità nello spazio protetto del palcoscenico, per esprimere e lasciar andare ciò che ci teniamo dentro. “Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero”, diceva un aforisma di Oscar Wilde. Una maschera in cambio di un’altra data dalla recitazione ci permette rivelarci al mondo, senza più le limitazioni causate dalle aspettative nostre e altrui.
Per avvicinarsi al teatro come terapia è disponibile un videocorso in cui Walter Orioli propone esercizi, improvvisazioni, giochi per potersi conoscere meglio e migliorare la propria espressività.

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