100-ricette-aperto Seguendo l’idea che ‘i cambiamenti iniziano sempre con una bella chiacchierata attorno ad una buona tavola’ è stato organizzato per oggi, domenica 6 giugno, un evento particolarmente adatto per l’arrivo delle belle giornate: la Giornata internazionale del picnic per la decrescita.

Si tratta di un’iniziativa nata su facebook che vuole stimolare il discorso sulla decrescita e invitare i partecipanti a riprendersi il proprio tempo, indicando il momento del pasto come un’occasione di incontro e di scambio.
L’appuntamento è nelle zone verdi cittadine: bastano un piatto, una forchetta e un bicchiere (rigorosamente non di plastica), una ricetta (puoi trovare delle idee nel libro 100 ricette all’aperto) e una bevanda da condividere.

Il tema della decrescita coinvolge un numero sempre maggiore di economisti, studiosi di ecologia, esperti, i quali intendono sviluppare reti, proposte politiche e strategie di azione chiare per promuovere un nuovo modello di crescita, dimostrando l’impossibilità di seguire quello attuale.

Nella Seconda Conferenza Internazionale sulla Decrescita, che si è tenuta a Barcellona dal 26 al 29 marzo2010 la decrescita è stata presentata come la riduzione volontaria delle dimensioni del sistema economico; come la transizione verso modelli di produzione e consumo più ridotti e sostenibili; come il cammino alla giustizia sociale, al benessere e alla sostenibilità ecologica diretto da azioni individuali e collettive basate in un cambio di valori e nella democratizzazione delle società; come un apportare senso alla vita umana che non è associata col consumo ostentato e con il materialismo; come la decisione circa la direzione dell’evoluzione della società, che non è affidata alla tecnologia ma alle persone.

Ad un recente workshop della Nielsen il filosofo Umberto Galimberti ha smontato così il mito della produttività:
«Per mantenere un certo livello di vita siamo diventati una società arroccata e aggressiva: se non ci danno il petrolio al prezzo che diciamo, andiamo a prenderlo con la belligeranza. La Terra non è più natura, è una risorsa da sfruttare, e l’Uomo è considerato solo in misura al suo inserimento nei cicli produttivi. Il 17% della popolazione mondiale, quella occidentale, consuma l’80% delle risorse della Terra lasciando il 20% ai restanti 5 miliardi e 200 milioni di abitanti. Nessun teorico dei sistemi può ammettere che questa ipotesi può consentire lo sviluppo.

La crescita è diventata una forma mentis ineluttabile, quasi una regola di natura. Non è così. A prezzo di quali disastri ambientali avviene? Queste non sono cose che riguardano solo l’etica, confliggono con gli interessi perché se è vero che la Terra è la prima grande risorsa per la ricchezza, noi così la riconsegniamo e crolla il capitalismo.

Decrescere significa cambiare mentalità, passare dal lavoro come produzione al lavoro come servizi, perché questo livello di crescita è scatenato dal meccanismo perverso che vede l’Uomo solo come produttore e consumatore. Un tempo bastava produrre per soddisfare i bisogni, adesso siamo arrivati al parossismo che si lavora per creare bisogni per non interrompere il ciclo della produzione.

Non capiamo più cos’è vero, buono, giusto, bello. Anche l’arte ha senso solo se entra nel mercato. Ma così si riduce l’aria alla convivenza umana. È un cerchio troppo stretto dove circoscrivere l’esistenza. I prodotti stanno al posto di comunicazioni mancate, stanno al posto della felicità. Allarghiamolo questo concetto di Uomo perché questo che abbiamo non funzionerà a lungo».

Se vuoi partecipare al picnic per la decrescita puoi trovare la mappa delle città che hanno già aderito sul sito dell’iniziativa: http://picnic4degrowth.net/ con un pdf scaricabile in italiano con le indicazioni per la giornata.

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