Tutti aspirano a essere felici, eppure sono in molti a sentirsi insoddisfatti nonostante all’apparenza possiedano tutto ciò che potrebbero desiderare. Invece di scegliere la serenità, spesso ci riempiamo la vita di stress, tensioni, rabbia e frustrazione, e siamo bravissimi a complicarci le cose.
Roberto Re, consulente di importanti aziende, di personaggi del mondo dello sport, dello spettacolo e dell’economia, individua e analizza le 10 strategie di “incasinamento” più frequentemente utilizzate dalle persone, per aiutarci a capire quali sono e come funzionano i meccanismi spesso inconsci che utilizziamo per complicarci la vita. Individuare tali comportamenti e schemi di pensiero può aiutarci a conoscerci meglio e a disfarci di modelli limitanti e improduttivi.
Nella sua lunga esperienza di formazione Roberto Re ha potuto verificare che molte persone sono dominate da enormi conflitti tra desideri e necessità, blocchi e condizionamenti. Come lui stesso scrive c’è “chi mangia perché vuole l’amore, chi dorme perché ha fame, chi vive una relazione per non pensare che vorrebbe cambiare lavoro, chi litiga con se stesso perché non sa come fare a dire «No» agli altri, chi pensa che ormai è fatto in un modo e quindi non potrà cambiare, chi chiede agli altri continue conferme, chi è indeciso su cosa vuole nella vita e chi compra di tutto per non sentire la solitudine.”
Se non fossero sufficienti i nostri meccanismi tortuosi di pensiero, a volte ci si mettono anche gli altri a crearci confusione, e i modi di pensare comuni della società ci confondono le idee e ci causano infelicità.
Il lavoro di Roberto Re si sviluppa attorno a due domande principali: “Che cosa vuoi?” e: “Cosa ti impedisce di ottenerlo?”. Una volta scoperta qual è realmente la nostra meta occorre capire cos’è che fino ad oggi ci ha impedito di raggiungerla.
Spesso siamo spinti ad agire non tanto per ricercare la felicità, quanto per evitare l’infelicità, il disagio, la paura. L’azione è cioè dettata dal tentativo di evitare qualcosa, oppure dalla ricerca di una conferma, di una sicurezza, cose legate più al ‘non stare male’ che allo stare bene. Tutto quello che facciamo lo facciamo per una qualche ragione, e anche quando ci complichiamo la vita lo facciamo per delle ragioni, consce o inconsce che siano. Quali sono i condizionamenti che abbiamo ricevuto o ci siamo autoimposti? Qual è la nostra risposta nei confronti dell’ambiente in cui ci troviamo a vivere? Perché a volte sopportiamo situazioni assurde invece di cercare di cambiarle? Questo forse è più facile notarlo negli altri. Ci capita di pensare o di chiedere a un amico ‘ma come fai a resistere?’ o ‘Perché segui su questa strada se non sei felice?’. Non capiamo perché gli altri non cambino fidanzato/a, lavoro, abitudini ecc. che li rendono infelici, e non ci accorgiamo che spesso anche noi ci lasciamo intrappolare da questi schemi, che seppur dannosi, ci fanno sentire sicuri. Il cambiamento ci spaventa, ci rende vulnerabili, e la paura dell’ignoto ci fa sopportare situazioni intollerabili, fino a che non ci chiediamo: è questo ciò che voglio veramente? Vorremmo avere tutto sotto controllo, presente e futuro, eventi e persone, e non riuscirci ci fa sentire instabili.
Secondo Roberto Re la soluzione consiste nel riuscire a convivere con l’insicurezza, perché paradossalmente “la qualità della nostra vita è proporzionale alla quantità di insicurezza con cui siamo in grado di convivere”. Per questo è importantissimo essere dotati di tanta elasticità e flessibilità mentale, per essere pronti ad affrontare nuove situazioni, per non smettere mai di imparare e di migliorarsi, per avere la forza di assumersi il rischio di cambiare e di essere felici.
Pensiamo che l’insoddisfazione sia qualcosa di normale, che ognuno sente e a ragione. Con il suo libro Roberto Re vuole farci capire che non è così, facendoci vedere le cose da un altro punto di vista, rendendoci consapevoli di come ci complichiamo la vita, e di come possiamo liberarci da schemi che limitano la nostra indipendenza, creatività e felicità.
È ora di sbrogliare la matassa della nostra vita e di disporci alla felicità.
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