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	<title>BlogLibri.it &#187; Vita naturale</title>
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	<description>Libri - Salute Naturale, Sviluppo Personale, Crescita Spirituale - Approfondimenti e recensioni.</description>
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		<title>L&#8217;Italia in bicicletta</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 08:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vita naturale]]></category>
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		<category><![CDATA[vacanze sostenibili]]></category>

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		<description><![CDATA[ Giunge alla sua terza edizione Ciclomundi, il festival nazionale del viaggio in bicicletta, che quest’anno si svolgerà a Siena dal 24 al 26 di settembre. Si tratta di una vera e propria festa della bicicletta, celebrata come simbolo del viaggio lento ed ecosostenibile con animazioni, spettacoli, incontri con i cicloviaggiatori, tavole rotonde, laboratori, mostre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2064" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="italia_in_bicicletta" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/09/italia_in_bicicletta.jpg" alt="italia_in_bicicletta" width="112" height="180" /> Giunge alla sua terza edizione <strong>Ciclomundi</strong>, il <strong>festival nazionale del viaggio in bicicletta</strong>, che quest’anno si svolgerà<strong> a Siena dal 24 al 26 di settembre</strong>. Si tratta di una vera e propria festa della bicicletta, celebrata come <strong>simbolo del viaggio lento ed ecosostenibile</strong> con animazioni, spettacoli, incontri con i cicloviaggiatori, tavole rotonde, laboratori, mostre, un settore espositivo dedicato al turismo a pedali e opportunità di escursioni nelle Terre di Siena.</p>
<p>Il programma spazia dagli incontri tematici a work-shop specifici che analizzano e approfondiscono singoli aspetti del viaggio lento, a momenti di spettacolo, a numerosissime occasioni di confronto tra viaggiatori… Una di queste occasioni viene offerta dall’<strong>Oasi del Viaggiatore</strong>: in una zona centrale del Festival viene collocato un tavolino a disposizione del viaggiatore che vuole <strong>raccontare il proprio viaggio</strong> e condividere con altri viaggiatori le proprie esperienze e avventure.</p>
<p>Al festival sarà possibile incontrare <strong>Enrico Brizzi e Wu Ming2</strong>, protagonisti di un evento dedicato alla lentezza sabato pomeriggio in Piazza Jacopo della Quercia; si potrà partecipare a una tavola rotonda dedicata alla bicicletta in città, con ospite d’onore<strong> Chris Carlsson</strong>, uno dei fondatori di Critical Mass; si assistirà a un dibattito dedicato all’inedito <strong>binomio scuola-bicicletta</strong>.</p>
<p>Sabato alle 16 in Santa Maria della Scala si potranno ascoltare i racconti di <strong>Claude Marthaler</strong>, che vanta al suo attivo ben due giri del mondo a pedali, mentre alle 16,30<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_natalino_russo.php?pn=62"><strong> Natalino Russo</strong></a> ci parlerà del <strong>cammino di Santiago in bicicletta</strong>.<br />
Sabato sera all’anfiteatro sarà in scena<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il_grande_viaggio.php?pn=62"><strong> Giuseppe Cederna</strong></a> con uno<strong> spettacolo-reading dedicato alla bicicletta</strong>. Interpreterà brani scritti per l’occasione da noti autori come Gianni Mura, Margherita Hack, Brunella Schisa, Susanna Tamaro, Emilio Rigatti, Gian Luca Favetto, Maurizio Crosetti, Didier Tronchet e molti altri ancora. Con musica dal vivo dei Têtes de Bois.</p>
<p>Un ricco programma in attesa dell’evento che si svolgerà la settimana successiva, quando prenderà il via <strong>l’Eroica</strong>, la celebre<strong> cicloturistica d&#8217;epoca internazionale non competitiva</strong> su strade prevalentemente sterrate del Chianti e delle Crete.</p>
<p>Il programma completo e dettagliato di Ciclomundi si trova alla pagina http://www.ciclomundi.it/?page_id=8</p>
<p>Per chi cerca una guida e nuovi percorsi,<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__italia_in_bicicletta.php?pn=62"><strong> L&#8217;Italia in bicicletta</strong></a> propone oltre 100 itinerari dalle Alpi agli Appennini, dal Centro Italia alle Isole maggiori, offrendo anche indicazioni turistiche e tecniche.</p>
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		<title>Decalogo per la raccolta dei funghi</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 08:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita naturale]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>

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		<description><![CDATA[Era di solo 4 giorni fa la notizia pubblicata dalla Coldiretti sugli incidenti avvenuti negli ultimi giorni in Italia durante la ricerca di funghi; si parlava di 6 vittime ed ora sono già 19.
Il personale del Soccorso alpino e del Corpo forestale invita alla prudenza: &#8220;Nelle escursioni si devono calzare scarpe adatte al terreno &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1963" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="i-funghi-guida-completa" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/08/i-funghi-guida-completa.jpg" alt="i-funghi-guida-completa" width="129" height="180" />Era di solo 4 giorni fa la notizia pubblicata dalla Coldiretti sugli incidenti avvenuti negli ultimi giorni in Italia durante la ricerca di funghi; si parlava di 6 vittime ed ora sono già 19.</p>
<p>Il personale del Soccorso alpino e del Corpo forestale invita alla prudenza: &#8220;Nelle escursioni si devono <strong>calzare scarpe adatte al terreno</strong> &#8211; ha raccomandato Pietro Bertolini, capo stazione del Soccorso alpino di Morbegno &#8211; e <strong>quando si va nei boschi è bene</strong> <strong>non essere soli</strong>, ma almeno in due. Non vanno affrontati percorsi di difficoltà superiori alle proprie capacità. E inoltre, occorre <strong>segnalare a chi resta a casa con precisione i luoghi che si intendono raggiungere</strong> per agevolare gli eventuali soccorsi&#8221;.</p>
<p>La raccolta dei funghi coinvolge in autunno moltissimi vacanzieri,  e svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove i funghi rappresentano un&#8217;importante integrazione di reddito, con effetti positivi sugli afflussi turistici. Per gli amanti di questa attività la Coldiretti ha messo a punto <strong>un decalogo</strong> per evitare il ripetersi di incidenti, oltre che per salvaguare il territorio. Secondo la Coldiretti occorre:</p>
<ul>
<li><strong>Informarsi sulle norme vigenti</strong> nella zona relativamente alle attività di raccolta;</li>
<li><strong>Studiare il territorio che si intende esplorare</strong> ed evitare percorsi non adatti alla proprie capacità;</li>
<li><strong>Rendere note le proprie intenzioni</strong> ed i tempi di rientro prima di partire ad amici o familiari;</li>
<li><strong>Verificare le condizioni climatiche</strong> del posto;</li>
<li>Scegliere l&#8217;<strong>attrezzatura adatta</strong> senza dimenticare luce e cellulare;</li>
<li><strong>Raccogliere solo di funghi di cui si sia sicuri</strong> e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche;</li>
<li><strong>Utilizzare cestini di vimini</strong> ed evitare le buste di plastica;</li>
<li><strong>Non utilizzare rastrelli</strong> che possano danneggiare il micelio;</li>
<li><strong>Pulire immediatamente il fungo</strong> dai residui di rami, foglie e terriccio per garantire la sua integrità;</li>
<li><strong>In caso di necessità contattare il 1515</strong>, numero di Emergenza Ambientale del Corpo Forestale dello Stato.</li>
</ul>
<p>Meglio evitare di andare da soli e in caso di maltempo evitare di sostare in prossimità di alberi, pietre e oggetti acuminati perché potrebbero attirare fulmini. L’abbigliamento e l’attrezzatura adatta facilitano i movimenti durante l’escursione.</p>
<p>Molta attenzione quindi durante la raccolta dei funghi, e anche al momento di mangiarli per non rischiare un’intossicazione o peggio. Per conoscerli meglio, per<strong> sapere dove nascono e se si possono mangiare</strong> è utile portare con sé anche una<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__i-funghi.php?pn=62"><strong> guida con schede e fotografie delle varie specie esistenti</strong></a>.</p>
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		<title>Verde salutare</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/verde-salutare/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 08:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita naturale]]></category>
		<category><![CDATA[giardinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[orto]]></category>

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		<description><![CDATA[Pistoia ospiterà, dall’1 al 3 luglio, un importante appuntamento internazionale dove i produttori del verde ornamentale insieme ai paesaggisti, ai progettisti e ai costruttori del verde, offriranno una panoramica generale sulle nuove proposte per i paesaggi del terzo millennio.
La principale tematica affrontata in questa seconda edizione di “Vestire il Paesaggio” sarà quella relativa all’uso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1665" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="giardino-orto-terapia" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/06/giardino-orto-terapia.jpg" alt="giardino-orto-terapia" width="147" height="171" /><strong>Pistoia ospiterà, dall’1 al 3 luglio</strong>, un importante appuntamento internazionale dove i produttori del verde ornamentale insieme ai paesaggisti, ai progettisti e ai costruttori del verde, offriranno una panoramica generale sulle nuove proposte per i paesaggi del terzo millennio.</p>
<p>La principale tematica affrontata in questa <strong>seconda edizione di “Vestire il Paesaggio”</strong> sarà quella relativa all’<strong>uso del verde per migliorare la qualità della vita</strong>, affrontata in tutti i suoi più diversi e molteplici aspetti, incrociando quindi, come principali tematiche quelle collegate all’uso del verde, dell’ambiente, della salute, della pianificazione territoriale, del benessere, del turismo e della cultura. (Per il programma: http://vestireilpaesaggio.provincia.pistoia.it/Programma.aspx)</p>
<p>Il verde per migliorare la qualità di vita. È la stessa filosofia che si trova nei libri di <strong>Pia Pera</strong>, scrittrice e specialista di letteratura russa che da qualche anno vive in un podere nella campagna lucchese. Lo racconta in <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__giardino---orto-terapia.php?pn=62"><strong>Giardino &amp; Orto Terapia</strong></a> insegnandoci a recuperare il contatto, la connessione con la natura, perché <strong>coltivando la terra si coltiva allo stesso tempo anche la felicità</strong>.</p>
<p>Dal sito che lei stessa cura, ortidipace.org, ecco come viene definita questa <strong>terapia della natura</strong>: «Lavorare la terra, scioglierla e alleggerirla, è come trasformare la mente, farne un terreno da cui strappare, prima che radichino in profondità, stati d’animo distruttivi. Piccoli giardinieri trasformano la scuola in qualcosa di vivo di cui prendersi cura. Negli orti sociali, i Marcovaldo di tutto il mondo ritrovano il cuore vivo della città. Non occorre possedere un pezzetto di terra: basta un balcone, un davanzale, per sentirsi custodi del grande giardino planetario. »</p>
<p>«<strong>Tra le piante si prova la sensazione di avere trovato con estrema facilità il nostro posto al mondo</strong>. Di trovarci esattamente dove dovremmo essere. Che questo avvenga per la più primordiale delle complementarità, quella tra animale e pianta? Tra creature opposte, che si nutrono l’una del respiro dell’altra? Non saprei. Ma l’importante è questo: funziona». Pia Pera</p>
<p>Pia Pera sarà presente il prossimo autunno all’<strong>Orticolario</strong>, l’esposizione dell’eccellenza florovivaistica che si terrà <strong>sul Lago di Como dall’1 al 3 ottobre</strong> 2010 (il programma intero si trova alla pagina http://www.orticolario.it/index.php?pag=60).</p>
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		<title>Lascia fare alla natura</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/lascia-fare-alla-natura/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 08:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Vita naturale]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Masanobu Fukuoka]]></category>

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		<description><![CDATA[“Lo scopo finale dell’agricoltura non è la crescita dei raccolti, ma la coltivazione e il perfezionamento dell’essere umano.”
 Masanobu Fukuoka nacque nel 1914 in un piccolo villaggio agricolo, sull&#8217;isola di Shikoku nel Giappone meridionale. Formatosi come microbiologo, iniziò la sua carriera come scienziato del suolo specializzato in patologia vegetale. All’età di 25 anni ebbe una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1476" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="rivoluzione-dio-natura" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/05/rivoluzione-dio-natura.jpg" alt="rivoluzione-dio-natura" width="135" height="180" /><strong>“Lo scopo finale dell’agricoltura non è la crescita dei raccolti, ma la coltivazione e il perfezionamento dell’essere umano.”</strong></p>
<p><strong> </strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__la-rivoluzione-di-dio-della-natura-e-dell-uomo.php?pn=62"><strong>Masanobu Fukuoka</strong></a> nacque nel 1914 in un piccolo villaggio agricolo, sull&#8217;isola di Shikoku nel Giappone meridionale. Formatosi come microbiologo, iniziò la sua carriera come scienziato del suolo specializzato in patologia vegetale. All’età di 25 anni ebbe una visione nella quale vide che tutti i &#8220;risultati&#8221; della civiltà umana sono privi di significato di fronte alla natura. Vide che <strong>l&#8217;uomo era diventato qualcosa di separato dalla natura, e che i suoi tentativi di controllare la vita non solo erano inutili, ma anche auto-distruttivi</strong>. Lasciato il lavoro di ricercatore scientifico, Fukuoka tornò alla fattoria della sua famiglia, sull&#8217;isola di Shikoku a crescere mikans (mandarini) organici. Da quel momento in poi dedicò la sua vita allo sviluppo di un sistema su piccola scala di produzione biologica che non necessita di diserbanti, pesticidi o fertilizzanti, né di aratura.</p>
<p>Masanobu Fukuoka  si accorse che <strong>la natura era perfetta così com’era</strong>. I problemi sorgono quando l’uomo cerca di migliorarla e usarla unicamente per il proprio tornaconto. Già a partire dagli anni &#8216;40 sviluppò un metodo definito &#8220;<strong>agricoltura naturale</strong>&#8221; o anche &#8220;<strong>agricoltura del non fare</strong>&#8220;. Intuì che il modello produttivo occidentale che si stava diffondendo in Giappone in quel periodo andava profondamente rivisitato. Da tali riflessioni nacque la pratica del non fare, o meglio, del<strong> lasciare fare alla natura</strong>.<br />
La sua tecnica non richiede macchinari né prodotti chimici, non inquina e non necessita di combustibili fossili, né di grande lavoro umano.</p>
<p>“Se sei convinto di essere troppo piccolo per essere efficace, allora non ti sei mai trovato nel letto con una zanzara” diceva Bette Reese, e all’esempio della zanzara ha creduto il contadino giapponese Masanobu Fukuoka, che con il suo metodo senza fertilizzanti e senza erbicidi è riuscito a far rinascere terreni desertici in Africa, Asia ed Europa. Tra l’altro le sue colture hanno rese pari a quelle che utilizzano gli erbicidi. All’età di ottantaquattro anni Fukuoka ha ricevuto il <strong>premio Magsaysay, il Nobel asiatico, per il suo contributo al benessere dell’umanità</strong>.</p>
<p>“La forza della natura è grande, perché la struttura naturale è solida, tridimensionale, non orizzontale né bidimensionale. Ho raccolto uno o due chili di frutta da un metro quadro di terreno. Questa è una buona resa sostenibile. La produzione naturale è maggiore della produzione umana perché la struttura è solida. Gli uomini stanno distruggendo la forza della natura. Abbiamo lasciato solo un quarto della crescente forza della natura. Non abbiamo migliorato la fertilità o la produzione, ma piuttosto abbiamo cercato di impedire alla produzione d’indebolirsi usando i fertilizzanti.</p>
<p>Il mondo si sta scavando un pozzo senza fondo con l’agricoltura moderna.  Il cuore semplice della piccola azienda agricola è il vero centro del nostro universo. Il pensiero scientifico ti allontana da una vita sana. Anche la pratica dell’agricoltura biologica convenzionale è una deviazione pericolosa. Non può essere sostenuta se devi rubare parte della terra per sfamarne un’altra.”</p>
<p>“La maggior parte degli agricoltori iniziano col domandarsi ‘cosa succede se faccio questo o cosa succede se faccio quell’altro’, ma in questo modo dissipano solo se stessi.  Il mio approccio, al contrario, <strong>ricerca il modo piacevole e naturale di svolgere l’attività agricola</strong>. Al fine di rendere il lavoro più facile, non più duro, io chiedo, cosa ne pensi di non fare questo o di non fare quell’altro? Attraverso la pratica reale sono finalmente giunto alla conclusione che <strong>non è assolutamente necessario arare, né applicare fertilizzanti artificiali o pesticidi</strong>. La maggior parte del lavoro agricolo è creato manomettendo la natura, la qual cosa provoca effetti collaterali negativi. Davvero poche pratiche agricole sono necessarie, come spargere i semi, stendere la paglia sul terreno e raccogliere.&#8221;</p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>Quanto vale un albero?</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 09:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Vita naturale]]></category>
		<category><![CDATA[albero]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla pagina di Planet Green ecco una riflessione circa i diversi modi in cui è possibile stimare un albero secondo prospettive commerciali o ecologiche:
Quando vivi in una cultura aziendale, ogni cosa è potenzialmente merce. Noi “spendiamo” tempo, “investiamo” in una relazione, e alcuni di noi vedono in un albero nient’altro che potenziale legname o carta.
I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1241" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="l-albero_big" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/03/l-albero_big1.jpg" alt="l-albero_big" width="122" height="180" />Dalla pagina di Planet Green ecco una riflessione circa i diversi modi in cui è possibile<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__albero_parisot.php?pn=62"> stimare un albero</a> secondo prospettive commerciali o ecologiche:</p>
<p>Quando vivi in una cultura aziendale, ogni cosa è potenzialmente merce. Noi “spendiamo” tempo, “investiamo” in una relazione, e alcuni di noi vedono in un albero nient’altro che potenziale legname o carta.<br />
I fatti: <strong>l’80% delle foreste del mondo è già sparito</strong><br />
Naturalmente esistono molti lati di una storia e il modo in cui scegliamo di vedere un albero non solo dice molto di noi ma incide anche sul futuro del nostro ecosistema.</p>
<p>5 modi di guardare un albero:</p>
<p><strong>1. Prodotto, merce</strong><br />
Secondo il Wisconsin Paper Council (associazione commerciale che rappresenta l’industria della carta), una “interessante regola generale è che un acro di terra boschiva può produrre una media di 36-54 metri cubici di legna quando raccolta nella fase di maturità – dipendendo la quantità non solo dalla grandezza degli alberi ma da come è stata gestita produttivamente la terra. Con 3-4 metri cubici generalmente si possono produrre:<br />
- 12 tavoli da soggiorno (da 8 posti a sedere)<br />
- 250 copie del Sunday New York Times<br />
- 942 libri economici<br />
- 460.000 assegni<br />
4.384.000 francobolli<br />
7.500.000 stuzzicadenti</p>
<p><strong>2. Fonte di ossigeno</strong><br />
Una stima: in un periodo di 50 anni, un albero genera il valore di 31.250 $ di ossigeno, e fornisce il valore di 62.000 $ in controllo dell’inquinamento atmosferico.<br />
Il processo è piuttosto fondamentale: durante la fotosintesi, un albero “inspira” CO2 dall’aria, quindi separa il carbonio dalle molecole d’ossigeno. Il carbonio viene assorbito dall’albero, il quale poi  “espira” puro ossigeno nell’aria che noi respiriamo. In questo processo gli alberi servono anche come serbatoi di carbonio, per esempio come ci dice Wise Geek (un team di ricercatori, scrittori ed editori che dedicano il loro tempo a fornire risposte chiare e concise alle domande più comuni ) “assorbono naturalmente anidride carbonica per la fotosintesi, sequestrano il carbonio e lo convertono in massa mentre rilasciano l’ossigeno nell’atmosfera.” Tali serbatoi di carbonio <strong>compensano le emissioni di anidride carbonica e riducono il cambiamento climatico. </strong></p>
<p><strong>3. Casa</strong><br />
Dagli insetti quasi microscopici ai rettili che si mimetizzano, dagli amici pennuti agli astuti primati e così via, ogni albero è un vasto, fiorente ecosistema in sé e per sé. La distruzione di anche un solo piccolo albero non solo distrugge i cicli naturali, ma condanna anche a morte innumerevoli creature. Più di 1000 diverse specie di insetti  hanno vissuto in un tipo di albero della foresta pluviale.</p>
<p><strong>4. Prevenzione delle inondazioni</strong><br />
La deforestazione ha un impatto negativo sulla quantità di acqua nel suolo, sulle acque sotterranee e sull’umidità dell’atmosfera. Senza le radici degli alberi che mantengono stabile il terreno e combattono l’erosione, assistiamo ad un maggior deflusso e a un minor deposito di sedimenti dopo i temporali.  Questo porta ad un livello più elevato di sostanze chimiche nella nostra acqua e a un maggior numero di inondazioni. Nel corso di mezzo secolo, un singolo albero può riciclare un valore di 37.500 $ di acqua e controllare l’erosione del suolo per un valore di 31.250 $.</p>
<p><strong>5. Bellezza</strong><br />
Come disse <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_henry-david-thoreau.php?pn=62">Henry David Thoreau</a>: “ Spesso ho camminato otto o dieci miglia attraverso la neve più profonda per andare all’appuntamento con un faggio, con una betulla americana o con una vecchia conoscenza tra i pini.”</p>
<p>Come dice un antico proverbio cinese: “<strong>Il miglior momento per piantare un albero era 20 anni fa. Il prossimo miglior momento è ora</strong>.”</p>
<p><em>5 Ways to Value a Tree, Mickey Z.</em></p>
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		<title>La decrescita, un&#8217;alternativa più umana</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/la-decrescita-unalternativa-piu-umana/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 09:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contro-informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Vita naturale]]></category>
		<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita felice]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal sito della rivista Terranauta “ho preso in prestito” una parte di un’intervista a Valerio Pignatta, autore di un libro dal titolo L’insostenibile leggerezza dell’avere. Il testo ripercorre la storia della decrescita, dalla teoria alle manifestazioni di uno stile di vita controcorrente, anticonsumista e più lento, e allo stesso tempo racconta l’esperienza di persone che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1195" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="insostenibile-avere" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/03/insostenibile-avere.jpg" alt="insostenibile-avere" width="119" height="180" />Dal sito della rivista Terranauta “ho preso in prestito” una parte di un’intervista a <strong>Valerio Pignatta</strong>, autore di un libro dal titolo<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__insostenibile-leggerezza-avere.php?pn=62"><em><strong> L’insostenibile leggerezza dell’avere</strong></em></a>. Il testo ripercorre <strong>la storia della decrescita, dalla teoria alle manifestazioni di uno stile di vita controcorrente, anticonsumista e più lento</strong>, e allo stesso tempo racconta<strong> l’esperienza di persone che vivono la quotidianità seguendo questo stile di vita</strong>. Nell’articolo Pignatta ci spiega come sono e lavorano queste persone, cosa comporta la vita nelle città e quali sono le sue idee riguardo al nostro futuro. Delle <strong>proposte interessanti per riscoprire valori</strong> che rischiamo di dimenticare…</p>
<p><em>&#8220;Valerio Pignatta, il tuo ultimo libro è intitolato L’insostenibile leggerezza dell’avere… Il riferimento a Milan Kundera appare quasi scontato. Ma come dobbiamo interpretarlo?</em></p>
<p>Sì, è un riferimento diretto. Kundera ci ha svelato come è avvenuta la trasformazione del mondo intero in una immensa “trappola”, la graduale cancellazione dell&#8217;esistenza come in quelle foto sovietiche dove i personaggi che hanno trasgredito alle regole del sistema vengono fatti sparire. Kundera ha percepito lucidamente la “Grande Marcia” verso l&#8217;avvenire come la più beffarda delle illusioni. E poi in questo titolo c&#8217;è l&#8217;assonanza con <strong>il concetto di sostenibilità ambientale legato</strong> appunto <strong>al possedere, caratteristica che sembra ormai intessuta con la mentalità occidentale ma che così non era sino a quando la cultura prevaleva sulla tecnologia</strong>.</p>
<p><em>Si può dire che il tuo sia “due libri in uno”. Da una parte una minuziosa rassegna delle origini della decrescita, dei suoi teorici, delle sue diverse manifestazioni nel territorio italiano ed europeo e dall’altra delle storie di esseri umani, di persone reali che vivono praticando la decrescita. Come è nata l’idea di strutturare il libro in questo modo e perché?</em></p>
<p>L&#8217;idea iniziale era quella di raccontare, appunto, che esistono persone che da quindici, venti o trent&#8217;anni vivono quello che oggi si chiama “decrescita” e che vi sono arrivate tramite determinati percorsi seguendo i rivoli delle proprie letture ed esistenze. Nulla di romantico o di new age come spesso viene rappresentato in questi casi, ma<strong> persone che coltivano e lavorano duramente, si impegnano per un ecosistema migliore</strong> e non hanno illusioni rispetto ad avanguardie di sorta o a movimenti istituzionalizzati che ricadono puntualmente negli stessi errori. Persone libere. Non si poteva però raccontare di queste esperienze senza dare loro un retroterra culturale, descrivere i possibili percorsi filosofici ed etici che questi individui hanno seguito. Altrimenti si rischiava di farli passare per semplici maniaci protettori della natura o folli volontari Robinson Crusoe dei tempi moderni. Invece la realtà che sta dietro queste scelte è ben altra e viene da molto lontano.<br />
<em><br />
Nel libro affermi che la città è intrinsecamente portatrice di modelli consumistici e deumanizzanti. Ritieni che tutti dovrebbero spostarsi in campagna? E se ciò accadesse non rischieremmo l’estinzione della campagna stessa?</em></p>
<p>L&#8217;idea che mi sono fatto delle <strong>grandi città</strong>, avendole in passato vissute da vicino, è quella di<strong> luoghi inadatti ad un&#8217;esistenza interiore, sociale e naturale soddisfacente</strong>. In un certo senso è una realtà virtuale, creata dall&#8217;uomo e di cui egli ha perso il controllo rispetto ai fini iniziali e alle utili funzioni che la città avrebbe potuto svolgere per la collettività. Molti storici e sociologi hanno studiato a lungo il problema dell&#8217;urbanizzazione che ancora oggi grava sulle nostre teste, specie nel cosiddetto terzo mondo con conseguenze drammatiche come ad esempio l&#8217;emigrazione extracontinentale. Le funzioni ideali che una città può mettere al servizio dei suoi abitanti e del suo circondario possono essere svolte anche a una dimensione di circa 40-50.000 abitanti. A questo livello c&#8217;è tutto, cultura compresa, quella per cui solitamente si obietta che la città è utile. La Firenze rinascimentale aveva questo numero di abitanti e credo che di cultura ne abbia prodotta un pochino&#8230; Inoltre le potenzialità umane inesplorate sono immense. Non sto parlando di potenzialità tecnologiche ma di conoscenza e di saggezza interiore.</p>
<p>Credo che <strong>una dislocazione della popolazione sui territori del pianeta più equa e non assembrata come oggi in megalopoli cementificate sarebbe proficua per tutti, natura compresa</strong>. In questo modo non ci sarebbe bisogno di grandi infrastrutture, i trasporti sarebbero diversi, come anche la produzione di energia elettrica e quella agricola; verrebbe inoltre meno la necessità di altre grandi opere solitamente al servizio dei mostri metropolitani. Si troverebbero soluzioni dolci per la coltivazione di aree semidesertiche come l&#8217;aridocoltura ecc. Il clima del resto migliorerebbe. Sarebbe in effetti quello che è sempre stato sino a pochi decenni fa. Di testi specifici su queste problematiche e questa visione legata alla deurbanizzazione ce ne sono molti e dettagliati.</p>
<p><em>Pensare globale, agire locale. Leggendo il tuo libro ho scoperto che è una frase che risale agli anni ’30! In che modo è cambiato il mondo e quello slogan si adatta meglio alla realtà odierna o a quella passata?<br />
</em><br />
Beh, certo che chi ha pensato quello slogan aveva visto molto avanti. Oggi le cose sono purtroppo cambiate molto in peggio. Certo, abbiamo la dispensa piena e una situazione igienico-sanitaria migliore, soprattutto grazie all&#8217;acqua corrente in casa e al sistema fognario. Questo ci ha permesso senz&#8217;altro un avanzamento nella qualità della vita. Nell&#8217;insieme, però, <strong>abbiamo perso la comunità, il senso dell&#8217;esistenza, il rispetto e l&#8217;affetto reciproco tra compagni di vita</strong>. Oggi tra i giovani è un valore e ha un&#8217;accezione positiva essere un “bastardo” o un “fuori di testa” che non si cura degli impegni presi, delle relazioni, della sua vita in fin dei conti, e che dimostra al mondo il suo ineccepibile menefreghismo. Forse oggi più che di “agire locale” si tratta di “<strong>agire dentro</strong>”. L&#8217;attuale società tecno-liberista &#8211; dopo aver diviso le comunità, le parentele, le coppie sull&#8217;altare del consumismo e della inciviltà massmediatica &#8211; è riuscita a produrre la<strong> divisione all&#8217;interno del singolo individuo creando insicurezza, perdita di senso </strong>e bisogno di psicofarmaci, ottimo business e mezzo di creazione di nuovi schiavi disposti a tutto, anche alle stragi scolastiche o di famiglia. Tutto consequenziale al sistema.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p><em>Nonostante la tua analisi della realtà in cui viviamo sia spietata, dalle tue pagine traspare, malgrado tutto, una visione positiva del futuro, una visione fondata sull’amore, sulla manualità, sulla riscoperta dei sensi e del senso. E, soprattutto, una speranza basata sulla convinzione che i figli della decrescita possano costruire un mondo diverso. È così?</em></p>
<p>Sì. Se ce lo lasceranno fare. Le restrizioni legali e burocratiche per chi non vive omologato sono sempre maggiori. Altrimenti dovremo inventarci come continuare a poter allevare umani immuni al virus del consumismo e alle patologie devastanti che ne derivano per il corpo e la mente. Nell&#8217;insieme credo comunque che il momento per un nuovo Rinascimento stia arrivando. La situazione è ormai chiara a molti. <strong>La difficoltà consiste nel passaggio dalla comprensione all&#8217;azione, anche perché la televisione ha abituato le persone a vivere più nel limbo mentale che nella realtà</strong>. Lo sciopero virtuale ne è la massima espressione. Quando però non uscirà più acqua dal rubinetto o si dovrà andare a piedi per chilometri per raccogliere un po&#8217; di legna per scaldarsi, credo proprio che la presa di coscienza sarà immediata. A quel punto si potranno imboccare due strade: quella solita della prevaricazione e della violenza egoica oppure quella della condivisione e della solidarietà. Credo che tutti questi anni di riflessione etica e ambientalista e di crescita collettiva rispetto ai diritti umani di una buona parte delle società moderne spingano nella seconda direzione. Almeno spero.&#8221;</p>
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		<title>Lavorare la terra seguendo i ritmi del cosmo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Vita naturale]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura biodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Thun]]></category>
		<category><![CDATA[Rudolf Steiner]]></category>

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		<description><![CDATA[I principi su cui si fonda la biodinamica furono formulati dall&#8217;austriaco Rudolf Steiner, il fondatore dell&#8217;antroposofia, con lo scopo di attivare la vita nella terra, di aiutare la natura per ottenere un terreno sempre più fertile che potesse offrire all’uomo alimenti sani e pieni di qualità. Un punto particolarmente importante degli studi di Steiner riguardava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1169" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="indicazioni-costellazioni" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/03/indicazioni-costellazioni.jpg" alt="indicazioni-costellazioni" width="125" height="180" />I principi su cui si fonda la <strong>biodinamica </strong>furono formulati dall&#8217;austriaco Rudolf Steiner, il fondatore dell&#8217;antroposofia, con lo scopo di <strong>attivare la vita nella terra</strong>, di aiutare la natura per ottenere un terreno sempre più fertile che potesse offrire all’uomo alimenti sani e pieni di qualità. Un punto particolarmente importante degli studi di Steiner riguardava la preparazione del concime.</p>
<p>I tre principi della biodinamica sono:</p>
<ul>
<li>mantenere la fertilità della terra,</li>
<li> rendere sane le piante in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti,</li>
<li> produrre alimenti di qualità più alta possibile.</li>
</ul>
<p>Per ottenere ciò si utilizzano accorgimenti specifici quali l&#8217;impiego della <strong>rotazione</strong>, del cumulo e dei <strong>preparati biodinamici</strong>, ossia di strumenti che rafforzano la capacità autoregolatrice della terra.</p>
<p>La biodinamica si basa su di un’attenta osservazione della natura e delle sue leggi, su una conoscenza globale del pianeta e dei <strong>rapporti tra la terra e i movimenti del cosmo</strong>. Ricerche condotte sui prodotti biodinamici confermano la superiorità quantitativa e qualitativa dei prodotti coltivati con l&#8217;impiego dei preparati e seguendo il calendario che indica i giorni migliori per ogni fase del lavoro in base ai cicli cosmici. La biodinamica guarda infatti alla <strong>terra </strong>come parte dell&#8217;universo e quindi<strong> soggetta alle leggi e alle influenze cosmiche</strong>.  Da questa visione nasce il <strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__calendario_semine_2010.php?pn=62">Calendario delle semine</a></strong>, che viene pubblicato ogni anno dal 1981, ed è il risultato di 20 anni di ricerche e di studi sull&#8217;influenza lunare nei confronti dell&#8217;agricoltura, condotti da <strong>Maria Thun</strong>, una studiosa tedesca che sotto la guida di Heinrich Schmidt e rifacendosi al “Corso sull’agricoltura” di Rudolf Steiner coltiva biodinamicamente il suo orto dal 1942.</p>
<p>In anni d’esperienza Maria Thun ha annotato, fotografato e documentato minuziosamente i risultati di innumerevoli esperimenti con piante diverse. Osservando il proprio orto si rese conto che i cambiamenti che notava nella crescita delle piante non potevano essere imputati al terreno, allo ‘spazio’, ma dovevano dipendere dal ‘tempo’. <strong>Non solo </strong>quindi <strong>è importante come viene lavorato un terreno, ma anche quando. </strong><br />
Maria Thun <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__indicazioni-dallo-studio-delle-costellazioni.php?pn=62">prestò particolare attenzione alle dodici costellazioni</a>, lungo le quali il Sole transita nel corso dell’anno. A seconda della <strong>posizione del Sole, della Luna e dei pianeti davanti allo zodiaco</strong>, le costellazioni influenzano in maniera specifica la crescita delle piante.</p>
<p>Maria Thun scoprì che la pianta sviluppa più o meno ognuna delle sue parti, (radice &#8211; foglia &#8211; fiore &#8211; frutto) secondo la posizione della luna al momento della semina.<strong> Ogni parte della pianta corrisponde ad un elemento</strong> (la radice corrisponde alla terra, la foglia all’acqua, il fiore al’aria, il frutto al fuoco). Anche le costellazioni possono dividersi in 4 gruppi, ognuno dei quali corrisponde a uno di questi 4 elementi.<br />
Quando la luna transita nei segni di fuoco (Ariete &#8211; Leone – Sagittario) seminiamo piante di cui vogliamo un buon sviluppo fruttifero; quando la luna transita nei segni d&#8217;acqua (Cancro &#8211; Scorpione – Pesci) seminiamo piante di cui vogliamo usare le foglie; quando la luna transita nei segni di terra (Toro &#8211; Vergine – Capricorno) seminiamo piante di cui raccoglieremo radici e tuberi, quando, infine, la luna transita nei segni d&#8217;aria (Gemelli, Acquario, Bilancia) semineremo piante di cui vogliamo i fiori.</p>
<p>I risultati degli esperimenti di Maria Thun sono stati confermati da altri studiosi, e si è anche notato che il rispetto del calendario da buoni risultati solo se la terra è coltivata biodinamicamente, mentre gli esperimenti su terra concimata chimicamente non portano alle stesse conclusioni.<br />
Maria Thun condivide le sue conoscenze attraverso libri e corsi con tutti coloro che vogliono avvicinarsi all’<strong>agricoltura biodinamica per ritrovare il senso di un lavoro agricolo in armonia con la natura e le sue leggi</strong>.</p>
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		<title>La natura sulla pelle</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/la-natura-sulla-pelle/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Vita naturale]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura biologica]]></category>
		<category><![CDATA[cosmetica naturale]]></category>
		<category><![CDATA[erboristeria]]></category>

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		<description><![CDATA[ Lucilla Satanassi e Hubert Bosch si dedicano all’agricoltura dagli anni ’90 ed ora coltivano su 20 ettari di terra nell’Appennino Tosco-Romagnolo più di 100 specie di piante aromatiche e medicinali, di alberi e arbusti. Il loro lavoro vuol essere una testimonianza del fatto che vivere in armonia con la natura è possibile, e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1127" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="piante_per_cosmesi" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/03/piante_per_cosmesi.jpg" alt="piante_per_cosmesi" width="125" height="180" /> Lucilla Satanassi e Hubert Bosch si dedicano all’agricoltura dagli anni ’90 ed ora coltivano su 20 ettari di terra nell’Appennino Tosco-Romagnolo più di 100 specie di piante aromatiche e medicinali, di alberi e arbusti. Il loro lavoro vuol essere una testimonianza del fatto che <strong>vivere in armonia con la natura è possibile</strong>, e per questo sono particolarmente attenti al metodo di coltivazione e alla cura da dare a ogni pianta.</p>
<p>Nel 1992 hanno fondato <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/edizioni/_remedia.php?pn=62">Remedia Erbe</a>, una piccola impresa a conduzione familiare che trasforma in realtà il sogno di poter<strong> realizzare prodotti di erboristeria con le piante di cui loro stessi curano la crescita</strong>. Tutto il processo di lavorazione è seguito scrupolosamente e fatto a mano, in armonia con i ritmi del cosmo e delle influenze lunari.</p>
<p>A parte qualche eccezione le piante non vengono acquistate (e se  lo sono ne viene controllata la provenienza), e oltre alle piante aromatiche e officiali vengono coltivate per l&#8217;autosufficienza frutta, verdura e cereali.</p>
<p>D’accordo con la convinzione che la natura ha un rimedio per ogni disturbo, Lucilla e Hubert traggono da lei sostanze per la cura della salute, e utilizzano<strong> ingredienti provenienti da agricoltura biologica per la preparazione di prodotti di cosmesi vegetale</strong>, che oltre a rispettare l’ambiente sono anche cruelty-free, ossia non testati su animali. Tutti i preparati rispettano inoltre le direttive della SoCert, la Società di Certificazione che garantisce la qualità di prodotti agroalimentari, cosmetici, detergenti per la casa e prodotti per l’igiene e la salute degli animali.<br />
Grazie al rispetto che nutre nei confronti dell’uomo e della natura, Remedia Erbe è stata premiata nel Repertorio Regionale Imprese Eccellenti.</p>
<p>Ora Lucilla e Hubert condividono con noi le loro conoscenze grazie ad <strong>una collana sulla cosmesi vegetale</strong>, per insegnarci a <strong>prenderci cura del nostro corpo in modo naturale</strong> e a <strong>creare preparati cosmetici in casa nostra</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__petali-e-rugiada-1-petalo-le-piante-per-la-cosmesi.php?pn=62"><strong>Le piante per la cosmesi </strong></a>è il primo di questa collana intitolata <em>Petali e rugiada</em>, ed è dedicato a 16 piante di cui vengono svelati i segreti di:</p>
<ul>
<li> riconoscimento</li>
<li>coltivazione</li>
<li>raccolta</li>
<li>trasformazione</li>
<li>utilizzo</li>
<li>proprietà</li>
<li>pianeta governante</li>
<li>messaggio della pianta</li>
<li>ricette</li>
</ul>
<p>Le descrizioni presenti nel libro sono una guida per la<strong> preparazione di estratti alcolici e idroalcolici, oleoliti, rimedi floreali, gemmoderivati, acqua aromatiche, colliri, oli, creme e pomate</strong>.  Non vengono tralasciate le conoscenze legate agli influssi dei pianeti per poter scegliere tempi e modi migliori per la realizzazione dei preparati.</p>
<p>“La collana <em>Petali e Rugiada</em> &#8230; è l&#8217;essenza della nostra ricerca ed esperienza trentennale nel campo della produzione di cosmesi vegetale naturale. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare preparare un olio piuttosto che una crema con soli ingredienti alimentari non è poi così difficile come sembra e chiunque lo può fare nella propria cucina se dispone della formulazione e del procedimento.&#8221;</p>
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		<title>In armonia con i ritmi della natura</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/in-armonia-con-i-ritmi-della-natura/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita naturale]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo lunare]]></category>
		<category><![CDATA[ritmi della natura]]></category>

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		<description><![CDATA[La percezione diretta e l’esperienza hanno portato i nostri antenati a scoprire che il successo di molte attività quotidiane è soggetto ai ritmi naturali, alle fasi e alla posizione della luna. Johanna Paungger e Thomas Poppe hanno trascritto queste conoscenze in un dizionario “per vivere in armonia con la natura seguendo i ritmi lunari Dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-965" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="dizionario_luna" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/02/dizionario_luna.jpg" alt="dizionario_luna" width="114" height="180" />La percezione diretta e l’esperienza hanno portato i nostri antenati a scoprire che<strong> il successo di molte attività quotidiane è soggetto ai ritmi naturali, alle fasi e alla posizione della luna</strong>. Johanna Paungger e Thomas Poppe <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__dizionario_della_luna.php?pn=62">hanno <strong>trascritto queste conoscenze in un dizionario</strong></a> “per vivere in armonia con la natura seguendo i ritmi lunari Dalla A di Agopuntura alla Z di Zucchero passando dalla D di Dieta, la I di Innestare e la R di Ristrutturare…”.</p>
<p>Come viene influenzata la nostra vita dai cicli lunari? Gli autori spiegano come usare il potere di tali cicli per rafforzarsi fisicamente, mentalmente ed emotivamente, per viver una vita più salutare ed armoniosa, che risulta essere anche più economica di quella che attualmente viviamo.<br />
La conoscenza della luna ci offre<strong> suggerimenti utili che interessano varie sfere della nostra esistenza, dalla medicina alla gestione domestica, dal giardinaggio all’agricoltura</strong>. La luna con i suoi ritmi ci indica qual è il momento giusto per agire.</p>
<p>I nostri antenati divennero maestri del momento giusto attraverso l’osservazione della natura, degli animali e delle piante, e una vita in armonia con questi elementi. Gli agricoltori del passato piantavano e raccoglievano prestando una particolare attenzione alle fasi lunari. Tra le loro competenze possedevano<strong> l&#8217;arte del momento opportuno</strong>. Costruirono così un sapere basato su esperienze di prima mano e impararono che<strong> operare in armonia con la natura e le fasi lunari rende le cose più facili e dà migliori risultati</strong>. Questa conoscenza però non era documentata in alcun modo perché la scelta del momento giusto era qualcosa di spontaneo e naturale, e non si riteneva necessario trascriverla per intero. Sopravvisse frammentata nella cultura contadina e presso alcune popolazioni, e da conoscenza quasi istintiva qual era si trasformò nel pensiero di molti in ridicola superstizione. I risultati nefasti di una vita contro natura hanno portato ad una progressiva rivalutazione di tali conoscenze.</p>
<p>Il lavoro di Johanna si basa sul recupero del sapere instillato in lei sin dall’infanzia, in particolar modo dal nonno, che le insegnò che “<strong>l’intuizione, l’osservazione e l’esperienza sono la chiave per comprendere molti aspetti della natura</strong>, aspetti che non sempre sono spiegabili scientificamente”. L’osservazione della luna costituisce un valido riferimento per molte attività, tra cui l’inizio di una dieta sana, di una particolare cura del corpo, per stabilire i tempi nel giardinaggi e nell&#8217;agricoltura, per l&#8217;edilizia.</p>
<p>Ecco <strong>alcuni degli influssi</strong> che secondo Johanna e Thomas possono essere percepiti sulla Terra durante le diverse fasi:</p>
<p>“Nei giorni e nelle ore che precedono una<strong> luna nuova</strong>, in uomini, animali e piante si manifesta un particolare tipo di energia. Per esempio, chi digiuni o pratichi una dieta di sola frutta in questo periodo può prevenire una serie di malattie, perché la capacità del corpo di disintossicarsi raggiunge ora i suoi livelli più alti. Se avete in mente di lasciar perdere una cattiva abitudine o intraprendere qualcosa, questo sarà il giorno migliore per farlo. La Terra comincia a inspirare. È un giorno ideale per lavare e depurare il corpo.</p>
<p>Nelle due settimane che seguono <strong>la luna crescente</strong>, qualunque cosa che rafforzi il corpo si rivelerà due volte più efficace. Il nostro &#8220;pane quotidiano&#8221; si trasforma in chili di troppo assai più facilmente che non durante la luna calante. Più la luna cresce, più le ferite e le incisioni chirurgiche faticheranno a rimarginarsi.</p>
<p>Poche ore prima della<strong> luna piena</strong>, uomini, animali e piante avvertono un&#8217;energia particolare, e gli influssi scatenati dal passaggio da luna crescente a luna calante sono percepiti in modo molto più intenso rispetto a quelli che si avvertono durante la luna nuova. Le erbe officinali raccolte in questo giorno si riveleranno molto più efficaci. È il giorno giusto per digiunare, perché il corpo ingrassa più rapidamente. Le ferite sanguineranno più intensamente del solito. Più della luna nuova, la luna piena porta con sé cambiamenti nelle condizioni atmosferiche.</p>
<p><strong>Luna calante</strong>: I nostri antenati si avvalevano dello speciale influsso di questa fase, durante la quale gli interventi chirurgici hanno maggior successo e in cui la maggior parte delle faccende domestiche risulta più facile. Se in questi giorni mangiate un po&#8217; più del solito, non prenderete peso velocemente come negli altri giorni. Le maschere facciali per la pulizia profonda risultano molto più efficaci. È il momento giusto per affrontare molti lavori agricoli e di giardinaggio.”</p>
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		<title>Disintossicarsi e vivere sano</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 11:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione naturale]]></category>
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		<category><![CDATA[intossicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Per alcuni disintossicarsi significa rinunciare all’alcool per qualche settimana in gennaio. Per altri equivale a irrigazioni del colon, integratori, cibi e/o succhi super sani e al dire ‘no’ alla carne, ai latticini, al grano, allo zucchero, alla caffeina e ad altre sostanze considerate ‘tossine’. Diverse forme di disintossicazione sono state praticate per secoli da molte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-939" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="disintossicarsi" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/disintossicarsi.jpg" alt="disintossicarsi" width="239" height="129" />Per alcuni <strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/__libri/_medicine_alternative/_disintossicazione/?pn=62">disintossicarsi</a> </strong>significa rinunciare all’alcool per qualche settimana in gennaio. Per altri equivale a irrigazioni del colon, integratori, cibi e/o succhi super sani e al dire ‘no’ alla carne, ai latticini, al grano, allo zucchero, alla caffeina e ad altre sostanze considerate ‘tossine’. Diverse forme di disintossicazione sono state praticate per secoli da molte culture in tutto il mondo. Il sistema della <strong>medicina Ayurvedica</strong>, per esempio, è a favore di una disintossicazione una o due volte l’anno. Lungi dall’essere una soluzione rapida, dura dai 7 ai 21 giorni e oltre a una dieta speciale comprende irrigazioni, massaggi, meditazione e yoga.</p>
<p>Coloro che promuovono diete disintossicanti e prodotti, sostengono che pulire il tuo corpo dalle tossine e aiutare i tuoi organi di eliminazione a funzionare correttamente porta un aumento di energia, vitalità e migliora la salute globale.<br />
Viviamo circondati da <strong>prodotti artificiali sintetici</strong>: possiamo trovarli dappertutto, dai prodotti di pulizia ai pesticidi e possono farsi strada per finire nel nostro cibo, nell’acqua, nell’aria e nei nostri corpi.<br />
Nelle fonti di inquinamento interno sono incluse le tossine che provengono da ciò che ingeriamo, respiriamo e assorbiamo attraverso la pelle così come le tossine prodotte dal corpo, che sono sottoprodotti del nostro metabolismo.<br />
<strong><br />
Il corpo possiede le proprie forme per disintossicarsi in maniera naturale e fisiologica</strong>, come sono il sudare o l’urinare. <strong>Ma se assume più tossine di quante ne possa eliminare</strong> o se è privo dei nutrienti di cui ha bisogno per funzionare correttamente, o se c’è qualche blocco nel sistema (come nel caso della costipazione), allora non può svolgere il suo lavoro e comincia a sviluppare sintomi . In un periodo di tempo breve non è un grosso problema ma se l’intoppo durasse troppo?</p>
<p>Alcuni dei <strong>sintomi di una intossicazione</strong> elencati dalla clinica <em>Hale </em>(un centro di medicina complementare che gestisce programmi di disintossicazione a Londra) sono l’insonnia, i disturbi dell’umore, la depressione, la stanchezza, le infezioni ricorrenti, un alito cattivo, il gonfiore addominale, la costipazione, un sistema immune povero, frequenti mal di schiena e raffreddori. Molti sintomi possono essere alleviati con una disintossicazione, la quale può anche aiutare a prevenire problemi di salute nel futuro.</p>
<p>L’idea di una disintossicazione è quella di ridurre l’esposizione alle tossine e di eliminarle dal nostro corpo. Non c’è bisogno di essere estremi o troppo rigidi. Le diete di disintossicazione moderate generalmente enfatizzano l’uso di cibi nutrienti facilmente assimilabili dal corpo (in particolar modo la frutta e la verdura), l’abbondanza di acqua pulita e spesso gli integratori per aiutare la pulizia del fegato, dei reni e del colon. Carne, latticini, grano, zucchero, caffeina, alcool sono spesso limitati o vietati.<br />
Inoltre le buone diete di disintossicazione suggeriscono di</p>
<ul>
<li>mangiare organico,</li>
<li>cuocere il proprio cibo con ingredienti freschi ed evitare cibi conservati o già pronti,</li>
<li>mangiare quando possibile cibi crudi e includere frutta fresca e succhi vegetali. La cottura leggera a vapore preserva molte delle proprietà nutritive degli alimenti,</li>
<li>leggere le etichette prima di effettuare l’acquisto. Evitare conservanti e coloranti e aromi artificiali,</li>
<li>non mangiare il cibo in fretta. Masticare correttamente – la saliva contiene enzimi che aiutano la digestione,</li>
<li>essere moderati in ogni cosa, non esagerare col cibo,</li>
<li>bere acqua di rubinetto filtrata</li>
<li>fare un po’ di esercizio leggero</li>
<li>strofinare giornalmente il corpo per aumentare la circolazione e rimuovere le cellule morte dalla superficie della pelle</li>
<li>riconoscere le altre fonti di tossicità alle quali puoi essere esposto coi prodotti di uso quotidiano come i deodoranti <img class="size-full wp-image-940 alignright" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="noci-lavatutto-sacchetti" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/noci-lavatutto-sacchetti1.jpg" alt="noci-lavatutto-sacchetti" width="147" height="149" />chimici per ambienti, i prodotti di pulizia e i cosmetici . Sostituire questi prodotti con altri fatti con ingredienti naturali (ad esempio con <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/__prodotti/_cosmetici_naturali/?pn=62">cosmetici naturali</a>, con  prodotti per la pulizia come possono essere <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/prodotti/__noci_lavatutto.php?pn=62">le noci lavatutto</a>.)</li>
<li>rallentare, riposarsi e eliminare lo stress. Provare una semplice meditazione quotidiana.</li>
</ul>
<p>Non esistono soluzioni rapide. Lo scopo è quello di <strong>sviluppare cambiamenti a lungo termine nel nostro stile di vita e abbandonare le abitudini nocive.</strong> Occhio a non cadere nella trappola della dieta yo-yo: dopo la disintossicazione non tornare ad “abbuffarti” di tossine. Come dice Theresa Hale della clinica <em>Hale </em>“nella nostra cultura c’è l’abitudine di pensare ‘mangio questo cibo e poi farò una disintossicazione per sbarazzarmene’. Questa decisamente non è la soluzione corretta. Devi cambiare veramente il tuo stile di vita”.<br />
Secondo Margo Marrone, fondatrice di <em>The Organic Pharmacy</em>, per ottenere buoni risultati e di lunga durata  il programma da seguire deve durare almeno dai sette ai dieci giorni: “una disintossicazione breve non dà al corpo il tempo necessario per avviare un buon lavoro, il che significa che il tuo sistema si confonde.”.</p>
<p>Attenzione però, la disintossicazione non è buona per qualsiasi persona… Non iniziare una disintossicazione se sei nel periodo della gravidanza o dell’allattamento, e consulta prima il tuo medico se stai prendendo delle medicine, se hai il diabete o se hai una qualsiasi preoccupazione o dubbio.</p>
<p>*estratto dell&#8217;articolo <em>Ecologist guide to detox</em> di Laura Sevier</p>
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		<title>Il piacere del pane fatto in casa</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 10:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Vita naturale]]></category>
		<category><![CDATA[focaccia]]></category>
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		<description><![CDATA[Curiosando nel sito di The Ecologist ho trovato un articolo in cui Tracey Smith insegna come cuocere una semplice focaccia fatta in casa con pochi ingredienti, inclusi gli avanzi:
“Ricordo la mia prima macchina del pane con un sorriso. Era scintillante con comandi di un arancione brillante e un suono così acuto che scuoteva i miei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-711" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="facciamo-il-pane" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/facciamo-il-pane.jpg" alt="facciamo-il-pane" width="77" height="110" />Curiosando nel sito di <em>The Ecologist</em> ho trovato un articolo in cui Tracey Smith insegna<strong> come cuocere una semplice focaccia fatta in casa con pochi ingredienti, inclusi gli avanzi</strong>:</p>
<p>“Ricordo la mia prima macchina del pane con un sorriso. Era scintillante con comandi di un arancione brillante e un suono così acuto che scuoteva i miei timpani. Il suo “whoo, whoo, whoo” sibilò per quello che mi sembrò un tempo eterno, e non mi dava fastidio lo sporadico allarme delle quattro di mattina né il ticchettio del timer e l’eco della lavorazione nel corridoio. Sapevo che dentro mi aspettava una buona fetta di pane, libera da conservanti, da esaltatori o additivi nella farina. <strong>Fu uno dei miei primi tentativi di vivere in maniera sostenibile</strong>; era il mio pane, il mio modo di essere; volevo questa macchina del pane, l’ho amata molto. Finchè non si ruppe. Eravamo al verde e non potevo permettermi di sostituirla. Ho passato in rassegna degli annunci per vedere se potevo trovarne un’altra nuova o vecchia che fosse, ma nel frattempo ho pensato che sarei andata avanti con le mie mani. Ho aperto la porta della mia fantasia e non sono più tornata indietro né ho più usato una macchina del pane da allora.</p>
<p>Il metodo a mano è un’esperienza più veloce, più personale e appagante. Potrebbe essere visto anche come una relazione sensuale (prova a pensare  alla scena della ceramica di <em>Ghost </em>ma con la massa per il pane!)<br />
Ho scoperto che avanzi di riso freddo e/o di pasta cotta potevano essere un valido sostituto della farina.  Entrambi buoni e farinacei, davano all’impasto una lievitazione più veloce, e ne risultava un pane più leggero che rimaneva fresco per giorni. Usai una farina organica di buona qualità e aggiungevo una mia scelta di frutti secchi, semi e cereali se volevo essere più sfarzosa.<br />
Se sei un panettiere alle prime armi fatti le ossa con la mia semplice focaccia. Questa ricetta può essere eseguita a mano o in un mixer usando un impastatore. Se non hai un dosatore usa una tazzina da tè.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong><br />
Una tazza di pasta o riso cotti, raffreddati e tagliati (includendo piselli, mais etc)<br />
5 tazze di farina<br />
2 tazze di acqua calda<br />
2 cucchiai di olio<br />
1 cucchiaino e mezzo di lievito istantaneo<br />
1 cucchiaino e mezzo di sale<br />
1 cucchiaino di zucchero o miele</p>
<p><strong>Strumenti</strong><br />
Mixer elettrico (opzionale)<br />
un recipiente per preparare l’impasto<br />
matterello<br />
una padella grande<br />
una piastra<br />
due stracci da cucina</p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Versa l’acqua nel recipiente e prima di aggiungere il lievito assicurati che l’acqua sia ancora tiepida! Se è troppo calda ucciderà il lievito, se è troppo fredda non lieviterà.<br />
Aggiungi l’olio, il lievito, il sale e lo zucchero (o il miele). Mescola delicatamente. Aggiungi gli avanzi a temperatura ambiente nel recipiente, e se usi la pasta tagliala bene. Ora aggiungi la farina. Impasta tutto delicatamente. Se usi un mixer, seleziona una velocità lenta e per qualche minuto fai qualcos’altro; riempi la lavastoviglie, telefona a tua madre, prepara una tazza di tè o metti su la lavatrice.<br />
Basta tenere d’occhio l’impasto all’inizio per assicurarsi che la miscela non sia troppo umida o secca e correggerla di conseguenza aggiungendo acqua tiepida o farina se è necessario. Aggiungine un po’ alla volta fino ad ottenere una bella palla pulita di pasta  che si stacchi dalle pareti del recipiente. La ragione per cui tutto ciò suona un po’ vago è perché tu hai già aggiunto quantità variabili di liquido addizionale alla ricetta attraverso i tuoi cibi cotti. Non è una scienza né una misurazione esatta, ma abbi pazienza e fiducia, e presto capirai.<br />
Infarina leggermente una superficie di lavoro pulita e le tue mani. Prendi l’impasto, mantienilo fermo con il palmo di una mano e con la base del palmo dell’altra mano spingi e allunga l’impasto lontano da te, ripiegalo su sé stesso verso di te, fagli fare un quarto di giro e ripeti l’operazione a un ritmo leggero durante il tempo che impiega a riprodursi una canzone alla radio. Rimetti l’impasto nel recipiente, coprilo e lascialo in un posto caldo per un’ora circa (su una mensola sotto il sole, sopra la superficie della lavastoviglie o della lavatrice se sono in funzione, o sopra una bottiglia d’acqua calda).<br />
Una volta che ha raddoppiato le sue dimensioni, riportalo su una superficie di lavoro leggermente infarinata, infarina le mani e il matterello (oppure se non ce l’hai usa una bottiglia), quindi stacca una palla di pasta (più grande di una pallina da golf, più piccola di una pallina da tennis). Appiattiscila con le mani, quindi stendila e assottigliala per preparare la tua focaccia.<br />
Cuoci la tua focaccia a fuoco medio in una padella asciutta muovendola un po’ per evitare che si attacchi. La farina separerà la focaccia dalla superficie della padella e se la muovi ogni tanto tutto andrà bene. Cuoci per uno o due minuti finché non vedi delle bolle nella focaccia, quindi  controlla la parte di sotto che sia di colore bruno chiaro, capovolgila e cuocila dall’altro lato. Metti la tua deliziosa focaccia su un piatto e coprila con uno strofinaccio pulito mentre prepari e cuoci le altre. Ci vuole circa la stessa quantità di tempo per preparare una focaccia nuova come per cuocerne un’altra, quindi fatti aiutare dalle persone che stai sfamando!<br />
Servi con qualsiasi cosa tu voglia, avvolgila e tagliala in due. Prova l’humus e il granoturco, il formaggio grattugiato e l’insalata con un cucchiaio abbondante di maionese e semi, o pollo, salsa piccante e peperoni arrosto. Oppure vai sul dolce con una banana fatta a poltiglia e un cucchiaio di mandorle tostate, copri e insaporisci con miele e servi con il gelato – paradisiaco!</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-709" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="biscotti-al-naturale" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/biscotti-al-naturale1.jpg" alt="biscotti-al-naturale" width="147" height="147" />Questo impasto potrebbe anche essere intrecciato, o cotto per fare una grande pagnotta</strong>. Segui le stagioni per il ripieno e gli ingredienti e se prendi l’abitudine di farlo, compra 16 kg di farina da un mulino o un forno locale (circa le dimensioni di un cuscino), risparmi soldi e ore di shopping.”</p>
<p>Se vuoi <strong>riscoprire il piacere dei sapori artigianali</strong>, e <strong>sbizzarrirti quanto vuoi in cucina</strong> puoi trovare in commercio vari libri sulla <strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/__libri/_alimentazione_cucina/_pane_fatto_in_casa/?pn=62">preparazione del pane fatto in casa</a> così come di <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__biscotti-al-naturale.php ?pn=62">biscotti naturali</a>.</strong></p>
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		<title>Ritorno alla natura</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 09:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita naturale]]></category>
		<category><![CDATA[saggezza antica]]></category>

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		<description><![CDATA[Quante cose vorrei chiedere a mio nonno, ora che mi sono resa conto della quantità di insegnamenti che mi potrebbe dare nonostante a scuola sia arrivato ad ottenere solo la terza elementare. A volte mi chiedo cosa faremmo se ci trovassimo di colpo senza tecnologia né supermercati, noi che non sappiamo più chiamare le cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-466" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="manuale-vita-naturale" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2009/12/manuale-vita-naturale.jpg" alt="manuale-vita-naturale" width="127" height="180" />Quante cose vorrei chiedere a mio nonno, ora che mi sono resa conto della quantità di insegnamenti che mi potrebbe dare nonostante a scuola sia arrivato ad ottenere solo la terza elementare. A volte mi chiedo cosa faremmo se ci trovassimo di colpo senza tecnologia né supermercati, noi che non sappiamo più chiamare le cose col loro nome, che non sappiamo distinguere una pianta da un’altra né quali sono le stagioni giuste per ogni frutto. Saremmo come degli estranei di fronte alla natura, incapaci di decifrare i suoi segnali, implorando il nostro telefonino perché ci tolga da questo terribile empasse. <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il-manuale-della-vita-naturale.php?pn=62  ">Il libro di Alain Saury</a> può essere <strong>un’utile guida per riavvicinarci alla natura, per re-imparare tutto quello che un tempo era quasi istintivo e che ora ci sembra appartenere a un altro mondo</strong>. Allo stesso tempo si presenta come<strong> un appello a rispettare ciò che ci circonda</strong>, e capita a puntino in un’epoca in cui finalmente sembra che si cominci a prendere coscienza delle nostre responsabilità nei confronti dell’ambiente in cui viviamo. Ben venga quindi un invito a ricordare che anche noi siamo fondamentalmente <em>natura</em>.</p>
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