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	<title>BlogLibri.it &#187; Psicologia</title>
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	<description>Libri - Salute Naturale, Sviluppo Personale, Crescita Spirituale - Approfondimenti e recensioni.</description>
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		<title>Amore o Dipendenza?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 16:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza affettiva]]></category>

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		<description><![CDATA[ Dai messaggi della settimana di Jaime Jaramillo &#8220;Papá Jaime&#8221;, eccone uno che parla della differenza tra amore vero e attaccamento possessivo all&#8217;altra persona:
&#8220;“Come mantenere una buona relazione di coppia è un tema ricorrente in ogni incontro. Molte persone cercano diversi mezzi e tecniche per mantenere il proprio partner eternamente accanto a loro, o per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2335" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="ti-amo-felice-senza-te" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2011/04/ti-amo-felice-senza-te.jpg" alt="ti-amo-felice-senza-te" width="122" height="179" /> Dai messaggi della settimana di Jaime Jaramillo &#8220;Papá Jaime&#8221;, eccone uno che parla della <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__ti-amo-ma-sono-felice-anche-senza-di-te.php?pn=62">differenza tra amore vero e attaccamento possessivo</a> all&#8217;altra persona:</p>
<p>&#8220;“<strong>Come mantenere una buona relazione di coppia</strong> è un tema ricorrente in ogni incontro. Molte persone cercano diversi mezzi e tecniche per mantenere il proprio partner eternamente accanto a loro, o per non soffrire per la paura di perderlo, arrivando a volte anche a situazioni estreme mettendo in pericolo non solo la propria sicurezza personale, i propri soldi e il proprio lavoro, ma anche l’integrità del proprio partner.</p>
<p>Dall’altra parte molte persone passano tutta la vita cercando l’amore ideale e non lo trovano. O fingono di vivere attorniate dal supposto amore e si consumano e soffrono cercando di mantenerlo vivo. Cercano di trasformare quest’amore in qualcosa di eterno. Questo amore è nato dalla mente. Come puoi convertire quest&#8217;amore in qualcosa di eterno se lo hai creato nel tempo e nello spazio della tua mente? Tutto ciò che è creato dalla tua mente è superficiale, rigido, freddo e finito, non ha vita propria.<strong> La mente ha il potere di creare l’amore falso, dal quale nasce l’attaccamento affettivo</strong>.</p>
<p>Ciò che la gente non capisce è che l’amore ideale, l’amore vero ed eterno che tanto anela, non lo troverà mai in un essere umano né in nessuna cosa materiale. L’unico modo che hai di <strong>sperimentare l’amore eterno</strong> e vero è quello di <strong>connetterti, attraverso la meditazione, alla tua vera essenza</strong>, che risiede nel centro del tuo essere, a pochi centimetri dal tuo cuore. L’amore emana dalla meditazione e questo amore che sentirai è un amore eterno, un amore diverso da tutto ciò che hai provato nella tua vita.</p>
<p><strong>Se riesci a trovare quest&#8217;amore</strong> col quale arrivasti originariamente a questo mondo e del quale ti rallegrasti quando eri piccolo, potrai trovare la tua tanto anelata<strong> pace interiore</strong>, il tuo rapporto con l’ambiente cambierà drasticamente, e da quel momento <strong>le relazioni con i tuoi cari e il tuo partner saranno</strong> molto più affettuose e totalmente diverse,<strong> libere, incondizionate e spontanee</strong>. Quest’amore non può essere controllato, manipolato o diretto verso qualcuno in particolare, semplicemente ti troverai nell’<strong>amore puro</strong>, nella tua coscienza e nella tua vera essenza divina. Questo è l’amore del quale hanno parlato tutti i nostri maestri attraverso la storia, incluso Gesù.</p>
<p>Quando scoprirai quest’amore vero, l’attaccamento affettivo che ti provocava dolore, angoscia e gelosia e che confondevi con l’amore svanirà come per arte di magia, non avendo più spazio nel tuo cuore. La gente crede di amare per il fatto di sentire gelosia, ma ciò che realmente prova è la paura di perdere il supposto controllo che ha sulla relazione.<strong> L’amore che emana dal tuo cuore è molto diverso dal timore e dalla paura</strong> creati dalla tua mente.</p>
<p>Per questo insisto tanto perché pratichi la meditazione, ed è precisamente in questo che devi andare a fondo, perché la meditazione ti porta ad uno stato tanto elevato di coscienza da farti incontrare, nel fondo del tuo cuore, l’amore che si fonde con l’allegria traboccante che emana dal tuo essere e fa sì che il tuo spirito ti porti a condividere amorevolmente, a trascendere, a lasciare un’impronta e a capire il vero senso della vita. Capirai che l’amore non è semplicemente un attaccamento, un desiderio, un bisogno, un piacere, giacché tutto ciò proviene dalle stesse fonti, corpo e mente, mentre<strong> la condivisione amorevole emana dal tuo spirito</strong>. Per questo il condividere amorevolmente è la fonte infinita dell’amore, perché<strong> più dai, più sperimenti felicità e gioia</strong>.</p>
<p>Il dare senza aspettarsi niente in cambio è il cibo dello spirito, perché se stai dando per ricevere in realtà non stai dando, ma stai prestando e cadi di nuovo nella trappola mortale della tua mente, che sempre starà cercando di incatenare il tuo spirito.</p>
<p>Se non hai mai meditato non potrai mai capire questa allegria alla quale mi riferisco, e pur usando logica e raziocinio non la potrai comprendere perché si trova al di là dei limiti della tua mente.<br />
E ricorda sempre che<strong> l’attaccamento</strong> apre le porte dell’inferno,<strong> ti imprigiona e ti fa soffrire, mentre l’amore ti libera</strong>, apre le porte del paradiso e ti fa volare molto alto.<br />
E ricorda… non smettere mai di sognare.<br />
Un gran abbraccio<br />
Papa Jaime&#8221;</p>
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		<title>Migliora le tue performance grazie agli stati psicofisici potenzianti</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 14:41:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione Neurolinguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Bandler]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 20 al 22 maggio 2011 Richard Bandler, genio creativo della PNL,  sarà a Roma per parlarci degli stati psicofisici potenzianti.
I Power States, o stati potenzianti, sono &#8220;stati di grazia&#8221; a cui ognuno di noi può accedere utilizzando specifiche tecniche studiate e perfezionate nell’ambito della Programmazione Neuro-Linguistica. Il corso insegnerà a raggiungere una condizione personale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2323" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="usare_cervello_per_cambiare" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2011/03/usare_cervello_per_cambiare1.jpg" alt="usare_cervello_per_cambiare" width="164" height="230" /><strong>Dal 20 al 22 maggio 2011</strong> <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_richard_bandler.php?pn=62"><strong>Richard Bandler</strong></a>, genio creativo della PNL,  sarà a <strong>Roma</strong> per parlarci degli stati psicofisici potenzianti.</p>
<p>I <strong>Power States</strong>, o <strong>stati potenzianti</strong>, sono &#8220;stati di grazia&#8221; a cui ognuno di noi può accedere utilizzando specifiche tecniche studiate e perfezionate nell’ambito della Programmazione Neuro-Linguistica. Il corso insegnerà a raggiungere una condizione personale di eccellenza attraverso strumenti di <strong>autoipnosi, meditazione e gestione delle rappresentazioni interne</strong>.</p>
<p>Saranno <strong>tre giorni di esercitazioni pratiche assieme a Richard Bandler, John La Valle e Alessio Roberti</strong> per imparare a modificare condizioni psicofisiche poco utili e ad accedere a &#8220;stati risorsa&#8221; per agire al meglio nella nostra vita personale e professionale.<br />
Capiremo come lavorare sia sulla parte conscia, sia su quella inconscia della nostra mente. Tra gli strumenti che verranno insegnati per diventare autonomi in questo percorso di crescita personale ci saranno le tecniche più efficaci di autoipnosi, meditazione e lavoro sulle submodalità.</p>
<p>Orari del corso:<br />
20 maggio 2011 &#8211; dalle 11.00 alle 18.30<br />
21 maggio 2011 &#8211; dalle 10.00 alle 18.30<br />
22 maggio 2011 &#8211; dalle 10.00 alle 16.30<br />
Per informazioni e iscrizioni (<span style="text-decoration: underline;">le iscrizioni chiuderanno il 5 aprile</span>): http://www.pnl.info/PnlBandlerIscrizioni.aspx</p>
<p>“Voglio chiarire la profonda e concreta differenza esistente tra ciò che io faccio e la psicoterapia. Chi mi conosce sa che ho sempre categoricamente rifiutato l&#8217;etichetta di &#8220;terapeuta&#8221; per la seguente ragione: la maggior parte dei terapeuti cerca di scoprire che cosa non vada nel cliente, per poi aiutarlo a comprenderlo, nella convinzione che ciò lo potrebbe aiutare a stare meglio. Questo tipo di terapeuti crede che la comprensione conscia sia la bacchetta magica del cambiamento. (&#8230;)<br />
Altri psicologi vogliono &#8220;condizionare&#8221; i comportamenti dei propri pazienti, allontanandoli da ciò che risulta problematico e orientandoli verso ciò che ritengono essere un bene per loro. Poi, ovviamente, gli psichiatri considerano l&#8217;impiego di farmaci nei trattamenti di problemi di natura psicologica come un passo avanti: al giorno d&#8217;oggi psichiatri e medici possono prescrivere sostanze che fanno in modo che le persone siano meno infastidite dai propri problemi, pur non necessariamente migliorando.<br />
Altri ancora credono in un approccio del tutto meccanico al cervello e alle sue funzioni. Lo vedono come un macchinario rotto o mal funzionante, bisognoso di essere riparato. (…) Oggigiorno le persone fuori controllo possono essere &#8220;spente&#8221; chimicamente.</p>
<p>Io, per contro, non sono mai stato particolarmente attratto dai problemi dei clienti in quanto tali, né mi è mai interessato limitarmi a &#8220;sistemare&#8221; il problema di un cliente, per poi mandarlo via. La mia intenzione è sempre stata quella di<strong> insegnare alle persone come risolvere tanto il problema contingente, quanto qualsiasi altro problema possa insorgere</strong>, anche molto tempo dopo che hanno lasciato il mio studio. Poi, dopo aver trovato come ottenere questo tipo di risultato, mi sono proposto di formulare e fondare delle linee guida per gli altri professionisti della facilitazione: non soltanto i terapeuti, ma chiunque nel proprio lavoro si trovi a dover trasmettere delle nozioni o degli insegnamenti.</p>
<p>Volevo fosse chiaro che non era assolutamente necessario trattare certe persone come se avessero delle disabilità, né tantomeno era detto che dovessero necessariamente rimanere perse, mal funzionanti, o bloccate per il resto dei loro giorni. <strong>Le persone che hanno dei problemi hanno</strong> semplicemente <strong>bisogno di fare scelte diverse da quelle che li hanno causati e che continuano a causarli</strong>.</p>
<p>Ho fede nel processo di apprendimento umano. Le persone imparano in modo automatico. Impariamo a parlare senza sforzo, perché nasciamo già predisposti per accumulare e fare nostri gli strumenti per comunicare con gli altri membri della nostra specie. E così come siamo potenti macchine per l&#8217;apprendimento del linguaggio, lo siamo anche per l&#8217;apprendimento dei comportamenti.<br />
Alcuni dei comportamenti che apprendiamo si trasformano in vizi e cattive abitudini, mentre altri diventano componenti positive e preziose risorse nella nostra vita. Rimane il fatto che, se a priori siamo in grado di apprendere, questo implica che <strong>possiamo sempre apprendere qualcosa di diverso da quello che già abbiamo appreso, qualcosa di più utile e più veloce, qualcosa di migliore</strong>.” Richard Bandler</p>
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		<title>Non ti scordar di te!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 08:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[louise hay]]></category>

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		<description><![CDATA[L’amore che si dà si moltiplica. L’amore per noi stessi (che non dev’essere confuso con l’arroganza o la vanità) ci aiuta ad essere migliori e risplende anche intorno a noi, contagia l’ambiente con buona energia e stimoli positivi. Eppure a volte sembra così difficile stimarci il giusto e prenderci cura di noi stessi.
Non ti scordar [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2267" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="non-ti-scordar-di-te" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2011/01/non-ti-scordar-di-te.jpg" alt="non-ti-scordar-di-te" width="115" height="179" />L’amore che si dà si moltiplica. L’amore per noi stessi (che non dev’essere confuso con l’arroganza o la vanità) ci aiuta ad essere migliori e risplende anche intorno a noi, contagia l’ambiente con buona energia e stimoli positivi. Eppure a volte sembra così difficile stimarci il giusto e prenderci cura di noi stessi.</p>
<p><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__non-ti-scordar-di-te.php?pn=62"><strong>Non ti scordar di te</strong></a>, avverte Tiberio Faraci, non aspettare che le soluzioni giungano tutte dall’esterno,<strong> cerca in te quello che ti manca</strong> e <strong>non limitarti</strong> nelle tue possibilità.</p>
<p>Anche <strong>da Louise Hay </strong>arriva per la festa di San Valentino<strong> un invito ad amare se stessi</strong> (un amore che non nega la presenza degli altri, anzi… nasce in noi e si trasmette, si propaga al di fuori di noi):</p>
<p>“Il tuo amore è senza limiti: affermazioni per amarti!<br />
Abbiamo tanto amore in questo mondo, e abbiamo tanto amore nei nostri cuori, e a volte lo dimentichiamo. A volte pensiamo che non ce ne sia abbastanza, o che sia solo una piccola quantità. Così accumuliamo avidamente ciò che abbiamo o abbiamo paura di lasciarlo andare. Abbiamo paura di lasciarlo uscire.</p>
<p>Ma quelli tra noi che sono disposti ad imparare, capiscono che <strong>più amore lasciamo scaturire e fluire da noi, più amore troviamo in noi e più amore riceviamo</strong>. È senza fine e senza tempo.</p>
<p>L’amore è realmente<strong> la più potente forza di guarigione </strong>che ci sia. Senza amore non potremmo sopravvivere. Se ai bambini piccoli non viene dato amore e affetto, si spengono e muoiono. La maggior parte di noi pensa di poter sopravvivere senza amore, ma non è così. L’amore per noi stessi è la forza che ci guarisce. Praticalo quanto puoi.</p>
<p>Ecco delle affermazioni per amare te stesso:<br />
<em><br />
Ora mi do l’amore e il nutrimento che ho desiderato ardentemente da bambino.<br />
L’amore mi circonda e mi protegge ogni giorno.<br />
Sono stato creato dall’Universo per esprimere l’amore.<br />
Sono disposto a innamorarmi di me stesso. Mi amo veramente.</em></p>
<p>Buon San Valentino, carissimi!<br />
con affetto,<br />
<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_louise_hay.php?pn=62">Louise Hay</a>”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La sacra danza delle relazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 15:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Marshall Rosenberg]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ogni relazione è una danza sacra. Ci sono momenti in cui le persone sono così allineate che si muovono come se fossero una sola. In altre occasioni possiamo discutere su chi è colui che conduce e ci calpestiamo i piedi a vicenda. La pace e il successo nella vita richiedono il nostro essere maestri delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2199" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="parlare_pace" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/11/parlare_pace.jpg" alt="parlare_pace" width="124" height="180" />&#8220;Ogni relazione è una danza sacra. Ci sono momenti in cui le persone sono così allineate che si muovono come se fossero una sola. In altre occasioni possiamo discutere su chi è colui che conduce e ci calpestiamo i piedi a vicenda. <strong>La pace e il successo nella vita richiedono il nostro essere maestri delle relazioni</strong>. Sebbene possiamo basarci sugli schemi che abbiamo imparato quando eravamo giovani, le risposte condizionate che usavamo allora potrebbero non permetterci di creare quelle interazioni profondamente nutrienti e armoniose di cui abbiamo bisogno da adulti.</p>
<p>Ci sono alcuni principi essenziali che sostengono le relazioni sane. Se sei in grado di integrare questi punti basilari nella visione che hai di te stesso e delle persone nella tua vita, sperimenterai un rinnovato senso di libertà e ottimismo nelle tue relazioni.</p>
<p><strong>Siamo responsabili della nostra vita emotiva</strong><br />
Se vogliamo avere relazioni soddisfacenti e arricchenti dobbiamo rinunciare all’idea che qualcun altro può farci sentire in un determinato modo. Se diamo la responsabilità a un’altra persona quando ci sentiamo turbati rinunciamo al nostro potere e ciò ci rende meno capaci di creare il risultato che cerchiamo.</p>
<p>Il <strong>linguaggio</strong> che usiamo è una chiave <strong>per capire quanta responsabilità ci stiamo assumendo per la nostra vita</strong> <strong>emotiva</strong>. Per esempio, se ti trovi spesso a dire cose come ‘il mio capo mi fa diventare matta/o’, ‘mi sento usata/o’, o ‘mi sento svalutata/o, data/o per scontata/o’ stai usando un linguaggio che ti mette in una posizione di impotenza perché essenzialmente stai dicendo che qualcun altro controlla e dirige come ti senti.</p>
<p>Dà molto più potere <strong>usare un linguaggio che esprime direttamente come ti senti piuttosto che un linguaggio che interpreta le azioni delle altre persone</strong>.</p>
<p>Ecco un campionario di <strong>parole </strong>prese da <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/audio/__la-comunicazione-nonviolenta.php?pn=62">La comunicazione non violenta</a> di Marshall Rosenberg <strong>che contribuiscono al sentimento di vittimismo</strong>:<br />
abbandonato,  non appoggiato, attaccato, non ascoltato, costretto, non voluto, dato per scontato, piantato in asso, frainteso, privato di fiducia, ignorato, provocato, imbrogliato, rifiutato, imprigionato, sfruttato, ingannato, sminuito, interrotto, sottovalutato, intimidito, strumentalizzato, manipolato, tradito, messo con le spalle al muro, trascurato, messo sotto pressione, emarginato, minacciato, ferito, molestato, umiliato, usato.</p>
<p>Ed ecco altre <strong>parole che esprimono i nostri sentimenti senza perdere il nostro potere sulla nostra vita emotiva</strong>:<br />
abbattuto, distaccato, pessimista, addolorato, esasperato, preoccupato, afflitto, esitante, affannato, senza fiato, pieno di rancore, affaticato, timoroso, pieno di  risentimento, agitato, freddo, sbigottito, allarmato, frustrato, scettico, allibito, furioso, scomodo, a malincuore, geloso, scontento, amareggiato, imbronciato, scoraggiato, amaro, impaziente, scosso, angosciato, impotente, seccato, annoiato, inacidito, senza interesse, ansioso, inasprito, sfinito, apatico, indifferente, solo, apprensivo, indignato, sospettoso, assonnato, indispettito, spaventato, astioso, inerte, spento, pieno di avversione, infelice, spezzato, innervosito, spossato, in collera, irrequieto, straziato, colpevole, irritato, commosso, lamentoso, svogliato, confuso, lento, terrorizzato, contrariato, letargico, tiepido, corrucciato, pigro, timoroso, costernato, malinconico, tormentato, cupo, nero, trafelato, demoralizzato, nervoso, tremante, desolato, triste, a disagio, turbato, ostile, vacillante, disgustato, vendicativo, disorientato, con la pelle d’oca, vergognoso, disperato, perplesso, dispiaciuto, pesante, impaurito.</p>
<p>Come afferma <strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_marshall-b--rosenberg.php?pn=62">Rosenberg</a></strong>, aumentando il nostro potere di <strong>esprimere i nostri sentimenti senza incolpare</strong> possiamo approfondire le nostre relazioni con gli altri e <strong>migliorare la nostra capacità di risolvere i conflitti</strong>.</p>
<p>Se c’è qualcosa che manca in una delle tue principali relazioni, è<strong> importante che ti liberi dal ruolo di vittima </strong>e<strong> ti impegni a creare l’armonia e l’amore</strong> che meriti. In alcuni casi ciò significa decidere di terminare una relazione tossica. Anche se la decisione può risultare difficle normalmente sappiamo ad un livello profondo se un rapporto onora la nostra anima e quando è il momento di andare avanti. Allo stesso tempo può essere difficile rompere schemi di comportamento condizionati e credenze limitanti.</p>
<p><strong>Le relazioni sane sono basate sull’uguaglianza</strong><br />
I rapporti radicati sull’ego rafforzano le insicurezze. Quando una persona critica, svilisce o afferma la propria autorità su di un’altra, può temporaneamente incrementare la propria autostima abbassando quella dell’altro, ma questa assunzione di potere è sempre vulnerabile. Le relazioni basate sul rispetto reciproco liberano energia che diventa disponibile per la creatività.</p>
<p><strong>Pratica la comunicazione consapevole</strong><br />
Determina ciò di cui hai bisogno e chiedilo. I bambini piccoli contano sulla capacità di coloro che li assistono di scoprire perché non si sentono comodi e cosa li potrebbe fare sentire meglio. Da adulti abbiamo molte più possibilità di soddisfare un bisogno se siamo capaci di identificarlo ed esprimerlo come richiesta di un comportamento specifico. Esplora il lavoro di Marshall Rosenberg che ha scritto circa gli strumenti della comunicazione consapevole. La sua pagina web offre molte risorse che puoi immediatamente iniziare ad usare per diventare un comunicatore più consapevole e felice.</p>
<p><strong>Dai ciò che cerchi</strong><br />
Gli esseri umani hanno <strong>quattro bisogni basici</strong> in una relazione: <strong>attenzione, affetto, apprezzamento e accettazione</strong>. Diamo attenzione attraverso il contatto visivo. Esprimiamo affetto comunicando fisicamente con sensibilità. Dimostriamo apprezzamento dicendo e mostrando alle persone che loro aggiungono valore alle nostre vite. Stabiliamo l’accettazione e l&#8217;accoglienza coltivando una conversazione interna che riconosce noi stessi nell’altro e l’altro in noi.  Dato che ognuno di noi desidera queste espressioni d’amore, sii generoso con le persone nella tua vita e ti vedrai spontaneamente contraccambiato. Questa è l’essenza della <strong>legge del Dare e del Ricevere</strong>. <strong>Qualsiasi cosa di valore nella vita si moltiplica solo quando è dato</strong>. Se qualcosa non si moltiplica attraverso il dare, non vale la pena di essere dato o ricevuto. Per questo dai liberamente, sapendo che il flusso dei doni della vita è infinito.</p>
<p><strong>Alleggerisci</strong><br />
Le persone a volte dicono di volere realmente una relazione seria con la propria anima gemella, ma il risultato è raramente arricchente. In realtà, spesso è quando le persone decidono che i loro rapporti devono diventare seri che evapora tutta la spontaneità e il divertimento. Una scelta più evolutiva consiste nel cercare un rapporto a cuor leggero che permetta a te e al tuo partner di esprimere chi siete veramente. Queste relazioni tendono ad essere più appaganti e durevoli. C’è un principio secondo cui quando siamo morbosamente attaccati e timorosi in una relazione stiamo quasi garantendo il risultato temuto.</p>
<p><strong>Ricorda che la vita è breve</strong><br />
Goditi quello che hai. Non perdere il tempo abbandonandoti a futili lamentele. A volte evitiamo di guarire le nostre relazioni perché ci aspettiamo che ci sarà un sacco di tempo nel futuro o perché effettivamente otteniamo qualche piccolo beneficio dal negare il nostro amore o perdono incondizionato. Fai quel che puoi da parte tua per creare pace ora. Libera il tuo cuore dalle lamentele e dai rimpianti ora. Non permettere che il tuo presente rimanga intrappolato nel passato. &#8221;<br />
<em>The Sacred Dance of Relationship, </em>dalla newsletter del Chopra Center<em><br />
</em></p>
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		<title>Chiara Sole, un messaggio di speranza per sconfiggere anoressia e bulimia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 09:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Benvenuti a tutti, il mio nome è Chiara e ho alle spalle 14 anni di anoressia, binge e bulimia.” Così comincia la presentazione di Chiara Sole, una ragazzina robusta “che voleva solo essere carina”. Un desiderio naturale che però l’ha portata ad ammalarsi di anoressia e in seguito di bulimia, a farsi del male per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2177" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="chiara-sole" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/10/chiara-sole.jpg" alt="chiara-sole" width="121" height="180" />“<strong>Benvenuti a tutti, il mio nome è Chiara e ho alle spalle 14 anni di anoressia, binge e bulimia.</strong>” Così comincia la presentazione di Chiara Sole, una ragazzina robusta “che voleva solo essere carina”. Un desiderio naturale che però l’ha portata ad ammalarsi di anoressia e in seguito di bulimia, a farsi del male per anni senza riuscire a trovare una via d’uscita.</p>
<p>Il sogno di apparire diversa, più bella e attraente è però solo un sintomo superficiale di <strong>insoddisfazioni più profonde</strong> che restano inappagate anche se avvengono cambiamenti esteriori:<br />
“Per anni ho oscillato dai 36 kg ai 90… Ovviamente il vero problema non era il peso o il grasso, bensì una serie di traumi subiti, una serie di insoddisfazioni che nel tempo ho elaborato. Ho girato l&#8217;Italia e l&#8217;estero per curarmi. Ho toccato i massimi livelli di questa malattia, ho visto la morte in faccia più di una volta e ho commesso una sciocchezza dietro l&#8217;altra facendo soffrire tutte le persone che mi stavano accanto. Un eccesso dietro l&#8217;altro… un ospedale dietro l&#8217;altro. Vivevo in un tunnel privo di luce, privo di SOLE. Questa vita è durata 14 anni… 14 anni di inferno dove il desiderio di morire era più forte di quello di vivere…”</p>
<p><strong>Volontà di consumarsi, di morire, ricerca di una perfezione inesistente, crisi di nervi, rabbia, sensi di colpa, dipendenze</strong>&#8230; Un tunnel dal quale però è possibile uscire.<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__chiara-sole.php?pn=62"> La <strong>testimonianza di Chiara</strong>, nel suo libro</a> e nel centro di cura e riabilitazione da lei creato, è qui per dimostrarlo:<br />
“E&#8217; una malattia incredibile, una malattia che non ti permette di ragionare, che ti spinge a fare cose assurde. Adesso tante persone soffrono di questo male… e io vorrei dire loro solo una cosa:<br />
VI ASSICURO CHE <strong>SI PUO&#8217; USCIRE DA QUESTO TUNNEL </strong>TERRIBILE. Io ci sono riuscita, sono guarita. Ho vinto la bulimia… vorrei che queste riuscissero, come ho fatto io, a scegliere la vita… vorrei , per quanto possibile darvi una mano con la mia testimonianza e anche in pratica.</p>
<p><strong>Chi conosce il disagio psichico, sa quanto sia difficile far comprendere agli altri quale terribile disperazione si prova</strong>. Ci si trova in un labirinto fatto di muri propri che seguono una illogica logicità paradossale. Un lingua a parte che fa male, che devasta l&#8217;anima e il cuore.”</p>
<p>L’aver sperimentato in prima persona queste malattie e diversi metodi di cura permette a Chiara di essere più vicina a coloro che ne soffrono. Nel 2008 ha ricevuto il premio Milanodonna per la categoria comunicazione sociale. È operatrice sociale, partecipa a trasmissione televisive, collabora con ospedali e centri specializzati, tiene corsi post universitari sui disturbi alimentari e gestisce il Centro MondoSole di Rimini per la cura dell&#8217;anoressia-bulimia. <strong>MondoSole</strong> è una comunità aperta che svolge un servizio di cura, riabilitazione e reinserimento sociale delle persone con disturbi alimentari e offre un lavoro giorno per giorno in parallelo con le famiglie.  Da lì Chiara lancia il suo messaggio di speranza:</p>
<p>&#8220;Puoi raccontarmi tutto quello che provi avendo la certezza che dall&#8217;altra parte del filo telefonico qualcuno può capire il senso di tante espressioni particolari come &#8220;avere il senso di colpa per quello che si è mangiato&#8221;, avendo la certezza che da questa parte nessuno ti giudica per quello che fai. So che soffri, so che a volte, se non sempre, vedi tutto nero… ma io ti assicuro che invece è possibile vedere il mondo anche sotto altre gradazioni di colori… non lasciarti andare al dramma che stai vivendo, non permettere alla malattia di rubarti altro tempo prezioso… . <strong>Te lo dice una ragazza che i medici consideravano spacciata</strong>, dicevano che non sarei mai guarita e invece io ci sono riuscita e ora vivo una vita normale, <strong>come ci sono riuscita io puoi farcela anche tu</strong>…&#8221;</p>
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		<title>Il diritto alla felicità</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensiero Positivo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[credenze limitanti]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca della felicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti ricerchiamo la felicità, quello che è diventato quasi un mito irraggiungibile. A volte però sentiamo quasi di non meritarcela. David Simon è convinto invece che tutti la meritano, eccome!
Ecco cosa scrive:
‘Spesso chiedo ai miei pazienti alle prese con una questione vitale ‘Meriti di essere felice?’. Il più delle volte ricevo una risposta debole. ‘Mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2151" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="la_felicita_di_questo_mondo" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/10/la_felicita_di_questo_mondo.jpg" alt="la_felicita_di_questo_mondo" width="126" height="180" />Tutti ricerchiamo la felicità, quello che è diventato quasi un mito irraggiungibile. A volte però sentiamo quasi di non meritarcela. <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_david-simon.php?pn=62">David Simon</a> è convinto invece che tutti la meritano, eccome!<br />
Ecco cosa scrive:</p>
<p>‘Spesso chiedo ai miei pazienti alle prese con una questione vitale ‘Meriti di essere felice?’. Il più delle volte ricevo una risposta debole. ‘Mi piacerebbe dire di sì, ma non ne sono sicuro’ è una risposta abbastanza tipica. Oppure ‘Non ricordo di nessuno nella mia vita che mi abbia detto che è mio diritto essere felice’. Beh, se non l’hai mai sentito prima, ascoltalo ora: <strong>TU MERITI DI ESSERE FELICE!</strong></p>
<p>Anche se a relativamente pochi di noi è stato detto durante la nostra formazione che l’espansione della felicità è lo scopo della vita, la maggior parte avverte da qualche parte nell’anima che più gioia dovrebbe esser parte dell’equazione. Come muoversi quindi da uno stato di costrizione a uno stato di sempre maggior libertà e felicità? Il primo passo verso un genuino risveglio è impostare l’intenzione … decidendo di <strong>vivere una vita che rifletta il tuo diritto alla felicità</strong>. Ciò richiede che tu riconosca di avere la capacità di <strong>cambiare la trama della tua vita</strong>, anche se hai agito secondo lo stesso copione da prima che ti possa ricordare. Richiede il riconoscimento che tu sei il solo al quale interessa abbastanza la tua felicità da farne una forza trainante. Richiede il credere al livello più profondo del tuo essere che sei capace e meritevole di amore.</p>
<p>Anche se ognuno di noi arriva in questo mondo innocente e aperto, con l’aspettativa inequivocabile di amore incondizionato, durante l’infanzia o nei primi anni della maturità molti di noi hanno ricevuto il messaggio di non meritare amore e felicità. <strong>La convinzione di fondo che non meritiamo amore si manifesta sotto varie forme</strong>. Può apparire come obesità o anoressia, depressione o ansia, allergie o malattie autoimmuni. Problemi digestivi, dolore cronico e stanchezza possono riflettere una sottostante <strong>malnutrizione emotiva</strong>.</p>
<p>Fortunatamente se siamo disposti a intraprendere il processo di identificazione e liberazione delle credenze limitanti e delle emozioni tossiche che ci siamo portati dietro, possiamo guarire e trasformare le nostre vite.</p>
<p>Non ho mia incontrato nessuno con una educazione perfetta. Mi sembra che la vita sul pianeta terra semplicemente non funziona così. Le sfide basiche per soddisfare i nostri bisogni e gestire i confini sono parte della crescita umana. Tutti abbiamo lottato in qualche grado. Coloro che hanno sperimentato una maggior parte di complessità e complicazioni probabilmente portano più incomprensioni sostanziali nella loro mente e disagi nel corpo. <strong>I residui di ferite emotive </strong><strong>dal passato </strong><strong>non completamente processate  conducono a costrizioni emotive e ad un esaurimento della vitalità e della salute</strong>.</p>
<p>Non importa quello che è successo fino a questo punto, tu hai il diritto e la capacità di essere felice. Poco a poco identificherai dove trattieni la tossicità emotiva, compirai dei passi per rilasciarla, ristabilirai il flusso sano dell’energia vitale e ti libererai dal dolore del passato.</p>
<p>Il primo passo verso il cuore della guarigione è <strong>fare l’inventario del tuo stato emotivo</strong>. Andrai poi più a fondo nel processo di guarigione identificando le storie che ti sei raccontato su chi sei, cosa meriti e cosa ti ha portato a questo punto della tua vita. Comincerai ad allentare la presa che queste storie hanno su di te mentre scoprirai l’equivoco fondamentale al centro di tali storie, e <strong>capirai che sei e sempre sei stato meritevole d’amore</strong>.&#8221;<br />
<em>Week 1: Growing Up Human</em>, David Simon</p>
<p>Stai coltivando la ricerca della felicità? Come misurarne l&#8217;andamento? Timothy Casanova propone una guida con tanto di test e moduli di autovalutazione:<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__felicita_questo_mondo.php?pn=62"><strong> La felicità è di questo mondo</strong></a>. Armiamoci di penna per far diventare concreto e tangibile quello che a volte sembra solo un concetto astratto!</p>
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		<title>L&#8217;importanza della fiducia</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero Positivo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Norman Vincent Peale]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Chi si fida di se stesso può anche fidarsi degli altri. Chi non si fida di se stesso, non può fidarsi di nessuno. La fiducia nasce dal fidarsi di se stessi.
(&#8230;)Ma chi sono queste persone che non riescono a fidarsi di se stesse? Evidentemente qualcosa è andato dal verso sbagliato. Prima di tutto, queste sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2136" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="come-acquistare-fiducia-e-a" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/10/come-acquistare-fiducia-e-a.jpg" alt="come-acquistare-fiducia-e-a" width="115" height="180" />&#8220;<strong>Chi si fida di se stesso può anche fidarsi degli altri</strong>. Chi non si fida di se stesso, non può fidarsi di nessuno. La fiducia nasce dal fidarsi di se stessi.</p>
<p>(&#8230;)Ma chi sono queste<strong> persone che non riescono a fidarsi di se stesse</strong>? Evidentemente qualcosa è andato dal verso sbagliato. Prima di tutto, queste sono persone che <strong>non hanno una buona immagine di sé</strong>, che si condannano. Si sentono sempre colpevoli e ‘sbagliate’. Sono sempre sulla difensiva, cercando di dimostrare che non sono sbagliate, ma nel profondo sanno di esserlo. Sono<strong> persone cui, in un modo o nell’altro, è mancata un’atmosfera d’amore</strong>.</p>
<p>Gli psicologi sostengono che chi non può fidarsi di se stesso deve avere qualche problema profondo con la madre. La relazione madre-bambino, sotto qualche aspetto, non si è svolta nel modo dovuto. La madre è la prima persona nell’esperienza del bambino; se la madre lo ama e si fida di lui, il bambino inizia ad amare la madre e a fidarsi di lei. <strong>Tramite la madre, il bambino acquista consapevolezza del mondo</strong>; la madre è la finestra attraverso la quale accede all’esistenza.</p>
<p>A poco a poco, <strong>se esiste una buona relazione tra il bambino e la madre</strong>, una risposta, una profonda sensibilità, un trasferimento profondo d&#8217;energia, una fioritura, allora il bambino inizia a fidarsi anche di altri. Sa che la sua prima esperienza è stata bella, quindi non ha ragioni per pensare che la seconda possa non esserlo. <strong>Avrà tutte le ragioni per credere che il mondo è buono</strong>.</p>
<p>Se nell’infanzia sei stato circondato da un ambiente ricco d’amore, diventerai religioso, e nascerà la fiducia. Ti fiderai; la fiducia diventerà per te una qualità naturale. Ti fiderai di tutti, a meno che qualcuno non faccia un grosso sforzo per creare in te sfiducia; solo allora non ti fiderai più. Ma sarà un caso eccezionale. Una persona t&#8217;inganna e fa ogni sforzo per distruggere la tua fiducia. Ora forse non ti fiderai più di lui, ma non perderai la fiducia nel resto dell’umanità. Dirai: “Questa è solo una persona, e ce ne sono milioni. Solo a causa di uno, perché perdere la fiducia in tutti?”.</p>
<p>Ma se manca una fiducia di base, se qualcosa è andato storto tra te e tua madre, allora la sfiducia diventa la tua qualità fondamentale. In quel caso per te è naturale, normale, non fidarti. Non occorre che qualcuno te lo dimostri; non ti fidi in ogni caso, e se qualcuno desidera la tua fiducia, dovrà lavorare duro per ottenerla. Anche allora, ti fiderai solo in modo condizionale. Anche allora, la tua fiducia non avrà un raggio molto vasto; sarà molto limitata, diretta solo verso una persona. Il problema è questo.</p>
<p>Anticamente la gente si fidava moltissimo. <strong><em>Shraddha</em>, fiducia, era una qualità molto semplice, che non avevi bisogno di coltivare</strong>. Era vero l’opposto: se qualcuno voleva diventare uno scettico, se voleva dubitare con tutte le sue forze, era necessario un addestramento, un forte condizionamento. <strong>La gente si fidava, perché le relazioni d’amore erano profondissime</strong>. Nel mondo moderno l’amore è scomparso, e <strong>la fiducia non è altro che il culmine dell’amore</strong>, la parte più preziosa dell’amore. L’amore è scomparso; i bambini nascono in famiglie in cui padre e madre non si amano. Nascono i figli, e la madre non si interessa a loro, anzi si irrita perché interferiscono con la sua vita. Le donne non vogliono avere bambini, e se arrivano lo stesso, sono solo degli incidenti. C’è un atteggiamento profondamente negativo; il bambino lo assorbe e fin dal principio ne viene avvelenato. Non può fidarsi di sua madre.</p>
<p>&#8230;Una filosofia non nasce dal nulla; deriva dalla tua esistenza, dalla tua esperienza di vita. Se il bambino è vissuto in un rapporto d’amore profondo con la madre che lo ho ricolmato con il suo amore, quello è l’inizio di tutta la sua fiducia nel futuro. Il bambino allora potrà avere relazioni amorevoli con le donne, o con gli amici; un giorno sarà capace di arrendersi a un maestro e, alla fine, sarà in grado di dissolversi completamente in Dio. Ma, se manca l’anello fondamentale, mancano le fondamenta. Puoi provarci, ma è difficilissimo.</p>
<p>(&#8230;)La fiducia è il più sottile dei nutrimenti per la vita. <strong>Se non ti fidi</strong>, non puoi vivere veramente. <strong>Hai sempre paura; sei circondato dalla morte, non dalla vita</strong>. Quando hai dentro di te una fiducia profonda, l’intera prospettiva cambia. Sei a casa, non c’è conflitto. Non sei uno straniero; appartieni al mondo e il mondo appartiene a te.</p>
<p>(…)Se hai vissuto un’infanzia in cui sei stato ricolmato d’amore e di fiducia, hai accumulato una buona immagine di te stesso. Se i tuoi genitori si sono veramente amati, se erano felici della tua presenza perché rappresentavi il culmine, il crescendo, la realizzazione del loro amore, se erano profondamente innamorati, allora tu sei la canzone nata dal loro amore. Tu sei la prova del loro amore. Sei la loro creatura: sono felici di averti, ti accettano, e accettano ciò che sei. Quando cercano di aiutarti, lo fanno in modo molto amorevole. Anche se a volte dicono: “Non fare questo”, non ti senti offeso o umiliato, al contrario senti che si preoccupano per te.</p>
<p>Ma quando l’amore non c’è, e padre e madre continuano a dire: “Non fare questo” oppure “Fai quello”, a poco a poco il bambino impara che: “Non sono accettato come sono. Se faccio certe cose, mi amano. Se non le faccio, non mi amano. Se faccio altre cose, mi odiano”.</p>
<p>Inizia a contrarsi – il suo essere più puro non è accettato e amato. L’amore è condizionale, la fiducia va persa – allora non potrà mai avere una buona immagine di sé. Sono gli occhi della madre che ti riflettono per la prima volta; se scorgi nei suoi occhi una felicità, una grande estasi, un fremito profondo per il semplice motivo che ti stanno guardando, allora impari che hai un valore, impari che hai un valore intrinseco. A quel punto fidarsi è facilissimo e così pure arrendersi, perché non hai alcuna paura. Ma se sai che sei sbagliato, cercherai sempre di provare che vai bene così.</p>
<p>Diventerai polemico. Tutte<strong> le persone polemiche sono persone che non hanno una buona immagine di se stesse</strong>. Sono sempre sulla difensiva, sono permalose. Quando dici a una persona polemica: “Hai sbagliato”, reagirà subito, si arrabbierà moltissimo. Non è in grado nemmeno di tollerare una semplice critica amichevole. Invece,<strong> una persona che ha una buona immagine di se stessa, sarà pronta ad ascoltare, a imparare, a rispettare le opinioni degli altri</strong>. Potrebbero avere ragione loro, e se hanno ragione, se lei ha torto, non dovrà preoccuparsi &#8211; non ha importanza &#8211; perché rimarrà comunque buona ai propri occhi.</p>
<p>La gente è permalosa, non accetta le critiche, non vuole che qualcuno le dica di fare questa cosa o di non fare quell’altra. E poi pensa che, se non riesce ad arrendersi, il motivo è che è troppo forte. La verità è che è malata, nevrotica. <strong>Solo una donna o un uomo forte possono arrendersi, dei deboli mai</strong>. I deboli pensano che, nella resa, la loro debolezza verrà esposta al mondo intero.</p>
<p>Sanno di essere deboli, conoscono il loro complesso d’inferiorità, quindi non possono inchinarsi. Per loro è difficile, perché inchinandosi accetteranno di essere inferiori. <strong>Solo una persona superiore può inchinarsi</strong>; una persona inferiore mai. Non potrà mai rispettare nessuno, perché non rispetta se stessa. Non sa nemmeno cos’è il rispetto, e ha sempre paura di arrendersi perché arrendersi vuol dire per lei debolezza.</p>
<p>Quindi, se per te è difficile avere fiducia, devi tornare indietro e scavare in profondità nei tuoi ricordi. Devi <strong>andare nel passato e ripulire la mente dalle impressioni del passato</strong>. Ti stai portando dietro un mucchio di rifiuti che appartengono al passato – liberatene. E questa è la chiave per farlo: non tornare indietro solo per ricordare, ma per rivivere il passato.</p>
<p>Falla diventare una meditazione. Ogni sera per un’ora torna nel passato. <strong>Cerca di scoprire tutto ciò che è accaduto nella tua infanzia</strong>. Più vai in profondità e meglio è, perché dentro di noi sono nascoste molte cose accadute, che non lasciamo mai emergere nella coscienza. Permetti che vengano a galla. Se lo fai tutti i giorni, andrai sempre più in profondità. Dapprima ti ricorderai di quando avevi quattro o cinque anni, e non riuscirai ad andare oltre quel punto. Improvvisamente ti troverai di fronte una Muraglia Cinese. Continua a provarci. Pian piano vedrai che stai andando ancora più indietro, a tre anni, a due.</p>
<p>Alcuni sono riusciti ad arrivare al momento in cui sono usciti dall’utero. Altri sono arrivati a ricordi del periodo passato nell’utero, e altri ancora sono andati ancora più in là, a una vita precedente alla morte.</p>
<p>Ma se arrivi al momento della nascita, e lo rivivi, sarà un momento di dolore, di profonda agonia. Sentirai quasi come se stessi nascendo un’altra volta. Forse griderai come il bambino ha gridato la prima volta. Ti sentirai soffocare come il bambino si era sentito soffocare quando era uscito dal ventre, perché per alcuni secondi non era stato in grado di respirare. C’era un grande senso di soffocamento: poi ha gridato e il respiro è arrivato, le vie si sono aperte, i polmoni hanno iniziato a funzionare. Potresti dover tornare a quel momento.</p>
<p>Da lì puoi tornare al presente. Continua ad andare nel passato, e poi ritorna al presente, ogni sera. Ci vorranno dai tre ai nove mesi, ma ogni giorno ti sentirai più leggero, come scaricato, e allo stesso tempo nascerà la fiducia, come effetto collaterale. Quando il passato è stato scaricato, quando hai potuto vedere ciò che era accaduto, sei libero. Questa è la chiave: <strong>se diventi cosciente del contenuto della tua memoria, ne sei libero</strong>. <strong>La consapevolezza libera</strong>, l’inconsapevolezza crea un legame. Allora ti sarà possibile fidarti.</p>
<p>Gli psicologi hanno osservato questo fatto: <strong>l’amore è nutrimento</strong>. Vent’anni fa, se qualcuno avesse annunciato che l’amore è una forma sottile di vita, gli scienziati si sarebbero messi a ridere. Avrebbero pensato: “Sei un poeta che vive nei sogni e nelle illusioni. L’amore è un alimento? Che sciocchezze!”. E invece ora i ricercatori affermano che l’amore è un nutrimento. Quando dai del cibo a un bambino, nutrirà il suo corpo, ma se non gli viene dato amore, la sua anima rimarrà affamata, immatura.</p>
<p>(&#8230;)Lasciami fare una predizione: tra venti o trent’anni, gli psicologi riveleranno che la fiducia è un nutrimento ancora più elevato, più potente dell’amore. È più simile alla preghiera. <strong>La fiducia è come una preghiera</strong>, ma molto sottile &#8211; puoi vederlo da solo. Se hai fiducia, scoprirai che con me ti sei imbarcato in una grande avventura, e la tua vita cambierà subito. Se non ti fidi, rimarrai lì fermo; io parlo e ti trascino con me, ma tu sei bloccato, continui a perdermi. Lascia crescere la tua fiducia, e diventerà un ponte tra noi. Allora le parole più comuni diventeranno luminose, allora la mia presenza potrà diventare un grembo in cui potrai rinascere.</p>
<p><strong>Ci sono persone che hanno fiducia perché hanno paura, perché vogliono qualcosa cui aggrapparsi</strong>; hanno paura e vogliono che qualcuno li tenga per mano, e allora guardano il cielo e pregano Dio, ma solo per non avere più paura. Hai mai osservato? A volte di notte camminando in una strada buia inizi a fischiettare o a cantare – non che potrà servirti a molto. Ma in un certo senso aiuta: cantando, ti riscaldi. Cantando, ti tieni occupato e la paura viene repressa. Quando fischietti, ti senti meglio, ti dimentichi che è buio e magari pericoloso, eppure la realtà è ancora la stessa. Paura e pericolo sono ancora presenti. In realtà, sono ancora più presenti, perché una persona occupata a cantare può essere derubata più facilmente, è meno attenta. Mentre fischietta, sarà meno cauta. Con il fischiare sta creando intorno a sé un’illusione. <strong>Se la tua fiducia nasce dalla paura, è meglio non averla affatto</strong>: è falsa.</p>
<p>(&#8230;)<strong> La fiducia nasce dall’amore</strong> e, se senti di non poterti fidare, allora hai davanti a te molto lavoro da fare. <strong>Hai un passato</strong> veramente pesante, <strong>carico di fardelli. Devi far di tutto per ripulirlo, per fare chiarezza</strong>.&#8221;<br />
Osho</p>
<p>In <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__come_acquistare_fiducia-avere_successo.php?pn=62"><strong>Come acquistare fiducia e avere successo</strong></a>, anche uno dei padri del pensiero positivo, Norman Vincent Peale, sottolinea l<strong>&#8216;importanza della fiducia per affrontare la vita in modo vincente</strong>.</p>
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		<title>Bambini sicuri, adulti equilibrati</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 08:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori ed Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia per bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[I bambini imitano gli adulti, ed è per questo che è importante dar loro buoni esempi. Se non vengono ascoltati e nutrono una bassa stima di se stessi è probabile che si trascineranno questi disagi nell’età adulta. Ecco un messaggio di Louise Hay per bambini e genitori:
&#8220;Lasciate che i vostri figli crescano.
I bambini sono benedizioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2121" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="crescere_bambino_sicuro" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/10/crescere_bambino_sicuro.jpg" alt="crescere_bambino_sicuro" width="130" height="180" />I bambini imitano gli adulti, ed è per questo che è importante dar loro buoni esempi. Se non vengono ascoltati e nutrono una bassa stima di se stessi è probabile che si trascineranno questi disagi nell’età adulta. Ecco un messaggio di Louise Hay per bambini e genitori:</p>
<p>&#8220;Lasciate che i vostri figli crescano.<br />
I <strong>bambini</strong> sono benedizioni dall’Universo. Sono anime luminose indipendenti – vecchie anime spirituali venute per avere un’altra esperienza umana. Sono qui per <strong>insegnarci molte cose</strong> se siamo aperti per imparare da loro.</p>
<p>Applaudite l’unicità dei vostri bambini.<strong> Lasciate che si esprimano nel loro proprio stile</strong>, anche se pensate che si tratti solo di una moda passeggera. Non trattateli male, non abbatteteli. Dio solo sa attraverso quante mode sono passata nella mia vita, e così farete voi e i vostri figli!</p>
<p>Non dobbiamo essere genitori perfetti. <strong>Se siamo amorevoli, i nostri figli </strong>avranno più opportunità di crescere come il genere di persone che vorremmo come amici. <strong>Saranno individui di successo e soddisfatti di se stessi</strong>. La propria realizzazione, la soddisfazione porta pace interiore.</p>
<p>La cosa migliore che possiamo fare per i nostri figli è<strong> imparare ad amare noi stessi, perché i bambini imparano sempre dall’esempio</strong>. Avremo una vita migliore, e anche loro l’avranno.</p>
<p>Ecco alcune affermazioni sia per i genitori che per i figli che potete praticare insieme:</p>
<ul>
<li>Amo le cose nuove.</li>
<li>Sono disposto ad imparare. La vita è formazione. Sono uno studente. Faccio del mio meglio e ogni giorno diventa più facile.</li>
<li>Il bambino che è in me sa come amare e cantare e ballare e curare. Mi rispetto e mi prendo cura di me.</li>
<li>Vedo il meglio in ogni persona.</li>
<li>Contribuisco ora a una vita familiare unita, amorevole e pacifica.</li>
<li>Per avere più amore, ho solo bisogno di amare di più me stesso.</li>
<li>Mi concedo di pensare grandi sogni.</li>
<li>Sono un individuo unico con il mio proprio sentiero da seguire.&#8221;</li>
</ul>
<p><em> Let Your Children Grow</em>, Louise Hay</p>
<p>Nel libro <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__come_crescere_un_bambino_sicuro_di_se.php?pn=62"><strong>Come crescere un bambino sicuro di sé</strong></a>, Paola Santagostino, psicologa e psicoterapeuta, ci spiega come nutrire nei bambini la fiducia in se stessi.</p>
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		<title>Il potere del nostro lato oscuro</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/il-potere-del-nostro-lato-oscuro/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 08:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[Deepak Chopra]]></category>
		<category><![CDATA[lato oscuro]]></category>
		<category><![CDATA[ombra]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230;Scopri e disinnesta la tua Ombra e realizzerai i tuoi desideri&#8230;&#8221;
C&#8217;è una forza misteriosa e universale alla quale non possiamo resistere. È l&#8217;attrazione verso la nostra parte peggiore. È ciò che ci spinge a ferire le persone che amiamo, o a fumare, a bere, ad autosabotarci proprio quando stiamo per afferrare un successo su cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2105" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="shadow-effect" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/10/shadow-effect.jpg" alt="shadow-effect" width="121" height="180" />&#8220;&#8230;Scopri e disinnesta la tua Ombra e realizzerai i tuoi desideri&#8230;&#8221;</p>
<p>C&#8217;è una forza misteriosa e universale alla quale non possiamo resistere. È<strong> l&#8217;attrazione verso la nostra parte peggiore</strong>. È ciò che ci spinge a ferire le persone che amiamo, o a fumare, a bere, ad autosabotarci proprio quando stiamo per afferrare un successo su cui avevamo investito tanto. È <strong> il nostro lato oscuro, la nostra ombra</strong>.</p>
<p>Tre indiscussi guru spirituali &#8211; <strong>Deepak Chopra, Debbie Ford e Marianne Williamson</strong> &#8211; hanno unito le loro diverse sensibilità e hanno scritto un libro in cui studiano il fenomeno in tutte le sue sfaccettature: <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__the-shadow-effect.php?pn=62"><strong>The Shadow Effect</strong></a>, l&#8217;Effetto Ombra.</p>
<p>Deepak, Debbie e Marianne portano alla luce<strong> quelle parti di noi che neghiamo ma che continuano a dirigere la nostra vita</strong>. Solo quando saremo capaci di abbracciare l’ombra potremo scoprire i doni della nostra vera natura.<br />
L’ombra esiste in ognuno di noi. È una parte di noi, eppure passiamo la maggior parte della nostra vita cercando di fuggire da lei. Ma lungi dall’essere inquietante, il nostro lato oscuro porta con sé la promessa di una vita migliore e più appagante.</p>
<p>La nostra ombra si fa conoscere ogni giorno. È la ragione per la quale ci infuriamo con un amico che è arrivato con dieci minuti di ritardo, o coi nostri genitori o figli quando non hanno fatto niente di male, e per la quale sabotiamo il nostro stesso successo nel peggior momento possibile.<strong> Finché non saremo in grado di abbracciare la nostra natura dualistica continueremo a fare del male a noi stessi e ai nostri cari </strong>e a rimanere al di sotto delle nostre potenzialità.</p>
<p>Combinando la saggezza di tre esperti,<em> The Shadow Effect</em> è una guida pratica e profonda per <strong>scoprire i doni della nostra ombra</strong>. Gli autori ci indicano come liberarci dal passato e ci incoraggiano a compiere un viaggio verso la pienezza. Per<strong> smettere di vivere una vita a metà</strong>, perché possiamo realizzare i nostri sogni e reclamare quella felicità che è nostro diritto di nascita.</p>
<p>L&#8217;Effetto Ombra mina questa felicità, inchiodandoci in uno stato di perenne ansia e insoddisfazione. Ma una volta scoperta e disinnescata, questa forza diventa l&#8217;arma più potente per raggiungere i nostri obiettivi.</p>
<p>Decifrando i sintomi della sua presenza e accogliendo il senso profondo e positivo del suo segreto, possiamo trarre capacità nuove e inaspettate. <strong>Addentrandoci nell&#8217;esplorazione delle nostre zone buie abbracceremo il nostro Io più integro e luminoso</strong>.</p>
<p>&#8220;Per scoprire cosa stai cercando devi confrontarti con le parti del tuo essere che più temi!&#8221;</p>
<p>Quando puoi percepire l&#8217;Effetto Ombra (The Shadow Effect):</p>
<ul>
<li>Quando ti sembra di vivere recitando un ruolo non tuo</li>
<li>Quando ti arrabbi al punto da non riconoscerti più</li>
<li>Quando menti a te stesso, prima ancora che agli altri</li>
<li>Quando tradisci la fiducia dei tuoi cari</li>
<li>Quando non sai resistere a una tentazione</li>
<li>Quando non riesci ad apprezzare ciò che dovrebbe renderti felice.</li>
</ul>
<p>Sono i messaggi in codice della tua parte più segreta, vergognosa e terrificante. Ma potresti scoprire che, lasciandola parlare, sprigionerà per te un potere straordinario.</p>
<p>Nella prima parte del libro Deepak Chopra offre <strong>una visione globale della nostra natura dualistica</strong>, e ci fornisce le istruzioni per <strong>ripristinare la nostra integrità</strong>. Il suo approccio olistico all&#8217;Ombra come fonte di divisione è insieme basilare e illuminante.</p>
<p>Nella seconda parte, Debbie Ford attinge ai suoi quindici anni di insegnamento e di pratica dello Shadow Process in giro per il mondo, allo scopo di esaminare in maniera approfondita e insieme comprensibile il<strong> processo di nascita dell&#8217;ombra, il suo ruolo nella nostra quotidianità</strong> e il modo in cui possiamo recuperare il potere e la brillantezza della nostra vera natura.</p>
<p>Nella terza parte, Marianne Williamson ci tocca il cuore e la mente con un&#8217;esplorazione estremamente stimolante delle <strong>connessioni tra ombra e anima</strong>. Ci prende per mano e ci guida in quel percorso accidentato che è la battaglia tra amore e paura.</p>
<p>Il libro termina con <strong>un test per scoprire l&#8217;Effetto che l&#8217;Ombra ha su di ognuno di noi</strong>.</p>
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		<title>La paura del cambiamento</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 08:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
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		<category><![CDATA[paura]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8220;Quando ti senti impaurito, rilassati. Accetta il fatto che la paura è presente, senza fare nulla. Ignorala, non prestarle alcuna attenzione. Osserva il corpo: in esso non dovrebbe esserci alcuna tensione. Se nel corpo non c’è tensione, la paura scompare automaticamente.
La paura crea un certo stato di tensione nel corpo, mette radici in esso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2101" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="dominare_la_paura" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/10/dominare_la_paura.jpg" alt="dominare_la_paura" width="110" height="180" /> &#8220;Quando ti senti impaurito, rilassati. Accetta il fatto che la paura è presente, senza fare nulla. Ignorala, non prestarle alcuna attenzione. Osserva il corpo: in esso non dovrebbe esserci alcuna tensione. <strong>Se nel corpo non c’è tensione, la paura scompare automaticamente</strong>.</p>
<p>La paura crea un certo stato di tensione nel corpo, mette radici in esso. Se il corpo è rilassato, la paura dovrà scomparire: una persona rilassata non può essere spaventata. Non puoi intimorire una persona rilassata. La paura, anche se appare, sarà come un’onda… non metterà radici.</p>
<p><strong>La paura</strong> che va e viene come un’onda, lasciandoti intoccato, è bellissima. Ma <strong>quando mette radici in te e inizia a crescere</strong> dentro di te, diventa una crescita cancerosa che <strong>paralizza tutto il tuo essere interiore</strong>. Quindi, tutte le volte in cui ti senti spaventato, l’unica cosa da ricordare è che il corpo non dev’essere teso. Sdraiati sul pavimento e rilassati;<strong> il rilassamento è l’antidoto per la paura</strong>. Essa verrà e se ne andrà – tu osserva.</p>
<p>Dev’essere un osservare non interessato, indifferente. Accetti semplicemente che va bene così. La giornata è molto calda, che puoi farci? Il corpo inizia a sudare… devi passare attraverso quest’esperienza. Sta facendosi sera, e soffierà una brezza fresca… Osserva, e rimani rilassato.<br />
Quando impari il trucco, e lo imparerai subito… se sei rilassato, la paura non può attaccarsi a te, va e viene senza lasciare alcuna cicatrice. Allora avrai la chiave. Deve succedere per forza, perché più cambiamo e maggiore sarà la paura.</p>
<p><strong>Ogni cambiamento crea paura</strong>, perché ogni cambiamento ti porta in un mondo estraneo, non familiare. Se nulla cambia, <strong>se tutto rimane statico, non hai mai paura</strong>. Questo vuol dire che, se tutto è morto, non avrai paura.<br />
Ad esempio, ti siedi e vedi un sasso per terra. Non c’è nessun problema: guardi la roccia, e tutto va bene. Poi di colpo il sasso si mette a camminare – ti spaventi. È vivo! Il movimento crea paura; se tutto rimane fermo, non c’è alcuna paura.</p>
<p><strong>Ecco perché la gente, temendo di cacciarsi in situazioni che fanno paura, organizza per sé una vita senza cambiamenti</strong>. Tutto rimane invariato, e la persona segue una routine morta, assolutamente dimentica del fatto che la vita è un flusso. Resta confinata in un’isola da lei stessa creata, in cui nulla cambia. La stessa stanza, la stessa casa, le stesse abitudini, le stesse pantofole – tutto rimane uguale. Persino la stessa marca di sigarette; una marca diversa non ti piacerà. Tra tutto questo, in mezzo a queste cose che non cambiano mai, ti senti a tuo agio.</p>
<p>La gente vive quasi come se fosse già nella tomba. Ciò che chiami una vita comoda, confortevole non è altro che un tipo di tomba più sottile. Di conseguenza, quando inizi a cambiare, <strong>quando inizi il viaggio che ti porta nel tuo spazio interiore</strong>, quando diventi un astronauta dello spazio interiore, e <strong>tutto si trasforma a grande velocità, ogni istante tremerà di paura</strong>. Ci sarà sempre più paura da affrontare.</p>
<p><strong>Lascia che ci sia. A poco a poco i cambiamenti inizieranno a piacerti</strong> tanto che sarai sempre pronto, a ogni costo. Il cambiamento <strong>ti darà vitalità</strong>… più vitalità, energia ed entusiasmo. Allora non sarai più come uno stagno… chiuso da ogni parte, immobile. Diventerai come un fiume che fluisce verso l’ignoto, verso l’oceano in cui si dissolve.&#8221;<br />
Osho</p>
<p>Come convivere con la paura? <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__dominare_paura_hernacki.php?pn=62">Mike Hernacki</a> spiega come la paura possa essere uno stato d’animo positivo o negativo, a seconda di come venga gestita.</p>
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		<title>Vivere nel Sincrodestino</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/vivere-nel-sincrodestino/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coincidenze]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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		<category><![CDATA[sincrodestino]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Intelligenza emozionale e Sincrodestino.
Ognuno di noi è inestricabilmente connesso a una rete di coincidenze che ci ispirano e aiutano ad orientare la nostra vita. Quando prendiamo coscienza delle opportunità e possibilità che si aprono sempre intorno a noi entriamo in uno stato che chiamo Sincrodestino. Ci colleghiamo con il campo delle infinite possibilità e possiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2092" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="sincronicita_legame_fisica_" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/09/sincronicita_legame_fisica_.jpg" alt="sincronicita_legame_fisica_" width="119" height="180" />&#8220;Intelligenza emozionale e Sincrodestino.<br />
Ognuno di noi è inestricabilmente connesso a <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__sincronicita.php?pn=62"><strong>una rete di coincidenze che ci ispirano e aiutano ad orientare la nostra vita</strong></a>. Quando prendiamo coscienza delle opportunità e possibilità che si aprono sempre intorno a noi entriamo in uno stato che chiamo <strong>Sincrodestino</strong>. Ci colleghiamo con il campo delle infinite possibilità e possiamo rivolgere le nostre intenzioni e attenzioni per manifestare la realizzazione spontanea dei nostri sogni e desideri.</p>
<p>Dato il nostro potenziale illimitato per vivere nel Sincrodestino, perché sono in così tanti a sentirsi bloccati e incapaci di accedere a tale profonda realizzazione, abbondanza e felicità? Una delle ragioni è il modo in cui siamo cresciuti, <strong>possiamo essere stati ‘educati’ ai nostri limiti e il nostro senso delle possibilità è stato soffocato</strong>. Mentre il futuro un tempo era senza limiti, ora appare stretto e oscuro. Anche se ci circondano opportunità e possibilità straordinarie, semplicemente non le riconosciamo tranne che col senno di poi.</p>
<p>C’è un modo per<strong> ritrovare la gioia meravigliosa del potenziale illimitato</strong>.<br />
Il primo passo è essere disposti a riconoscere l’interrelazione e inseparabilità di tutte le cose. Come hanno mostrato le ricerche della fisica quantica siamo tutti parte di un campo soggiacente di intelligenza che dà origine al mio corpo, al tuo corpo e ad ogni altra cosa nell’universo. Questo campo di intelligenza cosciente è la sorgente di tutte le sincronicità nelle nostre vite, ed esistono tecniche specifiche che puoi usare per attingere a questo campo e sfruttare il potere della pura potenzialità.</p>
<p><strong>Aprire il sentiero al Sincrodestino</strong><br />
Ai workshop di Sincrodestino insegno ai partecipanti come usare queste tecniche nelle loro vite e risvegliare il potere del Sincrodestino. Uno dei principi chiave che esploriamo è espresso nell’antico sutra vedico <em>moksha</em>, che significa ‘<strong>libertà emotiva</strong>’ ed è un <strong>requisito per sperimentare il Sincrodestino</strong>. Quando sperimentiamo la turbolenza emotiva non siamo liberi di creare più alti livelli di consapevolezza o di vivere l’appagamento spontaneo del desiderio. Per esempio, quando ci aggrappiamo alla rabbia ci sentiamo separati e possiamo anche sentirci motivati a fare del male agli altri. La rabbia annebbia la nostra percezione di unità e ci chiude ai messaggi e agli indizi trasformatori dell’universo.</p>
<p><strong>Trasformare l’energia negativa in un più alto livello di consapevolezza </strong>è dunque una delle chiavi per conoscere e controllare il Sincrodestino. Ecco un <strong>esercizio utile per identificare, esprimere e rilasciare il dolore emotivo</strong>. Se lo pratichi costantemente alla fine sarai capace di liberarti dai residui emotivi tossici.</p>
<p><strong>Esercizio di trasformazione emotiva</strong><br />
1.   <strong> Identifica l’emozione</strong>. Quando ti trovi in uno stato di agitazione emotiva, trova un posto tranquillo e chiediti ‘Cosa sto provando?’. La risposta potrebbe essere rabbia, tristezza, paura e così via. Definisci e descrivi ciò che stai provando il più chiaramente possibile.<br />
2.   <strong> Documenta la sensazione nel tuo corpo</strong>. Nota quando senti l’emozione nel tuo corpo. Osserva la sensazione e fai sì che la tua attenzione rimanga sulla sensazione. Respira nella sensazione. Sperimentare pienamente le sensazioni fisiche permette di dissipare la carica emotiva.<br />
3.    <strong>Assumi la responsabilità di ciò che stai provando</strong>. Capire che hai una scelta nel modo di rispondere e interpretare la tua esperienza è la chiave per curare il corpo emotivo.<br />
4.  <strong> Esprimi l’emozione a te stesso</strong>. Puoi scrivere riguardo ai tuoi sentimenti o parlarne ad alta voce in privato. Descrivi la situazione e l’effetto che sta avendo sul tuo cuore e sulla tua anima. Questo ti aiuterà a fare chiarezza, a farti un’idea oltre che a rilasciare la tossicità emotiva.<br />
5.    <strong>Rilascia l’emozione attraverso un rituale fisico</strong>. Prova a trovare cosa funziona meglio per te. Puoi ballare con abbandono, fare alcuni respiri profondi, ricevere un massaggio o fare una lunga corsa. Permetti al tuo corpo di rilasciare la tensione immagazzinata con l’emozione.<br />
6.   <strong> Condividi l’emozione</strong>. Una volta che ti sei liberato e tranquillizzato, condividi ciò che hai sentito e provato con la persona coinvolta nella situazione. Se hai fatto tutti i passi dall’1 al 5 dovresti essere in grado di condividere senza incolpare e cercare di manipolare l’altra persona in cerca di approvazione o compassione.<br />
7.  <strong> Festeggia!</strong> Ora è il momento di premiarti per aver identificato e rilasciato l’emozione dolorosa. Fai qualcosa di speciale per te stesso… ascolta la tua musica preferita, comprati un regalo, o gusta un pasto delizioso.</p>
<p>Con affetto,<br />
Deepak&#8221;<br />
<em>Emotional Intelligence and SynchroDestiny</em>, dalla newsletter del Chopra Center</p>
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		<title>Il terzo corpo: oltre la mentalità del gregge</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/il-terzo-corpo-oltre-la-mentalita-del-gregge/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 08:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maestri Spirituali]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[corpo mentale]]></category>
		<category><![CDATA[manumaya kosha]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver riportato gli articoli di Osho sui primi due dei cinque corpi di cui è composto l’uomo, sul primo corpo o annamaya kosha (il corpo dell’alimentazione, della terra) e sul secondo corpo (Pranayama kosha o corpo energetico), ecco un articolo riguardante il terzo corpo:
&#8220;Il terzo corpo è più grande del secondo, più sottile del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2073" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="beeelinda_fuori_dal_gregge" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/09/beeelinda_fuori_dal_gregge.jpg" alt="beeelinda_fuori_dal_gregge" width="147" height="146" />Dopo aver riportato gli articoli di Osho sui primi due dei cinque corpi di cui è composto l’uomo, sul <strong>primo corpo o annamaya kosha</strong> (il corpo dell’alimentazione, della terra) e sul <strong>secondo corpo</strong> (<strong>Pranayama kosha</strong> o corpo energetico), ecco un articolo riguardante il terzo corpo:</p>
<p>&#8220;Il terzo corpo è più grande del secondo, più sottile del secondo, più elevato del secondo. Gli animali hanno il secondo corpo ma non il terzo. Gli animali sono pieni di vita; guarda un leone quando si muove – che grazia, che bellezza e che grandiosità. L’uomo lo ha sempre invidiato. Guarda un cervo che corre – l’assenza di peso, la grande energia: è un grande fenomeno energetico! L’uomo lo ha sempre invidiato. Tuttavia l’energia dell’uomo va più in alto.</p>
<p><strong>Il terzo corpo è manumaya kosha, il corpo mentale</strong>. È più grande, più spazioso del secondo. Se non sviluppi questo corpo, rimarrai solo un uomo in potenza, non sarai veramente un uomo. <strong>È la mente che ti rende umano</strong>; ma tu non la possiedi ancora. Ciò che hai al suo posto è un meccanismo condizionato. Vivi imitando, ma questa non è mente.</p>
<p>Quando inizi a <strong>vivere in modo autonomo, spontaneo</strong>, quando inizi a rispondere autonomamente ai problemi della vita, quando <strong>diventi responsabile</strong>, stai sviluppando il manumaya kosha: il corpo-mente si sta sviluppando.<br />
Diventa sempre più vivo, autentico, sensibile. Persino se c’è il rischio di perdere la strada, fallo, perché<strong> crescere non è possibile se hai troppa paura di commettere errori</strong>. Gli errori sono un fatto positivo, bisogna farli. Non commettere mai lo stesso errore, ma non avere paura di farne. <strong>Le persone che temono troppo il commettere errori</strong>, non possono crescere. <strong>Rimangono fermi nello stesso posto</strong>, temendo di muoversi. Non sono vivi.</p>
<p>La mente si sviluppa quando affronti le situazioni autonomamente, quando usi la tua energia per risolverle. Non chiedere perennemente consiglio. <strong>Prendi in mano le redini della tua vita</strong> – ecco cosa intendo quando dico di fare le tue cose. Sarà pericoloso; seguire gli altri è molto più sicuro. È molto più comodo seguire la società, la routine, la tradizione, i testi sacri. È facile perché lo fanno tutti; devi solo far parte del gregge, devi andare con la folla, dovunque vada. La responsabilità non è tua.</p>
<p>Ma in questo caso il tuo corpo mentale, il manumaya kosha, soffrirà moltissimo, e non potrà svilupparsi. Non avrai una mente autonoma, e perderai qualcosa di molto bello, qualcosa che funziona come ponte verso una crescita più elevata.</p>
<p>Quindi ricordati che, qualunque cosa ti dico, tu puoi prenderla in due modi. Puoi semplicemente accettarla in base alla mia autorità – questo è ciò che dice Osho, quindi dev’essere vero. Allora soffrirai e non potrai crescere. Ascolta tutto ciò che dico, cerca di comprenderlo, applicalo alla tua vita, vedi come funziona, e poi arriva alle tue conclusioni. Possono essere uguali alle mie oppure no. Non possono mai essere identiche, perché <strong>tu hai una personalità diversa, un essere che è unico</strong>. Tutto ciò che dico, appartiene a me. Deve per forza avere radici profonde dentro di me. Tu potresti arrivare a conclusioni simili, ma non possono mai essere identiche. Le mie conclusioni non dovrebbero diventare le tue.<br />
Dovresti cercare di comprendermi, di imparare, ma non di accumulare conoscenze e conclusioni prendendole da me. Allora il tuo corpo-mente potrà crescere.</p>
<p>Quando vai oltre il corpo-mente, diventi consapevole per la prima volta che non sei la mente, che sei il testimone. Al di sotto della mente, rimani identificato con essa. Quando arrivi a comprendere che pensieri, immagini mentali e idee sono solo oggetti, nuvole che passano nel cielo della tua consapevolezza, diventi separato da essi, e questo accade in modo immediato.</p>
<p>Vai oltre il corpo: non sei più confinato al corpo, sai che non sei il corpo, materiale o sottile che sia, sai di essere infinito, senza limiti. <strong>Mahavideha vuol dire uno che è arrivato a sentire di non avere confini</strong>. Tutti i confini sono prigioni, restrizioni. Lui può spezzare questi legami, abbandonarli, e diventare una cosa sola con il cielo infinito.&#8221;<br />
Osho</p>
<p>Per uscire dal gregge ci vuole coraggio, ma crescere significa anche pensare con la propria testa e non aver paura di esplorare nuovi orizzonti: questo è ciò che fa <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__beeelinda_fuori_dal_gregge.php?pn=62"><strong>Beelinda fuori dal gregge</strong></a></p>
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		<title>Le sette leggi delle relazioni illuminate</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/le-sette-leggi-delle-relazioni-illuminate/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 08:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni di coppia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La maggior parte delle persone immagina una relazione intima ideale basata su interessi comuni, una comunicazione aperta, arricchimento reciproco e passione. Siccome molti non sono stati capaci di creare questo livello di connessione emotiva, ne deducono che hanno bisogno di ‘lavorare’ duramente per creare l’amore che cercano. Le persone spesso mi dicono che sono alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2068" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="amore_limpido" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/09/amore_limpido.jpg" alt="amore_limpido" width="117" height="180" />&#8220;La maggior parte delle persone immagina una relazione intima ideale basata su interessi comuni, una comunicazione aperta, arricchimento reciproco e passione. Siccome molti non sono stati capaci di creare questo livello di connessione emotiva, ne deducono che hanno bisogno di ‘lavorare’ duramente per creare l’amore che cercano. Le persone spesso mi dicono che sono alla ricerca di un rapporto ‘serio’, ma l’esperienza mi dice che quelli spensierati sono in genere più desiderabili e più duraturi.</p>
<p>Sebbene non esista una formula collaudata da applicare a tutte le relazioni, accogliere alcuni principi chiave nel tuo cuore ridurrà i conflitti e migliorerà il fluire dell’amore. Questi sette <strong>principi </strong>sono <strong>preziosi nell’amicizia e nei rapporti di lavoro, così come in famiglia, nel matrimonio e nelle relazioni intime</strong>:</p>
<p><strong>1.</strong> Le mie relazioni sono basate sull’uguaglianza<br />
<strong>2. </strong> Le mie relazioni sono specchi di me stesso<br />
<strong>3.</strong> Le mie relazioni hanno lo spazio per il cambiamento<br />
<strong>4.</strong> Nelle mie relazioni lascio che il passato sia passato<br />
<strong>5.</strong> Nelle mie relazioni scelgo di essere felice piuttosto che avere ragione<br />
<strong>6. </strong>Nutro le mie relazioni con attenzione, affetto e tempo<br />
<strong>7.</strong> Nelle mie relazioni sono pronto a comunicare le mie aspettative e a negoziarne il prezzo</p>
<p><strong>Le mie relazioni sono basate sull’uguaglianza</strong><br />
Le relazioni basate sulla disuguaglianza possono sopravvivere ma non potranno mai prosperare. L’amore è l’unità che scaturisce dal vedere te stesso in un’altra persona e l’altra persona in te. <strong>Nonostante le inevitabili differenze</strong> per quanto riguarda il rendimento economico, il percorso formativo, la bellezza fisica o il quoziente intellettivo, il tuo profondo e inattaccabile pensiero deve essere ‘<strong>Non sono al di sopra o al di sotto di te</strong>. Siamo espressioni diverse dello stesso essere fondamentale, e come tali, <strong>siamo di pari valore</strong>&#8216;.</p>
<p><strong>Le mie relazioni sono specchi di me stesso</strong><br />
Se c’è discordia in una relazione, chiediti come puoi aver contribuito al conflitto. Prima d’incolpare l’altra persona per quello che ha fatto o non ha fatto, cerca nel tuo cuore e guarda cosa potresti essere in grado di pensare, dire o fare in modo diverso per cambiare le dinamiche. Se stai cercando più attenzione, puoi essere più attento? Se stai cercando più affetto, puoi essere più affettuoso? Se cerchi più riconoscimento, puoi essere più riconoscente? Se stai cercando una maggiore accettazione, puoi essere più disposto ad accettare?<br />
È molto più impegnativo cambiare un’altra persona di quanto sia cambiare te stesso (che non è comunque facile!). Vedere gli altri come specchi di te stesso ti permette di cambiare qualcuno su cui hai il controllo (tu), piuttosto che sentirti frustrato per la tua incapacità di cambiare qualcun altro. <strong>Il vero segreto è che quando trasformi te stesso, il mondo attorno non può fare altro che cambiare</strong>.</p>
<p><strong>Le mie relazioni hanno lo spazio per il cambiamento</strong><br />
Spesso siamo attratti da una relazione per la stabilità che offre, ma troppa stabilità può gettare i semi per il conflitto. È comune per la gente dire ‘Non sei la persona che ho sposato’, o ‘Non sei la stessa persona che eri quando ti ho conosciuto’. Sebbene ciò venga normalmente usato come un’accusa, è una dichiarazione di fatto. Ognuno è trascinato dal fiume del cambiamento, e due persone non cambieranno necessariamente nella stessa maniera allo stesso ritmo.<br />
La porta al cambiamento si apre solo dal di dentro, e l’evoluzione ci chiede di <strong>adattarci al cambiamento con creatività</strong>. Cerca i modi in cui la tua relazione può adattarsi e festeggia gli inevitabili cambiamenti che la vita presenta, cercando allo stesso tempo di mantenere la connessione e l’impegno che trascende il campo del cambiamento.</p>
<p><strong>Nelle mie relazioni lascio che il passato sia passato</strong><br />
In ogni rapporto le persone vivono conflitti o difficoltà che lasciano un residuo di risentimento, dolore o delusione. Questi resti di battaglie passate sono spesso usati come armi nelle discussioni successive ‘Tu hai fatto questo!’ ‘Tu non hai fatto questo!’</p>
<p><strong>Nelle mie relazioni scelgo di essere felice piuttosto che avere ragione</strong><br />
Se t’impegni in un orientamento di vittoria-sconfitta, ci saranno momenti in cui proverai la fugace ebbrezza di vincere una discussione, così come la frustrazione temporanea o l’imbarazzo di perdere. Comunque sia, né il vincere né il perdere si traducono nell’amare. Le persone non sono d’accordo perché credono che il loro punto di vista sia corretto – o almeno migliore rispetto ad un’altra prospettiva – ed è raro che qualcuno cambi una posizione consolidata a seguito di un acceso dibattito.<br />
L’alternativa è quella di<strong> guardare al di là delle ovvie differenze e cercare un terreno comune</strong>. Le persone si mettono sulla difensiva quando sentono che il loro punto di vista viene svalutato. Considera se puoi fare un piccolo passo in direzione della posizione dell’altra persona e chiedi un simile livello di compromesso.<strong> Interrompi lo schema del conflitto </strong>riconoscendo le tue differenze, mentre cerchi una soluzione creativa che consenta a entrambi di soddisfare i propri bisogni.</p>
<p><strong>Nutro le mie relazioni con attenzione, affetto e tempo</strong><br />
Qualsiasi cosa su cui riponiamo la nostra attenzione cresce più forte nelle nostre vite. Pertanto, <strong>se vuoi che una relazione prosperi devi essere disposto a coltivarla</strong>.<br />
Molti disaccordi e reazioni emotive hanno le loro radici nei desideri basilari insoddisfatti di attenzione e affetto. Le discussioni riguardo a quanto tempo trascorre il partner al lavoro può essere risolta con un amorevole abbraccio e una tranquilla conversazione. Anche solo ascoltare con attenzione può nutrire il rapporto. Ciò significa impegnarsi coscientemente a non rispondere fino a che l’altra persona non abbia finito di esporre i propri pensieri, ed essersi presi qualche momento per ‘digerire’ l’informazione.</p>
<p>Anche <strong>l’affetto fisico fornisce nutrimento essenziale alla relazione</strong>. Degli studi sul <strong>potere curativo del contatto</strong> ci ricordano quanto esso sia necessario per uno sviluppo umano sano. I bambini prematuri che ricevono un contatto regolare si sviluppano più velocemente e lasciano l’incubatrice prima dei bambini che non lo ricevono. I bambini con infezione da HIV mostrano una stabilizzazione del sistema immunitario se vengono abbracciati regolarmente. Il tocco amorevole rilascia una doccia di antidolorifico naturale e chimici elevatori dell’umore per tutto il corpo. In poche parole, il tocco amorevole è buono per il tuo corpo, cuore e anima, perciò<strong> sii generoso con il tuo affetto</strong>.</p>
<p>Mostriamo le nostre priorità dalla quantità di tempo che vogliamo investire. Perché le relazioni prosperino devono avere tempo assegnato per loro. Ho constatato più volte che uno degli interventi più efficaci che posso offrire per una relazione in difficoltà è quello di suggerire che la coppia esca per un fine settimana insieme. Quando i partner sono in grado di <strong>ri-sperimentarsi l’un l’altro come esseri umani amorevoli piuttosto che meramente come  ruoli definiti</strong> (mio marito, mia moglie, il mio socio in affari), la passione originaria che ha dato inizio al rapporto spesso può essere riaccesa.</p>
<p><strong>Nelle mie relazioni sono pronto a comunicare le mie aspettative e a negoziarne il prezzo</strong><br />
Le relazioni si sono sviluppate milioni di anni fa perché forniscono vantaggi evolutivi, ma hanno un prezzo da pagare nella rinuncia alla propria autonomia.  Impegnare la tua attenzione implica che ci saranno altre aree di interesse che non potrai esplorare. Significa che ci saranno momenti in cui non otterrai tutto ciò che vorresti in una situazione data e in cambio otterrai più di quanto avresti voluto in altre situazioni.<br />
Quanto più consapevolmente puoi identificare e comunicare le tue aspettative, più probabilità avrai di <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__amore_limpido.php?pn=62"><strong>creare un legame sano e maturo</strong></a>. Se il tuo cuore dà segnali di disagio perché non stai ricevendo un buon ritorno del tuo investimento emotivo, chiediti di cosa hai bisogno che non hai ricevuto. Quindi esprimi le tue esigenze in modo tale da massimizzare le possibilità che vengano soddisfatte. Ciò include ascoltare cosa richiede l’altra persona ed essere disposto a negoziare soluzioni di pari vittoria per entrambi. Questi principi si applicano sia se stai cercando di guarire una relazione esistente sia se hai intenzione di crearne una nuova.</p>
<p>Affidati al potere dell’amore e<strong> non permettere l’accumulo di emozioni tossiche </strong>che ti stringono il cuore. Mantieni invece la mira sull’essere amorevole che puoi e meriti di essere. Se ascolti la saggezza del tuo cuore ti guiderà verso le più alte espressioni d’amore.<br />
Con affetto,<br />
David&#8221;<br />
<em>The 7 Laws of Enlightened Relationships</em>, David Simon</p>
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		<title>Comunicare meglio per il benessere emotivo</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 08:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[benessere emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell’articolo di ieri si parlava del fatto che il benessere emotivo nasce dalla capacità di comunicare chiaramente ciò che si vuole nella vita. Questo non è un dono innato ma una capacità che si può imparare, e se attualmente non la possediamo probabilmente è perché abbiamo imparato da persone che a loro volta non erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2044" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="comunicazione-non-violenta" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/09/comunicazione-non-violenta.jpg" alt="comunicazione-non-violenta" width="131" height="180" />Nell’articolo di ieri si parlava del fatto che <strong>il benessere emotivo nasce dalla capacità di comunicare chiaramente ciò che si vuole nella vita</strong>. Questo non è un dono innato ma una capacità che si può imparare, e se attualmente non la possediamo probabilmente è perché abbiamo imparato da persone che a loro volta non erano in grado di esprimere i propri bisogni.<br />
Nella pagina web del Centro Deepak Chopra troviamo alcuni consigli per migliorare la nostra comunicazione:</p>
<p>“Il principio chiave della <strong>comunicazione cosciente </strong>è <strong>rendere il più semplice possibile per un’altra persona soddisfare i tuoi bisogni chiedendo il comportamento specifico che li può soddisfare</strong>. Tuttavia, quando le persone si sentono vulnerabili normalmente compensano diventando esigenti e minacciose, credendo che la forza aumenterà la probabilità di ottenere ciò che vogliono. La maggior parte delle volte questo approccio ha l’effetto opposto.</p>
<p>Il mio esigere da te implica che tu sia di minor valore di quanto sia io, e che quindi io abbia il diritto di impormi su di te. Anche se cedi alle mie richieste, è probabile che lo farai con resistenza e risentimento. Prima o poi non sarai più disposto ad acconsentire alle mie imposizioni e smetterai di soddisfare i miei bisogni. Questo principio si applica a tutti i rapporti, inclusi quelli con i nostri colleghi di lavoro, collaboratori, amici, figli e genitori.</p>
<p>Praticare la comunicazione consapevole: approfondendo il lavoro perspicace dello psicologo <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/audio/__la-comunicazione-nonviolenta.php?pn=62"><strong>Marshall Rosenberg</strong></a>, ecco un semplice processo che ti aiuterà a diventare un maestro della comunicazione cosciente:</p>
<p>1.   <strong> Identifica l’evento che ha causato il tuo turbamento emotivo</strong>. Descrivi ciò che è successo il più oggettivamente possibile. Descrivi semplicemente i fatti come se fossi un osservatore esterno. Per esempio dire ‘Mio marito non è mai in orario’ è meno utile del dire ‘Ha concordato di incontrarci al cinema alle 19 e non si è fatto vedere fino alle 19.30’<br />
2.    <strong>Assumi la responsabilità per i tuoi sentimenti</strong>. Nel descriverli scegli le parole che esprimono le sensazioni che stai provando, come ‘Mi sento triste, solo, frustrato o geloso’. Evita parole che rinforzano il senso di vittimismo: ‘Mi sento trascurato, tradito o rifiutato’. Quando assumi la responsabilità per le tue emozioni stai informando piuttosto che incolpando le persone nella tua vita.<br />
3.   <strong> Identifica ciò di cui avevi bisogno e che non hai ricevuto</strong>. Da bambini abbiamo avuto persone che si prendevano cura di noi e che cercavano di immaginare ciò di cui avevamo bisogno perchè noi non potevamo identificare i nostri bisogni e comunicarli. Da adulti inconsciamente ci aspettiamo che i nostri cari capiscano di cosa abbiamo bisogno e che vi provvedano spontaneamente. Questo accade raramente. <strong>Hai molte più probabilità di vedere i tuoi bisogni soddisfatti se puoi identificarli e comunicarli chiaramente</strong>.<br />
4.    <strong>Chiedi quello che vuoi</strong>. Quali particolari comportamenti o azioni potrebbero soddisfare le tue necessità? Per esempio, se vuoi più attenzione dal tuo partner, non chiedere a lui o lei semplicemente di passare più tempo con te; chiedi di fare una passeggiata insieme dopo cena, o di andare al cinema il sabato sera. Esprimi il tuo bisogno sotto forma di una richiesta piuttosto che di una esigenza. Abbiamo tutti un impulso intrinseco a resistere alle esigenze, mentre la nostra autostima aumenta quando siamo in grado di soddisfare alle richieste.</p>
<p>Sebbene l’utilizzo di questo processo non garantisca che tu possa soddisfare sempre le tue necessità, aumenterà sostanzialmente la possibilità di trascorrere più tempo sentendoti bene e a tuo agio e meno tempo soffrendo emotivamente.”</p>
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		<title>Qual è il tuo quoziente emotivo?</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 08:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emozionale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le nostre emozioni sono un indicatore reale della nostra connessione con le altre persone, con il mondo attorno a noi e con noi stessi. Come esseri umani condividiamo una serie di emozioni; tutti possiamo identificarci con sentimenti di rabbia, dolore, orgoglio e gioia. La nostra capacità di sentire tutte le emozioni e immedesimarci con gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2028" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="quoziente_emotivo" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/09/quoziente_emotivo.jpg" alt="quoziente_emotivo" width="126" height="180" />&#8220;<strong>Le nostre emozioni sono un indicatore reale della nostra connessione con le altre persone, con il mondo attorno a noi e con noi stessi</strong>. Come esseri umani condividiamo una serie di emozioni; tutti possiamo identificarci con sentimenti di rabbia, dolore, orgoglio e gioia. La nostra capacità di sentire tutte le emozioni e immedesimarci con gli altri quando le sperimentano ci mantiene connessi con l’universo e con noi stessi. Diventare consapevoli delle proprie emozioni e di quelle degli altri è un primo passo verso la guarigione delle nostre menti, dei corpi e dello spirito.&#8221;</p>
<p>&#8220;Rilascia il dolore emotivo, le credenze limitanti e gli schemi di pensiero negativi.<br />
In molti casi<strong> <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__test_quoziente_emotivo.php?pn=62">la nostra intelligenza emozionale</a> e la capacità di rapportarci a noi stessi</strong> in maniera arricchente e affermativa sono<strong> limitate da schemi di pensiero</strong> condizionati <strong>e da dolore emotivo </strong>immagazzinato. I limiti che imponiamo alle nostre emozioni hanno origine nel disagio dei nostri genitori. Abbiamo creato i nostri confini reagendo ai loro. Anche a loro fu insegnato da bambini a riconoscere quando un’emozione era ‘troppo’. Il loro senso di adeguatezza e la loro capacità di identificazione ed espressione di sé era ereditata, e non avevano molta altra scelta se non di trasmetterla.</p>
<p>Ciò significa che<strong> la nostra vita emotiva non è completamente nostra</strong>. Arriva a noi di seconda mano. Ogni lacrima che versiamo, ogni esplosione di rabbia e ogni risata riflette  la gamma emotiva di genitori, assistenti, nonni e altre persone che sono state influenti nella nostra vita.</p>
<p>Mentre crescevamo così come da adulti abbiamo potuto anche sperimentare eventi emotivamente dolorosi come il divorzio, la perdita di un lavoro o di un sogno, la morte di una persona amata, e così via. <strong>Se non siamo stati capaci di curare e rilasciare il dolore del passato, la tossicità emotiva</strong> che stiamo ancora portando <strong>limiterà</strong> ulteriormente <strong>il libero fluire della nostra intelligenza emozionale</strong> e la nostra capacità di sperimentare autentica felicità e appagamento.</p>
<p>Qui viene la buona notizia: non importa ciò che è successo fino ad ora,<strong> puoi andare oltre i limiti del passato e sperimentare il vero benessere emozionale</strong>.</p>
<p>Il dottor David Simon ha sviluppato un processo trasformativo in cinque passi – liberi di amare, liberi di guarire – che ti guiderà nel rilasciare il tuo dolore, e ti insegnerà le competenze per aumentare la tua intelligenza emozionale e risvegliare il tuo infinito potenziale per l’amore, la felicità e il vero successo.</p>
<p><strong>Medita per espandere la tua intelligenza emozionale</strong><br />
La base dell’intelligenza emozionale è la consapevolezza, e uno dei metodi più efficaci per aumentare la consapevolezza è la pratica della meditazione.<br />
Come potresti sapere per esperienza, è facile cadere nella morsa di uno stato d’animo che può influenzare completamente la tua visione del mondo e modificare anche il tuo comportamento in modi tutt’altro che auspicabili. Puoi anche arrivare ad identificarti così tanto con il tuo stato da sentire il cuore del tuo essere come di persona triste, arrabbiata o timorosa, sentendo che non c’è spazio dentro per una prospettiva più ampia della tua situazione.<br />
Quando si verifica questo tipo di dirottamento emotivo, viene compromessa la tua capacità di essere completamente presente, creativo e reattivo alla vita. Meditando regolarmente puoi allentare la morsa di queste emozioni difficili accedendo anche al tuo stato naturale di chiarezza e pace.</p>
<p><strong>Impara le abilità della comunicazione cosciente</strong><br />
Tutte le emozioni possono essere ridotte a due sentimenti primari: agio e disagio. Proviamo benessere, agio, felicità e piacere quando soddisfiamo i nostri bisogni. Sentiamo angoscia, tristezza e dolore quando non ci riusciamo. Tutte le emozioni derivano da bisogni.  <strong>Il benessere emotivo nasce dalla capacità di comunicare chiaramente ciò che vuoi nella vita</strong>. Questo non è un dono intrinseco ma <strong>un’abilità che si può imparare</strong>. Se attualmente non sei capace di esprimere i tuoi bisogni è perché hai imparato da persone che non ne erano capaci. Ora è tempo di migliorare le tue abilità.</p>
<p><strong>Pratica le leggi delle relazioni illuminate</strong><br />
Un aspetto centrale dell’intelligenza emozionale è la capacità di sviluppare relazioni intime e arricchenti. (presto un articolo di David sul tema)</p>
<p><strong>Muovi il tuo corpo ogni giorno</strong><br />
Esercitati costantemente. Come hanno scoperto i ricercatori, l’esercizio fisico è un modo efficace e naturale per <strong>elevare l’umore e rilasciare l’accumulo di stress </strong>che può limitare la nostra capacità per l’intelligenza emozionale. Trova una forma di esercizio fisico che ti piaccia e che includa allenamento per la flessibilità, la forza e lo sviluppo cardiovascolare (idealmente 20 minuti di attività aerobica al giorno).</p>
<p><strong>Prova lo yoga per la consapevolezza del corpo</strong><br />
Ti suggeriamo di praticare uno yoga basato sulla consapevolezza, come le sette leggi spirituali dello yoga, molte volte alla settimana. Quando è praticato con consapevolezza lo yoga è una pratica di trasformazione per integrare la tua mente, il corpo e lo spirito. Quando ti muovi consapevolmente attraverso le posizioni puoi sentire le zone del tuo corpo che sono oppresse e dove le emozioni sono ferite.  Spostando la respirazione in queste aree con intenzione delicata comincerai a mobilitare e a rilasciare la tossicità emotiva.&#8221;<br />
<em>What is Your Emotional I.Q.?</em> dalla newsletter di settembre del Chopra Center<br />
A questa pagina puoi trovare un quiz (in inglese) per calcolare il tuo quoziente emotivo: www.chopra.com/agni/sep10/quiz</p>
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		<title>Riprogrammare per il cambiamento</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[counseling]]></category>
		<category><![CDATA[riprogrammazione]]></category>

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		<description><![CDATA[ Il counseling della riprogrammazione
&#8220;La vita di ognuno si svolge lungo tappe programmate dall’evoluzione, nelle quali si afferma l’individualità.
Lo sviluppo individuale umano è scandito da fasi programmate dalla natura che operano su molteplici variabili: le caratteristiche innate dell’individuo; le peculiarità affettive, comportamentali e cognitive dell’ambiente, la filosofia e i valori culturali del retroterra antropologico. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2007" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="counseling_come_riprogramma" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/09/counseling_come_riprogramma.jpg" alt="counseling_come_riprogramma" width="141" height="180" /> Il counseling della riprogrammazione<br />
&#8220;<strong>La vita di ognuno si svolge lungo tappe programmate</strong> dall’evoluzione,<strong> nelle quali si afferma l’individualità</strong>.<br />
Lo sviluppo individuale umano è scandito da fasi programmate dalla natura che operano su molteplici variabili: le caratteristiche innate dell’individuo; le peculiarità affettive, comportamentali e cognitive dell’ambiente, la filosofia e i valori culturali del retroterra antropologico. Il tutto viene iscritto nelle connessioni sinaptiche e nel sistema psiconeuroendocrino.</p>
<p>Lo sviluppo biopsicologico individuale si svolge attraverso all’incirca nove fasi, alcune programmate dal Dna, altre dalla specie. Tale sviluppo, non meno della vita psichica, procede per svolte critiche. <strong>È inevitabile che una fase di sviluppo malriuscita possa influire negativamente sulle seguenti</strong>.</p>
<p><strong>La vita intrauterina</strong>. Il feto è influenzato dai flussi neuroendrocrini collegati agli stati d’animo materni e dalle sue abitudini di fitness (alimentazione, fumo, alcol, ecc.).<br />
<strong>La nascita</strong>. Le terminazioni nervose che dall’epidermide si collegano con i neuroni motori vengono attivate dal parto, incidendovi a livello cerebrale le sequenze dentro/fuori, cambiamento, passaggio, pressione/liberazione.<br />
<strong>La fase primaria o dell’attaccamento</strong>, in cui s’instaura, tra madre e bambino, una relazione stretta, somigliante ai due poli di un campo elettromagnetico, fondata sulla comunicazione empatica e la risonanza, un circuito di vibrazioni tra corpi.<br />
<strong>La socializzazione infantile</strong>. Dal punto di vista psicobiologico si ha una potente ristrutturazione sinaptica. I fanciulli sentono prepotente il bisogno di stare fra coetanei e debbono imparare le regole del gioco. Quando poi il gioco si trasforma in scolarizzazione (che è un’acquisizione della specie, presente in ogni società, anche la più arcaica) il bambino è chiamato a diventare allievo a tempo pieno, vale a dire a decidere di apprendere regole di comportamento mentale: valutare le priorità, le convenienze, la metodologia della soluzione dei problemi. Egli deve allenarsi insomma a costruire le basi della capacità strategica e del progettare.<br />
<strong>La sessualizzazione</strong>. L’adolescenza rende compiuto il comandamento di sopravvivenza, portando a maturazione due importanti istinti di specie: la sessualità e la forza del gruppo-orda che porta a delimitare con nettezza il campo personale, anche in conflitto con i familiari. L’adolescente alterna a periodi di depressione e d’isolamento momenti d’esuberanze irrefrenabili (dovuti alla rimodulazione del sistema ormonale), senso di precarietà e di sconfinamento angoscioso fino al suicidio. Si fonda in questa fase la caratteristica specifica umana della tendenza alla spiritualità.<br />
<strong>Il primo innamoramento</strong>. La persona innamorata percepisce se stessa come legata ad un’altra, al di fuori di sé. Comincia a vivere identificata con la persona amata. Su questa base psicofisiologica si può sviluppare l’atteggiamento spirituale di carattere mistico. L’innamoramento trascina al superamento di sé nell’unione mistica. Chiamerei questo movimento “trascendenza amorosa”. Prima o poi dovrà avvenire il distacco (influenzato nelle sue modalità soprattutto dagli esiti della fase primaria), superato il quale si opera il passaggio alla relazione amorosa matura. L’altra persona diventa un cosmo con il quale si costruisce un campo energetico comune. Ma qui non siamo più nella dimensione spirituale trascendente, bensì nel mondo della relazione spirituale adulta, dell’empatia e della comprensione.<br />
<strong>La maturità</strong>. L’io giunge a maturazione contemporaneamente all’equilibrio biologico dei suoi emisferi cerebrali, che in questa fase terminano il loro processo di sviluppo. La persona si esprime nella libertà, nella capacità di giudizio e di affrontare i problemi secondo criteri di valutazione armonizzati con il complesso delle sue esigenze di persona in quanto individuo e soggetto in relazione.<br />
<strong>Il decondizionamento</strong>. La menopausa e l’andropausa modellano questa fase. La fine della predominanza ormonale rende la vita della persona meno condizionata dalla tempesta interna e dalle esigenze biologiche primarie. La mente si focalizza maggiormente verso il mondo interiore. Tutte le possibili connessioni del sapere, insite in quel soggetto, anche quelle inevase, sono evidenziabili.<br />
<strong>Lo sconfinamento</strong>. L’esperienza interiore più profonda di quest’ultima programmazione della vita, sotto il segno della morte biologica programmata, è la presenza costante del limite, che genera un continuo interrogativo su cosa c’è di là.<br />
<strong>La vecchiaia</strong>, come programma finale induce a confrontarsi con tutte le istanze alla base della trascendenza oltre il proprio sé.</p>
<p><strong>I genitori e la società agiscono sulle giovani generazioni come programmatori</strong>: vantaggi e rischi.<br />
Il comportamento tipico dei genitori e della società, in modo particolare nella scuola, nei riguardi delle giovani generazioni è quello dei programmatori. In questo modo la società umana continua il lavoro della natura.</p>
<p>Vi sono<strong> due tipi d’educazione</strong>. <strong>La prima è quella istituzionalizzata </strong>ed è il luogo dove, palesemente e metodicamente, vengono trasmesse nozioni ed istruzioni: la famiglia e la scuola. <strong>La seconda forma di educazione opera per le vie sociali </strong>tramite i linguaggi, i comportamenti, gli spettacoli, l’agorà televisiva e quella dello stadio, l’appartenenza comunitaria.</p>
<p>Che questi attori agiscano come programmatori lo si deduce dall’ossatura della formazione di base. Essa <strong>mira a trasmettere le istruzioni fondamentali che saranno i punti di riferimento</strong> e che come tali funzioneranno. I bambini e gli adolescenti, proprio a causa della loro estrema malleabilità, le assimilano secondo un criterio d’economicità: ovvero <strong>stabilizzano queste prime acquisizioni in programmi-guida</strong>, nuclei stabili di comportamenti, linguaggi, emozioni, scale di valori. Essi funzioneranno da attrattori rispetto a tutte le esperienze seguenti, <strong>diventeranno le categorie di riferimento della memoria a lungo termine</strong> e come tali saranno gli ultimi ad essere dimenticati e, ovviamente, i più difficili da cambiare nella misura in cui sono rigidi.</p>
<p>La formazione, come fenomeno complessivo dalla nascita alla tarda giovinezza, non crea nella persona solo un<strong> manuale di istruzioni</strong> (unità comportamentali, emozionali e cognitive), ma anche <strong>un libro di storia delle vicende della persona</strong> stessa, una macchina del tempo che può riattivare esperienze passate o prefigurare tempi venturi. È <strong>il nostro codice genetico esistenziale</strong>. Senza di esso la nostra esistenza non avrebbe una strategia e sarebbe solo disordine inconcludente. Ma <strong>non sempre è adeguato alle esigenze della persona o al suo potenziale</strong>, sicché talvolta questa si trova nella condizione di non avere strumenti per la soluzione dei problemi che gli eventi della vita comportano o addirittura può sentirsi esposta al fallimento proprio a causa di quel codice esistenziale.</p>
<p><strong>Come e dove opera il counseling della riprogrammazione.</strong><br />
Il counseling della riprogrammazione è un metodo che assimila le più diverse tecniche, purché rispondano ai principi fondamentali del modello evoluzionistico, secondo il quale si ha cambiamento se si opera lavorando sulle fondamentali componenti di un programma esistenziale: l’energia, l’obiettivo, la strategia e la memoria.<br />
I pilastri su cui questo modello di counseling poggia sono: la <strong>definizione del problema e del programma operante in quel problema </strong>attraverso l’indagine, la <strong>definizione dell’obiettivo da perseguire</strong> nella consulenza, la <strong>deprogrammazione</strong>, l’immissione del<strong> nuovo programma</strong>, la messa in moto delle <strong>risorse</strong>.</p>
<p>Dopo aver ascoltato con un atteggiamento empatico la narrazione del disagio da parte del cliente, il counselor lo aiuta a collocare quel problema nella sua realtà concreta, per averne chiari i fatti e non solo le impressioni soggettive. Egli mette così in atto un’indagine il cui scopo ultimo è di scoprire quale sia la strategia esistenziale specifica, quale programmazione abbia messo in atto per giungere ad una situazione di disagio.</p>
<p>(…) Sarà liberatorio, per il cliente, comprendere che, per quanto la strategia cui sinora aveva affidato la sua vita non sia più adeguata, gli sia tuttavia servita a sopravvivere e ad ottenere qualche successo. Grazie ad essa è giunto laddove ora è, anche se adesso deve andare oltre e quindi riprogrammarla. Il porsi in questa prospettiva facilita, nel cliente, l’assunzione di un <strong>atteggiamento di tolleranza verso il proprio passato</strong>, sì da non rimanere legato ad esso con vincolo ostile. Questo ragionamento, invece, non sempre funziona in psicoterapia. Il luogo psichico in cui il paziente adesso si trova è la malattia ed è proprio a causa della programmazione in atto che lui è ammalato.</p>
<p>Nel counseling, questo passaggio <strong>valorizza la crisi del presente</strong>. Si ha crisi quando l’evento critico offre l’<strong>opportunità di entrare in uno spazio/tempo di riflessione</strong>, confacente ad una nuova progettazione.</p>
<p>(&#8230;) Segue la fase della <strong>deprogrammazione</strong>. Anche questo è un termine forte. Il primo ad usarlo è stato Steven Hassan nel suo famoso Exit Counseling. Lo scopo è una <strong>decostruzione della programmazione operante</strong>, attraverso tecniche apposite. In questa fase è più facile che scatti la resistenza. La deprogrammazione interviene sia sui costrutti mentali sia sui legami emotivi. Attraverso le tecniche dei giochi di ruolo, la sedia vuota, lo psicodramma, l’impatto empatico, gli ansiolitici erboristici, i rimedi floreali di Bach, si mette in atto un processo di disaggregazione emotiva. Attraverso la confutazione si opera <strong>la scoperta e la critica sperimentale dei pregiudizi personali</strong> («non bisogna fidarsi delle donne», «io non potrò mai fare questo o quello»), <strong>delle ingiunzioni introiettate</strong> («se non sei il primo, non sei nessuno»), <strong>dei comandamenti assimilati</strong> («bisogna saper sopportare per amore dei figli»), <strong>delle etichette </strong>(«ha parlato il sapientone!»). Attraverso il paradosso <strong>si mette in luce il nonsenso più vistoso che è sempre, e comunque, quello di non amare sé stessi, pur essendo ognuno il detentore della propria unicità</strong>.</p>
<p>Il passo seguente è la <strong>costruzione del nuovo programma</strong>. Il cambiamento preso in considerazione dalla metodologia della riprogrammazione è il ritorno “al tavolo da disegno”: un ritorno alle origini tradite allo scopo di liberare il loro potenziale strategico, oppure un necessario e formidabile tradimento delle origini stesse, aggiungendo elementi strategici assenti nel programma personale. Si può cambiare per realizzare una delle proprie ipotesi programmatiche, piuttosto che un&#8217;altra. Ma si può cambiare anche aggiungendo nuove ipotesi programmatiche alla propria storia.</p>
<p>(…) <strong>Il nuovo programma deve anzitutto rispondere al criterio di essere un atto di amore a sé stessi</strong>. Counselor e consultante costruiscono insieme ipotesi di nuove istruzioni, idonee a raggiungere l’obiettivo del cambiamento e coerenti con il potenziale della persona, costruite secondo tre peculiarità: efficacia rispetto alla sopravvivenza dell’Io, sicché ne mantengano l’unità profonda, efficacia comunicativa e stabilità coniugata con malleabilità. L’assunzione di responsabilità verso la propria situazione richiede la consapevolezza opportunistica che il miglior investimento energetico è quello diretto a cambiare laddove la persona può intervenire.&#8221;<br />
Mario Papadia, da www.counselingitalia.com</p>
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		<title>Espressioni corporee e patologie alimentari</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linguaggio del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche per il corpo]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio corpo-mente]]></category>
		<category><![CDATA[patologie alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[Specializzata in Art-Counseling ad indirizzo psicoanalitico relazionale, Elisa Rasotto lavora da anni con bambini e adulti sia in ambito istituzionale che privato proponendo percorsi che, con l’ausilio di tecniche espressive corporee ed artistiche, facilitano l’espressione delle emozioni.
Secondo Elisa la danza e il movimento corporeo hanno una grande importanza nella sfera emotiva e in quella relazionale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1822" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="voce-corpo-rasotto" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/07/voce-corpo-rasotto.jpg" alt="voce-corpo-rasotto" width="117" height="180" />Specializzata in Art-Counseling ad indirizzo psicoanalitico relazionale, <strong>Elisa Rasotto</strong> lavora da anni con bambini e adulti sia in ambito istituzionale che privato proponendo percorsi che, con l’ausilio di <strong>tecniche espressive corporee ed artistiche</strong>, <strong>facilitano l’espressione delle emozioni</strong>.</p>
<p>Secondo Elisa<strong> la danza e il movimento corporeo hanno una grande importanza nella sfera emotiva e in quella relazionale</strong>, perché sono libere manifestazioni di sé.</p>
<p>Elisa opera inoltre nell’ambito dei disturbi del comportamento alimentare dove l’uso di differenti tecniche espressive mira a facilitare la costruzione di una diversa percezione del proprio corpo e di una migliore relazione con se stessi.</p>
<p>“Le<strong> patologie alimentari</strong>, con la loro ossessione per il corpo, sono l’estrema espressione di un’epoca che ha fatto della corporeità il palcoscenico dove rappresentare e dare voce alle paure e alle angosce umane odierne.<br />
Quello del corpo è un aspetto centrale nella patologia alimentare, è l’ossessione primaria che sembra guidare ogni pensiero, ogni azione, ogni emozione. Il corpo diviene il ‘luogo’ in cui convogliare la grande ansia da prestazione, il bisogno di primeggiare, la necessità di controllare tutto nei minimi dettagli.”</p>
<p>Il proprio corpo  non viene vissuto, ma viene negato nella ricerca di un corpo ideale immaginato.<br />
“Accade che <strong>il corpo reale viene sconfessato in nome di un corpo immaginario</strong> che risponde a canoni di efficienza, bellezza e realizzazione. L’anoressica e la bulimica odiano il proprio corpo e guidate da un modello che non esiste, lo sottopongono a regole ferree e difficilmente perseguibili.”</p>
<p>Viene così ripristinato il dualismo cartesiano: la separazione tra mente e corpo, tra res cogitans e res extensa, dove la prima governa ed è superiore al corpo.<br />
“ Ecco dunque che<strong> tutti i bisogni corporei primari come il nutrimento, il riposo e la relazione restano inascoltati, insoddisfatti</strong>, per essere impietosamente soffocati in funzione di un’idea imperante e assoluta che ha le fattezze della perfezione. <strong>Il corpo viene così deprivato della propria saggezza ancestrale</strong> e viene negata quella che, come dice Umberto Galimberti, era la sua funzione di apertura originaria verso il mondo.”</p>
<p>“Riuscire a ricostruire l’immagine di se stessi, arrivare ad <strong>accettare con consapevolezza il proprio corpo, imparare ad ascoltarlo e a nutrirlo</strong> significa apportare dei cambiamenti nella relazione con la realtà esterna e con le altre persone accettando anche che il mondo, fatto di nutrimento e di relazioni, possa entrare ed uscire dalla propria vita in un rapporto di dentro e fuori, vuoto e pieno.</p>
<p>Per persone malate di una qualsivoglia patologia alimentare è fondamentale costruire una relazione nuova con il proprio corpo, che non sia disfunzionale né dispercettiva.<br />
L’Art-Counseling, un intervento ancora poco conosciuto e poco utilizzato in Italia, può essere la chiave giusta. Comprende un insieme di tecniche espressive corporee ed artistiche che vengono proposte, individualmente o in gruppo, sulla base di un approccio psicoanalitico relazionale.</p>
<p>Offrire percorsi di <strong>Art-Counseling</strong> a persone affette da patologie alimentari significa <strong>offrire esperienze corporee concrete</strong> che eludono la sfera mentale e restano poi nella memoria corporea. Per questi pazienti è fondamentale<strong> sperimentare linguaggi espressivi differenti, inusuali, non verbali</strong>, che li incoraggino ad ascoltare e accogliere i messaggi che il corpo manda.</p>
<p>L’importanza di un tale intervento dunque non è quello di fornire letture o interpretazioni, ma il semplice <strong>fare esperienza di sé, ascoltarsi, udire la voce del corpo</strong>, uscire dalla sfera del controllo e accettare i propri bisogni, a partire da quelli primari che permettono il proprio sostentamento, per arrivare al bisogno di relazionarsi con il mondo e con gli altri.”</p>
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		<title>Incontrare la propria ombra</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 08:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[autoconoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Deepak Chopra]]></category>
		<category><![CDATA[lato oscuro]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La natura essenziale dell’universo è la coesistenza degli opposti. Non posso essere un eroe se dentro di me non contengo anche un codardo. Non posso essere generoso se non possiedo anche un avaro interiore.
Non possiamo essere virtuosi se non abbiamo la capacità del male. Eppure la maggior parte di noi è stata condizionata a negare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1809" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="perche-persone-comportano" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/07/perche-persone-comportano.jpg" alt="perche-persone-comportano" width="115" height="180" />&#8220;La <strong>natura essenziale dell’universo</strong> è la <strong>coesistenza degli opposti</strong>. Non posso essere un eroe se dentro di me non contengo anche un codardo. Non posso essere generoso se non possiedo anche un avaro interiore.<br />
Non possiamo essere virtuosi se non abbiamo la capacità del male. Eppure la maggior parte di noi è stata condizionata a <strong>negare la propria ombra</strong> – quei luoghi nascosti dove reprimiamo la nostra colpa, la confusione e il dolore.</p>
<p>Quando separiamo le parti dolorose del nostro passato, la vergogna non solo non va via, ma marcisce e scurisce nella nostra stessa ombra. Cerca riconoscimento e reintegrazione generando pensieri di auto sabotaggio e anche esagerati sogni scuri.</p>
<p>Possiamo anche finire per <strong>proiettare queste qualità negate in altre persone nella nostra vita</strong>. Hai mai conosciuto persone che continuamente attraggono le ‘persone sbagliate’? In realtà, esse non stanno attraendo quella oscurità, ma non sono disposte a riconoscerla nelle loro vite. Ciò  è triste perché l’<strong>ombra </strong>trae anche un regalo: un’<strong>opportunità di espandere la nostra consapevolezza personale e sperimentare la nostra pienezza</strong>.</p>
<p>Se vogliamo trovare il nostro vero essere, dobbiamo<strong> <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__perche-le-persone-buone-a-volte-si-comportano-male.php?pn=62">immergerci nell’ombra</a></strong>, recuperare le parti di noi che abbiamo scisso e abbracciare il paradosso della coesistenza degli opposti. Con amorevole attenzione possiamo<strong> guarire il nostro passato e sfruttare la potenza del nostro io pienamente illuminato</strong>. Come possiamo fare ciò? Ho trovato utili i seguenti passi:</p>
<p><strong>1°Passo: Smettere di proiettare</strong><br />
La proiezione è una difesa inconscia per la quale ignoriamo le nostre debolezze e le proiettiamo sugli altri. Per esempio possiamo sentirci irritati per il comportamento indulgente di una celebrità perché la nostra ombra contiene un desiderio nascosto di impegnarsi negli stravizi. La proiezione può assumere varie forme, incluso la gelosia, la paranoia, l’arroganza, la superiorità, il pregiudizio e l’idealizzazione di altre persone. Nel momento in cui ti accorgi di stare proiettando un sentimento nascosto, devi avvicinarti a quel sentimento e permetterti di sentirlo. Ciò non sempre è facile, quindi sii paziente con te stesso.</p>
<p><strong>2°Passo: Distaccati e lascia andare</strong><br />
Hai già iniziato questo processo riconoscendo i tuoi sentimenti. Ora hai bisogno di rilasciare la negatività. Il modo più diretto è quello di assumere l’intenzione di essere distaccato, centrato, paziente e consapevole di te stesso.<br />
<strong><br />
3°Passo: Rinuncia ai giudizi su di te</strong><br />
Mentre le emozioni sono comunemente classificate come ‘positive’ o ‘negative’, in realtà ogni emozione è valida in un modo o in un altro. Ma <strong>quando aggiungi un giudizio, qualsiasi emozione può essere dannosa</strong>. Comincia invece a coltivare la comprensione per qualsiasi emozione sorga nella tua esperienza. Invece di accumulare giudizi su di te per ciò che stai sentendo, guarda se puoi offrirti compassione. Così facendo toglierai il giudizio dalle tue emozioni e ti darai il permesso di essere chi sei.</p>
<p><strong>4°Passo: Ricostruisci il tuo corpo emozionale</strong><br />
Così come il nostro corpo fisico, il nostro corpo emozionale può ammalarsi, stancarsi e ammosciarsi se viene esposto a tossine e influenze malsane. Per mantenere il tuo corpo emozionale energico, flessibile e fonte di piacere, c’è bisogno del nutrimento appropriato. Passa un po’ di tempo sintonizzandoti col tuo corpo emozionale e chiedigli di cosa ha bisogno.</p>
<p>Mentre pratichi questi passi, sii consapevole che anche le persone più stabili e sicure di sé sminuiranno il significato della loro zona d’ombra. Questo è istinto di conservazione perché è duro accettare di avere questa materia oscura in noi quando abbiamo lavorato tutta la vita per costruire una personalità attorno agli ideali di amore, compassione e generosità. Ciò nonostante, quando puoi guardare questa sostanza e accettarla come parte di te, sapendo che non è la tua vera essenza, inizi una <strong>guarigione profonda di perdono e reintegrazione</strong>.</p>
<p>Queste aree dolorose che hanno contenuto la rabbia, il risentimento e il giudizio su di te non dovranno più essere rinchiuse nel seminterrato e possono ora essere curate e riportate in armonia con la tua anima. Noterai anche che mentre i contenuti dell’ombra diventano pienamente trasparenti alla luce, libererai tutta quell’energia che era rinchiusa nella tua guerra civile, e che sarà ora disponibile per espressioni più creative e per un più completo apprezzamento della vita intorno a te.&#8221;</p>
<p><em>The Shadow</em>, Deepak Chopra</p>
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		<title>La danza: espressione e terapia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 08:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche per il corpo]]></category>
		<category><![CDATA[benessere psico-fisico]]></category>
		<category><![CDATA[danza terapia]]></category>
		<category><![CDATA[malattie psicosomatiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando la danza è espressione e conoscenza di se stessi… La DanzaMovimento Terapia (DMT) viene utilizzata per la ricerca del benessere, per l’evoluzione personale,  per trattare disturbi fisici, psicosomatici o relazionali.
La DMT si è sviluppata nel continente americano, in Europa e in altre parti del mondo, diversificandosi in una pluralità di modelli e orientamenti teorici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1749" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="danza-del-se" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/07/danza-del-se.jpg" alt="danza-del-se" width="127" height="180" />Quando la danza è espressione e conoscenza di se stessi… La <strong>DanzaMovimento Terapia (DMT)</strong> viene utilizzata <strong>per la ricerca del benessere, per l’evoluzione personale,  per trattare disturbi fisici, psicosomatici o relazionali</strong>.</p>
<p>La DMT si è sviluppata nel continente americano, in Europa e in altre parti del mondo, diversificandosi in una pluralità di modelli e orientamenti teorici, tecnici ed applicativi.<br />
Idealmente si ricollega ad antiche tradizioni nelle quali la danza era considerato un mezzo fondamentale nelle pratiche di guarigione, e ripropone le risorse del processo creativo, della danza e del movimento per <strong>promuovere l&#8217;integrazione psicofisica, relazionale e spirituale</strong>, il benessere e la qualità della vita della persona.</p>
<p>Associata di frequente con altre forme di cura, la DMT trova applicazione nel trattamento di numerosi disturbi psichiatrici: dalle psicosi ai disturbi d&#8217;ansia e dell&#8217;umore, dalle malattie psicosomatiche ai disturbi del comportamento alimentare e alle tossicodipendenze. Inoltre è stata sperimentata positivamente come modo di approccio a diverse forme di handicap psichico, fisico e sensoriale.</p>
<p>La DanzaMovimento Terapia favorisce l&#8217;unità mente-corpo-relazione e viene utilizzata in centri diurni, unità riabilitative, comunità terapeutiche, centri socio-educativi, ospedali, studi professionali, carceri, scuole e consultori per le possibilità che offre grazie alle sue<strong> diverse dimensioni, terapeutica e riabilitativa, ma anche formativa ed educativa</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__la-danza-del-se.php?pn=62"><strong>Paola de Vera d’Aragona</strong></a>, simbolista e DanzaMovimento Terapeuta ha ideato la<strong> DMT in chiave simbolica®</strong>: un originale Modello di intervento terapeutico che si è strutturato agli inizi degli anni &#8216;80 e che affonda le sue radici nei concetti di Simbolo, Archetipo ed Immagine (Jung) da un lato e poggia sul contributo della Psicologia Transpersonale di Maslow e di Wilber  dall’altro. Si ispira anche al concetto di Medicina Archetipica (Ziegler).</p>
<p>In un’ottica psicosomatica l’inconscio è “psichico” e “corporeo”: il linguaggio dinamico del corpo – il movimento -  è strettamente legato alla sfera interiore che “rappresenta” in forma simbolica.<br />
Ogni funzione corporea è uno stato di coscienza. La patologia sarebbe allora la metafora della storia personale del soggetto, sarebbe cioè il tentativo di “scorporare” parti del corpo pregne della loro componente emotiva facendole vivere autonomamente. In Terapia viene dato  loro spazio e “voce” per coglierne il messaggio: <strong>il corpo ritrova così la sua capacità  di raccontarsi </strong>&#8230;</p>
<p>La DMT in chiave simbolica® viene utilizzata nella patologia psicosomatica oltre che nella patologia psichiatrica, nel disagio psicologico ed in Area Riabilitativa, Socio-Educativa e Preventiva.</p>
<p>“…dice Paola de Vera d’Aragona che <strong>le persone danzando si liberano dei problemi e scoprono se stesse</strong>, per arrivare a danzare come nelle antiche danze sacre, il proprio Sé…” Manuela Pompas</p>
<p>“ Paola de Vera d’Aragona ci porta l’esempio di una terapia che non richiede l’intervento del medico, l’uso di farmaci o lunghe sedute dallo psicoanalista. Ci propone una tecnica dolce, non violenta di approccio a quelle patologie in cui i soggetti manifestano il loro modo di essere sofferenti attraverso una disarmonica immagine di sé e del proprio corpo e soprattutto attraverso una incapacità a vivere il ritmo, il movimento e le relazioni con gli altri, in sintonia con le proprie emozioni. <strong>Cefalee, disturbi del ritmo cardiaco, depressione e problemi della sfera sessuale incontrano nella dance therapy la possibilità di esprimere i conflitti che, come sintomi, veicolano</strong>.” Daniela Marafante</p>
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		<title>Responsabile ma non colpevole</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità personale]]></category>
		<category><![CDATA[senso di colpa]]></category>

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		<description><![CDATA[Dagli estremi del ‘non è colpa mia’ al ‘mi sento sempre in colpa’ la responsabilità è spesso mal interpretata. La chiave del rispetto tra le persone e della qualità delle relazioni sta nell’assumersi tutte le proprie responsabilità, ma nient’altro che queste. Nel libro Responsabile si, colpevole no! Yves Alexandre Thalmann spiega proprio questo, utilizzando esempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1647" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="responsabile-si" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/06/responsabile-si.jpg" alt="responsabile-si" width="125" height="180" />Dagli estremi del ‘non è colpa mia’ al ‘mi sento sempre in colpa’ la responsabilità è spesso mal interpretata. La chiave del rispetto tra le persone e della <strong>qualità delle relazioni</strong> sta nell’<strong>assumersi tutte le proprie responsabilità, ma nient’altro che queste</strong>. Nel libro <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__responsabile-si-colpevole-no.php?pn=62"><strong>Responsabile si, colpevole no!</strong></a> Yves Alexandre Thalmann spiega proprio questo, utilizzando esempi di vita quotidiana. Per riscoprire la spontaneità di un vivere senza la sgradevolezza di inutili sensi di colpa che proviamo quando assumiamo responsabilità che non abbiamo, o per recuperare il controllo della nostra vita e la libertà di cambiarla in meglio riconoscendoci padroni e responsabili delle nostre emozioni e delle nostre reazioni.</p>
<p>Ecco due articoli dalla pagina web dell’autore sull’argomento:</p>
<p>&#8220;<strong>Scuse, ancora scuse..</strong><br />
Capita frequentemente di <strong>attribuire i nostri comportamenti a cause esterne</strong>. È un modo di <strong>non assumersi le proprie responsabilità</strong>. L’inconveniente di pensare in questo modo è che così <strong>perdiamo la libertà di cambiare</strong>. Sono regolarmente sorpreso nel constatare quanto sia difficile assumersi l’intera responsabilità delle proprie azioni. Ostentiamo un tesoro di ingegnosità per inventarci delle scuse più o meno credibili. Succede anche che cominciamo a credere alle nostre proprie scuse. Ci convinciamo allora che le nostre azioni dipendono da fattori esterni a noi e tutto questo in buona fede! (…)</p>
<p>Reagiamo in modo diverso allo stesso stimolo a seconda del nostro stato d’animo del momento. Un giorno, il ritardo del postino ci lascia contrariati mentre il giorno dopo reagiamo con indifferenza. Le stesse sciocchezze dei nostri bambini un giorno possono divertirci mentre in un altro momento ci esasperano. Di fatto, <strong>la natura della nostra reazione dipende principalmente da noi</strong>. È dunque nostro compito assumerci la responsabilità delle nostre emozioni. (…)</p>
<p>Le persone che attribuiscono la responsabilità di un loro comportamento a una causa esterna rinunciano ad assumere la responsabilità delle loro azioni. Senza dubbio pensare così è rassicurante, ma c’è un inconveniente: <strong>dato che essi non sono responsabili dei loro comportamenti non possono cambiarli. Diventano i giocattoli di forze esteriori</strong>: l’attitudine di un’altra persona, la disobbedienza di un figlio o la pressione sociale. Abdicano al loro potere di decisione e rinunciano alla loro libertà. Di conseguenza, <strong>solo colui che assume pienamente le proprie responsabilità dispone della libertà per cambiare</strong>. Da prigionieri di forze esteriori diventiamo un po’ più padroni dei nostri comportamenti. Possiamo allora scegliere coscientemente le reazioni soddisfacenti in accordo coi nostri valori. &#8221;<br />
Des excuses, encore des excuses</p>
<p>&#8220;<strong>Gestire il senso di colpa</strong><br />
Sono rare le persone che non provano mai sentimenti di colpa. È per questo motivo che la colpa è utilizzata dai manipolatori per ottenere ciò che vogliono dalle altre persone. Imparare a tollerare il proprio senso di colpa equivale ad eludere la loro influenza e guadagnare in rispetto. (…) Il mio proposito è quello di analizzare gli effetti della colpevolezza sulla comunicazione. Ciò permetterà di far emergere un modo di gestire questo particolare sentimento.</p>
<p>Esiste un senso di colpa sano legato alla coscienza di avere agito male che porta a riconoscere i propri sbagli e a provare  a porvi rimedio. Ma esiste anche <strong>un senso di colpa più diffuso che mina la gioia di vivere</strong>. Questo è spesso<strong> legato a una responsabilità esagerata</strong>. In effetti, se io mi sento responsabile di qualcosa, corro il rischio di sentirmi colpevole quando questa va male. In altre parole, mi sento colpevole quando non riesco ad influenzare gli avvenimenti come vorrei, sebbene questi siano chiaramente fuori dal mio controllo.</p>
<p>Colpa e illusione di potere vanno di pari passo. Prendiamo il caso della madre divorziata che si sente colpevole di privare i propri figli del loro padre. Pensa di aver avuto il potere di evitare il divorzio? Ma ciò non tiene in conto che una relazione coniugale si costruisce in due! Anche con la migliore volontà, lei non poteva da sola far andare bene la relazione. Qualunque cosa facesse, il suo partner poteva decidere lo stesso di andarsene.</p>
<p>Il senso di colpa condiziona la qualità della comunicazione. Prepara il terreno alla manipolazione. Infatti <strong>le persone che provano senso di colpa sono facilmente manipolabili</strong>. Sono pronte ad agire contro il proprio bene per attenuare il proprio sentimento di colpa. È sufficiente usare le parole giuste per ottenere ciò che si vuole da loro. (…)</p>
<p>Come si può gestire il proprio senso di colpa senza lasciarsi manipolare? Io suggerisco di<strong> differenziare il sentimento dalle azioni che ci può portare a compiere.</strong> Provare un senso di colpa è una cosa. Agire per attenuare questo sentimento sgradevole è un’altra cosa. Si tratta di <strong>tollerare il senso di colpa, di accettarlo</strong>. Così, la madre divorziata potrebbe dirsi: ‘Ok. È vero che mi sento colpevole di avere privato i miei figli dal loro padre. Ma questa non è una buona ragione per autorizzarli a vedere questo film che secondo me è troppo violento per loro.’</p>
<p>Riassumendo, consiglio di vivere i sentimenti di colpa piuttosto che volerli evitare a qualsiasi prezzo. Ciò toglie appiglio alle persone che cercano di manipolarci. Potremmo dire quindi: ‘È vero, mi sento in colpa. Ma non per questo farò ciò che tu desideri.&#8217; &#8221;<br />
<em>Gérer la culpabilité</em></p>
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