In occasione dell’uscita di Schiavi del Supermercato – La Grande Distribuzione organizzata in Italia e le Alternative Concrete, abbiamo rivolto qualche domanda a Saverio Pipitone, autore del libro insieme a Monica Di Bari.

Schiavi del SupermercatoA chi si rivolge il libro e perché raccontate dello Shopville di Bologna?
Schiavi del Supermercato si rivolge a tutti coloro che iniziano a farsi qualche domanda sulla moderna distribuzione e vorrebbero optare per un consumo consapevole. La prima parte del testo è un’esplorazione tra reparti e scaffali della grande distribuzione organizzata, in particolare è sotto osservazione lo Shopville di Casalecchio di Reno a Bologna perché la sua caratteristica consiste nel superamento del vecchio modello “tutto sotto lo stesso tetto” verso una nuova logica di “tutto sotto lo stesso cielo”, in quanto supermercato, negozi, cinema multisala, ristoranti, pub, palestra sono situati vicino all’autostrada, stazione ferroviaria, residence, e a due passi da Carrefour, Ikea, Castorama, Comet: il classico centro commerciale si evolve in distretto commerciale.

Allora è questo il prossimo futuro che ci aspetta?
Queste nuove realtà riempiono l’Emilia-Romagna: da Savignano sul Rubicone a Rimini e Ravenna, dai Lidi Ferraresi a Ferrara. E non solo. A Vienna, una muraglia di insegne commerciali s’affaccia sull’autostrada formando un quartiere commerciale. In Slovacchia, le scritte della propaganda comunista sono state sostituite da giganteschi cartelloni che indirizzano a queste cittadelle del consumo. Nel libro c’è una vignetta in cui è disegnato un centro commerciale con una inevitabile rotonda senza via di uscita perché tutte le frecce indicano una sola direzione: il consumo fast, easy e low cost. Di sicuro, ci aspetta anche un futuro fatto di totalizzanti tecniche di controllo e fidelizzazione. Oggi, il consumatore è controllato con telecamere onnipresenti che non servono solo a individuare i ladruncoli, ma soprattutto ad analizzare i suoi movimenti, scelte e comportamenti. Banca, petrolio e farmaci sono i nuovi obiettivi della distribuzione organizzata. In Italia, le liberalizzazioni “Bersani” agevolano queste tendenze che apparentemente avvantaggiano il consumatore, ma è ovvio che dietro ci sono dei gruppi di potere.

Nel libro si parla di un consumatore «ipnotizzato». Ci sono nuove tecniche di persuasione… o d’inganno?
La grande distribuzione incanta continuamente il consumatore per indurlo ad acquistare sempre di più: carte fedeltà , sconti, premi, raccolte punti, carrelli più grandi, pubblicità , prezzi competitivi e percorsi prestabiliti. Inoltre, con il sistema del self-service, dal montaggio del mobile ai lettori salvatempo per la spesa, il consumatore diventa un lavoratore non retribuito e produttore di plusvalore per l’azienda. Lo slogan «lavora, consuma, crepa» si adatta perfettamente alla situazione di un consumatore che acquista beni indotti e di scarsa utilità provenienti da Paesi, distanti migliaia di chilometri, come la Cina comunista che paradossalmente è diventata la “classe operaia” dell’opulento Occidente.

Il libro ha il pregio di non fare solo denunce ma di offrire alternative: certo piccole e parziali ma concrete. Perché questa scelta?
È necessario limitare i consumi recuperando il valore d’uso degli oggetti. I nuovi movimenti della decrescita e della semplicità volontaria sostengono teoricamente questa sobrietà nei consumi. Nel libro descriviamo alcune pratiche di consumo critico, fattibili con un minimo di impegno, come i Gruppi di Acquisto Solidale o i mercatini rionali. Ci interessava fare un discorso localista per aiutare noi stessi a uscire dall’imperativo del consumo forzato e della velocità senza limiti.

Saverio Pipitone, giornalista pubblicista. Laureato in Scienze Politiche e master in Responsabilità sociale d’impresa. È stato caporedattore della rivista il Consapevole. Attualmente collabora con una nota rivista specializzata in economia e marketing.Â
Blog http://saveriopipitone.blogspot.com/

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1 Commento per “Consumo Consapevole”

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  1. Libri
    03:00 del 05 maggio 2007

    Il tema è molto impegnativo ed interessante, l’unico rammarico è che in questa intervista viene posta più attenzione alla spiegazione dei problemi che alla presentazione delle alternative concrete indicate nel titolo.

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