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	<title>BlogLibri.it &#187; Attualità</title>
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	<description>Libri - Salute Naturale, Sviluppo Personale, Crescita Spirituale - Approfondimenti e recensioni.</description>
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		<title>Non toglieteci la terra</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 09:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Vandana Shiva]]></category>

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		<description><![CDATA[Al dibattito sempre accesso sulle coltivazioni OGM se ne aggiunge ora un altro riguardante la decisione dello Stato italiano di mettere in vendita i terreni demaniali, compresi quelli con diritto ad uso civico. Il decreto originale del 24.01.2011 chiamato “Cresci Italia” prevedeva l&#8217;alienazione delle terre demaniali, incluse quelle a vocazione agricola, per poter reperire risorse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2525" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="ilbenecomune" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2012/03/ilbenecomune.jpg" alt="ilbenecomune" width="140" height="210" />Al dibattito sempre accesso sulle coltivazioni OGM se ne aggiunge ora un altro riguardante la decisione dello Stato italiano di mettere in vendita i terreni demaniali, compresi quelli con diritto ad uso civico. Il decreto originale del 24.01.2011 chiamato “Cresci Italia” prevedeva l&#8217;alienazione delle terre demaniali, incluse quelle a vocazione agricola, per poter reperire risorse per sanare il debito pubblico italiano e stimolare la crescita. In seguito ad una protesta di una rete di associazioni il 28 febbraio è stato approvato un emendamento all&#8217;art. 66 in cui si dispone sia la vendita che la locazione per le terre agricole di proprietà demaniale.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il-bene-comune-della-terra.php?pn=62">Vandana Shiva</a></strong>, nota scienziata e attivista indiana, esprime il suo parere riguardo a questi temi con un&#8217;intervista pubblicata sul sito di Navdanya International. Vandana ribadisce l&#8217;importanza di considerare<strong> la terra e l&#8217;acqua come bene comune</strong> e la necessità di <strong>difendere la biodiversità</strong>, la vita della terra che a sua volta ci sostiene.</p>
<p>In questa situazione economica di crisi la terra dev&#8217;essere il luogo di una nuova economia e dev&#8217;essere data ai giovani perchè possa sostenerli, perchè possano costruire un futuro.  I governi devono capire questo e mettere la terra nelle mani delle generazioni future. Nel caso in cui ciò non succedesse Vandana Shiva invita i giovani ad occupare la terra, allo stesso modo in cui occupano le piazze:</p>
<p>&#8220;La terra sostiene la nostra vita sulla Terra, e<strong> la Terra non discrimina tra giovani e vecchi, ricchi e poveri</strong>, per lei tutti i figli sono uguali.</p>
<p>Noi siamo legati alla Terra dal momento che ognuno riceve una giusta, equa e sostenibile parte di risorse: la biodiversità e i semi, il cibo che i semi ci procurano, la terra su cui possono crescere i cibi, l&#8217;acqua che scorre nei nostri fiumi e anche l&#8217;aria dell&#8217;atmosfera che respiriamo.</p>
<p>La più grande sfida che dobbiamo fronteggiare oggi è quello che ho chiamato<strong> la rapina dei nostri beni comuni da parte delle multinazionali</strong>. I semi come beni comuni sono stati sottratti tramite la privatizzazione e brevettazione, l&#8217;acqua è stata privatizzata tramite leggi, la terra è stata privatizzata e rubata nei paesi poveri, in India, in Africa, ma anche nei paesi ricchi a causa dell&#8217;aggravarsi della crisi economica. Le vere forze che hanno generato la crisi, tramite una morte finanziaria, ora vogliono appropriarsi del benessere reale della società e del futuro, vogliono appropriarsi dell&#8217;acqua e della terra.</p>
<p>Penso che in questo momento di crisi,  di crisi economica,<strong> la terra è l&#8217;unico luogo in cui possiamo ritornare per ricostruire una nuova economia</strong>; e ogni governo alle generazioni future dovrebbe dire: &#8220;non abbiamo molto altro da darvi: abbiamo perso la capacità di darvi lavoro, sicurezza sociale e garantirvi un decente tenore di vita. Ma la terra ha ancora questa capacità, noi consegniamo le terre pubbliche agli agricoltori del futuro: provvedete a voi stessi&#8221;.</p>
<p>Questo è un obbligo, visto il fallimento dei governi, nell&#8217;attuale sistema economico, nel prendersi cura dei bisogni della gente; la terra può prendersi cura dei nostri bisogni, la comunità può prendersi cura dei nostri bisogni. E se vogliamo avere un&#8217;economia viva, e dobbiamo averla, e <strong>se vogliamo avere una viva democrazia, la terra deve essere al centro di questo rinnovamento</strong>: dalla morte e distruzione alla vita.</p>
<p><strong>Mettere la terra nelle mani delle generazioni future</strong> è il primo passo, e<strong> se non lo faranno</strong>, seguendo la strada giusta, <strong>invito i giovani a occupare la terra così come stanno occupando le piazze</strong>; voi dovete fare un dono al futuro dell&#8217;umanità.&#8221;</p>
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		<title>La Fame nel Mondo, Verità e Falsi Miti</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 18:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Nel mondo non c&#8217;è abbastanza cibo per sfamare tutti; la maggioranza di persone che soffrono la fame vive in Africa; la fame è soprattutto una questione di siccità e disastri naturali. Vero? Ebbene no, queste affermazioni sono false. Rappresentano, però, una serie di luoghi comuni (o miti) che gli 11 punti in basso, preparati dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__fame_zero.php?pn=62"><img class="alignleft size-full wp-image-2460" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="fame-zero" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2011/10/fame-zero.jpg" alt="fame-zero" width="73" height="110" /></a> &#8220;Nel mondo non c&#8217;è abbastanza cibo per sfamare tutti; la maggioranza di persone che soffrono la fame vive in Africa; la fame è soprattutto una questione di siccità e disastri naturali. Vero? Ebbene no, queste affermazioni sono false. Rappresentano, però, una serie di luoghi comuni (o miti) che gli 11 punti in basso, preparati dal Programma alimentare mondiale, vogliono sfatare.</p>
<p>Mito n. 1 &#8211; Nel mondo non c&#8217;è cibo a sufficienza per tutti.</p>
<p>Fatto: <strong>C&#8217;è abbastanza cibo</strong>, nel mondo, oggi, <strong>affinché tutti possano avere la nutrizione necessaria</strong> per una vita sana e produttiva.<strong> Tuttavia, c&#8217;è bisogno di maggiore efficienza, maggiore sostenibilità e maggiore equità</strong> nel modo in cui viene coltivato e distribuito il cibo. Si tratta di sostenere i piccoli agricoltori, che costituiscono la maggioranza di quanti coltivano la terra nei paesi in via di sviluppo, ed aiutarli ad avere equo accesso ai mercati.</p>
<p>Mito n. 2 &#8211; Avere fame significa semplicemente non avere abbastanza da mangiare.</p>
<p>Fatto: <strong>Essere malnutriti significa anche non mangiare il cibo giusto</strong>. Una buona nutrizione implica assumere la giusta combinazione di elementi nutritivi e di calorie necessarie per uno sviluppo sano. Ciò è tanto più importante per i bambini e per le donne incinte.</p>
<p>Mito n. 3 &#8211; Le siccità e altri disastri naturali sono la causa della fame.</p>
<p>Fatto: Le comunità che costruiscono sistemi di irrigazione, depositi e strade che facilitino l&#8217;accesso ai mercati, hanno raccolti migliori. Ciò significa che le persone possono sopravvivere durante i periodi di siccità.<strong> Le cause naturali rappresentano solo una parte dei fattori che causano la fame</strong>. Dal 1992, la proporzione delle crisi alimentari collegate a fattori umani è più che raddoppiata.<strong> I conflitti sono spesso al centro delle peggiori crisi alimentari </strong>di oggigiorno.</p>
<p>Mito n. 4 &#8211; La fame si manifesta solo quando non c&#8217;è abbastanza cibo.</p>
<p>Fatto: <strong>Le persone possono soffrire la fame quando non possono permettersi di acquistare il cibo </strong>o quando non riescono ad <strong>accedere ai mercati locali</strong>. Un modo per aiutarle è con i trasferimenti di contante e i voucher elettronici, che danno alle persone la possibilità di acquistare cibo nutriente nei mercati locali.</p>
<p>Mito n. 5 &#8211; Chi soffre la fame vive in Africa.</p>
<p>Fatto: Nel mondo, <strong>quasi un miliardo di persone soffre la fame</strong>. Di questi, oltre la metà vive nella regione Asia/Pacifico. Tuttavia è vero che, se consideriamo la proporzione degli affamati sulla popolazione totale, è l&#8217;Africa a soffrire più la fame.</p>
<p>Mito n. 6 &#8211; C&#8217;è chi soffre la fame anche nel mio paese e non ci si può occupare di chi vive lontano.</p>
<p>Fatto: <strong>Una persona su sette, nel mondo, soffre la fame</strong>. Ciò significa che una persona su sette non può studiare, o raggiungere il proprio pieno potenziale perché è affamata. Questo ci riguarda tutti. <strong>La fame rallenta i progressi in molte aree importanti che collegano le varie nazioni del mondo </strong>tra loro.</p>
<p>Mito n. 7 &#8211; Non è facile prevedere fame o carestia, quindi non ci si può preparare ad esse.</p>
<p>Fatto: <strong>Esistono gli strumenti per monitorare e prevedere l&#8217;andamento della produzione alimentare </strong>così come dei prezzi dei generi alimentari. Per esempio, il Famine Early Warning System Network (FEWS NET) analizza fattori meteorologici ed economici per mettere in allerta il mondo nei casi in cui ci sia il rischio di fame o carestia.</p>
<p>Mito n. 8 &#8211; La fame è solo un problema di salute.</p>
<p>Fatto: <strong>La fame ha un impatto anche sull&#8217;istruzione e sull&#8217;economia</strong>. I bambini che soffrono la fame hanno più difficoltà a concentrarsi sulle lezioni, ad imparare o anche solo ad andare a scuola. Senza un&#8217;istruzione, sarà più difficile per loro crescere e contribuire alla crescita dell&#8217;economia nazionale. Uno studio, effettuato in Guatemala, ha dimostrato che i ragazzi che hanno assunto cibo rafforzato entro i tre anni di vita, da grandi hanno guadagnato il 46 per cento in più rispetto a chi non aveva ricevuto il cibo rafforzato.</p>
<p>Mito n. 9 &#8211; Le persone soffrono la fame solo nelle emergenze o in caso di disastro naturale.</p>
<p>Fatto: <strong>Tra tutti gli affamati nel mondo, solo l&#8217;8% soffre la fame a causa delle emergenze</strong>. Nel mondo ci sono quasi un miliardo di persone affamate che non fanno notizia e che, invece, vanno a letto a stomaco vuoto ogni giorno. Ecco perché gli interventi a lungo termine, come l&#8217;alimentazione scolastica, sono così importanti.</p>
<p>Mito n. 10 &#8211; Nell&#8217;agenda globale, ci sono temi molto più importanti che la fame.</p>
<p>Fatto: <strong>La fame è alla base di moltissimi temi globali</strong>. Quando le popolazioni hanno fame, le economie dei paesi soffrono, aumentano le possibilità di conflitto e gli agricoltori non possono coltivare con successo la terra. Bisogna affrontare il dramma della fame se si vogliono risolvere i problemi legati all&#8217;ambiente, all&#8217;economia e alla sicurezza.</p>
<p>Mito n. 11 &#8211; Non si può fare niente per aiutare chi ha fame.</p>
<p>Fatto: Ci sono <strong>molte cose che possiamo fare, sia a livello comunitario che individuale</strong>. Le organizzazioni come il WFP hanno bisogno di un sostegno costante e di sforzi per diffondere la consapevolezza del problema a livello comunitario. Tutti possono aiutare. Anche tu.&#8221;</p>
<p>Fonte: Aiol.it</p>
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		<title>Cinema contro la mafia</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[La quinta edizione di LIBERO CINEMA IN LIBERA TERRA, manifestazione itinerante che porta il cinema nelle terre confiscate alle mafie e restituite alla legalità,  presenta nell&#8217;edizione 2010 importanti novità: innanzitutto la carovana partirà dal nord Italia a sottolineare il fatto che le mafie non sono solo un problema del sud, e farà anche una tappa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1766" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="vietato_studiare" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/07/vietato_studiare.jpg" alt="vietato_studiare" width="119" height="180" />La quinta edizione di<strong> LIBERO CINEMA IN LIBERA TERRA</strong>, manifestazione itinerante che porta<strong> il cinema nelle terre confiscate alle mafie e restituite alla legalità</strong>,  presenta nell&#8217;edizione 2010 importanti novità: innanzitutto la carovana partirà dal nord Italia a sottolineare il fatto che le mafie non sono solo un problema del sud, e farà anche una tappa significativa in Abruzzo.</p>
<p>Complessivamente sono <strong>sette le regioni coinvolte nel tour</strong> di Libero Cinema:  Piemonte, Lombardia, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sicilia, Campania.</p>
<p>&#8220;<strong>La conoscenza è il più grande nemico della criminalità organizzata</strong>, lavoro e cultura sono intrinsecamente legati e sono questi i valori da difendere nella nostra società&#8221; Ettore Scola</p>
<p>&#8220;Il cinema è uno strumento necessario per aiutare i giovani ad aprire la mente e a scavare in profondità perché c&#8217;è sete di conoscenza, oggi più che mai. Anche il cinema può fare la sua parte nella lotta alle mafie&#8221; Don Luigi Ciotti</p>
<p>Libero Cinema in Libera Terra è promosso da Cinemovel foundation con la presidenza onoraria di Ettore Scola, e da Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, presieduta da Don Luigi Ciotti.</p>
<p>Ettore Scola ha commentato così il progetto: “Il fine della manifestazione itinerante è riportare i diritti a chi li ha, ma non sa di averli, né riesce ad esercitarli”. “I cittadini italiani possono essere spettatori o consumatori, ma non appunto cittadini, perché sarebbero pericolosi…” ha aggiunto parlando del valore morale dell’iniziativa nell’Italia di oggi.</p>
<p><strong>Il tour 2010 comincia il 13 luglio in Piemonte</strong>, a San Sebastiano da Po (TO) &#8211; nel bene confiscato Cascina Caccia, per proseguire il 14 in Lombardia a Galbiate (LC) &#8211; Villa Coco Trovato, altro bene confiscato, e il 15 a San Demetrio Ne&#8217; Vestini (AQ), uno dei Comuni colpiti dal terremoto. Dal 17 al 20 luglio la carovana sarà in Sicilia:  Corleone, Monreale, Paceco, Belpasso; poi sarà la volta della Calabria a Polistena;  in Puglia a Mesagne e la tappa finale il 24 luglio a Castel Volturno, per <strong>portare, in alcuni dei luoghi simbolo della lotta alla criminalità, film significativi e di forte impegno civile</strong>.  Le proiezioni sono alle <strong>ore 21</strong>, <strong>l&#8217;ingresso è gratuito</strong>.</p>
<p>Ecco come don Luigi Ciotti, presidente di Libera, parla di questo progetto:<br />
“Abbiamo presentato a Roma la quinta edizione di Libero Cinema in Libera Terra, il festival che anche quest&#8217;anno attraverserà l&#8217;Italia, da nord a sud, per portare il cinema nelle terre confiscate alle mafie e ora restituite alla collettività. Un progetto frutto della collaborazione fra Libera e Cinemovel Foundation, parte di quell&#8217;impegno contro le mafie che vuole unire dimensione culturale e sociale, percorsi educativi e costruzione di opportunità e diritti per le persone.</p>
<p>In questo sforzo a dissodare il terreno, a renderlo fertile, capace di ricevere e nutrire semi di speranza, anche l&#8217;arte può fare la sua parte. <strong>Arte </strong>come capacità di rappresentare il nuovo, di <strong>vedere e andare oltre la superficie delle cose</strong>, di tradurre in un linguaggio accessibile ma non banale le aspirazioni più profonde delle persone, la fame di bellezza e di giustizia, la sete di conoscenza. Quando esprime questo, l&#8217;arte diventa un fatto non solo estetico ma sociale, educativo e, in senso lato, politico. E <strong>dà una mano a sconfiggere la superficialità, l&#8217;indifferenza e l&#8217;egoismo di cui si nutrono le mafie</strong>. Perché loro vogliono attorno a sé sudditi compiacenti, ignari o impauriti, non cittadini responsabili dei propri diritti e doveri.</p>
<p>A questo pensava Nino Caponnetto quando diceva che &#8220;<strong>le mafie temono la scuola più della giustizia</strong>&#8220;, alla <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__vietato-studiare.php?pn=62"><strong>forza della cultura come pensiero critico</strong></a>, desiderio di autodeterminarsi, di difendere la propria e altrui dignità dalle mafie e dai fenomeni che vi gravitano attorno: corruzione, illegalità, abusi, sfruttamento.</p>
<p>Per la sua capacità di incidere nell&#8217;immaginario delle persone, il cinema può fare allora moltissimo. Un bel film, capace di saldare la forza dell&#8217;immagine con la ricchezza del contenuto, può innescare la voglia di &#8220;esserci&#8221;, di vivere la vita non da spettatori, di lasciarsi toccare e provocare da quello che accade attorno a noi.</p>
<p>Ma il rischio di banalizzare e generare falsi miti è molto alto. Per molte opere di valore, ce ne sono altre che vanno a rimorchio del &#8220;filone commerciale&#8221;, sensibili più alle ragioni del botteghino che a quelle della cultura. C&#8217;è allora una <strong>responsabilità della parola e dell&#8217;immagine</strong> da tenere sempre presente, tanto più quando si usano mezzi espressivi dal forte impatto. C&#8217;è da chiedersi, ad esempio, se un certo modo di parlare delle &#8220;mafie&#8221;, attraverso vicende fortemente romanzate e spettacolarizzate, non accrediti l&#8217;idea che mafie e antimafia siano mondi distanti dalla vita quotidiana e quindi fuori dalla portata di ciascuno di noi.</p>
<p>Quando si tratta di temi così delicati, che riguardano la nostra vita, il nostro essere corresponsabili gli uni degli altri, la realizzazione del &#8220;bene comune&#8221;, la rappresentazione deve stare attenta agli eccessi di &#8220;colore&#8221;, agli &#8220;effetti speciali&#8221;, agli schematismi. Deve <strong>stimolare la sete di conoscenza, l&#8217;assunzione di responsabilità, la speranza</strong>. E portare alla luce quel legame profondo che esiste tra etica ed estetica.<br />
Perché la vera bellezza non è mai solo esteriore o fine a se stessa. La vera bellezza &#8211; quella che salda forma e sostanza &#8211; è sempre immagine di un &#8220;oltre&#8221;, premessa di una conoscenza che si manifesta come ricerca di verità e di giustizia.”</p>
<p>Il programma:<br />
<strong>Piemonte</strong>:<br />
<strong>13.7</strong> San Sebastiano da Po (TO), <strong> Comando e Controllo</strong> di Alberto Puliafito, un documentario che racconta come si vive in uno stato di emergenza, a partire dall&#8217;esperienza dell&#8217;Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009.</p>
<p><strong>Lombardia</strong><br />
<strong>14.7</strong> Galbiate (LC), <strong>Fortapasc </strong>di Marco Risi</p>
<p><strong>Abruzzo</strong><br />
<strong>15.7</strong> San Demetrio (AQ) <strong>Comando e Controllo</strong> di Puliafito</p>
<p><strong>Sicilia</strong><br />
<strong>17 .7</strong> Paceco (TP), <strong>È tempo di cambiare </strong>di Fernando Muraca<br />
<strong>18.7</strong> Corleone (PA), <strong>Angela </strong>di Roberta Torre<br />
<strong>19.7</strong> Monreale (PA) <strong>RoughCut</strong> di Khosrovani (attraverso le struggenti immagini della mutilazione dei manichini e i problemi dei commercianti relativamente ai divieti imposti, riflette con misurata oggettività sulla condizione femminile mutilata e sulle insolute contraddizioni che percorrono l’Iran odierno), <strong>Persepolis </strong>di Satrapi<br />
<strong>20.7</strong> Belpasso (CT),  <strong>Rachel </strong>di Simone Bitton, un’inchiesta sulla morte di Rachel Corrie, la giovane pacifista americana uccisa da un bulldozer dell’esercito israeliano nel marzo 2003</p>
<p><strong>Calabria</strong><br />
<strong>21.7</strong> Polistena (RC), <strong>Le quattro volte</strong> di Michelangelo Frammartino<br />
<strong>22.7</strong> Polistena (RC), <strong>Rachel </strong>di Simone Bitton</p>
<p><strong>Puglia</strong><br />
<strong>23.7</strong> Mesagne (BR),<strong> Rosso Salento</strong> di Lazzarini e Camassa, <strong>Draquila </strong>di Sabina Guzzanti</p>
<p><strong>Campania</strong><br />
<strong>24.7</strong> Castel Volturno (CE),  <strong>Campania Burning</strong> di Andrea D&#8217;Ambrosio</p>
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		<title>Promuovere la pace</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Maestri Spirituali]]></category>
		<category><![CDATA[Deepak Chopra]]></category>
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		<description><![CDATA[Masahisa Goi (1916-1980), un insegnante giapponese, filosofo, poeta e scrittore, ha dedicato la sua vita per la pace e l&#8217;umanità. Dopo aver assistito alla terribile distruzione della Seconda Guerra Mondiale ha iniziato un movimento per la pace nel mondo per diffondere il messaggio e la preghiera &#8220;Possa la pace prevalere sulla Terra&#8221;, come un modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1745" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="la_pace_la_via" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/07/la_pace_la_via.jpg" alt="la_pace_la_via" width="108" height="180" /><strong>Masahisa Goi</strong> (1916-1980), un insegnante giapponese, filosofo, poeta e scrittore, <strong>ha dedicato la sua vita per la pace e l&#8217;umanità</strong>. Dopo aver assistito alla terribile distruzione della Seconda Guerra Mondiale ha iniziato un movimento per la pace nel mondo per diffondere il messaggio e la preghiera &#8220;Possa la pace prevalere sulla Terra&#8221;, come un modo per unire i cuori dell’umanità che trascende tutti i confini politici, di razza, o di religione.</p>
<p>Per promuovere questo movimento per la pace, nel 1988 a New York venne costituita la <strong>World Peace Prayer Society</strong> come organizzazione senza scopo di lucro, e due anni dopo venne riconosciuta  come Organizzazione Non Governativa (ONG) associata al Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite.</p>
<p>Nel 1999 a Tokyo venne fondata la <strong>Goi Peace Foundation</strong> che, in stretta cooperazione con la World Peace Prayer Society, svolge attività basate sulla visione e sui principi espressi nella Dichiarazione per ogni vita sulla Terra lanciata nel 2000 &#8211; l&#8217;Anno internazionale per la Cultura della Pace.</p>
<p>Ogni anno la Fondazione presenta il <strong>Goi Peace Award</strong> per <strong>onorare individui e organizzazioni in vari settori che hanno contribuito al progresso dell&#8217;umanità e della pace nel mondo</strong>.<br />
<strong>Quest’anno il Goi Peace Award andrà a Deepak Chopra</strong>, autorità mondiale nel campo della medicina mente-corpo, in riconoscimento del suo grande contributo per la promozione della pace mondiale e del benessere.<br />
Chopra riceverà il premio alla cerimonia che si terrà durante  il Goi Peace Foundation Forum 2010 <strong>a Tokyo il prossimo 7 novembre</strong>.</p>
<p>“ Con la sua profonda saggezza ed ampia veduta, il dr. Chopra<strong> ha guidato molte persone nel mondo verso la comprensione della loro vera natura e l’acquisizione della salute e della felicità</strong> nelle loro vite. La sua iniziativa di ispirare ognuno di noi a percorrere il <strong>cammino della pace</strong> sta contribuendo a creare una massa critica di cittadini del mondo ‘risvegliati’che faciliterà la trasformazione delle nostre culture.” ha detto  Hiroo Saionji, presidente della Goi Peace Foundation.</p>
<p>Il dottor Chopra è il fondatore e presidente della Fondazione Chopra, dedicata a migliorare la salute e il benessere, coltivando la conoscenza spirituale, l&#8217;espansione della coscienza, e la promozione della pace nel mondo. Il Centro Chopra per il Benessere a Carlsbad, in California, fondato nel 1996, offre diversi programmi che integrano le arti curative d&#8217;Oriente con il meglio della medicina occidentale moderna.</p>
<p>Deepak Chopra è autore di più di 55 libri pubblicati in oltre 85 lingue, con numerosi best sellers sulla salute mente-corpo, la spiritualità e la pace, come <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__la_pace_e_la_via.php?pn=62"><strong>La Pace è la Via</strong></a>, che ha vinto il Premio Quill. È anche ospite del famoso programma radiofonico settimanale sul benessere su Sirius/XM Stars, e opinionista per il <em>San Francisco Chronicle </em>e il <em>Washington Post On Faith</em>.</p>
<p>La popolarità del dr. Chopra come presentatore e relatore è esemplificata in una lunga lista di riconoscimenti, tra cui il Premio Einstein dal College di medicina Albert Einstein in collaborazione con  l’American Journal of Psychotherapy. Partecipa annualmente come lettore all’aggiornamento di Medicina Interna organizzato dalla scuola medica di Harvard, è socio del Collegio Americano dei Medici e membro dell’Associazione Americana di Endocrinologi Clinici.</p>
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		<title>Alimentazione e cambio climatico</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
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		<description><![CDATA[Un’altra notizia che supporta l&#8217;idea che le scelte che compiamo con la nostra dieta personale siano molto importanti anche per la loro influenza sul cambio climatico: una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Global Environmental Change mostra che riducendo la quantità di carne e latticini consumata e cambiando le pratiche agricole, è possibile entro il 2055 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1728" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="agricoltura-disegnare-cielo" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/07/agricoltura-disegnare-cielo.jpg" alt="agricoltura-disegnare-cielo" width="127" height="180" />Un’altra notizia che supporta l&#8217;idea che le scelte che compiamo con la nostra dieta personale siano molto importanti anche per la loro influenza sul cambio climatico: una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Global Environmental Change mostra che<strong> riducendo la quantità di carne e latticini consumata e cambiando le pratiche agricole, è possibile entro il 2055 ridurre dell’84% le emissioni di metano e protossido di azoto</strong> – due gas serra molto più potenti del biossido di carbonio – provenienti da fonti agricole.</p>
<p>&#8220;La carne e il latte fanno la differenza,&#8221; dice il dott. Alexander Popp del PIK (Potsdam Institute for Climate Impact Research), autore principale di questo studio. &#8220;Un consumo ridotto potrebbe far diminuire le emissioni future di protossido di azoto e di metano provenienti dall&#8217;agricoltura a livelli inferiori a quelli del 1995.&#8221; Se aumenta ulteriormente il consumo di carne e latticini, anche le emissioni aumenteranno. Se i consumatori riducono il loro consumo di carne, però, le emissioni potrebbero diminuire di un 25% ogni dieci anni.</p>
<p>I ricercatori osservano che oltre a cambiamenti nelle scelte e nella domanda dei consumatori, che indicano come la cosa più importante, sono anche necessari<strong> cambiamenti nelle tecniche agricole</strong> per poter vedere una riduzione delle emissioni.</p>
<p>Assieme, il cambio nella domanda dei consumatori e quello nelle tecniche agricole, potrebbero ridurre dell’84% le emissioni di metano e protossido di azoto entro il 2055. Il protossido di azoto degli allevamenti industriali è anche la causa principale delle piogge acide. Miglioramenti potrebbero derivare da una migliore gestione delle acque e dall’uso di concime naturale.</p>
<p>Una proposta dei ricercatori del PIK è quella di introdurre un prezzo sulle emissioni di gas serra diversi dal CO2 provenienti dal settore agricolo, per scoraggiare l’applicazione delle pratiche ad alta emissione di gas serra e incentivare lo sviluppo di nuove tecnologie e l&#8217;applicazione di quelle esistenti.</p>
<p>Il libro <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__agricoltura_e_disegnare_il_cielo_ecologist.php?pn=62"><strong>Agricoltura é disegnare il cielo</strong></a>, uno dei volumi dell&#8217;Ecologist italiano, si colloca nel percorso di riscoperta dell&#8217;etica tradizionale e dell&#8217;agricoltura contadina come rispetto della terra.</p>
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		<title>Effetto caldo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cambio climatico]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo essersi fatto lungamente attendere, è arrivato forte ed improvviso, lasciandoci già affaticati… Brutte notizie per le persone come me che amano le ‘mezze stagioni’, e risentono abbastanza gli effetti del freddo o del caldo intenso… Secondo uno studio recente effettuato da un’équipe di ricercatori dell’Istituto Politecnico di Zurigo per la Scienza dell’Atmosfera e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1718" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="effetto-caldo" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/07/effetto-caldo.jpg" alt="effetto-caldo" width="120" height="180" />Dopo essersi fatto lungamente attendere, è arrivato forte ed improvviso, lasciandoci già affaticati… Brutte notizie per le persone come me che amano le ‘mezze stagioni’, e risentono abbastanza gli effetti del freddo o del caldo intenso…</p>
<p>Secondo uno studio recente effettuato da un’équipe di ricercatori dell’Istituto Politecnico di Zurigo per la Scienza dell’Atmosfera e del Clima,<strong> le ondate di calore sulle coste del Mediterraneo sono destinate ad aumentare</strong>. Le proiezioni del cambio climatico suggeriscono che le ondate di calore estivo europee diventeranno più frequenti e gravi nel corso di questo secolo, in linea con le tendenze osservate nei decenni passati. Gli <strong>effetti più gravi derivano da ondate di calore di più giorni, associate con temperature notturne calde e una umidità relativa alta</strong>.</p>
<p>Erich Fischer e Christoph Schär, autori della ricerca, analizzano simulazioni del clima regionali e mostrano che esiste uno schema geograficamente coerente tra i modelli climatici: i cambiamenti più forti si dovrebbero verificare nel Sud dell’Europa per quanto riguarda la frequenza e la durata delle ondate di calore, al Nord invece per l’ampiezza delle ondate, e nelle regioni meridionali del Sud a bassa altitudine per i parametri di salute. La soglia critica per la salute è stata stimata in 40,6° C. Per quanto riguarda la penisola iberica e la regione del Mediterraneo, si prevede che i giorni con ondate di calore in estate passeranno dai due di media del periodo 1961-1990 ai circa 13 giorni del 2021-2050 e a 40 tra il 2071 e il 2100.</p>
<p>In termini di impatto per la salute, lo studio indica come<strong> zone maggiormente a rischio le valli fluviali dell’Europa meridionale e le regioni costiere del Mediterraneo</strong>, interessando molti <strong>centri urbani densamente popolati</strong>. In questi luoghi, la frequenza di condizioni di calore pericolose aumenta significativamente anche in modo più veloce e forte.<br />
I soggetti maggiormente a rischio sono gli anziani, i bambini piccoli e le persone affette da malattie cardiovascolari o respiratorie.</p>
<p>Ecco il <strong>decalogo anti-afa stilato dal Ministero della Salute</strong> con consigli e indicazioni per non farsi schiacciare dal caldo:</p>
<p><strong>1.</strong> <strong>Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata</strong>, vale a dire tra le 11 e le 18. Vale per anziani, bambini, persone non autosufficienti, ma anche per i giovani e gli adulti sani: no all’attività fisica nei parchi nelle ore più torride.<br />
<strong>2</strong>. Optare per un <strong>abbigliamento leggero e comodo</strong>, indossando capi freschi sulla pelle in lino e cotone. Altri acccessori indispensabili: occhiali da sole, cappellino e protezione solare.<br />
<strong>3</strong>. Bambini, animali: <strong>mai lasciarli da soli in auto sotto al sole</strong>. Ventilare il veicolo quando si rientra in macchina dopo averla lasciata parcheggiata per ore. Non puntare l’areazione in faccia alle persone.<br />
<strong>4</strong>.<strong> Le finestre in casa si spalancano solo al mattino presto e alla sera</strong>, mai nelle ore più torride.<br />
<strong>5.</strong> <strong>No a condizionatori con la temperatura troppo bassa</strong>, meglio mantenerla a 24-26°.<br />
<strong>6</strong>. Per quanto riguarda i ventilatori meccanici, non indirizzarli direttamente sulle persone, piuttosto <strong>far circolare l’aria</strong> e non lasciarli fissi.<br />
<strong>7</strong>. Bere almeno <strong>due litri di acqua al giorno, no agli alcolici</strong>.<br />
<strong>8</strong>. I <strong>pasti </strong>devono essere <strong>leggeri </strong>con tante verdure e frutta fresca.<br />
<strong>9</strong>. <strong>Precauzione con i farmaci</strong>, tenerli lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta.<br />
<strong>10</strong>. Particolare<strong> attenzione </strong>deve essere prestata <strong>ai soggetti a rischio</strong>, anziani, bambini e disabili in primis.</p>
<p>Quanto ci influenza il clima? Brian Fagan ce lo racconta in <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__effetto-caldo.php?pn=62"><strong>Effetto caldo</strong></a>, dove analizza  <strong>l’impatto del clima sulla vita degli uomini</strong>.</p>
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		<title>Nucleare e povertà</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/nucleare-e-poverta/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Contro-informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa sottintende la parola nucleare? Temi di produzione, sicurezza, eliminazione delle scorie&#8230; ma non solo. Dalle pagine di The Ecologist e di Greenpeace si affaccia la realtà di un Paese, il Niger, che sta vivendo le conseguenze di una massiccia estrazione di uranio: “Pensi che il nucleare sia un’energia pulita? Chiedilo ai nigerini. Così come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1609" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="nucleare_impossibile" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/06/nucleare_impossibile.jpg" alt="nucleare_impossibile" width="117" height="180" />Cosa sottintende la parola <em>nucleare</em>? Temi di <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__nucleare_impossibile.php?pn=62">produzione, sicurezza, eliminazione delle scorie</a>&#8230; ma non solo. Dalle pagine di <em>The Ecologist</em> e di <em>Greenpeace</em> si affaccia la realtà di un Paese, il Niger, che sta vivendo le conseguenze di una massiccia estrazione di uranio:</p>
<p>“<strong>Pensi che il nucleare sia un’energia pulita? Chiedilo ai nigerini.</strong><br />
Così come cresce il nuovo rinascimento nucleare, così lo fa l’estrazione di uranio. In Niger, che vanta alcuni dei più ricchi giacimenti del mondo, le ONG dicono che i poveri vengono sfruttati per ‘l’energia pulita’ d’Occidente.  Nel cuore del Sahara si trovano alcuni dei più grandi giacimenti di uranio del mondo. Fino a poco tempo fa la regione non aveva suscitato tanto interesse nei partner commerciali del mondo, escludendo la Francia. Le tribù del deserto, principalmente dei nomadi Tuareg, erano state per lo più libere di vagare per le loro vaste distese brulle. Poi, qualche anno fa, l’aumento dei prezzi del carburante e il cambio climatico hanno ravvivato l’interesse nei confronti dell’atomo.<br />
Paesi come la Gran Bretagna, l’India e gli Stati Uniti ricominciarono a considerare l’opzione nucleare. Nel gennaio 2008, anche il governo britannico diede il via libera alla nuova energia nucleare, argomentando che sarebbe stato un bene per l’ambiente e la sicurezza nazionale. In tutto il mondo, e in particolare nelle economie emergenti, sono stati lanciati nuovi programmi di energia nucleare. L’uranio ha fatto ritorno.</p>
<p><strong>Il Niger, uno dei paesi più poveri del mondo, si è ritrovato al centro di un lucrativo mercato d’esportazione</strong>. Il governo ha rilasciato centinaia di permessi d’esplorazione a cercatori di tutto il mondo. La ricerca di uranio ha ricoperto 85000 chilometri quadrati lungo la densa fenditura geologica minerale del Sahara&#8230;”<br />
<em>Carolyn Lebel</em>, &#8216;Think nuclear is clean energy? Ask the Nigeriens&#8217;</p>
<p>Un mese fa Greenpeace Italia pubblicava un inchiesta in cui denunciava la <strong>cattiva gestione delle estrazioni in Niger</strong> condotte da una multinazionale francese leader mondiale nel campo dell&#8217;energia nucleare:</p>
<p>“L&#8217;estrazione di uranio dalle miniere di Areva, il gigante dell&#8217;energia nucleare, sta mettendo in serio pericolo la popolazione del Niger. Areva è la società che possiede la tecnologia dell&#8217;EPR, le centrali che il governo vuole costruire in Italia.</p>
<p>In collaborazione con il laboratorio francese indipendente CRIIRAD e la rete di ONG ROTAB, abbiamo realizzato un monitoraggio della radioattività di acqua, aria e terra intorno alle cittadine di Arlit e Akokan, a pochi chilometri dalle miniere di Areva, accertando che<strong> i livelli di contaminazione sono altissimi</strong>.</p>
<p>La radioattività crea più povertà perché causa molte vittime. Ogni giorno che passa <strong>la popolazione locale è esposta alle radiazioni, circondata da aria avvelenata, terra e acqua inquinate</strong>. E intanto Areva fattura centinaia di milioni di dollari, sfruttando le risorse naturali di uno dei paesi più poveri dell&#8217;Africa. Areva si presenta come una società attenta all&#8217;ambiente, ma il Niger ci rivela una verità ben diversa.</p>
<p>Le nostre analisi mostrano che in quattro casi su cinque la radioattività nell&#8217;acqua supera i limiti ammessi dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. Nonostante questo l&#8217;acqua viene distribuita alla popolazione. L&#8217;esposizione alla radioattività causa anche problemi delle vie respiratorie e non a caso nella regione delle miniere di Areva i tassi di mortalità legati a problemi respiratori sono il doppio che del resto del Paese. Inoltre, le ONG locali accusano gli ospedali, controllati da Areva, di aver nascosto molti casi di cancro.</p>
<p>La metà dell&#8217;uranio di Areva proviene da due miniere del Niger, paese che rimane poverissimo nonostante da oltre quarant&#8217;anni sia il terzo produttore di uranio al mondo. Il gigante dell&#8217;energia nucleare ha firmato un accordo per iniziare a scavare una terza miniera tra il 2013 e il 2014.”<br />
Il testo dell’inchiesta può essere letto alla pagina: http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/niger-areva.pdf</p>
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		<title>Vivere senza petrolio</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/vivere-senza-petrolio/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 08:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ennesimo disastro ecologico, questa volta nel Golfo del Messico, e il petrolio torna a coprire la vita di nero e a far parlare di sé. Qual è il prezzo dello sviluppo e quali sono i suoi limiti? È possibile un futuro senza petrolio? Nel libro Manuale di sopravvivenza alla fine del petrolio, Albert Bates ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1493" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="manuale_sopravvivenza_fine_" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/05/manuale_sopravvivenza_fine_.jpg" alt="manuale_sopravvivenza_fine_" width="143" height="180" />L’ennesimo disastro ecologico, questa volta nel Golfo del Messico, e il petrolio torna a coprire la vita di nero e a far parlare di sé. Qual è il prezzo dello sviluppo e quali sono i suoi limiti? È possibile un futuro senza petrolio? Nel libro <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__manuale-di-sopravvivenza-alla-fine-del-petrolio.php?pn=62"><strong>Manuale di sopravvivenza alla fine del petrolio</strong></a>, Albert Bates ci propone dodici passi per <strong>liberarci gradualmente dalla mentalità petrolio-dipendente</strong>. Bates analizza le questioni critiche del nostro tempo (riscaldamento globale, picco del petrolio, Pil, sovrappopolazione, energia, limiti delle risorse, decrescita, sostenibilità) e ci suggerisce di prepararci ad un futuro diverso da quello generalmente rappresentato, ad un ritorno alla sobrietà.</p>
<p>Ma oggi, <strong>quanto è presente il petrolio nella nostra vita quotidiana?</strong><br />
A questa domanda ha cercato di rispondere Meaghan O&#8217;Neill, editrice per TreeHugger and PlanetGreen.com. Questo è il risultato della sua ricerca:</p>
<p>&#8220;Con tutte le notizie e discussioni attorno alla fuoriuscita di petrolio nel Golfo nel corso delle ultime due settimane, si è parlato molto (com&#8217;era prevedibile) della scienza che sta dietro al petrolio e alla sua produzione, del futuro dell’energia, e dell&#8217;economia che sta dietro a tutto ciò. Si parla molto di queste cose, ma quando lo pensi realmente, il petrolio pervade quasi tutti gli aspetti delle nostre vite. È ciò che usiamo per alimentare le nostre auto e farle andare, certamente, ma è anche apparentemente<strong> onnipresente in migliaia di prodotti insospettabili che usiamo ogni giorno</strong>. E per le donne in particolare, il petrolio e i sottoprodotti derivati sono nascosti in posti abbastanza subdoli.<br />
Oggi ho fatto un giro della mia casa pensando al mio regime di bellezza e moda tra la colazione e il pranzo – mi considero abbastanza verde, e una consumatrice molto consapevole – e ne sono uscita con dozzine di cose che sono fatte col petrolio o con suoi sottoprodotti.</p>
<p>Cerchiamo di essere chiari: il petrolio in sé e per sé non è necessariamente pericoloso o cattivo. Ma se veramente vogliamo pensare a come muoverci verso un futuro verde più luminoso, è meglio che affrontiamo la realtà: questa cosa è in quasi tutto ciò che usiamo; anche se stai usando prodotti di bellezza verdi, stai portando vestiti verdi e mangiando cibi sani, il petrolio è probabilmente in agguato dentro o intorno alle tue scelte di consumatore intelligente.<br />
Con tutto questo in mente, ho cominciato a fare una lista dei <strong>prodotti di moda e bellezza di uso comune usati dalla maggior parte delle donne ogni giorno</strong> che sono fatti col petrolio o contengono sottoprodotti del petrolio. Dacci un occhio e potresti sorprenderti. Quindi chiediti, cosa c’è nel mio shampoo, nell’ombretto o nella mia biancheria intima ecc? e potrei vivere senza?</p>
<p><strong>Il petrolio si nasconde nel tuo armadio in</strong>:<br />
1.Vestiti fatti con fibre sintetiche come l’acrilico,<br />
2. il nylon,<br />
3. il poliestere o<br />
4. rivestiti con finiture in formaldeide (anche il cotone organico potrebbe rientrare in questa categoria)<br />
5. calze<br />
6. bottoni<br />
7. la parte elastica della tua biancheria intima<br />
8. reggiseni<br />
9. scarpe da correre<br />
10. le suole delle tue scarpe<br />
11. jeans elastici e<br />
12. magliette o altri vestiti elastici<br />
13. orecchini di plastica<br />
14. braccialetti di plastica e<br />
15. collane di plastica</p>
<p><strong>Il petrolio si nasconde nel tuo bagno in</strong>:<br />
16. crema solare<br />
17. crema idratante<br />
18. ibuprofeno<br />
19. aspirina<br />
20. balsamo<br />
21. shampoo<br />
22. spazzola per capelli<br />
23. nastri per capelli<br />
24. forcine per capelli<br />
25. spazzolino da denti<br />
26. dentifricio<br />
27. sapone<br />
28. tamponi<br />
29. assorbenti</p>
<p><strong>Il petrolio si nasconde nel tuo beauty case in</strong>:<br />
31. rossetto<br />
32. mascara<br />
33. eyeliner<br />
34. rigonfia labbra<br />
35. vaselina<br />
36. smalto per unghie<br />
37. struccante<br />
38. gel<br />
39. lacca per capelli<br />
40. profumo<br />
41. fondotinta<br />
42. cipria<br />
43. ombretto<br />
44. correttore</p>
<p><strong>Il petrolio si nasconde nella tua borsa in</strong>:<br />
45. occhiali da sole<br />
46. iPod<br />
47. telefono cellulare<br />
48. mentine per l’alito<br />
49. chewingum<br />
50. lucidalabbra</p>
<p>È abbastanza per chiederci come abbiamo potuto farne a meno, e che altro c’è. Per scoprire cosa c’è nei prodotti di bellezza e di cura personale che usi, puoi controllare nell’Environmental Working Group&#8217;s Skin Deep Cosmetics Safety Database (www.cosmeticsdatabase.com). Per consigli su come rendere più verdi le proprie abitudini di bellezza conforntare la guida verde   (http://planetgreen.discovery.com/go-green/green-index/fashion-beauty-guides.html)”</p>
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		<title>La Settimana della Biodiversità</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 08:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[La biodiversità è vita. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2010 l’anno della Diversità Biologica. Per tale occasione, la campagna Diversity for Life, diretta da Bioversity International, sponsorizzerà un festival per celebrare la biodiversità con musica, scienza, video, rappresentazioni, arte. Il festival include lectio magistralis, dibattiti, concerti, mostre e laboratori per bambini. La Settimana della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1488" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="terra-madre" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/05/terra-madre.jpg" alt="terra-madre" width="114" height="180" />La biodiversità è vita. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il<strong> 2010</strong> l’<strong>anno della Diversità Biologica</strong>. Per tale occasione, la campagna Diversity for Life, diretta da Bioversity International, sponsorizzerà <strong>un festival per celebrare la biodiversità con musica, scienza, video, rappresentazioni, arte</strong>.</p>
<p>Il festival include<strong> lectio magistralis, dibattiti, concerti, mostre e laboratori per bambini</strong>.<br />
La<strong> Settimana della Biodiversità</strong>, che si terrà <strong>a Roma</strong> all’Auditorium Parco della Musica <strong>dal 20 al 23 maggio</strong>, costituirà un fondamentale momento di riconoscimento dell’importante ruolo che l’Italia ha avuto e tuttora ha nella conservazione e uso della biodiversità agraria nel mondo. Il festival sarà un’occasione per sensibilizzare il grande pubblico sul valore della biodiversità agraria nella vita dell’uomo. Esperti, accademici, economisti, scrittori, cuochi e artisti di fama mondiale susciteranno l’interesse del pubblico e assicureranno al festival una grande visibilità internazionale.<br />
<strong>L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito previo ritiro di un biglietto omaggio</strong>. I biglietti omaggio saranno distribuiti dal 19 al 23 maggio dalle ore 9 alle ore 21.30 presso il guardaroba della Sala Petrassi (Auditorium), fino ad esaurimento posti disponibili. Info: 06 8604240 &#8211; 366 4628157</p>
<p>Giovedì 20 maggio alle 16.30 verrà presentato il libro <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__terra-madre.php?pn=62"><strong>Terra Madre. Come non farci mangiare dal cibo</strong></a>, mentre il venerdì alle 17.00 si potrà assistere alla proiezione del film omonimo seguita da un dibattito.</p>
<p>Emile Frison, Direttore Generale di Bioversity International descrive così questo evento:<br />
“La settimana della biodiversità è un appuntamento irrinunciabile per scoprire e comprendere le <strong>interazioni tra cambiamenti climatici, agricoltura, alimentazione, salute e salvaguardia della biodiversità</strong> in un viaggio attraverso la natura e le sue componenti.<br />
La biodiversità agraria è il filo rosso che lega tutti questi temi e sarà al centro de La Settimana della Biodiversità, durante la quale i riflettori saranno puntati su alcune delle sfide più importanti alle quali dobbiamo dare urgentemente una risposta. Tavole rotonde, una rassegna cinematografica, lectio magistralis e laboratori saranno gli strumenti che ci aiuteranno a comprendere queste problematiche.</p>
<p>La Settimana della Biodiversità vuole essere un festival divulgativo, ma anche l’occasione per <strong>lanciare un forte appello globale ad agire ora</strong>, una ‘Call for Action’ sottoscritta da organizzazioni nazionali e internazionali, italiane e straniere, pubbliche e private, e da personalità di spicco della cultura, della scienza e del mondo civile affinché in tutti i paesi del mondo si rafforzino le iniziative e le politiche dei Governi a sostegno della conservazione e dell’uso sostenibile della biodiversità agraria e del patrimonio di cultura millenario che ad essa si accompagna.<br />
Quale miglior luogo della Città Eterna per parlare di tutto questo?&#8221;</p>
<p>Nell&#8217;ambito della Settimana della Biodiversità, dal 20 al 23 maggio, all&#8217;Auditorium Parco della Musica di Roma, si svolgerà il <strong>Festival Audiovisivo della Biodiversità</strong>. In concorso ci saranno <strong>otto corti e dieci lungometraggi</strong>, tra cui tre animazioni, provenienti da ogni parte del mondo, selezionati su 135 video.<br />
Tema portante della settima edizione del Festival Internazionale Audiovisivo della Biodiversità è<strong> la sovranità alimentare, le ricchezze naturali e culturali svincolate dal diritto di proprietà individuale come risposta alla povertà, al disagio sociale e alle fame nei luoghi e fra le popolazioni del mondo più indigenti</strong>.</p>
<p>Il messaggio è al centro della tavola rotonda (sabato 22 maggio 2010 alle ore 11) “Farmers&#8217; rights, sustainable use of agrobiodiversity and international policies / Diritti dei contadini, uso sostenibile dell’agrobiodiversità e indirizzi politici internazionali”: un confronto e uno scambio di esperienze tra agricoltori italiani, francesi, spagnoli, tedeschi e ungheresi sull’impatto delle politiche agricole e della legge europea sulle sementi, con particolare riferimento all’adempimento della convenzione FAO sui diritti e sull’utilizzo sostenibile della biodiversità agricola.</p>
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		<title>La Cospirazione dei Ricchi</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 08:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Finanziaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel gennaio dello scorso anno, Robert Kiyosaki, autore del best seller Padre Ricco, Padre Povero, ha lanciato un progetto innovativo: un libro gratuito on line per spiegare alla gente com’è nata la crisi attuale e cosa è necessario fare per superarla e sopravvivere a questi anni turbolenti. La Cospirazione dei Ricchi è nato come un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1448" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="cospirazione-ricchi" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/05/cospirazione-ricchi.jpg" alt="cospirazione-ricchi" width="122" height="180" />Nel gennaio dello scorso anno,<strong> Robert Kiyosaki</strong>, autore del best seller <strong>Padre Ricco, Padre Povero</strong>, ha lanciato un progetto innovativo: un libro gratuito on line per spiegare alla gente <strong>com’è nata la crisi attuale e cosa è necessario fare per superarla </strong>e sopravvivere a questi anni turbolenti. <strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__la-cospirazione-dei-ricchi.php?pn=62">La Cospirazione dei Ricchi</a> </strong>è nato come un progetto interattivo: mentre in rete apparivano i capitoli “manoscritti”opera di Robert, i lettori erano invitati a commentare, formulare domande e contribuire all’opera.</p>
<p>Un progetto in stile wiki che ha avuto un’enorme risposta di pubblico. Milioni di lettori hanno visitato il sito del libro per leggere le opinioni di Robert riguardo alla recessione e lasciare commenti. Frutto della collaborazione di una comunità di lettori, questo primo libro interattivo è ora finalmente disponibile in supporto cartaceo con dei contenuti nuovi ed esclusivi non presenti nella versione on line.</p>
<p>Robert Kiyosaki cerca di rompere con la mentalità del “non posso farlo” e invita i lettori a cambiare questa attitudine con quella del “Come posso farlo”. Offre suggerimenti specifici e linee guida su come raggiungere successi individuali.<br />
La cospirazione alla quale fa riferimento il titolo indica la capacità che hanno le persone molto ricche di “giocare” seguendo regole diverse rispetto al resto della gente. Una parte del libro si centra sull’<strong>analisi del passato</strong>, da come ebbe inizio il sistema del baratto, fino ai giorni nostri toccando temi attuali come i vari piani del governo per salvare le imprese.<br />
La seconda parte del libro evidenzia invece <strong>quello che possiamo fare noi per essere preparati </strong>nei tempi grigi.</p>
<p>Volenti o nolenti tutti abbiamo a che fare con i soldi e siamo influenzati dall’andamento del sistema economico, per questo è importante la conoscenza di questi temi. Questo è ciò che pensa l’autore dell’interazione tra la scuola e un’educazione finanziaria che ha il compito di non lasciarci impreparati e paralizzati di fronte ai cambiamenti economici in atto:</p>
<p>“Qual è la radice di ogni male? L’amore per i soldi o l’ignoranza riguardo al denaro? Cosa hai imparato a scuola riguardo ai soldi? Ti sei mai chiesto perché i nostri sistemi scolastici non insegnano praticamente nulla rispetto ai soldi? La mancanza di un’educazione finanziaria nelle nostre scuole è solamente un errore dei nostri leader o è invece parte di una cospirazione molto più grande?</p>
<p>Non importa se siamo ricchi o poveri, se siamo istruiti o no, se siamo bambini o adulti, lavoratori in pensione o in attivo: tutti usiamo il denaro. Ci piaccia o no, i soldi hanno un enorme impatto nelle nostre vite, e lasciar fuori dal sistema educativo l’educazione finanziaria è una crudeltà o un’incoscienza.”</p>
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		<title>Piccoli gesti per rispettare la terra</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Esattamente una settimana fa si festeggiava la Giornata mondiale della terra, una festività riconosciuta da ben 175 nazioni che viene celebrata da quasi mezzo miliardo di persone. Tutto ebbe inizio il 22 aprile del 1970, quando 20 milioni di cittadini americani, rispondendo ad un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1396" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="shopping-250-consigli" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/04/shopping-250-consigli.jpg" alt="shopping-250-consigli" width="125" height="180" />Esattamente una settimana fa si festeggiava la <strong>Giornata mondiale della terra</strong>, una festività riconosciuta da ben 175 nazioni che viene celebrata da quasi mezzo miliardo di persone. Tutto ebbe inizio il 22 aprile del 1970, quando 20 milioni di cittadini americani, rispondendo ad un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica manifestazione a difesa del nostro pianeta. È da quarant’anni che si festeggia questa giornata per sottolineare la <strong>necessità della conservazione delle risorse naturali del Pianeta</strong> e valutare le sue problematiche: l&#8217;inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l&#8217;esaurimento delle risorse non rinnovabili.</p>
<p>Per eliminare gli effetti negativi delle attività dell&#8217;uomo sono state pensate soluzioni e <strong>la Coldiretti </strong>(la principale Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale e a livello europeo) <strong>ha elaborato un decalogo per consumi sostenibili dal punto di vista climatico ed ambientale </strong>che consentono di ridurre la dipendenza dal petrolio e di tagliare le emissioni di gas ad effetto serra. Scegliere prodotti locali e di stagione, ridurre al minimo gli imballaggi, fare acquisti di gruppo, recarsi alla spesa riciclando le buste, ottimizzare il consumo di energia nella conservazione e nella preparazione dei cibi, evitare di apparecchiare con piatti e bicchieri di plastica sono, insieme alla raccolta differenziata, alcuni dei comportamenti suggeriti dalla Coldiretti.</p>
<p>Secondo le stime della Coldiretti, con<strong> semplici accorgimenti nella spesa e nel consumo degli alimenti</strong> ogni famiglia italiana può ridurre le emissioni di duemila chilogrammi di gas ad effetto serra (CO2 equivalenti) all&#8217;anno. La maggior parte dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole percorrono molti chilometri (per ogni pasto se ne stimano quasi 2000), e i lunghi viaggi e le incompetenze logistiche sono tra le principali responsabili su scala globale dell&#8217;emissione di gas a effetto serra. La massiccia importazione dall’estero e la commercializzazione di prodotti fuori stagione dà luogo a numerosi viaggi lungo le strade con relativi sprechi di petrolio ed emissioni inquinanti.</p>
<p>Questo il decalogo elaborato dalla Coldiretti per <strong>dare il nostro contributo per la salvaguardia dell’ambiente e del clima </strong>con accorgimenti riguardo ai nostri comportamenti a tavola:</p>
<ul>
<li>Preferire l&#8217;<strong>acquisto di prodotti locali</strong> che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti;</li>
<li>scegliere<strong> frutta e verdura di stagione</strong> che non consumano energia per la conservazione;</li>
<li><strong>ridurre le intermediazioni</strong> fino a fare acquisti direttamente dal produttore per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti;</li>
<li><strong>privilegiare i prodotti sfusi</strong> che non consumano imballaggi;</li>
<li>acquistare<strong> confezioni formato famiglia</strong> rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di imballaggi per quantità di cibo consumato;</li>
<li>fare <strong>acquisti di gruppo</strong> (anche in condominio) per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa;</li>
<li><strong>riutilizzare le borse per la spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili</strong> di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica;</li>
<li><strong>ottimizzare l&#8217;energia consumata</strong> nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto;</li>
<li><strong>evitare </strong>di servire a tavola con<strong> piatti e bicchieri di plastica</strong> che consumano energia e inquinano l&#8217;ambiente;</li>
<li>fare la <strong>raccolta differenziata</strong> per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti.</li>
</ul>
<p>L’Earth Day, il giorno della Terra, da quasi quarant’anni si basa saldamente su questo principio: <strong>tutti</strong>, a prescindere dalla razza, dal sesso, da quanto guadagnino o dal luogo in cui vivono, <strong>hanno il diritto ad un ambiente sano e sostenibile</strong>. <strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il-piccolo-libro-verde-dello-shopping.php?pn=62">Con le nostre scelte, anche noi ogni giorno possiamo dare il nostro piccolo contributo</a>.</strong></p>
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		<title>Il prezzo dell&#8217;ingegneria genetica nell&#8217;agricoltura</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/il-prezzo-dellingegneria-genetica-nellagricoltura/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 09:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[Contro-informazione]]></category>
		<category><![CDATA[OGM - Alimenti transgenici]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura biologica]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti transgenici]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[Vandana Shiva]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre il il 13 marzo presso la città marocchina di Chefchaouen si svolgeva la cerimonia di presentazione della domanda per la candidatura della dieta Mediterranea a patrimonio Unesco, una tormenta agitava già  il settore dell’agricoltura e dell’alimentazione. Il 2 marzo infatti, come già abbiamo scritto in un articolo su questo blog, la Commissione europea a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1212" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="semi-del-suidicio" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/03/semi-del-suidicio.jpg" alt="semi-del-suidicio" width="124" height="180" />Mentre il il 13 marzo presso la città marocchina di Chefchaouen si svolgeva la cerimonia di presentazione della domanda per la<strong> candidatura della dieta Mediterranea a patrimonio Unesco</strong>, una tormenta agitava già  il settore dell’agricoltura e dell’alimentazione. Il <strong>2 marzo</strong> infatti, come già abbiamo scritto in un articolo su questo blog, la Commissione europea a Bruxelles <strong>autorizzava la coltivazione della patata geneticamente modificata</strong> Amflora, prodotta dalla multinazionale Basf,<strong> e l’importazione di alcune varietà di mais GM</strong>. La decisione ha sollevato un polverone e ha intensificato il dibattito attorno alle coltivazioni transgeniche.<br />
È interessante leggere cosa ne pensa a proposito<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__semi-del-suicidio.php?pn=62"> l’attivista <strong>Vandana Shiva</strong></a>, vicepresidente di Slow foood internazionale e fondatrice della comunità Navdanya che <strong>si sta battendo in India a favore della biodiversità e per la promozione dell&#8217;agricoltura biologica</strong>:</p>
<p><em>Secondo le stime delle Nazioni Unite nel 2050 si dovranno nutrire 9 miliardi di persone. Per molti l&#8217;unica soluzione possibile sono le colture Ogm. Per alcuni queste sono anche la soluzione ai cambiamenti climatici. Lei cosa ne pensa?</em></p>
<p>Il mito che gli Ogm sono la panacea sia per la fame e sia per i cambiamenti climatici è tale: un mito, e di fatto un mito pericoloso. <strong>Gli Ogm non aumentano la resa agricola, sono più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico e lavorano contro gli interessi dell&#8217;umanità</strong>.<br />
Contrariamente a quanto sostiene la Monsanto che il loro cotone Bt produrrebbe 1500 kg per ettaro, la nostra ricerca mostra che la resa media è stata di 400 kg per ettaro, che è meno di un terzo di ciò che sostengono. Un rapporto della Union of concerned scientists degli Stati Uniti dal titolo &#8216;La mancata resa&#8217; mostra inoltre che non vi è nessun guadagno. In realtà vi è spesso un freno del rendimento. L’aumento del rendimento si basa su un tratto multigenetico. Gli strumenti di ingegneria genetica possono funzionare solo con i tratti di un singolo gene, come la tolleranza agli erbicidi e alla tossina Bt. È per questo che dopo 20 anni di costose ricerche da parte dell&#8217;industria, solo questi due tratti sono stati introdotti.</p>
<p><strong>Il sistema industriale e agricolo per il cibo è responsabile di almeno il 25-30% delle emissioni totali di gas a effetto serra </strong>e allo stesso tempo, è estremamente vulnerabile ai cambiamenti climatici. Dall’altro lato abbiamo invece un’agricoltura biologica ed ecologica che è in grado di mitigare e adattarsi al cambiamento climatico, è più resistente e quindi più in grado di garantire la sicurezza alimentare al pianeta.</p>
<p><em>Il 2 marzo la Commissione europea ha adottato tre decisioni che autorizzano i mais geneticamente modificati MON863xMON810, MON863xNK603, MON863xMON810xNK603, per alimenti e mangimi e ha anche deciso di autorizzare Amflora. Questa patata Gm sarà utilizzata per la produzione di amido da usare per applicazioni industriali (ad esempio la produzione di carta). Cosa ne pensa di questa decisione?<br />
</em><br />
Un anno fa la Commissione europea ha cercato di costringere i Paesi a rimuovere i divieti in materia di Ogm. Ho viaggiato a Lussemburgo, Spagna e Germania per lavorare con i movimenti free-Ogm, e, per fortuna, la maggior parte dei Paesi ha votato per il mantenimento del divieto. La<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il-mondo-secondo-monsanto.php?pn=62"> multinazionale Monsanto</a>, le cui varietà di mais sono state approvate, avverte il crescente rifiuto degli Ogm da parte del pubblico ed è disperata. In India abbiamo appena vinto una moratoria sulla brinjal Bt. Sorprendentemente, la Monsanto sta ora premendo sul governo per leggi che prevedano il carcere per chi critica gli Ogm. Gli Ogm possono essere diffusi solo distruggendo la democrazia.</p>
<p><em>Secondo il recente rapporto “Carattere globale delle colture Gm commercializzate: 2009” a cura dell’ International service for the acquisition of agri-biotech applications, l&#8217;India è il 4° Paese al mondo per ettari coltivati (8,4 milioni). Può dirci cosa sta succedendo in India con le colture Gm?</em></p>
<p>L’unica coltura Gm introdotta in India, finora, è il cotone Bt. Si è diffusa attraverso una pubblicità fraudolenta. Si è diffusa distruggendo le alternative. <strong>Di 200.000 suicidi degli agricoltori in India negli ultimi dieci anni, la maggior parte sono concentrati nei settori del cotone Bt</strong>. <strong>Gli agricoltori infatti si indebitano per comprare i semi dalle Multinazionali e, non riuscendo ad estinguerli, ricorrono al suicidio</strong>. La diffusione degli Ogm significa la <strong>scomparsa della biodiversità</strong>. L’India aveva 1.500 varietà di cotone. Ora c&#8217;è Bt, Bt, Bt. Il nostro studio mostra che i terreni sui quali il cotone Bt è cresciuto hanno perso microrganismi vitali. Ciò è stato anche confermato da una ricerca condotta da scienziati del Consiglio indiano per la ricerca agricola. Quindi il cotone Bt significa anche la <strong>morte del suolo</strong>. <strong>I parassiti sono aumentati e c&#8217;è un aumento in volume dell’uso di pesticidi</strong> di tredici volte. Per questo motivo Navdanya ha avviato l&#8217;iniziativa &#8220;semi di speranza”. Abbiamo creato banche del seme, stiamo aiutando gli agricoltori a coltivare biologico e li stiamo aiutando a trovare mercati per il loro cotone biologico.<strong> Gli agricoltori biologici guadagnano 10 volte di più degli agricoltori Ogm.</strong></p>
<p><em>Che tipo di pericoli vede in un mondo che usa semi Ogm?</em></p>
<p>Vedo molti pericoli. Il primo è un <strong>monopolio di approvvigionamento di sementi</strong>, il primo anello della catena alimentare. Vedo gli agricoltori sempre più indebitati a causa dei costi elevati delle sementi visto che sono brevettate. Vedo la scomparsa della biodiversità. Vedo <strong>contaminazione genetica</strong> distruggere i nostri agricoltori biologici. Vedo la<strong> diffusione di semi tossici e sostanze chimiche tossiche</strong>. Vedo la corruzione della scienza che presenta false dichiarazioni di sicurezza. Vedo la fine della democrazia, se gli Ogm sono autorizzati a diffondersi. I semi Ogm sono i semi della distruzione. Abbiamo bisogno di rimanere Ogm-free per la nostra sovranità sulle sementi, per la nostra sovranità alimentare, per la democrazia alimentare.&#8221;<br />
(fonte: rivista telematica del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali )</p>
<p>E a proposito di biodiversità, <strong>oggi a Roma</strong> alle 12 presso l’Hotel Ripa in Via degli Orti di Trastevere n°3 è convocata la conferenza stampa di presentazione della Campagna informativa “<strong>Gli agricoltori custodi della biodiversità in agricoltura</strong>” , campagna che ha lo scopo di far conoscere il <strong>ruolo polivalente degli agricoltori dell’Unione Europea</strong> che oltre ad essere produttori di beni primari sono anche custodi del paesaggio e gestori di servizi ambientali volti alla tutela della biodiversità. A tale campagna l’ALPA (Associazione lavoratori produttori agroalimentari) dedicherà anche uno stand all’interno della <strong>fiera “AgriUmbria”</strong> che si tiene a Bastia Umbra nei giorni <strong>26, 27 e 28 Marzo 2010</strong>.<br />
La campagna intende promuovere un modello di agricoltura europea basata sul ruolo multifunzionale del primario e dalla stretta sinergia della Politica agricola comune con le problematiche ambientali. Durante la fiera saranno distribuiti gratuitamente un audiovisivo in cui sono presentate testimonianze, esperienze dirette e immagini per promuovere il ruolo attivo che gli agricoltori svolgono come custodi della biodiversità, e un opuscolo che contiene gli orientamenti e la normativa a livelli internazionali, europei, nazionali e regionali per la tutela della biodiversità in agricoltura.</p>
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		<title>1 milione contro gli OGM</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 06:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BlogLibri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commissione Europea ha appena approvato la coltivazione di raccolti OGM nell&#8217;Unione Europea per la prima volta in 12 anni! Crollando di fronte alla lobby degli OGM, la commissione ha ignorato il 60% di Europei che sentono di dover valutare i fatti prima di coltivare alimenti che possono costituire una minaccia per la nostra salute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Commissione Europea ha appena approvato la coltivazione di raccolti OGM</strong> nell&#8217;Unione Europea per la prima volta in 12 anni!</p>
<p><strong>Crollando di fronte alla lobby degli OGM</strong>, la commissione ha ignorato il 60% di Europei che sentono di dover valutare i fatti prima di coltivare alimenti che possono costituire una minaccia per la nostra salute e l&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>Una nuova iniziativa permette ad un milione di cittadini</strong> europei di presentare richieste ufficiali e legali alla Commissione Europea.</p>
<p><strong>Leviamo un milione di voci per la messa al bando di alimenti OGM</strong> fino a quando non sarà completata la ricerca; saranno consegnate al Presidente della Commissione Europea Barroso. Firma la petizione ed inoltra questa pagina ad amici e familiari:<strong><a title="OGM" href="http://www.avaaz.org/it/eu_health_and_biodiversity/?vl " target="_self"><br />
http://www.avaaz.org/it/eu_health_and_biodiversity/?vl </a></strong></p>
<p>.</p>
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		<title>Il manuale di Osho per l&#8217;uomo del futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[osho]]></category>
		<category><![CDATA[ribellione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ribelle si presenta come un manuale per l’uomo del futuro, come una guida esaustiva in cui Osho assume le vesti di un visionario planetario. In risposta alle domande di coloro che sono in continua ricerca, Osho disseziona virtualmente ogni istituzione e credenza tradizionale della società, e propone un approccio davvero radicale per rovesciare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-899" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="ribelle-sale-terra" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/ribelle-sale-terra.jpg" alt="ribelle-sale-terra" width="113" height="180" /><strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il-ribelle---il-sale-della-terra.php?pn=62"><em>Il Ribelle</em></a></strong> si presenta come un<strong> manuale per l’uomo del futuro</strong>, come una guida esaustiva in cui Osho assume le vesti di un visionario planetario. In risposta alle domande di coloro che sono in continua ricerca, <strong>Osho disseziona virtualmente ogni istituzione e credenza tradizionale della società, e propone un approccio davvero radicale per rovesciare il passato e preparare il terreno per il futuro</strong>. Il libro è un’esplorazione appassionata delle caratteristiche essenziali che si riscontrano nell’<strong>essere umano autentico, il ribelle</strong>.<br />
Sulla propria nozione di ribellione Osho si era già precedentemente espresso in questi termini:</p>
<p>“La mia nozione dell’essere ribelle e della ribellione è molto semplice: <strong>ribelle è colui che non vive come un robot condizionato dal passato</strong>. Religione, società, cultura… tutto ciò che appartiene al passato non interferisce in alcun modo con la sua maniera di vivere, col suo stile di vita. <strong>Vive come individuo</strong> – non come la rotella di un ingranaggio, bensì come un’unità organica. La sua vita non viene decisa da nient’altro se non dalla sua intelligenza. (…)</p>
<p>Il ribelle è uno che vive in accordo con la sua luce interiore, e si muove in base alla propria intelligenza. Crea il suo sentiero man mano che lo percorre, <strong>non segue le masse sull’autostrada</strong>. Vive una vita pericolosa – ma una vita che non è pericolosa, non è vita affatto. Egli accetta la sfida dell’ignoto, e non va verso l’ignoto, che il futuro gli porta, basandosi sul passato. È questo che crea tutta l’angoscia dell’umanità: ti prepari in base al passato, ma il futuro non sarà mai uguale al passato. Il tuo ieri non sarà mai il tuo domani. Ma questo è il modo in cui l’uomo ha vissuto fino a oggi: il tuo ieri ti prepara al domani. Questa stessa preparazione diventa un ostacolo. Non puoi respirare liberamente, non puoi amare liberamente, non puoi danzare liberamente, perché il passato ti ha menomato in ogni maniera possibile. Il fardello del passato è così pesante che ognuno si sente schiacciato. Il ribelle dice semplicemente addio al passato. (…)</p>
<p>Il ribelle abbandona semplicemente il passato e non si lascia dominare dal passato. È un processo costante e continuo. La vita del ribelle è un fuoco che arde. Egli è fresco, è giovane fino al suo ultimo respiro. Non risponderà a qualsivoglia situazione in accordo alla sua esperienza passata, bensì <strong>risponderà a ogni situazione in accordo con la sua consapevolezza presente</strong>. (…)</p>
<p>La ribellione è uno stile di vita. Per me è la sola autentica religione, perché <strong>se vivi seguendo la tua luce interiore potrai anche perderti molte volte e potrai cadere molte volte, ma ogni caduta, ogni smarrimento, ti renderanno più saggio, più intelligente, più comprensivo, più umano</strong>. Non c’è altro modo di imparare se non facendo errori. Semplicemente, non rifare lo stesso errore.”</p>
<p>&#8220;Osho è un uomo assolutamente moderno che si districa bene tanto con Marx e Engels e la psicologia umanistica come con le tradizioni mistiche orientali. Difatti, egli utilizza Marx e Maslov, Platone e Heidegger, Freud e Beckett e Lenny Bruce, le battute di Playboy come le storie e gli insegnamenti Zen e Sufi, per fare critiche efficaci delle ortodossie politiche e religiose, psicologiche e sessuali.&#8221; James Gordon, <em>The Washington Post</em></p>
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		<title>M’illumino di meno: giornata del risparmio energetico</title>
		<link>http://www.bloglibri.it/m%e2%80%99illumino-di-meno-giornata-del-risparmio-energetico/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 11:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[m'illumino di meno]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 12 febbraio 2010 sarà una giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Si svolgerà infatti la sesta edizione di M&#8217;illumino di meno, un&#8217;iniziativa lanciata nel 2005 dalla trasmissione Caterpillar di Radio2. La prima edizione si svolse il 16 febbraio 2005, giorno in cui entrava in vigore il protocollo di Kyoto, primo passo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-871" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="millumino-2010-locandina-" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/millumino-2010-locandina-.jpg" alt="millumino-2010-locandina-" width="127" height="180" /><strong>Il 12 febbraio 2010</strong> sarà una giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Si svolgerà infatti la<strong> sesta edizione di <em>M&#8217;illumino di meno</em></strong>, un&#8217;iniziativa lanciata nel 2005 dalla trasmissione Caterpillar di Radio2. La prima edizione si svolse il 16 febbraio 2005, giorno in cui entrava in vigore il protocollo di Kyoto, primo passo per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, il principale dei &#8216;gas serra&#8217; responsabili del riscaldamento del clima.</p>
<p>La campagna, lanciata a livello nazionale dai microfoni di Radio2, <strong>invita a ridurre al minimo il consumo energetico</strong>, spegnendo il maggior numero di dispositivi elettrici non indispensabili.<br />
Così recita il testo dell’annuncio:</p>
<p>&#8220;Venerdì 12 febbraio 2010 si celebra &#8211; in veste completamente rinnovata &#8211; la sesta edizione di “M’illumino di meno”: <strong>la Giornata del Risparmio Energetico</strong> lanciata dalla popolare trasmissione radiofonica Caterpillar, in onda su RAI Radio 2. Dopo il successo delle scorse edizioni, con l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città sia in Italia che all’estero, quest’anno l’invito a rispettare un simbolico “silenzio energetico” si trasforma in un invito a partecipare a una<strong> festa dell’energia pulita</strong>.</p>
<p>In questi anni, grazie al supporto di istituzioni, scuole, associazioni, aziende e privati cittadini, abbiamo contribuito alla diffusione di una maggior consapevolezza sulle conseguenze del consumo indiscriminato di energia: la <strong>riduzione degli sprechi</strong> e l’attenzione alle<strong> fonti alternative</strong> sono diventate parole d’ordine familiari per i nostri ascoltatori. Sulla scia di questa nuova sensibilità, è giunto il momento di fare un passo avanti rispetto allo spegnimento simbolico in nome del risparmio e di proporre un’<strong>accensione virtuosa</strong> all’insegna dello sviluppo delle energie rinnovabili. In questi anni abbiamo imparato a risparmiare, ora impariamo a produrre meglio e a pretendere energia pulita.</p>
<p>Allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per accendere tutti insieme le luci il 12 febbraio 2010. L’intento è duplice: da un lato verificare in prima persona che le tecnologie attualmente disponibili sono efficaci e rappresentano alternative realistiche, dall’altro dare un segnale simbolico di fiducia nelle <strong>energie rinnovabili</strong> e nello <strong>sviluppo di un modello di economia sostenibile</strong>.</p>
<p>Nelle piazze spente di tutt’Italia si accenderanno luci “virtuose” alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso ad <strong>una gestione più “illuminata” del nostro futuro</strong>. Per raccontare questa festa dell’energia pulita, il 12 febbraio Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dai Mercati Traianei in Roma, coinvolgendo cittadini, scuole, istituzioni e associazioni in una rassegna di<strong> luci belle, creative e pulite</strong>, escogitate ad hoc, con un concerto finale rigorosamente a impatto zero.</p>
<p>La campagna di M’illumino di meno si protrarrà dal 4 gennaio al 12 febbraio dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative per produrre e distribuire l’energia in modo pulito, responsabile e sostenibile. Una<strong> torcia a energia pulita </strong>viaggerà per l’Italia, sul modello del tragitto della fiaccola olimpica, alla ricerca di punti di <img class="alignleft size-full wp-image-874" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="risparmiare-energia" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/risparmiare-energia1.jpg" alt="risparmiare-energia" width="114" height="180" />rifornimento a fonti rinnovabili, per giungere fino a Roma e “accendere” la festa del 12 febbraio. Su www.caterpillar.rai.it, sarà possibile segnalare la propria adesione e trovare tutti i materiali per diffondere l’iniziativa nei posti di lavoro, a scuola o nella propria città. &#8221;</p>
<p>È una buona opportunità per ricordare ciò che possiamo fare quotidianamente per <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__risparmiare_energia.php?pn=62"><strong>risparmiare energia</strong></a> <strong>nelle nostre case e nelle nostre abitudini giornaliere</strong> (spegnere le luci quando non servono, spegnere i led del televisore e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici ecc.). Oltre a ciò quest&#8217;anno in particolar modo l&#8217;invito è quello di riflettere sull&#8217;importanza e sull&#8217;esigenza dell&#8217;utilizzo di risorse energetiche pulite.</p>
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		<title>Intelligenza ecologica</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 09:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Goleman]]></category>
		<category><![CDATA[impatto ambientale]]></category>
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		<description><![CDATA[L’intelligenza ecologica è stata inserita dal giornale “Time” tra le dieci idee per cambiare il mondo da subito (10 ideas changing the world right now). Così scrive Brian Walsh riguardo a questo nuovo tipo d’intelligenza: Quando si tratta di essere “verdi”, l’intenzione può essere più facile dell’azione. Prendiamo un esempio: decidi di comprare una maglietta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-822" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="intelligenza-ecologica" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/intelligenza-ecologica.jpg" alt="intelligenza-ecologica" width="113" height="180" /><strong>L’intelligenza ecologica</strong> è stata inserita dal giornale “Time” tra le dieci idee per cambiare il mondo da subito (10 ideas changing the world right now). Così scrive Brian Walsh riguardo a questo nuovo tipo d’intelligenza:</p>
<p>Quando si tratta di essere “verdi”, l’intenzione può essere più facile dell’azione. Prendiamo un esempio: decidi di comprare una maglietta fatta in cotone organico al 100%, perché tutti sappiamo che l’organico è migliore per la Terra. E per certi versi lo è; in un’industria convenzionale del cotone i pesticidi privano il suolo di vita. Ma l’etichetta verde non racconta tutta la storia – come il fatto che anche il cotone organico richiede circa 10.000 litri d’acqua per far crescere sufficienti fibre per una maglietta. O la possibilità che la maglietta possa essere stata tinta con sostanza chimiche industriali, che inquinano le acque sotterranee locali. Se fossi a conoscenza di ciò, considereresti ancora la maglietta “verde”? La compreresti ancora? È una domanda che la maggior parte di noi non sono preparati a rispondere, sebbene il dibattito su ciò che è verde o no diventi sempre più importante in un mondo caldo e affollato.</p>
<p>Questo perché con la crescita dell’economia globale la nostra capacità di realizzare prodotti complessi con complesse catene di rifornimento ha superato la nostra capacità di comprendere le conseguenze per noi stessi e per il pianeta. Ci siamo evoluti per rispondere alle minacce che erano chiare e presenti. È per questo che abbiamo la nausea quando mangiamo cibo avariato, e chiudiamo gli occhi quando vediamo una luce abbagliante. Ma niente nell’evoluzione ci ha preparato per capire l’impatto cumulativo che le quantità impercettibili di prodotti chimici industriali potrebbe avere sulla salute dei nostri figli, o il lento pericolo a lungo termine del cambiamento climatico. Scorrendo le corsie dei supermercati ci mancano i dati per capire l’impatto totale di ciò che scegliamo – e probabilmente non riusciremmo a dare un senso alle informazioni anche se le avessimo.</p>
<p>Ma <strong>cosa succederebbe se potessimo calcolare gli effetti totali delle nostre azioni di un’intera vita sulla terra e sui nostri corpi?</strong> Non solo le impronte ecologiche ma anche le impronte sociali e biologiche?<strong> Cosa succederebbe se potessimo pensare ecologicamente? </strong>Questo è quello che lo psicologo <strong>Daniel Goleman</strong> descrive in <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__intelligenza-ecologica.php?pn=62">Intelligenza Ecologica</a>. Utilizzando una giovane scienza chiamata ecologia industriale, attivisti e imprese verdi stanno cominciando a compilare<strong> l’impatto ambientale e biologico di ogni nostra decisione</strong> – e a fornire l’informazione ai consumatori in maniera amichevole.<strong> Questo è pensare in maniera ecologica</strong> – <strong>comprendere le conseguenze ambientali globali delle nostre scelte locali.</strong> “Siamo in grado di conoscere le cause di quello che stiamo facendo, e siamo in grado di conoscere l&#8217;impatto di quello che stiamo facendo&#8221;, dice Goleman, autore nel 1995 del best seller<em> Intelligenza Emotiva</em>. “Ciò avrà un impatto radicale sul nostro modo di fare affari”.</p>
<p>Nel corso degli ultimi due decenni, gli ecologisti industriali hanno usato un metodo chiamato valutazione del ciclo di vita (LCA). Il concetto di impronta ecologica viene dal LCA, ma un’analisi profonda guarda molto più in là. La fabbricazione e la vendita di una semplice bottiglia di vetro richiede l’apporto di dozzine di fornitori, per oggetti high-tech potrebbero necessitarsene molti di più.</p>
<p>(…) Ma l’intelligenza ecologica riguarda in ultima analisi più di cosa compriamo. Riguarda anche la nostra capacità di accettare il fatto che viviamo in un mondo infinitamente collegato con risorse finite. Goleman mette in evidenza la comunità tibetana di Sher, dove per millenni, gli abitanti sono sopravvissuti a dure condizioni conservando con cura tutte le risorse a loro disposizione. I Tibetani pensano in modo ecologico perché non hanno altra scelta. Neanche noi l’abbiamo. “<strong>Un tempo avevamo il lusso di ignorare il nostro impatto</strong>. – dice Goleman –<strong> Ora non più</strong>.”</p>
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		<title>Scienza e campo Akashico: una teoria integrale del tutto</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 16:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Akasha]]></category>
		<category><![CDATA[Club di Budapest]]></category>
		<category><![CDATA[Ervin Laszlo]]></category>

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		<description><![CDATA[Akasha è la parola sanscrita che sta per ‘cielo’, ‘spazio’ o ‘etere’. È l’etere che un tempo si credeva fosse l’essenza pregnante dell’universo. I mistici indiani parlano di Registro Akashico, un campo universale d’informazione simile al concetto junghiano dell’Inconscio Collettivo, spesso descritto come la biblioteca o il museo universale della conoscenza e della memoria umana. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-849" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="scienza-campo-akashico" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/scienza-campo-akashico.jpg" alt="scienza-campo-akashico" width="115" height="180" />Akasha </strong>è la parola sanscrita che sta per ‘cielo’, ‘spazio’ o ‘etere’. È l’etere che un tempo si credeva fosse l’essenza pregnante dell’universo. I mistici indiani parlano di Registro Akashico, un campo universale d’informazione simile al concetto junghiano dell’Inconscio Collettivo, spesso descritto come la biblioteca o il museo universale della conoscenza e della memoria umana.<br />
Nei primi del ‘900 Nicola Tesla, padre delle moderne tecnologie di comunicazione, individuò un campo d’informazione nel centro dell’universo. Paragonando questo campo ad Akasha, affermò che questo campo di forza era fondamentalmente creativo e che creava materia quando l’energia cosmica interagiva con lui.<br />
Il libro di Ervin Laszlo<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__la-scienza-e-il-campo-akashico.php?pn=62"><em> La scienza e il campo Akashico </em></a>suggerisce l’esistenza di un <strong>campo d’informazione come sostanza del cosmo</strong>, e lo chiama ‘campo Akashico’ o ‘Campo A’. Suggerisce l’idea che il vuoto quantico sia l’energia fondamentale e il campo che trasporta le informazioni, e che comunichi non solo con l’universo attuale, ma con tutti gli universi passati e presenti. Laszlo ritiene che tale campo informativo sia in grado di spiegare perché il nostro universo sembra essere regolato per formare le galassie e forme di vita coscienti, e perché l’evoluzione è un processo intelligente e non casuale.</p>
<p>In questo libro <strong>la sapienza antica e la ricerca moderna nel campo della fisica e della coscienza si riuniscono</strong> nell’invito dell&#8217;autore a riconoscere<strong> la coerenza e l&#8217;integrazione di fondo della Creazione.</strong><br />
Secondo Laszlo abbiamo bisogno di riconoscere la presenza di un fattore che non è né materia né energia, la cui importanza è ormai riconosciuta non solo nel campo delle scienze umane e sociali, ma anche nella fisica e nelle scienze della vita. Si tratta di informazione &#8211; informazione come fattore reale e concreto che imposta i parametri dell&#8217;universo alla sua nascita, e successivamente governa l&#8217;evoluzione dei suoi elementi di base in sistemi complessi. È  la presenza di informazione in tutto il cosmo,  trasmessa dall’universale campo informativo chiamato il campo Akashico.</p>
<p>Ciò che Laszlo propone è <strong>una teoria integrale che promette di riunire la coscienza e il mondo fenomenico</strong>, e mostra come l<strong>&#8216;interconnessione fondamentale dell&#8217;Universo</strong> non è un evento raro che si verifica di tanto in tanto, ma è invece una proprietà della materia e della vita. È ammirevole la sua capacità di discutere in maniera coerente diversi argomenti come il darwinismo, il Chi, la Kundalini, la reincarnazione, la comunicazione transpersonale, la canalizzazione di Seth, i buchi neri e il disegno intelligente attraverso le discipline della cosmologia, della biologia, della coscienza e della scienza quantica.</p>
<p>Fondatore e Presidente del Club di Budapest, <strong>Ervin Laszlo</strong> è stato uno dei primi rappresentanti nell’area della filosofia dei sistemi e della teoria generale dell’evoluzione. Ha pubblicato circa 70 libri tradotti in più di 18 lingue. Nel corso della sua lunga carriera accademica come professore di filosofia ha praticato l’insegnamento e la ricerca in varie università americane ed europee.<br />
Ha lavorato come direttore dei programmi per l’Istituto delle Nazioni Unite per l’Istruzione e la Ricerca, è stato presidente della Società Internazionale per la Scienza dei Sistemi, Consigliere del Direttore Generale dell’UNESCO, Ambasciatore del Concilio Delfico Internazionale, membro dell’Accademia Internazionale delle Scienze, dell’Accademia Mondiale delle Arti e Scienze e dell’Accademia Internazionale di Filosofia.</p>
<p>La missione del <strong>Club di Budapest</strong> è quella di agire da <strong>catalizzatore per la trasformazione verso un mondo sostenibile </strong>attraverso</p>
<p>* Il sostegno alla nascita di una coscienza planetaria<br />
* La comunicazione tra generazioni e culture<br />
* L’integrazione di spiritualità, scienza e arte<br />
* La promozione di comunità d’insegnamento in tutto il mondo</p>
<p>La sua filosofia si basa sul presupposto che l’enorme sfida che l’umanità si sta trovando ad affrontare può essere superata solo attraverso lo <strong>sviluppo di una coscienza culturale globale</strong>.</p>
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		<title>2010: Anno Internazionale della Biodiversità</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>

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		<description><![CDATA[La scorsa settimana si è aperto ufficialmente con una cerimonia a Berlino l&#8217;Anno Internazionale per la Biodiversità promosso dalle Nazioni Unite. Obiettivo dell&#8217;iniziativa è quello di riaffermare i valori della Convenzione internazionale della diversità biologica e del Countdown 2010 (l&#8217;impegno preso otto anni fa da alcune nazioni, tra cui l&#8217;Italia, di ridurre significativamente la perdita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-856" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="logo2010" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/logo2010.jpg" alt="logo2010" width="249" height="180" />La scorsa settimana si è aperto ufficialmente con una cerimonia a Berlino <strong>l&#8217;Anno Internazionale per la Biodiversità promosso dalle Nazioni Unite.</strong> Obiettivo dell&#8217;iniziativa è quello di riaffermare i valori della Convenzione internazionale della diversità biologica e del Countdown 2010 (l&#8217;impegno preso otto anni fa da alcune nazioni, tra cui l&#8217;Italia, di ridurre significativamente la perdita di biodiversità entro il 2010), e aumentare la consapevolezza dei governi e dell’opinione pubblica mondiale dell&#8217;importanza della diversità biologica per la vita sulla Terra.<br />
In particolare con la proclamazione dell’Anno Internazionale della Biodiversità le Nazioni Unite hanno voluto diffondere tre fondamentali messaggi:</p>
<ul>
<li><strong>la biodiversità è essenziale per il benessere degli esseri umani</strong>, poiché senza di essa saremmo tutti più poveri in termini economici, sociali e culturali;</li>
<li><strong>l’attuale tasso di biodiversità è estremamente grave </strong>e la perdita di ogni singola specie indebolisce la capacità degli ecosistemi di fornire il loro prezioso apporto e rappresenta la perdita definitiva di un patrimonio unico e prezioso;</li>
<li><strong>tutti devono dare il loro contributo ai vari livelli per fermare la perdita di biodiversità</strong>. In primis i governi e la comunità scientifica hanno responsabilità di collaborare all’elaborazione di strategie efficaci per arrestarla.</li>
</ul>
<p>Il lancio ufficiale di Berlino sarà seguito da una riunione il 21 e il 22 gennaio al quartier generale dell&#8217;Unesco a Parigi.</p>
<p><strong>La biodiversità è vita.</strong> Biodiversità <strong>è la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra</strong>, geni, piante, animali, specie ed ecosistemi<strong> tutti indispensabili e relazionati l’uno con l’altro</strong>. Nuove specie vengono scoperte regolarmente e molte, sebbene scoperte, non sono ancora classificate. Le foreste tropicali rappresentano l’ambiente più ricco a livello di biodiversità. Ogni specie offre qualche genere di funzione ad un ecosistema e queste funzioni fondamentali  svolgono un ruolo importante per la sopravvivenza umana: grazie alla biodiversità la Natura è in grado di fornirci cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana.<br />
Dichiarare il 2010 Anno Internazionale della Biodiversità rappresenta un’importante celebrazione della vita sulla Terra, ma anche un segnale di difesa nei confronti della varietà delle specie viventi.</p>
<p>La Biodiversità riscontrata oggi sulla Terra è il risultato di 3,5 miliardi di anni di evoluzione. Fino alla comparsa dell’uomo la Terra possedeva una maggiore biodiversità che in alcun altro periodo della storia geologica. Dall&#8217;avvento della creatura umana la biodiversità ha iniziato un rapido ribasso, con progressivi fenomeni di estinzione.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-859" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="campi-di-battaglia" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2010/01/campi-di-battaglia1.jpg" alt="campi-di-battaglia" width="129" height="180" />Anche se divisi sui numeri, molti scienziati credono che <strong>la percentuale di perdita di biodiversità che si sta manifestando ora è più grande che in qualunque periodo della storia</strong>. Quasi tutti sono concordi nell’affermare che le perdite sono dovute all’attività umana, che incide nella distruzione di piante, animali e dei loro habitat.<br />
Il 2010 sarà un’occasione per riflettere su quanto siamo tutti coinvolti e su ciò che possiamo fare per il rispetto e la conservazione della biodiversità nel mondo.</p>
<p>Come dice la filosofa, scienziata ed ambientalista indiana <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__campi-di-battaglia.php?pn=62"><strong>Vandana Shiva</strong>: </a>“L’unica maniera di venire incontro ai crescenti bisogni umani è proprio la protezione della biodiversità, perché finchè non ci occuperemo dei lombrichi, degli uccelli e delle farfalle, non saremo neppure in grado di occuparci delle persone” .</p>
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		<title>2012, possiamo stare tranquilli?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 09:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[calendario maya]]></category>
		<category><![CDATA[fine del mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[21 dicembre 2012, una data simbolica carica di attese. Gli antichi Maya la fissarono per indicare la fine di un ciclo, ma a cosa si riferisce? Alla fine della vita dell’uomo sulla terra? A un nuovo inizio, in un mondo totalmente diverso rispetto a quello che abbiamo imparato a conoscere? Ora il nuovo film di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-354" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="2012-mondo-non-finira" src="http://www.bloglibri.it/wp-content/uploads/2009/12/2012-mondo-non-finira.jpg" alt="2012-mondo-non-finira" width="123" height="180" /><strong>21 dicembre 2012, una data simbolica carica di attese</strong>. Gli antichi Maya la fissarono per indicare la fine di un ciclo, ma a cosa si riferisce? Alla fine della vita dell’uomo sulla terra? A un nuovo inizio, in un mondo totalmente diverso rispetto a quello che abbiamo imparato a conoscere? Ora il nuovo film di Roland Emmerich apre un nuovo dibattito riguardo alle possibilità che ci aspettano in questo futuro così prossimo, prospettando il succedersi di tempeste solari che porterebbero a un surriscaldamento del nostro pianeta e alla conseguente liquefazione del suo mantello esterno. Solo i privilegiati si salveranno, grazie ad alcune moderne arche di Noè.<br />
<strong>La fine è quindi veramente vicina?</strong> Marzia Nicotri, eclettica ricercatrice,<a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__2012-il-mondo-non-finira.php?pn=62"> lo nega in assoluto</a>. Fornendo ragioni logiche scardina una ad una le teorie da cui siamo circondati  che preannunciano un’imminente fine del mondo così come altre speculazioni allarmanti e catastrofiche. Cercando di riportarci alla ragione e al senso comune ci segnala allo stesso tempo <strong>quali sono le reali minacce da cui dobbiamo stare in guardia oggi per prepararci al domani</strong>. Un invito quindi a non lasciarsi distrarre dalle teorie apocalittiche tanto in voga per concentrarsi su ciò che sta accadendo oggi e determinando già il nostro futuro.</p>
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		<title>Euflazione: il denaro al servizio della comunità</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 18:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[euflazione]]></category>
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		<category><![CDATA[miclavez]]></category>

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		<description><![CDATA[Euflazione: è il titolo del nuovo libro di Antonio Miclavez, in uscita tra pochi giorni. Dopo l’enorme successo di Euroschiavi, scritto a quattro mani con Marco Della Luna, Antonio Miclavez torna a denunciare quelle irregolarità del sistema bancario che hanno pesanti ricadute sulla vita quotidiana di ognuno di noi. Ma questa volta l’autore si spinge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__euflazione-punto-g-economia.php?pn=62" title="Euflazione" target="_blank"><img src="http://www.ilgiardinodeilibri.it/cop//e/euflazione.jpg" alt="Euflazione" align="left" vspace="10" width="128" height="180" hspace="10" /></a><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__euflazione-punto-g-economia.php?pn=62" title="Euflazione">Euflazione</a>: è il titolo del nuovo libro di <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_antonio_miclavez.php?pn=62" title="Miclavez">Antonio Miclavez</a>, in uscita tra pochi giorni. Dopo l’enorme successo di <em>Euroschiavi</em>, scritto a quattro mani con <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_marco-della-luna.php?pn=62" title="Della Luna">Marco Della Luna</a>, Antonio Miclavez torna a denunciare quelle irregolarità del sistema bancario che hanno pesanti ricadute sulla vita quotidiana di ognuno di noi.</p>
<p><strong>Ma questa volta l’autore si spinge oltre</strong>, proponendo un concetto tanto semplice quanto osteggiato.</p>
<p><strong>L’&#8221;euflazione&#8221;, rappresenta quella quantità di denaro che dovrebbe essere messa in circolazione per mantenere un’economia sana.</strong> Dove sana significa a vantaggio dei cittadini, o meglio… della maggior parte di loro.</p>
<p>Ne abbiamo parlato con l’autore&#8230;</p>
<p><span id="more-284"></span><strong>Inflazione e deflazione sono situazioni economiche di cui tutti parlano</strong> e che influenzano in maniera decisiva la vita di tutti, dal governo di uno Stato alla grande multinazionale, dalla famiglia al piccolo risparmiatore. Esiste però un terzo concetto di cui nessuno parla mai: l’euflazione.</p>
<p><em>Di cosa si tratta?</em></p>
<p><strong>L’euflazione, </strong>vero e proprio neologismo attualmente bannato da Wikipedia,<strong> è la quantità di denaro adeguata a garantire stabilità ai prezzi</strong> e a facilitare le transazioni commerciali nel modo più agile e meno costoso.</p>
<p><strong>È la situazione più vantaggiosa per i cittadini</strong>, ma la più sconveniente per le banche.</p>
<p><strong>Le banche infatti si arricchiscono quando il denaro scarseggia</strong>, perché – creandolo dal nulla – possono prestarlo ai cittadini a tassi d’interesse estremamente alti. L’attuale mancanza di denaro in circolazione non è altro che il risultato di una strategia di arricchimento del cartello bancario. L’euflazione è quindi una manna dal cielo per i cittadini.</p>
<p><em>Ma allora perché nessuno ne parla?</em></p>
<p>Perché è un concetto tanto semplice quanto fastidioso e perché la cultura finanziaria è manipolata dal cartello bancario.</p>
<p><strong>I media non ne parlano, i governi non la incoraggiano</strong> e gli istituti finanziari non la perseguono. Persino wikipedia l’ha bannata! Il mio nuovo libro nasce proprio per rompere questo muro di silenzio e denunciare al tempo stesso la falsità e la corruzione del regime monetario e finanziario internazionale.</p>
<p><em>Come farà l’euflazione a liberarci dall’inflazione e a salvarci dall’attuale crisi finanziaria?</em></p>
<p><strong>Quando il concetto di euflazione comincerà a circolare</strong>, sarà immediato comprendere che la messa in circolo di nuovo denaro rappresenta un contesto vantaggioso per l’economia dei cittadini. A quel punto il cartello bancario non potrà più giustificare la mancata messa in circolazione di denaro nuovo con la scusa che questo crea inflazione, ovvero troppo denaro.</p>
<p><em>Perché quindi leggere Euflazione. L’anello mancante dell’economia?</em></p>
<p><strong>Per renderci conto che la crisi di liquidità in circolazione è voluta dalle banche</strong> e che la soluzione è semplice: mettere in circolazione denaro a costo zero. Tanto per cominciare, il denaro necessario a sanare il cosiddetto debito pubblico si potrebbe avere a costo zero, se solo venisse creato dallo Stato e non dalle banche. Perché pagare le banche, che ormai posseggono quasi tutti i titoli di Stato? Ma soprattutto perché continuare a pagare un debito matematicamente insanabile?</p>
<p><em>A chi si rivolge il libro?</em></p>
<p><strong>Ai cittadini che vogliono capire perché c&#8217;è la crisi pur essendoci risorse in abbondanza</strong>; ai docenti universitari di economia perchè, visto che la finanza è &#8220;creativa&#8221;, è ora che inizino a insegnare quella che avvantaggia i Cittadini e non le Banche; ai Finanzieri, ignari esecutori in buona fede di un sistema fiscale al soldo delle Banche; alle società che sono nel discutibile business del recupero crediti, e senza rischiare in proprio, chiedono in nome dello Stato e con interessi da capogiro ciò che lo Stato dovrebbe riscuotere da sè a costi ben più contenuti.</p>
<p>Ai Presidenti d&#8217;Italia che hanno firmato il Golpe di Maastricht, cedendo definitivamente la sovranità monetaria a un organo privato sovranazionale; ai Governatori di Bankitalia, che vengano finalmente eletti dal popolo e non dalla Goldman Sachs; ai Commercialisti, che si rendano conto che applicando leggi che sanno essere ingiuste e anticostituzionali (come per esempio quella sullo studio di settore), diventano il tramite di un furto legalizzato che danneggia i loro concittadini; a chi è fallito, per fargli capire che forse non è stata solo colpa sua.</p>
<p>E infine a chi vuole creare un mondo libero da un sistema bancario nemico dell&#8217;Umanità.</p>
<p><strong><em>Antonio Miclavez</em></strong> &#8211; Euflazione, l’anello mancante dell’economia.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/avvertimi.php?lid=19098&amp;pn=62">Richiedi di essere avvisato quando il libro sarà disponibile!</a></strong></p>
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