Sono in grado di cambiare la mia vita a seconda di ciò che penso. Oggi aggiungo anche a seconda di quello in cui credo… Mi ritrovo in questi giorni a soffermarmi su libri che seguono, più o meno, tutti lo stesso filone.
Le mie credenze modificano la mia esistenza, la percezione delle cose, mi fanno riscrivere la mia vita presente, forse anche il passato, sicuramente il mio futuro.
Definizione forse semplicistica per poter introdurre, oggi, l’ultimo libro di Gregg Braden, già autore del bestseller “La Matrix Divina”, ora ritornato con La Guarigione Spontanea delle Credenze.
Appuntiamoci una piccola curiosità: questo libro è stato per ben quattro settimane nella top ten di Amazon. Braden riparte dall’alto.
Abbandonando le curiosità, “La guarigione spontanea delle credenze” sembra il giusto seguito del precedente libro, una branchia della Matrix divina che aveva bisogno di approfondimenti: “Descrivere il linguaggio delle credenze e come ci consente di essere architetti della nostra vita avrebbe richiesto un altro volume”.
Non è un libro semplice, nonostante si trova uno stile comunicativo piuttosto fluido. Non è semplice perché lo scopo di ciò che andremo a leggere è di ribaltare un intero modo di pensare, ribaltare tutte le nostre credenze.
Come per ogni libro che parla di “responsabilità personale” sulla propria vita, può sconvolgere chi non si è mai posto domande e chi ha sempre pensato che eravamo semplici entità capitate come per caso e che dobbiamo subire ciò che ci accade nella vita.
Sconvolgere le credenze, ho detto. In fin dei conti è proprio quello che Barden vuole fare: far scattare la guarigione identificando le credenze che fanno regredire la malattia del corpo o apprendere quelle che creano nella vita rapporti duraturi e capaci di nutrirci o addirittura scoprire quelle che portano la pace nella nostra vita, in famiglia, nella comunità dove viviamo, in un intero mondo.
Braden ci guida piano piano verso la consapevolezza del nostro enorme potere di riscrivere il codice della realtà, modificando il nostro sistema di credenze in modo da essere in grado di usare questo potenziale già insito in noi.
E’ la fisica quantistica che fa da sottofondo a questo stato di cose, i suoi atomi che compongono la materia, che ci mostra come una sola particella “può stare in un solo luogo, in due luoghi nello stesso tempo o perfino in più luoghi simultaneamente”, rimanendo sempre connessa a prescindere dalle distanze fisiche che intercorrono tra i luoghi. Noi siamo fatti di quelle particelle. Se possono loro, noi allora che miracoli possiamo eseguire?
Questa è una delle tante domande che Barden ci pone, intervallati da spiegazioni scientifiche sulla fisica quantistica e su Codici di credenze sparse per il libro, come una sorta di indizi di una caccia al tesoro, dove il premio è “Il lavoro è l’amore reso visibile” (Kahlil Gibran). E’ attraverso le nostre azioni che dimostriamo la cura per la vita.
Vi lascio anche quest’oggi con alcune frasi, tratte dal libro, che a me hanno colpito particolarmente, come una sorta di piccoli spuntini che vi faranno crescere l’appetito: “Viviamo la nostra vita sulla base di ciò che crediamo. Le nostre credenze sono la vita.”
Oppure: “siamo artisti cosmici che proiettano le loro credenze più profonde sulla trama quantistica dell’universo”
E infine: “Il libro è stato scritto per uno scopo ben preciso: condividere un messaggio di speranza e di potenzialità che ci restituisca potere, in un mondo dove spesso siamo indotti a sentirci privi di tali qualità”.
Tags: braden, creare la propria realta', credenze, Fisica Quantistica, Libri, responsabilità personale












09:43 del 27 gennaio 2009
Il libro di Gregg B. è ben esposto, benchè i contenuti non sono una novità assoluta, David Bohm, Barbara Ann Brennan, Wilhelm Reich, Hernan Huarache Mamani, David Goleman, Nader Butto,Andy Wachowski, Larry Wachowski e molti altri che non cito hanno da tempo esposto gli argomenti di Braden, in modo non cosi’ organico e finalizzato, certamente questo è il vero pregio del libro.
Tuttavia nel libro non viene mai presa in considerazione la risultanza dell’interazione fra l’atto di volontà (mix fra pensiero e sentimento) dei singoli soggetti, e relativi effetti sul tessuto quantistico e questo lo giudicherei un bug ovvero una mancanza forse deliberata, in quanto difficilmente integrabile con il corpus del testo.
Per concludere suggerirei la lettura di un libro sconosciuto ai più che si intitola “L’atto di volontà” di Robero Assagioli.
Fabio