Mio nipote ha sempre avuto un buon sonno, nonostante tutto. Ho spesso sentito parlare mia sorella della ninna del bambino, non lamentandosi mai, se non raramente, di svegliarsi troppo durante la notte. Lei dice di essere stata fortunata.
Mio nipote ora ha due anni, è un vero monello, dorme nella camera dei genitori perché non c’è altro spazio in casa, ha i suoi tantissimi giocattoli e solo ad alcuni è affezionato, piange se non c’è la madre. Durante il pomeriggio può non dormire, troppi rumori in giro per casa magari – ha il sonno leggero come ogni bambino. Dipende comunque dai giorni. Il sonno pomeridiano lo posso ben valutare per il fatto che dorme a casa mia. La nonna lo segue quando i genitori sono al lavoro, io sono la zia che osserva da lontano.
Mio nipote ha bisogno di amore e di affetto, non ama che si alzi la voce, è estremamente sensibile, eppure mostra spesso una indipendenza piuttosto marcata. Sa quando fare i capricci, sa anche quando non è il caso. A volte vuole solo attenzione. In fin dei conti perché negargliela? Mio nipote è fatto in questo modo. Capirlo vuol dire aiutarlo a crescere nel modo migliore.
Perché raccontare di lui – che oltretutto porta il nome del secondo figlio dell’autrice? Perché leggendo le pagine di Sara Letardi mi è venuto in mente Jacopo. Come famiglia italiana – descritta deliziosamente nel libro – mi ci sono ritrovata molto. I figli sono allevati spesso dai nonni e dalle zie, la mamma italiana si preoccupa che il proprio figlio stia bene e viva in un ambiente ricco d’amore.
Iniziare un commento al libro Il mio bambino non mi dorme portando come esempio mio nipote mi ha aiutato ad affrontare meglio la stesura di questo post. Non avendo figli avevo forse un po’ il timore di non riuscire a captare bene il messaggio dell’autrice perché – ovviamente – non potevo immedesimarmi e capirla completamente.
L’esempio di mio nipote invece mi ha avvicinato un po’ di più al mondo che Sara Letardi ha delineato, con scrittura semplice ma incisiva. E’ molto interessante quando ci introduce antropologicamente al significato del sonno e la sua struttura, sul bisogno dell’essere umano di dormire e sulla differenza di sonno tra bambini ed adulti con relativi esempi di esperienze attraverso lettere di madri.
Tra le tante una in particolare mi ha colpito nel capitolo Dove dormono i bambini? La lettera racconta l’esperienza di una madre coi suoi tre figli. La donna ha disegnato un piccolo spazio di mondo dove non è un problema se i figli dormono insieme alla madre, ma addirittura può essere per la madre stessa uno scambio emozionale molto forte ed equilibrato.
L’autrice ha basato la stesura di questo libro attraverso la sua esperienza personale e i vari manuali e metodi che si possono trovare in giro. La seconda parte è incentrata, quindi, su ciò che è riuscita a scoprire dalle sue ricerche e dalle proprie conoscenze, portando avanti, più che un metodo, un vero e proprio programma.
La prima cosa che è importante da fare è annotare, per due o tre giorni almeno, delle giornate e soprattutto nottate dei propri figli, compilando il cosiddetto “diario del sonno” – se non sbaglio, ricordo che mia madre mi fece vedere pochi anni fa un diario simile di quando nacqui io. In questo diario bisogna annotare tutto, dalla sveglia ai pasti, dai riposini alle attività del bimbo prima della nanna, a che ora si addormenta e come, quando si risveglia, quanto resta sveglio, cosa si fa per farlo riaddormentare.
Si passa poi ad analizzare questi dati per trarne le prime conclusioni ed apportare le prime modifiche in modo da riuscire a fare dormire il proprio bambino. Nel libro è spiegato in modo esauriente ogni tipico caso.
Andando avanti troviamo un altro passo da compiere: incominciare una sezione nel diario, scrivendo un nuovo percorso denominato “il programma di viaggio”, un programma che permette di fissare un obiettivo realistico da perseguire.
Da questo momento in poi, l’autrice ci accompagna nel vasto mondo di piccoli accorgimenti e consigli, adatti ad ogni tipo di età del bambino. Ci accompagna attraverso altre storie di mamme e bambini, lasciando che si dispieghi davanti a noi una alternativa ad antichi metodi che troppo spesso non hanno dato i risultati convenuti.
Tags: dormire bene, genitori e figli, Sara Letardi, sonno












16:33 del 13 novembre 2008
[...] In realtà esistono parecchi metodi alternativi. Recentemente è uscito un libro che si intitola Il mio bambino non mi dorme. Come risolvere i problemi di sonno dei propri figli di Sara Letardi. Si tratta di un metodo decisamente più dolce e antropologico, ben descritto in questo post del blogdilibri. [...]
22:25 del 12 febbraio 2009
ciao sono Antonio ho due figli una di 9 anni e uno di due prima delle 23:00 non vanno mai a ormie come posso fare iao grazie.